platania recensisce "giovani surrealisti canadesi"!
tutto vero!
18/01/08 22:19
"Se è vero che gli Stati Uniti sono ancora un melting
pot, allora il Canada, che gli sta sopra, ne
costituisce il coperchio tremante di bollore. Lo
scopriamo, non senza sorpresa, leggendo questa
antologia di giovani surrealisti canadesi messa
insieme da Fabrizio Venerandi per i tipi delle
edizioni I Figli Belli e venduta attraverso lulu.com.
La nuova corrente letteraria d’oltreoceano, a
giudicare da questi veloci racconti, è la schiuma
ineffabile del post-contemporaneo. Si va dai relitti
di HTML che affiorano nella prosa di Murter Moric al
glaciale umorismo di Ben Miller in Limone, alle
ripetizioni, come un’eco impazzita, in Inconcludenze
di Peter S. Saly. Va detto subito che il totale di
questo progetto è ben superiore alla somma dei suoi
singoli racconti (bisogna arrivare alla fine per
trovare il pezzo migliore, L’incidente di Anders E.
Johansen).
Venerandi muove una regia discreta
nell’ombra, si intuiscono certe sue preferenze (i
racconti erotici firmati da donne), ma alla fine il
volume è compatto (a proposito: che peccato che non
ci siano le note bio-bliografiche dei giovani
scrittori) e restituisce bene il sugo filosofico che
bolle in pentola.
E il sugo è ben condensato nella
frase «Ad un certo punto non successe niente» che
appare a bruciapelo nel racconto di Gregorio Facile.
Già, qui si confina a settentrione con una eterea ma
feroce ultraemotività. Con questi canadesi siamo
oltre. Non c’è più quel cinismo che certa narrativa
occidentale aveva lavorato fino a consumarne le
trame. No, qui il dolore e il piacere sono stati
valutati e scartati, in quanto merce che non
interessa. Qui siamo nel regno sublime dell’estetica
dell’indifferenza, anzi, siamo già un passo oltre
questo regno. Qualcuno ha detto che la narrativa
contemporanea ha spento la luce nel mondo. Ebbene,
questi giovani canadesi sembrano proprio aver
imparato a vedere al buio."
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