partigiani del sentito dire
04/06/07 18:48 |
lettere a koch
la verità mazzetti è che
mi ero dimenticato di dirti il succo del discorso e
il succo del discorso è che questa scrittura continua
non esiste, è facile scrivere se non hai niente da
dire è facile scrivere se scrivi come respiri, ma
quanto dura un tuo respiro ? eh ? a chi gliene frega
di un tuo respiro specie se a lungo termine, a questo
non avevi pensato, ad eccezione dei polmoni e del
sangue che gliene frega diciamo così per interesse,
perché hanno bisogno di fare la loro benedetta
ossigenazione, a tutti gli altri non importa tanto
del tuo respiro, della scrittura che entra e che esce
dagli occhi e dalle dita in questo caso dalle dita,
la cosa un po’ beffarda è che la scrittura respira
con questi pezzi del corpo che sembrerebbero così
inadatti a portare quelle cose piegate che stanno
dentro, tu sai di cosa sto parlando, quelle cose così
deliziose e piegate a ‘elle’ a ‘qu’ dentro la nostra
anima, dove per anima intendo qualcosa di
inspiegabilmente carnoso e puzzolente, qualcosa di
masticabile e sanguinante, quante volte volevo dire
queste cose e tu non mi stavi a sentire mazzetti,
c’era un casino memorabile, lo hai anche detto tu,
parlavi di questo casino memorabile e forse lo era,
era roma ma era anche firenze e era anche genova e
bologna erano tutte queste città attaccate assieme
come una metropoli inesistente e incollata assieme
dai figli che parlano e che chiedono cose talmente
semplici che verrebbe da non rispondere da dire,
figli miei queste cose sono prive di qualsiasi
importanza noi lo sappiamo che lo state chiedendo per
sentito dire, lo chiedete per far fare esercizio ai
vostri muscoli facciali, per contrarre la gola e poi
lasciarla andare, una semplice ginnastica, questo
potremmo dire ai nostri figli e non voglio escludere
che in qualche modo non l’abbiamo fatto, non
escluderei che presi dall’entusiasmo lo abbiamo
davvero detto ai nostri figli, abbiamo fatto tante di
quelle cose, perché dovremmo stupirci di aver detto
le cose che andavano dette, scritto e non riletto
mazzetti, ecco cosa volevo dire, scritto e non
riletto, ma quanta soddisfazione ci viene da questo
grande brodo primordiale degli atleti e le atletesse
della parola? oh non molto mazzetti, tutti sono bravi
a farsi venire l’erezione ma questo significa mica
che siamo tutti grandi scopatori mazzetti, perché
allora dobbiamo avere una felice versatilità di
parola dobbiamo essere felici anche noi, oppure al
contrario inconsolabilmente tristi, partigiani del
sentito dire, ecco la rete globale, la rivolta dei
partigiani del sentito dire o del sentito fare,
comunque baciare eccetera, scritto e non riletto ecco
il segreto mazzetti, scritto e non riletto, questa
nostra parola è un lungo verbale a perdere di uno
stato di periferia del tutto patologico, mi è
arrivata l’acqua alla gola, mi è arrivata la testa
nella tagliola (e mi è arrivata anche -yes man- la
tastiera nuova)
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