questa cosa che ti dico, questa rosa, è una cosa che fisso
questa cosa che ti dico, questa rosa, è una cosa che fisso
con parole normali che non piacerebbero a un gentil
uomo o a un berisso, ma che fanno segno di quella

cosa che teniamo tra le mani quella cosa che ti ho ape
rto una volta una camicetta, bottone per bottone, e
ho infilato un mio labbro ardente sulla tua aderente

pelle cotta e mi sono slabbrato e spettinato lì dentro
tenendo tra i denti il tuo scapezzolo tutto rintro
nato e l'ho avvelentato l'ho scottato tutto in bocca

l'addentato e morso, tutto me lo sono torto e
il lattice è uscito come un atleta sbalordito a piene
mani superbito mi ha fottuto e rapito mi ha insa

porito il palato e non se ne è mica andato quando,
in separata sede, ho passato le mani sulla mappa
stellare dei nei della tua schiena, come stronavi

strane in cerca di un riposo, di un letto silenzioso;
poi abbiamo chiamato il figlio, il giglio, e l'altro
a cui non rassomiglio
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