Il macaco però non si perdeva d'animo, voleva tornare da Paola, qualsiasi cosa ma poter sentire ancora il suo sapore e rivedere la sua faccia. Non ricordava più come fosse fatta ormai, era passato troppo tempo. Scimmiotto credeva che le persone restassero impresse nella memoria a breve termine in maniera distinta, ma poi perdessero consistenza, diventando l'aura della persona che è stata, gli scatti chimici del cervello che l'hanno catturata e in qualche modo ne sono rimasti impressionati e bruciati, come una pellicola fotografica. Per questo -pensava- i vecchi che sragionano si ricordano particolari precisi della propria infanzia e magari dimenticano quello che hanno fatto il giorno prima, perché tutta l'emozione e l'amore delle cose li aveva bruciati lasciando il proprio marchio. Così scimmiotto non ricordava niente di Paola, niente di pratico, ma ne era ustionato nella carne per l'odore suo di animale sudato, per il calore della pelle, per quelle cose che si erano detti quasi distrattamente nel cuore della notte. Qualcosa di invisibile che non si poteva cancellare e che non esisteva, se non quando decideva di riaffiorare per fare soffrire scimmiotto.
Non si trattava di amore, almeno scimmiotto non credeva, non era proprio così che scimmiotto si ricordava di essere stato innamorato, quando ancora aveva la possibilità di farlo. L'amore, per quanto ricordasse il macaco, era fatto di grandi silenzi, di frasi senza senso e di un battere sempre sulle stesse cose, amore voleva dire stare di merda, avere dei crampi allo stomaco, significava volersi fare del male e nello stesso tempo volere essere santi, pieni di riconoscimento e di pazienza verso tutto il creato, più o meno.
Quello che scimmiotto provava per Paola non era amore, niente del genere davvero. Era qualcosa che somigliava più a un mantenimento di uno stato. La riscoperta continua di qualcosa che era perso: se scimmiotto era immortale aveva bisogno di cose che restassero assieme a lui e che -invecchiando- gli ricordassero cosa scimmiotto era già stato. Tutto poteva anche finire, questo non era un problema per scimmiotto, l'importante per il macaco era di poter tornare negli stessi posti e in questo suo ritorno c'era tutta la necessità di marchiare il suo essere. 'Sono, in quanto sono già stato', ecco cosa pensava, e Paola era il 'già stato' e anche un futuro immaginabile, una possibilità.
Forse significava semplicemente pensare di poter andare avanti senza dover considerare quello che c'era già stato come una serie insensata di errori di percorso.
Tutto il suo attaccamento a Paola poteva essere anche solo il desiderio di dare una motivazione a tutto quello che aveva fatto.
D'altronde scimmiotto non era affatto certo di essere davvero immortale. Quello che sapeva era: in primo luogo di essere nato da millenni, e in secondo luogo di non essere mai morto. Poteva bastare questo per renderlo immortale? 'Allora tutti quelli che stanno come insetti sulla palla in attesa di cadere o di essere schiacciati -diceva tra sé e sé scimmiotto- tutti quelli, potrebbero pensare di essere immortali, quanto me'. Per il macaco il problema dell'immortalità era che, per quanto tu potessi vivere a lungo, non potevi mai davvero sapere di essere immortale, e -a ben vedere- non lo avesti saputo mai. Essere immortali era -alla fine- un atto di fede, scimmiotto doveva credere di essere immortale e così facendo guadagnava anno dopo anno, sopravviveva a ere, a dinastie, a guerre, a forme economiche, e più andava avanti più si sentiva stanco, sentiva di non potere fare niente in quel posto assurdo in cui era confinato, e più la stanchezza serpeggiava nel suo corpo e nella sua coscienza, più in lui aumentava il dubbio della sua immortalità. Se fosse morta la sua volontà, se non fosse rimasto niente dei suoi desideri, che tipo di immortalità sarebbe stata?
Un'immortalità umana.
Ecco cosa pensava scimmiotto, un'immortalità da mortali, e pensando cose tanto profonde si grattava istintivamente i testicoli, perché non era abituato e a ben vedere non era neppure nella sua indole.
Certo, in quel momento la prima cosa che scimmiotto avrebbe fatto con paola sarebbe stato fotterla, era quello che aveva in mente, sentiva già il suo pene d'osso sbattere impazzito con quell'emozione infantile di
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