l'ipod nasale di marco
mi scrive marco: "Uscendo da lavoro mi è successa una cosa strana. Avevo su degli auricolari con isolamento acustico: non li uso mai, mi fa strano che la musica venga sparata direttamente sul timpano. Ti dico: avevo su questi auricolari e sentivo non mi ricordo cosa: non è importante, credo un'opera di Glass, forse. Ecco, tenevo la musica bassa, e percepivo con precisione ogni singola nota. E fuori: le macchine, la gente, la strada, la betoniera with men at works -> niente. La mia musica bassa e le loro apparenze mortali, prive di suono: quindi immote. Come in un acquario. E di strano c'è che il silenzio reale della città non mi infastidiva, anzi vi galleggiavo dentro. Ma qualcosa incrinava questa mia sensazione: gli odori. Gli odori si appiccicavano alla musica, sporcandola. Non era più la musica a dominare la città, ma la città a modificare la musica. E mi è sembrato strano che quelle cuffie mi isolassero dal rumore e non dagli odori. Dovrebbero inventare gli auricolari con isolamento olfattivo. Davvero".
Alla mia richiesta di mettere questo pezzo sul blog mi risponde: "solo se aggiungi questo post scriptum: ho ascoltato co.dex. ora so
perché zamboni ha litigato con ferretti".
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