tucidide a nettuno
18/05/08 15:47
sono mesi che non scrivo, se scrivo inizio a stare
male, non ho tempo di scrivere sono arrivato al punto
che scrivere mi fa male, anche alla schiena, ma non
solo, sto continuando questa frase che non mi ricordo
neppure quando ho scritto, ma in realtà non volevo
parlare di questo, volevo parlare dei videogiochi, in
classe ho dato da fare un tema su gta iv, e ragazzi
quello che è venuto fuori è che la cosa più
importante non sono i videogiochi ma la natura, lo
sport e soprattutto le ragazze, ho solo classi
maschili, e io pensavo ehi io ho passato la mia
infanzia a pane e piftall vuoi dire che è quello?
altra cosa è che non riesco più a giocare ai
videogiochi, appena inizio sento che sto perdendo
tempo, che non sto raggiungendo niente, che nel tempo
in cui gioco potrei fare cose ugualmente piacevoli ma
più utili, ad esempio leggere tucidide, ho scoperto
che leggere tucidide è una figata, non solo leggi le
parole di uno che è morto circa duemilacinquecento
anni fa, che già mi fa una certa impressione che per
tanto tempo le sue parole si siano conservate
attraverso anni, imperatori, dei, guerre, cantautori,
formattazioni, incendi eccetera, non solo leggi
questo qua ma nello stesso tempo ti fai un po' di
cultura umanistica che -ricordo- non serve a niente.
hanno ragione i miei studenti, la cultura umanistica
non è migliore delle altre, non ha nessuna nobiltà
che la renda superiore alle altre: ha solo il
vantaggio di avere una buona salute e di essere
misericordiosa, cosa che altri non hanno affatto.
imprecisa, puttana, falsa, tronfia, ingenerosa,
mentitrice, ma misericordiosa, immensamente piena di
misericordia. non è un caso che i cuscini siano fatti
a forma e colore di pagine di libro. finché i sensi
andranno avanti potrò leggere o ascoltare, finché il
dolore o i sensi me lo permetteranno, potrò andare
avanti con tucidide, a provare a scrivere i libri
degli altri dentro di me a grandi linee almeno, e poi
farmi fornitore di informazioni per quella volta in
cui, presso nettuno, perderemo il contatto con la
terra e ci accorgeremo che stiamo figliando e che
nessuno ha un pdf con la storia della nostra perduta
per sempre madre terra e io mi metterò lì a scrivere
cercando di ricordare cosa mi era successo a corinto
quella volta.
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