voci dal macworld 2008
per caso quasi contemporaneamente sia prince che la apple sono riuscite nel 1998 a farmi 'innamorare' dei loro prodotti musicali e tecnologici, riaccendendo una passione che era mortissima e sempre prince e la apple negli ultimi anni sono riusciti non solo a spegnerla quella passione, ma a seppellirla.
ho trovato questo keynote volgare; volgare vedere una ditta che associavo a una enterprise che produceva idee tecnologiche di avanguardia, vendere gadget che servono essenzialmente per poter acquistare, sempre da apple, mp3 o affittare telefilm americani.
è spiacevole dopo aver seguito per molti anni qualcuno che portava avanti delle idee, vederlo tirare fuori la trombetta e sentire che tutta quella gran musica era solo un playback. più sottile, certo, lo urla la trombetta, e intanto io non trovo una scheda tecnica da scaricare per sapere che tipo di meccanica usano i tasti di questa trombetta così sottile da essere poco più di un rendering. ma noi siamo fuori.
siamo fuori target diceva qualcuno in chat, certo immaginandomi con in mano un iphone o un macbook air l'unica cosa che potrei fare guardandolo è vedere come quel coso non ha niente a che fare con le cose che mi stanno attorno, con la gente che vive con me, con la casa che mi cresce (e crolla) sopra. se avessi un coso del genere tra le mani mi si romperebbe, si sfracellerebbe tra mille manine.
mi sento tanto analogico ultimamente e sento che questa grande rivoluzione, questo grosso digital hub sia un eccesso di potenza dato in mano alle persone sbagliate. cioè ai consumatori.
lo dicevo altrove, o forse lo pensavo solo, forse il think different oggi è in questo ritorno all'analogico, a cose che si rovinano e una volta rovinate continuano ad esistere -rovinate- invece che sparire nel nulla di un digitale corrotto, riproducibile e smarrito.
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