viaggio a sodoma (i)
sono in viaggio verso sodoma, siamo in treno, i miei figli sono davanti a un powerbook quindici pollici che guardano un dvd, cecilia legge un libro di storia medioevale e la generalessa legge un articolo dell’autore di gomorra, quale migliore compagnia di viaggio per sodoma? saviano nel suo articolo dice che la vera letteratura è la letteratura che mette le mani nel sangue del proprio tempo, la letteratura non come evasione ma come invasione, e bravo saviano. sono gli atti di un convegno e io penso che per me la letteratura è sopravvivenza, vedi tu saviano.
l’inferno di questo mondo è nelle cose quotidiane, l’inferno è dentro al powerbook caro kappe, l’inferno è sodoma, l’inferno è wikipedia. ci sono anche uomini infernali, per questo uso le saponette allo zolfo, per lavare qualunque cosa, in modo da rendermi simile a loro, ma cecilia è convinta che gli uomini infernali in realtà profumano di carne.
Mia suocera dice che mi vuole portare in un isola vicino a sodoma dove c’è ancora la cultura contadina, è tutta un isola dove c’è solo erba.
“Uh. E perché mi ci vuoi portare?”
“Perché sei vegetariano”
“Ma mica bruco”
“Vabbé, pensavo che voi vegetariani steste bene in posti con erba”
“Ci sono anche sterpaglie?”
“Penso di sì”
“Allora è fatta, si parte!” ho un debole per le sterpaglie.
Cecilia torna dal bagno e nota che mi sono staccato dal portatile e fa la faccia stupita e chiede “oh, fai conversazione?”
“No, non ho copertura” le rispondo indicando le ondine morte dell’airport, e lei digrigna i denti.
A fianco a me c’è un ragazzo con un macbook, lui ha tirato fuori il macbook per fare il fico e io allora ho tirato fuori il powerbook, non ci siamo mai guardati negli occhi ma tra di noi c’è tutta una tensione elettrica, sembriamo uno spot apple maligno, lui si è messo lì cercare di configurare qualcosa di bluetooth poi dopo un po’ ha rinunciato e ha aperto word e si è messo a scrivere. Io ho fatto finta di niente dopo un po’ ho sbirciato e ho visto che sta cercando con difficoltà di scrivere una poesia d’amore. Con word. Come si possa scrivere una poesia d’amore usando un pacchetto software per l’ufficio è per me un mistero. Tanto vale usare excel. Lo vedo anche sofferente, continua a martoriare un verso, vorrei dirgli che il problema non è la lirica ma l’informatica,
Quando arriviamo a sodoma i figli si scatenano, corrono come dei pazzi e sbattono tutte le porte. il luogo della nostra permanenza è strindberghiano, un appartamento gestito dai gesuiti, simone arriva a culo nudo e ride e scappa via e la generalessa lo vede e esclama “ma no, non vedete che è a culo nudo! il culo è come i polmoni! il culo è importante!”
‘In effetti” penso osservando il mio secondogenito schiappettare via.
(continua)
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