storia d'italia
tu ti lamenti koch che lamerotanti non funziona che il server si è fottuto e che tu dovresti scrivere, ti lamenti koch invece è una benedizione, una cosa che dovremmo ringraziare ogni mattina che il server non funziona e che non possiamo scrivere le cose che vogliamo perché io non ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere niente, non ho niente da dire e non ho voglia di mettermi lì a mettere in fila migliaia di parole per cosa poi, eh per cosa siamo al solito discorso, oggi sono stato in libreria non so perché ero lì e c’era il reparto narrativa best-seller e mi sono detto lì non ci entro, c’era tipo moccia con tre metri sopra al cielo la vera edizione con 100 pagine in più e c’era anche un libro di morozzi che parlava di rock o dell’emilia, qualcosa del genere, e allora ho lasciato il reparto best seller e dietro c’era il reparto thriller, era il reparto più grosso, il reparto thriller e io ho detto che manco lì ci entro, era un locale più scuro perché tutte le copertine dei libri tendevano al nero e quindi rabbuiavano anche l’ambiente e sono andato oltre e c’era il reparto fantascienza e io sono anche rimasto un po’ stupito che esistesse addirittura un reparto fantascienza comunque la fantascienza mi mette tristezza perché ho perso il premio urania e quindi ho guardato un po' i titoli e poi sono andato a quello dopo che era il reparto architettura con tutti i libri di architettura e mi sono detto ecco, potrei fare qualcosa di architettura, buttare già un libro di narrativa post-qualcosa che parla di architettura dei concetti dell’architettura, e poi ho visto che dopo c’erano i libri della frilli, tu sai chi sono i frilli, i frilli sono un editore del genovese che rifà in locale quello che le case editrici fanno in nazionale quindi abbiamo i frilli noir che sono dei noir però che si svolgono tutti a genova, e poi ci sono i chick-lit tipo shopping in london, solo che invece che essere in london sono ambientati a genova e poi ci sono anche i libri di saggistica che parlano del g8 genovese o di cristoforo colombo, insomma tutta una casa editrice con tendenze implosive e io sono rimasto lì e mi sono detto ‘eh’, non riuscivo a dire altro che ‘eh’, e ho pensato alla letteratura, alla parola semplice, al neorealismo, ai lessici familiari, al popolo al pop e a prince, in ultima analisi a prince perché ieri è uscito il suo nuovo disco che si chiama planet earth e la copertina è un ologramma che se lo guardi da un lato vedi il simbolo di prince e la scritta 3121 se lo guardi dall’altro lato vedi prince con un tutino che regge il pianeta terra e tu compri il cd e dentro non ci sono manco i titoli c’è solo una foto di prince con il tutino che ti guarda con lo sguardo fico e il cd che ha la forma di un pianeta terra e il cd è bello cazzo una cosa pop leggera ci sono dentro anche wendy e lisa e insomma questo cd non è male e ogni volta che lo sento mi prende tristezza, lo sento distantissimo anni luce da me, sento questo quasi cinquantenne che fa un giretto di blues da diciasettenne e dice cose tipo ‘i love u baby’ con tutti questi ritornelli pop e io penso che è distantissimo, che prince fa parte di un processo che mi vuole un po’ più stupido di quello che mi meriti, che se ascolto prince che dice ‘i love u baby’ o che dice ‘don’t be afraid baby, everything is gonna be allright’, ecco se accetto che tutto questo sia normale poi tutto finirà per essere anestetizzato, mi troverò a leggere la fantascienza della frilli ambientata a genova tipo una pianta carnivora aliena che scende a genova e ruttando inizia a mandare spore per il genovese e queste piante poi si trasformano in donne vegetali come quelle di capitan harlock, eccetera, ma la cosa che ti volevo dire è che davvero in questo periodo non voglio scrivere perché voglio studiare e leggere perché ho capito che studiare è meglio di leggere ed è meglio di scrivere, perché studiare è un processo simile allo leggere, solo che dopo sei più intelligente, relazioni delle cose, impari cose che ti vengono utili che se invece leggi soltanto poi te le dimentichi, io ho letto saggi che poi mi sono completamente dimenticato, mi viene una tristezza enorme quando prendo questi saggi di trecento pagine che hanno ancora le mie sottolineature e io non mi ricordo un cazzo, la chiave è studiare, tornare sulle cose già lette, non abbandonarle mai, vedere nuove interpretazioni, altri modi di vedere le cose e infatti il libro che ho deciso che inizierò a leggere si chiama ‘la storia di italia’ e sono circa venti tomi dell’einaudi che sono usciti rilegati finto fico per qualche giornale e cecilia li ha presi tutti e io le avevo detto cosa cazzo li prendi a fare che tanto sono quei tipici tomi che non legge mai nessuno e infatti erano finiti in uno scaffale in alto, nel senso che ce li avevo messi io perché pensavo che nessuno li avrebbe mai letti e invece ora li ho iniziati a leggere e sono una figata, voglio leggerli tutti, ho chiesto a cecilia di poter sottolineare e lei non subito ma dopo un po' me lo ha concesso e ora li vorrei iniziare ma c'è questo problema che sto leggendo già un saggio che si intitola LA POESIA COMICO REALISTA dalle origini al 500, che è un libro meno peso di quanto potrebbe sembrare e che mi piace anche studiare perché si scopre che

il problema con la storia italiana dell'einaudi è che sembrano libri fichissimi indistruttibili e invece per risparmiare questa edizione che esce nelle edicole ha la rilegatura a colla, non c'è il filo e quindi ho il terrore cieco che quando sono a metà tomo e lo apro un po' per leggere e sottolineare meglio si senta il fatidico -stak!- e la storia di italia mi si spezzi in due, vanificando peraltro svariati secoli di sforzo per l'unità della stessa, e quindi lo leggerò con una attenzione sconsiderata trattandola come una specie di ostia delicatissima o come un powerbook alluminium, e questa cosa della rilegatura a colla mi mette anche una certa rabbia, collego la cosa alle tastiere meccaniche e mediaword, ne parlavo qualche giorno fa con galiazzo, te lo ricordi il buon vecchio galiazzo, ecco in realtà non ne parlavo con lui perché non c'era, era una chat di gruppo ma lui stava codando e si era staccato, e c'era rimasto il buon vecchio franco, te lo ricordi franco, il buon vecchio franco e io gli ho detto che i prodotti di mediaworld sono solo la punta dell'iceberg e franco mi ha chiesto punta dell'iceberg in che senso e io dico che tu sei lì, hai davanti migliaia di prodotti e prendi in mano una scatolina e non sai che afferrando quella scatolina stai soltanto toccando la punta dell'iceberg che ramifica invisibile nei sotterranei di mediaworld, fino in america e in taiwan, un motore inarrestabile fatto di soldi e di scambi favorevoli e poteri odorosi, e quando tu alzi la scatolina, l'iceberg si muove enorme, ti segue fino a casa, è un rotore continuo, un enorme mostro sorridente e spietato nella sua generosità low-cost, te lo ritrovi in casa, traborda fuori dalle finestre, fa parte di casa tua è quasi di famiglia ormai, e io questo l'ho capito quando cercavo la tastiera meccanica, entravo in mediaworld, vedevo le migliaia di prodotti pronti per essere presi, tutti messi in ghingheri per essere fottuti e io guardavo questa massa di roba e pensavo 'quello che più desidero non c'è', ecco cosa pensavo koch, 'la felicità non è in questo posto', perché io volevo la tastiera meccanica e lì non la vendevano, e la stessa cosa per i libri einaudi rilegati a colla, mi hanno dato la felicità, ma è una felicità fragile, una felicità di seconda scelta, certo koch ti capisco, abbiamo il low-cost koch, ma a che prezzo?
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