in pratica sono in auto con simone e niccolò che stanno comunicando tra di loro con una passione ammirevole da un certo punto di vista, ma che nello stesso tempo sta per crearmi un buco nel cervello, la felicità di un minorenne ha grosse ripercussioni negative nei maggiorenni che si trovano per sfortuna nella zona di interesse del minorenne, in questo caso fanno urli, dicono cose incomprensibili, si mortificano piangendo e poi scalciano, si alleano, si ripercuotono gli uni contro gli altri e tutto questo senza alzarsi dal sedilino dell'auto, ma usando principalmente gli arti superiori e inferiori e un tono della voce settato fuori dalla gamma concessa per legge a un ipod, figurati a un essere vivente, comunque io ad un certo punto non ce la faccio più e accendo l'autoradio, metto l'ultimo album di battiato e alzo il volume finché non sento più il cicaliccio infantile della mia prole ma solo la voce assoluta di battiato che dice niente è come sembra, niente è come appare, perché niente è reale, e io sono felice e sorrido anche mentre battiato continua, anzi continuerebbe ma da dietro arriva la voce di niccolò che dice 'ehi papà, ma lo sai che questa canzone mi piace?' e io sorrido, lo guardo dallo specchietto retrovisore, abbasso un po' la musica e gli rispondo 'certo niccolò, lo so, per questo ti ho concesso di venire al mondo' e ridacchio, lui ridacchia e guarda simone che non ha capito niente, ma per non stare a fare da terzo incomodo apre la bocca treenne e inizia a cantare una canzone senza senso, lo fa con un entusiasmo esemplare e gioioso tanto che spengo del tutto l'autoradio, mi giro indietro e gli dico 'simone, sei felice, eh?' e lui a queste mie parole si ferma e mi fissa con uno sguardo serissimo e mi dice "papà! io sto cantando!" e lo dice con un tono come dire che cazzo stai dicendo papà, come se il fatto di cantare e di essere felici non avessero nessun nesso tra di loro e poi sta zitto un attimo e riapre le bocca e ricomincia a cantare e io mi giro verso niccolò che non dice niente guarda il fratello un po' preoccupato e poi sento che si rivolge direttamente a suo fratello e gli chiede con voce supplichevole, "ma simone, sei anche un po' felice?", nella nostra famiglia c'è questa continua ansia di controllare di essere circondati da persone felici e infatti siamo sempre molto agitati.
Simone si ferma una seconda volta, e di nuovo dice "ma chicco io sto cantando!", e ora il suo tono è francamente incazzato e quindi sia io che niccolò lasciamo perdere e guardiamo fuori dal finestrino il panorama che passa e piomba nel buio della sera.
(continua)
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