Pensieri
02/05/07 14:41 |
scrittura
Tornato da bazzano sono parecchi i pensieri che mi
frullano in testa. Tipo sono andato, ho assistito al
dibattito, ho anche detto le mie cose e alla sera ho
letto assieme a un'altra quindicina di poeti. Ho
letto un canto del rekiem, un poemetto che sto
scrivendo, e l'ho letto con un certo trasporto, parla
di un tipo che si trova nel mezzo di una scala e non
riesce né a salire né a scendere perché la scala è
infinita e fatta dello stesso scalino. E gli altri
poeti del pubblico hanno battuto le mani, poi alla
fine di tutto sono andato da due o tre poeti che mi
erano piaciuti e che sapevo più o meno chi erano e
cosa facevano e gli ho detto bel pezzo, e loro anche
tu bel pezzo, e io gli ho detto beh grazie, ma sai
che io ti conosco perché so che hai fatto questo e
questo e lui mi ha detto eh sì sì è vero e poi ha
aggiunto, ma scusa, come hai detto che ti chiami?
E io sono rimasto un po' così, la cosa si è ripetuta per tre volte, più o meno identica, ora: o il nome venerandi è di quelli che senti una volta e poi te lo dimentichi, o il prodotto che avevo presentato pochi minuti prima non era così importante, non abbastanza da far ricordare il mio nome.
La cosa alla distanza mi ha fatto pensare: io faccio trecento chilometri in auto per leggere cinque minuti, leggo la mia cosa e mi dicono che sono anche bravino che il pezzo non è male, e dopo altri dieci minuti la gente non si ricorda come mi chiamo.
Io non credo che gli altri poeti avessero scarsa memoria, non credo manco fossero degli spocchiosi, era gente simpatica e intelligente, secondo me più semplicemente io non esisto.
E io sono rimasto un po' così, la cosa si è ripetuta per tre volte, più o meno identica, ora: o il nome venerandi è di quelli che senti una volta e poi te lo dimentichi, o il prodotto che avevo presentato pochi minuti prima non era così importante, non abbastanza da far ricordare il mio nome.
La cosa alla distanza mi ha fatto pensare: io faccio trecento chilometri in auto per leggere cinque minuti, leggo la mia cosa e mi dicono che sono anche bravino che il pezzo non è male, e dopo altri dieci minuti la gente non si ricorda come mi chiamo.
Io non credo che gli altri poeti avessero scarsa memoria, non credo manco fossero degli spocchiosi, era gente simpatica e intelligente, secondo me più semplicemente io non esisto.
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