Apr 2008
30/04/08 09:55 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero | Permalink
Dopo una serata passata a rimettere in sesto e
riaccordare la ferrarotti ferma da un decennio buono,
posso affermare che la mia scelta di non abbracciare
la carriera concertistica è stata a dir poco
lungimirante. Dopo un ora che tentavo di approcciare
'il panorama di betlemme' ho sentito che bussavano
alla porta e sono andato ad aprire temendo che fosse
il vicino di sopra che si lamentava per il rumore.
Invece, apro la porta, c'è de gregori che non dice
niente ha in mano una testa di agnello, me la porge e
in cambio si prende la ferrarotti; poi esce da casa
mia mentre la luna passa veloce davanti ai rami degli
alberi mostrando e non mostrando francesco ingobbito
scendere verso il cimitero.
|
29/04/08 06:27 |
Permalink
se dopo tredici anni ti canto ancora cose
26/04/08 20:52 |
poesie per cecilia (aka
feritoie) | Permalink
se dopo tredici anni ti canto ancora cose
d'amore non vuole mica dire ke tvtb)
ma che mi sono incantato incanta
trice cobrata che con la tua saliva
mi hai dentato il collo, avvelenata
-trice) di ogni mio respiro mangiato
dalla tua bocca strapiena di anima
li saporosi di carne tua -linguacciuta
istrice spinosa) di baci sanguinosi, di
questa cosa, di questo nostro maiuscolo
muscolo rosa
d'amore non vuole mica dire ke tvtb)
ma che mi sono incantato incanta
trice cobrata che con la tua saliva
mi hai dentato il collo, avvelenata
-trice) di ogni mio respiro mangiato
dalla tua bocca strapiena di anima
li saporosi di carne tua -linguacciuta
istrice spinosa) di baci sanguinosi, di
questa cosa, di questo nostro maiuscolo
muscolo rosa
nella mia via abita un genio
25/04/08 21:00 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero | Permalink
macbook air da vivo
24/04/08 22:28 |
computerabilia
| Permalink
libri che non ho voglia di scrivere così ve li
racconto e fate prima anche voi a leggerli
24/04/08 22:00 |
libri che non ho voglia di
scrivere così ve li racconto e fate prima anche voi a
leggerli | Permalink
tipo viene fuori che l'ozono si buca davvero e si
scopre che non c'entra niente l'inquinamento, ma il
buco si produce sopra una antica piramide egizia
semisepolta da cui si irradiano radiazioni
spettacolari che stanno aprendo l'ozono e quindi sta
per finire l'aria in tutto il globo e stiamo per
morire bruciati, allora gli stati uniti per scrupolo
mandano alcune testate nucleari contro la piramide in
questione che regge benissimo il colpo, anzi il
raggio diventa ancora più forte, la gente in tutto il
mondo inizia ad annaspare, a cuocersi, ai tropici la
carne brucia, finché una archeologa fica e single,
due figli di un precedente matrimonio ma lei perfetta
eh, manco un filo di grasso, tonica e sexy, scopre un
passaggio sotterraneo per entrare dentro la piramide
dove c'è un meccanismo ancestrale lasciato dagli
alieni millenni e millenni prima della nascita
dell'uomo, un meccanismo bio-droide che era stato
programmato nella notte dei tempi per distruggere la
terra proprio oggi perché nei piani degli alieni qua
dovrebbe passare una specie di corridoio temporale e
quindi la terra doveva essere distrutta, pensa che
lungimiranza gli alieni che lo avevano già previsto
da millenni, probabilmente era un subappalto, e qui
il lettore potrebbe dire, ma scusa e potrebbe
chiedersi, oh, ma lo spazio è abbastanza grande, eh
voglio dire, di pianeti abitati ce ne sono pochini,
anzi fino ad oggi siamo sicuri solo del nostro, ecco,
ma gli alieni devono decidere di passare proprio di
qua? non potrebbero annientare saturno che, sarà
anche più grosso, ma è abitato solo da sassi? cioè
sarebbe un caso davvero curioso che gli alieni fanno
questa variante del tunnel spazio temporale e vanno a
distruggere proprio noi con tutto l'immenso spazio
vuoto di cui siamo circondati, e la risposta dello
scrittore è: molti effetti speciali nella
trasposizione cinematografica per coprire i buchi di
sceneggiatura, molti grossi effetti speciali, e
soprattutto angelina jolie nella parte
dell'archeologa, quando ci sono le tette la storia
decolla.
stranam
21/04/08 10:08 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero | Permalink
altra cosa su vecchioni è che di stranamore gli unici
versi che salvavo di una canzone che altrimenti avevo
sempre considerato un po' retorica erano quelli che
dicevano che i fascisti picchiavano vecchioni e lui
ogni pugno che gli arrivava la paura non bastava
fargli dire dire basta, o una cosa del genere, ecco,
quel pezzo di canzone non c'è più, l'ha tolto.
siccome so che vecchioni legge quasi ogni giorno il
mio blog, ecco, no.
l'ultimo spettacolo
19/04/08 02:14 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero | Permalink
sono appena tornato dal concerto di vecchioni ma
potrei anche essermi sognato tutto, uno dei sogni che
facevo ogni tanto era di andare a un concerto di
prince che nessuno sapeva che ci sarebbe stato e
questo concerto si svolgeva in una stanza un po'
grande di una casa con delle sedie di plastica e un
palco piccolissimo e prince entrava in questo palco
piccolissimo e suonava davanti a pochissime persone e
faceva musiche strane che non conosceva nessuno e
stasera vedendo il palco dentro al palasport di
varazze mi sembrava una cosa del genere, tutto molto
piccolo, e poi è arrivata la gente e tutti erano
innamorati di vecchioni gli urlavano ti amo e lui era
sul palco che parlava e ha iniziato con questa
canzone vecchissima e difficilissima da fare e
cecilia ha anche sorriso e ha detto non avrei mai
pensato che l'avrebbe fatta in un concerto
sostanzialmente vecchioni mi è antipatico, mi sembra una spugna imbevuta, ma poi penso che anche lui è un uomo, ha anche fatto la sua storia, ha fatto centinaia di concerti ripetendo per anni, per decenni le stesse cose, chi sono io per giudicare uno che lo pagano per ripetere alla nausea che forse non lo sai ma anche questo è amore? quindi mi sono messo in pieno ascolto senza pregiudizi e va bene, gli anni passano, la cosa peggiore del concerto è che verso la metà mi sono reso conto che qualcuno aveva in passato sciolto qualcosa di estremamente zuccheroso sul mio sedile e oramai i miei pantaloni erano attaccaticci
penso che deve essere una grande fortuna lavorare in una classe con la 052 insegnando greco e latino e poi esci e vai a fare un soundcheck, avere una vita in cui ti sembra di poter fare tutto, ed essere pagato per farlo
alla fine un padre con una bambina sono andati da vecchioni che era ancora sul palco e gli hanno dato un pacchetto e vecchioni si è avvicinato al bordo del palco, lo ha preso ed è tornato sul palco per salutare il pubblico, teneva il pacchetto in mano e salutava ma il padre restava con la figlia sul bordo del palco, sembrava che volesse dire qualcosa ancora a vecchioni e allora il servizio d'ordine si è preoccupato e sono venuti e hanno detto qualcosa al padre e si sono messi tra di lui e il palco e allora il padre se ne è andato con la figlia a sedersi e sembrava triste e alla fine vecchioni è uscito, teneva sempre il pacchetto in mano ed è andato fuori dalle luci, è diventato un'ombra e in lontananza l'ho visto entrare nel retropalco e mi è sembrato che non avesse più il pacchetto della bambina in mano, ma magari mi sbaglio
sostanzialmente vecchioni mi è antipatico, mi sembra una spugna imbevuta, ma poi penso che anche lui è un uomo, ha anche fatto la sua storia, ha fatto centinaia di concerti ripetendo per anni, per decenni le stesse cose, chi sono io per giudicare uno che lo pagano per ripetere alla nausea che forse non lo sai ma anche questo è amore? quindi mi sono messo in pieno ascolto senza pregiudizi e va bene, gli anni passano, la cosa peggiore del concerto è che verso la metà mi sono reso conto che qualcuno aveva in passato sciolto qualcosa di estremamente zuccheroso sul mio sedile e oramai i miei pantaloni erano attaccaticci
penso che deve essere una grande fortuna lavorare in una classe con la 052 insegnando greco e latino e poi esci e vai a fare un soundcheck, avere una vita in cui ti sembra di poter fare tutto, ed essere pagato per farlo
alla fine un padre con una bambina sono andati da vecchioni che era ancora sul palco e gli hanno dato un pacchetto e vecchioni si è avvicinato al bordo del palco, lo ha preso ed è tornato sul palco per salutare il pubblico, teneva il pacchetto in mano e salutava ma il padre restava con la figlia sul bordo del palco, sembrava che volesse dire qualcosa ancora a vecchioni e allora il servizio d'ordine si è preoccupato e sono venuti e hanno detto qualcosa al padre e si sono messi tra di lui e il palco e allora il padre se ne è andato con la figlia a sedersi e sembrava triste e alla fine vecchioni è uscito, teneva sempre il pacchetto in mano ed è andato fuori dalle luci, è diventato un'ombra e in lontananza l'ho visto entrare nel retropalco e mi è sembrato che non avesse più il pacchetto della bambina in mano, ma magari mi sbaglio
tu mi sei frinita addosso grilletta
12/04/08 14:30 |
poesie per cecilia (aka
feritoie) | Permalink
tu mi sei frinita addosso grilletta
della pace e della guerra tu mia
pistolera a salve ed abbracci pesta
ggi e sberle portentosi che sudi come
una bestia odorosa di pistilli tu
rgidi e papeggi sopra i pezzet-
toni in brodo del mio ragazzo
emozionato a rifare ancora l'amo
amore è un verbo in -ore di con
iugazione propria detta 'del dolo
re' che -senti- ti raffredda il sale
che palpa tra cuore e cuore e
in mancanza di sensi e privo di
coscienza, un corpo è detto pi
eno di amore andato al di là de
lla impressa sua data di scadenza
questa zampa che hai perso que
sta bocca che ti ho reciso un te
mpo erano un amore aggrappato
e una specie di sorriso, ora
della pace e della guerra tu mia
pistolera a salve ed abbracci pesta
ggi e sberle portentosi che sudi come
una bestia odorosa di pistilli tu
rgidi e papeggi sopra i pezzet-
toni in brodo del mio ragazzo
emozionato a rifare ancora l'amo
amore è un verbo in -ore di con
iugazione propria detta 'del dolo
re' che -senti- ti raffredda il sale
che palpa tra cuore e cuore e
in mancanza di sensi e privo di
coscienza, un corpo è detto pi
eno di amore andato al di là de
lla impressa sua data di scadenza
questa zampa che hai perso que
sta bocca che ti ho reciso un te
mpo erano un amore aggrappato
e una specie di sorriso, ora
3
05/04/08 08:47 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero | Permalink
Insomma mi metto questo completo intimo boxer
attillati e maglietta alla pelle nera, con una
striscia grigia che parte dalla maglietta e scende
idealmente fino ai boxer, molto sexy e ogni volta che
me lo metto tutto così attillato e con la striscia
grigia mi guardo allo specchio e mi sento un po' un
supereroe marvel.
"Che fai?" chiede cecilia osservandomi dal letto con un certo sospetto.
"Niente ce', è che quando mi metto questo completo intimo mi sento un po' un supereroe"
"Un supereroe"
"Marvel" preciso io e le spiego il fatto dell'aderenza e della righina grigia, sembra davvero una tuta di un supereroe.
"Ah" fa lei, pensandoci un attimo. "Allora quella cosa che usi ogni tanto non è fatta di lattice, è di kryptonite"
"Cosa..." inizio, ma lei ha già cominciato a ridacchiare ed è tornata a leggere il dottor zivago.
Io la fisso socchiudendo gli occhi e provo a usare lo sguardo che incendia le cose, ma non funziona sulle cose non nate sulla terra e cecilia è -sappiate- una specie di supernova. Una stella.
Il giorno dopo scendo alle sei del mattino provando a non svegliare nessuno, cammino a stento come un vecchio che cerchi di scendere per un marciapiede genovese senza calpestare una merda, e quando finalmente arrivo in cucina c'è figlio numero uno seduto a tavola, immerso nel buio del mattino.
"Uh, figlio numero uno, che ci fai..."
"Papà che succederebbe se nello spazio ci fosse l'ossigeno e il mondo cascasse?"
"Non... forse sto ancora sognando, forse..."
"Voglio dire, se il mondo galleggia perché nello spazio non c'è ossigeno, se ci fosse ossigeno il mondo cadrebbe. E allora cosa succederebbe se il mondo cascasse?"
Pausa.
"È già successo una volta ed è nata la mamma" dico io con voce grave.
Figlio numero uno mugula qualcosa, io metto su il caffè e penso che adesso è tutta in discesa.
La terza cosa è che figlio numero due, che a stento parla e -per inciso- è bello come la mamma ma inizia a balbettare come papà, il che significa che quando cecilia mi dice 'guarda lascia stare lascia fare a me che se fai qualcosa tu la rovini' ha sostanzialmente ragione, soprattutto per quel che riguarda il DNA, dicevo il figlio numero due che a stento balbetta frasi di una lunghezza spropositata e senza nessun significato di certa comprensione, ecco lui usa i condizionali. I condizionali, aiuto alcuni di voi lettori, sono dei modi del verbo che tutti sanno capire ma nessuno sa usare, un po' come l'inglese per chi gira su internet, e quindi figlio numero due, quando il Padre Autoritario gli intima un per nulla convinto "è ora di andare a letto!", ecco, figlio numero due non piange urlando 'non voglio!', ma piange urlando 'non vorrei!' il che rende comicissima la sua protesta eventuale e condizionale.
"Non vorresti, ma..." gli dico io cercando di aiutarlo. "Finisci la frase, se usi un condizionale devi metterci una principale o una subordinata, non puoi lasciarlo lì solo" faccio io e lui continua a piangere e poi ripete che non vorrebbe e va avanti così e poi inizia a balbettare, nonvo nonvo nonvo e io gli accarezzo la testa, sta venendo su benissimo.
"Che fai?" chiede cecilia osservandomi dal letto con un certo sospetto.
"Niente ce', è che quando mi metto questo completo intimo mi sento un po' un supereroe"
"Un supereroe"
"Marvel" preciso io e le spiego il fatto dell'aderenza e della righina grigia, sembra davvero una tuta di un supereroe.
"Ah" fa lei, pensandoci un attimo. "Allora quella cosa che usi ogni tanto non è fatta di lattice, è di kryptonite"
"Cosa..." inizio, ma lei ha già cominciato a ridacchiare ed è tornata a leggere il dottor zivago.
Io la fisso socchiudendo gli occhi e provo a usare lo sguardo che incendia le cose, ma non funziona sulle cose non nate sulla terra e cecilia è -sappiate- una specie di supernova. Una stella.
Il giorno dopo scendo alle sei del mattino provando a non svegliare nessuno, cammino a stento come un vecchio che cerchi di scendere per un marciapiede genovese senza calpestare una merda, e quando finalmente arrivo in cucina c'è figlio numero uno seduto a tavola, immerso nel buio del mattino.
"Uh, figlio numero uno, che ci fai..."
"Papà che succederebbe se nello spazio ci fosse l'ossigeno e il mondo cascasse?"
"Non... forse sto ancora sognando, forse..."
"Voglio dire, se il mondo galleggia perché nello spazio non c'è ossigeno, se ci fosse ossigeno il mondo cadrebbe. E allora cosa succederebbe se il mondo cascasse?"
Pausa.
"È già successo una volta ed è nata la mamma" dico io con voce grave.
Figlio numero uno mugula qualcosa, io metto su il caffè e penso che adesso è tutta in discesa.
La terza cosa è che figlio numero due, che a stento parla e -per inciso- è bello come la mamma ma inizia a balbettare come papà, il che significa che quando cecilia mi dice 'guarda lascia stare lascia fare a me che se fai qualcosa tu la rovini' ha sostanzialmente ragione, soprattutto per quel che riguarda il DNA, dicevo il figlio numero due che a stento balbetta frasi di una lunghezza spropositata e senza nessun significato di certa comprensione, ecco lui usa i condizionali. I condizionali, aiuto alcuni di voi lettori, sono dei modi del verbo che tutti sanno capire ma nessuno sa usare, un po' come l'inglese per chi gira su internet, e quindi figlio numero due, quando il Padre Autoritario gli intima un per nulla convinto "è ora di andare a letto!", ecco, figlio numero due non piange urlando 'non voglio!', ma piange urlando 'non vorrei!' il che rende comicissima la sua protesta eventuale e condizionale.
"Non vorresti, ma..." gli dico io cercando di aiutarlo. "Finisci la frase, se usi un condizionale devi metterci una principale o una subordinata, non puoi lasciarlo lì solo" faccio io e lui continua a piangere e poi ripete che non vorrebbe e va avanti così e poi inizia a balbettare, nonvo nonvo nonvo e io gli accarezzo la testa, sta venendo su benissimo.