viaggio a milano
navigo verso milano, ho scoperto che ho questo gruppo nel mio file scriptabilia chiamato 'viaggi' in cui dovrei scrivere le mie impressioni di viaggio, ce ne sono un po' non ricordo neppure di averle scritte, ho comprato i biglietti via internet e viaggio in una italia sommersa da piogge fittissime e soli tropicali che si succedono di minuto in minuto, ho letto tucidide fino ad ora e non ho voglia di scrivere per questo ho aperto questo nuovo file, perché quello che sto facendo ora non è scrivere, è una semplice ginnastica

che fa male, oggi in classe ho letto un pezzo di aldo nove e i ragazzi hanno detto che palle, che palle questo era fuori di testa, non è un racconto e ogni tanto ridevano alla fine alcuni si sono messi a parlare, come a un concerto live in cui il musicista fa i grandi successi nello stesso modo in cui sono anche nel disco e allora parli con i vicini, come se avessi acceso solo la radio, una radio fortissima, c'è caldo

e io tutto mi aspettavo meno che mi dicessero che era palloso, e quindi niente, la prossima volta farò solo pirandello e calvino, non si meritano altro, botte di pirandello e calvino per tutto l'anno scolastico finché non mi diranno pietà, pietà di me e io dirò oh ma scherzate, adesso ci rivediamo i giganti della montagna

mi sento sporco e sudato, devo andare in questa conferenza dei programmatori di neooffice e la cosa di essere sporco e sudato mi agita e mi fa sudare ancora di più e poi penso che c'è anche una pizzata e penso che sono sporco e sudato e sarò bloccato al caldo con gente che beve birra e io sarò ancora più sudato e la cosa mi agita ancora di più e sudo in una camicia che per l'occasione ha perso due bottoni e mostra il mio ombelico e la cosa mi agita e

nel mio vagone c'è una che pensavo fosse una terrorista che a metà viaggio ci avrebbe ucciso tutti e invece si vede che ha cambiato idea. una seconda terrorista si è messa un ipod ad un volume tale che si sente nel corridoio, musica americana tipo rap, deve essere del rap, ha dormito fino ad ora e invece ora ha acceso l'ipod e si prepara per scendere, si sta caricando, po po po pompa

hard style direbbero i miei studenti che ormai mi trattano come uno di loro, segno che ho sbagliato un sacco di roba, hard style

arrivo nella sede di mac@work e ci sono già pluby e ed e qui scopro con terrore che parlano una lingua a me parzialmente sconosciuta. credo che sia in corso anche un dibattito perché ci sono persone che discutono con pluby e ed. capisco una parola su dieci e purtroppo è quella sbagliata. tipo 'anymore'.
pluby mi ricorda fisicamente un cantante dei righeira, ma meno spensierato. Ed è esattamente come me lo ero immaginato. aspetto che tiri fuori una chitarra con teschi sopra, ma non lo fa. gandolfi traffica con una telecamera e la cosa mi preoccupa terribilmente.
l'aria è satura di onde radio, ma io non ho le password.
pluby scherza, cioé credo, sta ridendo. forse sta chiedendo una birra, ma io non capisco. dice certamente la parola 'pizza'.
gandolfi si avvicina e mi tocca. sono terrorizzato. mi informa che attivissimo non è venuto. gli si è rotta l'auto. la mia idea di farmi fotografare con lui e spacciare la foto come bufala, sfuma. Ed inizia un lunghissimo discorso. Pluby ride.
Bragagnolo dice qualcosa in inglese, tutti ridono. Bragagnolo visto da dietro mi ricorda sempre Bragagnolo.
La mia cronaca inizia a languire. Decido, da ora in poi, di inventarmi i dialoghi.
Pluby sta quindi parlando di osx, usa più volte la parola 'taste'. Ad un certo punto pluby decide di parlare della sua infanzia. veniamo quindi a sapere che da piccolo pluby venne punto da un ragno e qualche settimana dopo la pelle si gonfiò e poi si ruppe mostrando migliaia di uova che pluby grattò via dalla sua pelle con un coltello e fu in quell'occasione che decise di abbandonare il prolog per java, cosa che fece la sua fortuna, economicamente parlando.
mi rendo conto che inventare le cose che dice pluby rende il mio resoconto solo parzialmente più interessante.
riesco a capire una domanda: gli chiedono quanto del codice di neooffice è in openoffice e pluby dice 'ziro' e fa anche una smorfia con la bocca. il mio futuro di giornalista informatico è in rapida salita.
pluby dice qualcosa, tutti applaudono, mi unisco al gruppo.

alla fine riesco davvero a parlare con pluby e gli dico pluby I want to talk to you about death, e lui mi dice 'io capisco un poco di italiano' e mi sorride e mi stringe la mano e poi mi spiega in italiano stentato alcune cose sulla morte che io non conoscevo

ad un certo punto mi sento toccare, mi giro e c'è un ragazzo che ha in mano una copia di l'amore è un cavolfiore e mi guarda con uno sguardo indecifrabile e io sono spaventato e dico guarda che per i rimborsi caschi male, non mi hanno manco pagato i diritti di autore, e lui scuote la testa e mi dice che vuole una dedica e io dico è favoloso, rido e dico è favoloso perché il ragazzo ha un'aria simpatica e intelligente e infatti poi gli parlo e scopro che è un tipo intelligente, sono terrorizzato dalla possibilità che i miei lettori siano degli idioti o degli antipatici, mentre questo è simpatico e prendo il libro e gli chiedo se per la dedica posso scrivere quello che voglio, e lui si riprende il libro, me lo strappa di mano quasi e dice no, ti dico io cosa scrivere, e me lo ridà e mi dice alcune parole d'amore

mi dice anche che lui aveva un ibook e dopo cinque anni lo ha messo da parte per prendersi un macbook pro ma niente, non è la stessa cosa, non sa perché ma non è la stessa cosa dice guardando nel vuoto con un certo imbarazzo. l'amore è l'amore gli rispondo io e lui alza lo sguardo e sorride

del resto della serata ricordo alcune cose: sono al tavolo e circondato da gente che non ho mai visto prima e il mio vicino di posto mi dice, cito testualmente, scusa se ti rompo i coglioni ma devo dirti alcune cose sui sigari, e inizia a farmi una complessa ma interessante tirata sui sigari, sulle tipologie di sigari e sulla loro origine, sui vermi che se li mangiano, sul tabacco marcio eccetera che dura oltre l'arrivo dell'insalata e alla fine mi dice scusa se ti ho rotto i coglioni eh, e io gli dico figurati, di solito quando mangio guardo il telegiornale, i sigari sono più interessanti

poi scopro che era nel cngei, gli parlo della mia esperienza dell'agesci e conveniamo che baden powell

alla fine esco di corsa dal locale, corro sotto una pioggia torrenziale, e penso da distante come è possibile che un gruppo di persone mangi una pizza assieme perché usa la stessa marca di computer e mi sembra una cosa anni ottanta, una cosa di quando ero ragazzo che mi aggrappavo agli altri per vedere cosa succedeva, per dire cose che non si potevano dire in altri posti e credo che sia una cosa che funziona solo se ci credi e ci credi solo se la fai, se ti metti da parte, il poc è una cosa terribilmente umana

alla fine ti accorgi che non è solo la marca di un computer, la apple è stato un caso, è un po' la scusa che usa un amante per vedere quella ragazza dai capelli rossi che

è una cosa così mortale, il treno su cui viaggio verso genova ha venti minuti di ritardo, le ferrovie italiane si scusano con me, lo dicono all'altoparlante con una voce inumana
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neooffice live in italy
Allora, domani vado a Milano in treno portando con me il fido powerbook e un libro di tucidide. Scopo del viaggio è quello di partecipare a uno dei party più cool and fashion di questo nuovo, lungo, umido millennio, ovvero lo sbarco in italia di Pluby ed Ed, i programmatori di neooffice, il mai troppo lodato porting per osx del pacchetto per ufficio openoffice, e avrete capito anche voi che se si parla di pluby, di gandolfi, di mac@work si parla anche di donne sessuate, alcool che scorre a fiumi, wireless cancerogena e soprattutto amore amore amore, e infatti ci sarà anche gente tipo paolo attivissimo, e ci sarò anche io e il mio scopo è farmi fare una foto con paolo attivissimo e poi spacciarla in rete come bufala dicendo che è un fotomontaggio fatto da attivissimo con photoshop, mi immagino già le grasse risate della rete, e non credo in realtà di fare nulla se non stare seduto e sorridere a Pluby ed Ed e appunto farmi fare la famigerata foto con attivissimo, ma se mai dovessi dire qualcosa parlerei della morte, ho in mente questa immagine di me che mi alzo e indico lo schermo luminoso alle mie spalle con le icone colorate e mi schiarisco la voce e inizio a parlare della morte, dei tumori, di come siamo fragili in questo mondo aggrappati a cose ancora più fragili, di come andiamo avanti con una volontà ammirevole e una furia rabbiosa, fino alla fine siamo lì con le interiora in mano, a camminare se ce la facciamo, a correre se siamo fortunati, oppure a gattoni, a terra come dei vermi, comunque sempre avanti e facendo finta che la striscia di bava che ci lasciamo alle spalle sia una linea sostanzialmente retta e non un assurdo ghirigoro concentrico di bestie aggrappate a un seno a suggere latte, saliva, succhi, eccetera.
Comunque chi volesse parlare con me di neooffice o della morte di trova da mac@work dalle diciotto e trenta circa in poi, oppure se non ci sono vuol dire che mi sono perso nella metropolitana, afaik.
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liquidi
Sono lì che sto sbucciando le patate quando squilla il telefono, è la findomestic con voce femminile che mi dice che ha delle cose da dirmi, ma innanzitutto mi ringrazia per aver acceso un prestito da loro e per aver sempre pagato con regolarità le rate mensili.
"Uh? potevo scegliere?" faccio io continuando a sbucciare le patate. "Avessi saputo..." inizio ma la signorina findomestic dice che certo, potevo scegliere, hanno un ufficio legale proprio per quello.
"Ah. Avvocati"
"Loro. Si nutrono di anime, per il resto gente corretta"
"Capisco"
"Io la chiamo perché essendo lei un cliente scelto, le offriamo qualcosa di particolare" inizia lei e mi spiega che la cosa particolare si chiama carta aura e capisco che la carta aura è una specie di carta di credito la cui finalità è quella di incrementare progressivamente il mio debito verso la findomestic fino all'inevitabile tracollo familiare, pignoramento della casa, perdita della patria potestà eccetera.
"Siete troppo generosi" dico io e cerco di farle capire che l'unico prestito di cui avrei bisogno è un prestito a fondo perduto per saldare quello che ho presso di loro, ma che è improbabile che proprio loro possano concedermelo, ma prima che io possa entrare nel dettaglio di questa spiegazione la signorina abbassa la voce e mi dice che per me ha una cosa in più.
"Una cosa in più"
"Sì, noi le spediamo un assegno da mille euro, ma solo perché lei è un cliente selezionato" mi sussurra quasi, e io smetto di sbucciare le patate perché questo dalla findomestic non me lo aspettavo, mi sento quasi commosso come se invece di patate sbucciassi cipolle, ma purtroppo la signorina continua e dice che per la restituzione ci sono dei metodi fantastici, e inizia a snocciolarmi una teoria di facilitazioni per restituire il prestito da mille euro che io non gli ho mai chiesto ma che loro generosamente mi concedono, un prestito preventivo diciamo, alla bush.
"Capisco" mormoro io e torno a sbucciare le patate.
Dopo un po' la lista di facilitazioni termina e io dico mestamente guardi, non credo di aver bisogno del suo prestito, davvero, e lei ci rimane male, mi avverte che dovrei pensarci bene, che in un periodo come questo c'è bisogno di liquidi e io sospiro e guardo l'acqua della pentola a bollire che diventa vapore.
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io ce e il sale della vita
Niccolò la rocca ha appena messo su cabaret bisanzio, il buon vecchio racconto sul sale della vita. Tutto il meraviglioso nuovo millennio riassunto in poche righe.
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quando ti scrivevo i versi di matematica
quando ti scrivevo i versi di matematica
contavo le sillabe, mettevo le rime cari-
ne, facevo la posa degli accenti, chiudevo
le tonde, sospendevo le quadre con chiodi

ni d'orati, t'ingraffavo tutta, mia giraffetta

manducatrice ke le hai mangiate le mie carte
lle, te le sei ruminate e le hai rivoltate, stra-
vomitati gli aratri e i neri semini e kelle terre
belle e le hai asciugate le labbra tue arsute,

le voci vuote -ora- tue, astute
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la cosa peggiore
la cosa peggiore è vedere una cosa
una cosa tanto amata vederla soffri
re e non avere altro che un crollo inte
rno del sangue una caduta, una cosa

tipo stare a piedi nel centro della sala
immobile come un cameriere e tu
brunita ti fai crescere i capelli all'inter
no della testa, con tanto di scatti di squ

ame e veleni tu, che potresti fare tempe
sta senza muovere o senza sbattere, come
puoi soffrire te stessa, la tua suprema

zia feroce? io ho solo parole di gelati
na che non arrivano manco al divano,
le braccia conserte, ho una scopa in mano
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celebrazione
alle 00.40 di notte mi arriva un sms di marco che recita, cito testualmente: "Sto ascoltando l'ultimo disco di Zamboni. Di gran bellezza. E va ascoltato a quest'ora". Questi messaggi di marco in sms mi fanno rimpiangere i tempi in cui non avevo figli, sono sms che puoi scrivere giusto se non hai figli. Comunque ho preso nota, so cosa farmi regalare da marco per il mio prossimo compleanno, nel 2020. Ho deciso di abolire alcuni dei compleanni intermedi per tenermi un po' più in forma, ho anche scaricato il nuovo singolo di de gregori che si chiama celebrazione e che sembra un copia e incolla di alcune canzoni di de gregori, qualsiasi, ma ormai non mi permetto più di giudicare, basta, ho giudicato tutti per vent'anni e poi sono andato al cesso e ho scoperto che boh, anche io faccio cose orrende e se qualcuno usasse lo stesso metro per me sarebbe sgradevole e inutile, soprattutto inutile. Anzi celebrazione mi piace anche, lo sto ascoltando ora bevendo il limoncino fatto da cecilia, e mi va benissimo, in questa serata globale, in questo blog finto, va tutto bene, sto cercando di capire il senso della vita e il senso della vita è che il bene e il male si sono confusi mica male e che per lottare contro il male devi usare il male e che il male è bello e dolce, che la massa usa il male, che il male è quello che resterà di questi anni e che fra qualche secolo appariremo dei barbari bastardi, i nostri figli andranno a scavare nel sottosuolo per cercare la spazzatura che abbiamo sepolto per strappare via il rame, troveranno loro il modo di essere puri come degli angeli e poi si scanneranno per una donna, per un viaggio andato a finire fuori rotta, completamente fuori rotta, si crepa ancora per gli stessi motivi di duemilacinquecento anni fa, si crepa per eccesso di zelo, per fragilità dell'interfaccia, per problemi strutturali.
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non usare più il mouse
altra cosa che ho deciso di non usare più il mouse ho scoperto che esistono modi per non usare il mouse e tu potresti dirmi koch ma venerandi sei impazzito perché non usare più il mouse e io potrei dirti qualche motivo filosofico ma la verità è che credo che il mouse faccia male, mi fa male il concetto di mouse, anche il polso a dire la verità ma è più il concetto che mi preoccupa, il concetto di mouse è un concetto vecchio e debole, è un tipico esempio di una cosa moderna che doveva essere la migliore del mondo e infatti lo è diventata, ma in realtà lo è diventata per una pigrizia immonda di questi produttori di roba, di tecnologia anni novanta con tutti i cazzi del nuovo millennio, è tutta roba vecchia koch, vogliono farci credere che ci sarà la grande novità e la novità è tornare ai pulsanti koch, ai tasti, ai buoni e vecchi tasti, lenti, precisi, rumorosi tasti e non dico che ci vergogneremo, ma saremo perplessissimi di fronte al fatto che ce la siamo bevuta koch, ci siamo bevuti il mouse, ci siamo bevuti il sei e quaranta per quattroottanta, ci siamo bevuti il cinque e un quarto, il tre e mezzo, ci siamo bevuti tutte queste cose e poi ci insegneranno a disimpararle, koch, ci diranno che se uno impara il basic si fotte il cervello e non potrà mai più fare della seria programmazione, ecco cosa ci diranno, ci faranno sentire in colpa, ci faranno sentire anche vecchi e troveranno qualcosa di nuovo da venderci per farci sentire di nuovo in gamba, di nuovo dentro al sentiero, ci daranno cose piccole e calde che non si erano mai viste così e che possono anche stare in una tasca, ci possono entrare dentro dalla parte più oscura e fatalmente odorosa, koch,
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la cosa che abbiamo e che ci rode
la cosa che abbiamo e che ci rode
in salotto, dico, la cosa che ci torme
nta è quest'aria, quest'affetto sulla casa
è il mutuo, amore, questa avventura stra
ordinaria, la cosa che ci rode, dico

la cosa che ci rode amore, è [che
è difficile essere felici

ci lasceremo per una cazzata, amore
una vasca non lavata, un appunta-
mento sbagliato e ci diremo come
morgan, la verità è che così com'è
non va

ma quando ci lasceremo è una cosa
che non c'è ancora stata, è dimostrata

una notte più lunga delle altre [ho go
duto tra di te, e fuori c'erano le luci
di notte le auto rade in autostrada
godendo le guardavamo come stelle
tristi

è finita, dicevi, ti vuoi mettere, chiedevi
venendo, ti addormentavi e rinvenivi

cadenti imboccavano il buio dello svincolo,
in un ora cento chilometri da noi, dieci
ore mille chilometri, qua da dodici anni siamo
attaccati come due carte moschicide [che

non ti farei male a una cosa, amore,
a una rosa
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tucidide a nettuno
sono mesi che non scrivo, se scrivo inizio a stare male, non ho tempo di scrivere sono arrivato al punto che scrivere mi fa male, anche alla schiena, ma non solo, sto continuando questa frase che non mi ricordo neppure quando ho scritto, ma in realtà non volevo parlare di questo, volevo parlare dei videogiochi, in classe ho dato da fare un tema su gta iv, e ragazzi quello che è venuto fuori è che la cosa più importante non sono i videogiochi ma la natura, lo sport e soprattutto le ragazze, ho solo classi maschili, e io pensavo ehi io ho passato la mia infanzia a pane e piftall vuoi dire che è quello? altra cosa è che non riesco più a giocare ai videogiochi, appena inizio sento che sto perdendo tempo, che non sto raggiungendo niente, che nel tempo in cui gioco potrei fare cose ugualmente piacevoli ma più utili, ad esempio leggere tucidide, ho scoperto che leggere tucidide è una figata, non solo leggi le parole di uno che è morto circa duemilacinquecento anni fa, che già mi fa una certa impressione che per tanto tempo le sue parole si siano conservate attraverso anni, imperatori, dei, guerre, cantautori, formattazioni, incendi eccetera, non solo leggi questo qua ma nello stesso tempo ti fai un po' di cultura umanistica che -ricordo- non serve a niente. hanno ragione i miei studenti, la cultura umanistica non è migliore delle altre, non ha nessuna nobiltà che la renda superiore alle altre: ha solo il vantaggio di avere una buona salute e di essere misericordiosa, cosa che altri non hanno affatto. imprecisa, puttana, falsa, tronfia, ingenerosa, mentitrice, ma misericordiosa, immensamente piena di misericordia. non è un caso che i cuscini siano fatti a forma e colore di pagine di libro. finché i sensi andranno avanti potrò leggere o ascoltare, finché il dolore o i sensi me lo permetteranno, potrò andare avanti con tucidide, a provare a scrivere i libri degli altri dentro di me a grandi linee almeno, e poi farmi fornitore di informazioni per quella volta in cui, presso nettuno, perderemo il contatto con la terra e ci accorgeremo che stiamo figliando e che nessuno ha un pdf con la storia della nostra perduta per sempre madre terra e io mi metterò lì a scrivere cercando di ricordare cosa mi era successo a corinto quella volta.
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volevo dirti una cosa, una rosa, che
volevo dirti una cosa, una rosa, che
questa cosa che ti volevo dire te l'ho
detta una volta stregati, abbraccia
ti, dal mare, dal porto antico, dai fi

gli, questa cosa l'ho detta di bocca alla
tua che rideva per non piangere, pi
grecava un vento caldo e freddo a sé
conda del negroni, questa cosa era

una cosa semplice e noiosa era una
cosa che, ti dicevo, il mondo non ha
non mi serve senza di te e te lo dice
vo ridendo guardandolo senza di te

che mi dicevi niente facevi la faccia
da stronza e da cosa ancora innamora
ta delle mie stronzate, se ho un senti
mento è piccolo come una fiamma

avrei detto e smettevo di scriverti in
versi sul portatile, per terra, sul cel-
lulare, sul moleskine versi come
"t scrivo una cosa da nove in t9"

ho smesso di farti versi d'amore qua
ndo quella mia voce innamorata di te
mi usciva dalle mani come una para
frasi qualunque, voglio dire, ho smesso

di farti poesie d'amore quando hanno
smesso di essere poesie e sono questo.
una rosa, un fiore, una cosa avevo detto
che ti volevo dire, che ti ho detto mia

correzione gamma, mia omocromatica
donna dello schermo, mia feritoia d'amo
re da cui sbocca amore verde, amore
vegetale, con ampio scempio di passi-

flora, passion fruit, milk shake, every
day, dico, a tavola con te e i nostri figli
cadde la stella e tu hai detto di fare un
desiderio, e allora io ci ho fatto la figura

retorica dell'iperbole ed era noi quattro
al tavolo sotto la stella, ancora: ancora
silenziosi ci sentiamo in macchina vecchi-
oni, dietro loro dormono e noi davanti

abbiamo una strada personale e nera
di stelle e ci abbassiamo lentamente
la musica e ci diciamo la nostra vita
in cose minuscole e poi alziamo e

facciamo un finale da due mani sul
volante e due strette ardentemente.
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e ink
oggi ho rassicurato il mio powerbook: a quasi quattro anni di vita è ancora il mio inimitabile gioiellino di tecnologia e sporcizia, e non prenderò in alcuna considerazione l'idea di passare a nessun'altra macchina, almeno finché non usciranno i primi portatili basati su 'e-ink'. l'idea di un monitor a livelli di grigio che invece di buttarmi luce in faccia, viene illuminato dalla luce d'ambiente come fa un libro, beh ragazzi, queste sono le cose che cambiano l'uso del computer, altro che 2x faster. per adesso si possono usare solo per leggere o scarabocchiarci con una matita, ma appena ne esce uno con una tastiera decente attaccata sarà l'inizio di una grande serie di capolavori. i miei occhi stanno già iniziando a ringraziare.
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venerandi, uno dei pochi scrittori ad usare un word processor prodotto a Tel Aviv, porta un dono di pace allo stand israeliano della fiera del libro come gesto di amicizia fraterna tra produttori e consumatori
veneisra
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Cose che succedono ovviamente quando ho i figli con la varicella
Sabato 10 alle 18, presso la libreria Book in the Casba, via di Pré 137r (Genova), Tommaso Ottonieri presenta "Dalle Memorie di un Piccolo Ipertrofico" e "Le Strade che portano al Fùcino". Invece il 13 maggio 2008, alle ore 21, presso la Casa della Poesia di Milano (Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia 1) si terrà una serata di performance poetica e cinema. L’incontro è curato da Andrea Inglese e presenta il Pubblico dormitorio Massuero. Si tratta di "un’involuzione gerontica del Collettivo di Pronto Intervento Poetico Altri Luoghi" formato da Marco Berisso, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo.
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venerandi in Mp3
Aggiunta una nuova sezione 'venerandi in mp3' con tanti simpatici MP3 che potete scaricare ed ascoltare. Raccoglie sia gli mp3 già presenti nella sezione 'lo-fi', sia una nuova raccolta degli mp3 fatti negli ultimi due anni. Buon download.
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gta iv vs sanguineti
GTA IV supera in una settimana sei milioni di copie vendute, sanguineti credo che viaggi sulle mille copie di tiratura, occhio e croce. Niente contro GTA IV, non ci ho mai giocato, ma questo enorme parco giochi mi spaventa, il fatto che sei milioni di persone stiano giocando tutte allo stesso gioco, che si stiano appagando con questo prodotto di intrattenimento, ecco mi porta a chiedere: non ci vorrei essere anche io? Oppure: non voglio stare dalla parte opposta? Oppure: quanto durerà, se fosse un amore, questo amore?
Ecco, qualche tempo fa mi chiedevo che senso ha scrivere, che senso ha leggere balestrini in classe e vedere gli alunni che fanno gli areoplanini con le fotocopie dei testi: non sarebbe meglio per tutti portare GTA IV sulla play e darci dentro per due ore?
Si formerebbero persone più adatte. Andremmo veloci verso i sette. Ogni areoplano dovrei gridare di dolore o dire chiaramente che sono stato colpito e che -bonus compreso- sono centomila punti score.
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thinkfree office
Non ne ho letto molto in giro, ma l'ultima trasformazione del pacchetto thinkfree office ha visto la luce qualche settimana fa. Si tratta di un software alternativo a quello microsoft e a quello di openoffice e derivati. E' basato su java e l'ultima sua release si pone l'obiettivo di essere un punto di contatto tra i pacchetti residenti su computer e quelli che stanno su internet. L'idea è che l'utente si scarica gratuitamente (o quasi visto che ci sono delle reclame sulla destra della pagina di lavoro) il pacchetto che ha un word processor, uno spreadsheet e un programma di presentazioni, e poi i documenti da lui creati vengono sincronizzati con uno spazio gratuito presente sul sito della thinkfree, in modo che possano essere lavorati anche da terzi e soprattutto anche on line, senza bisogno di nessun pacchetto preinstallato. Il tutto sia per macintosh che per windows.
Ho provato tutto l'ambaradan e devo dire che alcune cose funzionano (il pacchetto java, pur non velocissimo, sembra offrire dei buoni strumenti di lavoro), alcune cose sono fatte male (l'interfaccia per salvataggio file, non standard, punta in un posto sbagliato dove non è possibile salvare i file, e i file cliccati da dentro thinkfree vengono aperti dalle applicazioni standard di osx e non da thinkfree), alcune non vanno proprio (non sono mai riuscito ad accedere ai miei file da un comune browser). In un mondo dove tutti usano word, magari crakkato, ogni software che offra qualcosa di alternativo, intelligente e legale è da tenere in considerazione, anche se qui nessuno mi schioda da mellel e devonthink.
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pezzi in cui si vede quanto bene scrive certa gente anche in raccordi secondari
Si fermò alla postazione delle infermiere. Una di loro era sedu-
ta dietro al bancone e si spazzolava i capelli, sbadigliando.
"C'era un ragazzo nero in sala operatoria stanotte" , disse Ann.
"Si chiamava Franklin. La famiglia era di là in sala d'attesa. Vor-
rei qualche informazione sulle sue condizioni".
Un'altra infermiera, seduta a una scrivania dietro al bancone,
alzò lo sguardo da una tabella che stava consultando. Il telefono
ronzò e lei rispose, ma tenne gli occhi fissi su Ann.
"Non ce l'ha fatta", disse l'infermiera al bancone. Tenne alza-
ta la spazzola e guardò fissa Ann. "Lei è un'amica di famiglia?"
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finito
DSCI0186
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