Jun 2008
l'ipod nasale di marco
29/06/08 08:53 |
la posta del
cuore |
Permalink
mi scrive marco: "Uscendo da lavoro mi è successa una
cosa strana. Avevo su degli auricolari con isolamento
acustico: non li uso mai, mi fa strano che la musica
venga sparata direttamente sul timpano. Ti dico:
avevo su questi auricolari e sentivo non mi ricordo
cosa: non è importante, credo un'opera di Glass,
forse. Ecco, tenevo la musica bassa, e percepivo con
precisione ogni singola nota. E fuori: le macchine,
la gente, la strada, la betoniera with men at works
-> niente. La mia musica bassa e le loro apparenze
mortali, prive di suono: quindi immote. Come in un
acquario. E di strano c'è che il silenzio reale della
città non mi infastidiva, anzi vi galleggiavo dentro.
Ma qualcosa incrinava questa mia sensazione: gli
odori. Gli odori si appiccicavano alla musica,
sporcandola. Non era più la musica a dominare la
città, ma la città a modificare la musica. E mi è
sembrato strano che quelle cuffie mi isolassero dal
rumore e non dagli odori. Dovrebbero inventare gli
auricolari con isolamento olfattivo. Davvero".
Alla mia richiesta di mettere questo pezzo sul blog mi risponde: "solo se aggiungi questo post scriptum: ho ascoltato co.dex. ora so
perché zamboni ha litigato con ferretti".
Alla mia richiesta di mettere questo pezzo sul blog mi risponde: "solo se aggiungi questo post scriptum: ho ascoltato co.dex. ora so
perché zamboni ha litigato con ferretti".
blogaccino
scrive il suo punto di vista
sul nostro passionale incontro milanese.
ho finito di leggere la guerra del Peloponneso
27/06/08 17:56 |
lettere a koch
| Permalink
ho finito di leggere la guerra del Peloponneso, due
tomi per un totale di quasi cinquecento pagine e
pensavo ogni tanto che stavo leggendo un libro
scritto circa duemilaquattrocento anni fa, la cosa mi
sembrava pazzesca, cioè mi sembra pazzesca anche
adesso, pensare che duemilaquattrocento anni fa
tucidide si siede e si mette a scrivere e le cose che
scrive arrivano fino a me, attraversando tutto quello
che hanno attraversato, e sono ancora lì fresche, con
tutta la loro violenza e tutta la loro umanità,
quando un post su internet dopo tre giorni è vecchio
e dopo un anno non è mai esistito, mi sono chiesto
quanto dura internet, quanto effettivamente funziona
internet e quanto è solo un rumore di fondo per
comunicare per parlare per non restare soli, quanto
c'è di terapeutico in questa parlata di internet dove
tutti possono dire tutto a nessuno, quanto resta di
questa scrittura immediata, semplice, breve, inutile
e necessaria.
personalmente devo difenderla con i denti, devo difendere la sua piccola qualità con i denti e cercare di farla sopravvivere e di sopprimerla quando è il caso, perché questo web due punto zero in cui tutti fanno i contenuti, non mi piace, non mi piace perché scrivere non è una cosa normale, e questa alfabetizzazione domestica fa perdere il valore della scrittura, la fa sembrare un prodotto, sentivo alla radio uno scrittore non ricordo chi fosse che si lamentava che le case editrici dovrebbero trattare i libri come se fossero un prodotto qualunque e io e cecilia ci siamo guardati e abbiamo detto è questo il problema, lo stanno facendo, lo stanno facendo tutti, mettono su riviste in cui scrivi senza essere pagato perché intanto se non scrivi qualcun altro che ci scrive al tuo posto si trova, riviste tecniche con la redazione composta da due persone che impaginano le traduzioni di articoli senza firma di una/due pagine scritti in america dalla consorella e venduti a due lire, case editrici che stampano solo i libri che possono vendere, e i libri che possono vendere non sono necessariamente libri che andrebbero stampati, che andrebbero venduti.
se la parola diventa un prodotto, la nostra parola diventerà un prodotto di nicchia, faremo i vinili, staremo zitti smetteremo di scrivere o scriveremo di nascosto sotto banco, come a scuola, giorno dopo giorno faremo come tucidide e racconteremo quello che sta succedendo sotto i nostri occhi, senza capirlo, come al solito.
personalmente devo difenderla con i denti, devo difendere la sua piccola qualità con i denti e cercare di farla sopravvivere e di sopprimerla quando è il caso, perché questo web due punto zero in cui tutti fanno i contenuti, non mi piace, non mi piace perché scrivere non è una cosa normale, e questa alfabetizzazione domestica fa perdere il valore della scrittura, la fa sembrare un prodotto, sentivo alla radio uno scrittore non ricordo chi fosse che si lamentava che le case editrici dovrebbero trattare i libri come se fossero un prodotto qualunque e io e cecilia ci siamo guardati e abbiamo detto è questo il problema, lo stanno facendo, lo stanno facendo tutti, mettono su riviste in cui scrivi senza essere pagato perché intanto se non scrivi qualcun altro che ci scrive al tuo posto si trova, riviste tecniche con la redazione composta da due persone che impaginano le traduzioni di articoli senza firma di una/due pagine scritti in america dalla consorella e venduti a due lire, case editrici che stampano solo i libri che possono vendere, e i libri che possono vendere non sono necessariamente libri che andrebbero stampati, che andrebbero venduti.
se la parola diventa un prodotto, la nostra parola diventerà un prodotto di nicchia, faremo i vinili, staremo zitti smetteremo di scrivere o scriveremo di nascosto sotto banco, come a scuola, giorno dopo giorno faremo come tucidide e racconteremo quello che sta succedendo sotto i nostri occhi, senza capirlo, come al solito.
ho mescolato -vedi- la nausea alla fame
27/06/08 17:55 |
poesie per cecilia (aka
feritoie) | Permalink
ho mescolato -vedi- la nausea alla fame
adesso sono nella rabbia e nella paura
amore, e vedo la cosa che credevo finita
la vedo infinita e malata la vedo crolla
ta, questa cosa salvata senza nome questa
cosa annegata dentro la mia voce che -senti-
è normale, il grido di un batman qualunque
in ufficio a mezzogiorno, è così seriale
cadere senza crollare, annegare senza morire
pisciare senza parlare, godere senza venire
adesso sono nella rabbia e nella paura
amore, e vedo la cosa che credevo finita
la vedo infinita e malata la vedo crolla
ta, questa cosa salvata senza nome questa
cosa annegata dentro la mia voce che -senti-
è normale, il grido di un batman qualunque
in ufficio a mezzogiorno, è così seriale
cadere senza crollare, annegare senza morire
pisciare senza parlare, godere senza venire
io ce e tevac
24/06/08 21:38 |
Permalink
Genova, 23 giugno 2008 – Fabrizio Venerandi e TEVAC,
il sito indipendente per gli utenti Macintosh in
Italia, hanno annunciato oggi la firma dell’accordo
per la trasmissione, sul sito di TEVAC, delle
avventure ad episodio della serie IO E CE. L’accordo,
valido per le stagioni 2008-09, include tutti i
diritti wireless o via cavo in esclusiva per l’Italia
e mette a disposizione dei clienti di TEVAC
l’archivio con gli episodi che usciranno sul sito.
Grazie a questo accordo, i clienti di TEVAC potranno
leggere sui loro elaboratori Macintosh gli episodi di
IO E CE che il giovane scrittore Fabrizio Venerandi
comporrà nei ritagli di tempo passati nella stanza
immediatamente dopo l'antibagno. I racconti di IO E
CE saranno disponibili in near live, ovvero entro
pochi minuti dopo la realizzazione, grazie al
servizio Internet, che permette di ottimizzare i
tempi di messa on-line in rete. Infine, grazie
all’archivio con i racconti, i clienti di TEVAC
potranno rivedere e conservare sui loro elaboratori
Macintosh, gli episodi più importanti e spettacolari
che hanno caratterizzato la storia di IO E CE. Non
sono stati rivelati i termini dell'accordo, ma
interrogato in proposito Fabrizio Venerandi ha
dichiarato che "ci sono tanti fottuti zero, spero
solo che siano tutti nel posto giusto". Il primo
episodio che apparirà su TEVAC avrà il titolo di 'io
ce e google maps'.
alitalia ti mette le ali
Bene ragazzi, se volete avere tra le mani il prossimo
libro con un racconto del sottoscritto venerandi, non
dovete correre in libreria con il portafogli in mano,
ma dovete farvi assumere dall'Alitalia. Mi informa
infatti il mio mecenate di cui non posso fare il nome
per dovere contrattuale, che sta finalmente per
uscire il libro di giovani autori fichetti destinato
a tutti i dipendenti Alitalia. Il libro che tutti
aspettavate. E dentro c'è il mio racconto di questo
atterraggio in una Chicago colpita da una grandine
senza pietà. Quindi niente, se volete leggerlo datevi
da fare e preparate i vostri curriculum vitae.
Alitalia ti mette le ali.
Invece segnalo che sul sito è stata a grande richiesta aperta una sezione per fare donazioni al mio conto paypal. Volete provare il brivido di essere miei mecenati? Volete toccare con mano il baratro del mio conto corrente bancario? Avete per mesi letto le cose che spando su internet come se fossero panini all'olio? Avete scaricato i miei mp3 e li sentite di nascosto sull'ipod nelle lunghe sedute sulla tazza? Bene, fatemelo capire e datemi modo di impegnare più tempo per le cose che scrivo. Pagatemi.
Invece segnalo che sul sito è stata a grande richiesta aperta una sezione per fare donazioni al mio conto paypal. Volete provare il brivido di essere miei mecenati? Volete toccare con mano il baratro del mio conto corrente bancario? Avete per mesi letto le cose che spando su internet come se fossero panini all'olio? Avete scaricato i miei mp3 e li sentite di nascosto sull'ipod nelle lunghe sedute sulla tazza? Bene, fatemelo capire e datemi modo di impegnare più tempo per le cose che scrivo. Pagatemi.
questa cosa che ti dico, questa rosa, è una cosa che
fisso
16/06/08 07:08 |
poesie per cecilia (aka
feritoie) | Permalink
questa cosa che ti dico, questa rosa, è una cosa che
fisso
con parole normali che non piacerebbero a un gentil
uomo o a un berisso, ma che fanno segno di quella
cosa che teniamo tra le mani quella cosa che ti ho ape
rto una volta una camicetta, bottone per bottone, e
ho infilato un mio labbro ardente sulla tua aderente
pelle cotta e mi sono slabbrato e spettinato lì dentro
tenendo tra i denti il tuo scapezzolo tutto rintro
nato e l'ho avvelentato l'ho scottato tutto in bocca
l'addentato e morso, tutto me lo sono torto e
il lattice è uscito come un atleta sbalordito a piene
mani superbito mi ha fottuto e rapito mi ha insa
porito il palato e non se ne è mica andato quando,
in separata sede, ho passato le mani sulla mappa
stellare dei nei della tua schiena, come stronavi
strane in cerca di un riposo, di un letto silenzioso;
poi abbiamo chiamato il figlio, il giglio, e l'altro
a cui non rassomiglio
con parole normali che non piacerebbero a un gentil
uomo o a un berisso, ma che fanno segno di quella
cosa che teniamo tra le mani quella cosa che ti ho ape
rto una volta una camicetta, bottone per bottone, e
ho infilato un mio labbro ardente sulla tua aderente
pelle cotta e mi sono slabbrato e spettinato lì dentro
tenendo tra i denti il tuo scapezzolo tutto rintro
nato e l'ho avvelentato l'ho scottato tutto in bocca
l'addentato e morso, tutto me lo sono torto e
il lattice è uscito come un atleta sbalordito a piene
mani superbito mi ha fottuto e rapito mi ha insa
porito il palato e non se ne è mica andato quando,
in separata sede, ho passato le mani sulla mappa
stellare dei nei della tua schiena, come stronavi
strane in cerca di un riposo, di un letto silenzioso;
poi abbiamo chiamato il figlio, il giglio, e l'altro
a cui non rassomiglio
mellel 2.5
11/06/08 18:54 |
computerabilia
| Permalink
è uscita la nuova versione di mellel con i
riferimenti incrociati. una ficata. adesso
dovrei trovare qualcuno che mi assuma per
scrivere un saggio coltissimo e pesissimo in
modo da poterli usare. sigh.
videoletture su lettureliguri.it
Arrivano le prime videoletture su lettureliguri.it. Libri di
autori liguri si aprono e escono voci, echi,
rumori. Si inizia con 'La ragione totale' di
Paolo Gentiluomo, e 'Corpus Homini' di Cristiano
B. e Paolo T. Buon ascolto!
questo nostro giglio, questo figlio, è uscito una
cosa
06/06/08 21:43 |
poesie per cecilia (aka
feritoie) | Permalink
questo nostro giglio, questo figlio, è uscito una
cosa
morbida e veloce , un ranocchio di cose melodiose
ama i mostri marini e i maschi gormiti ha una faccia
nostra amabile e patata, ha una fretta di mettere su
denti e voci nuove, ci abbraccia già adesso per fare
le prove di quando ci stringerà come spugnette dei
piatti, oggi, amore, mi ha detto che passa le notti
sotto le coperte a leggere libri e fare parole riflesse
nella stella ikea di plastica blu, amore, e sa quello
che voglio io quello che vuoi tu e ce lo fa, perché
è un essere carnivoro e geloso, ma è generoso
morbida e veloce , un ranocchio di cose melodiose
ama i mostri marini e i maschi gormiti ha una faccia
nostra amabile e patata, ha una fretta di mettere su
denti e voci nuove, ci abbraccia già adesso per fare
le prove di quando ci stringerà come spugnette dei
piatti, oggi, amore, mi ha detto che passa le notti
sotto le coperte a leggere libri e fare parole riflesse
nella stella ikea di plastica blu, amore, e sa quello
che voglio io quello che vuoi tu e ce lo fa, perché
è un essere carnivoro e geloso, ma è generoso
