la sostanziale differenza -post mortem- tra paradiso e inferno, è che all' inferno non si prende radio3 rai
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la Ragion Totale
Venerdì 26 Ottobre ore 18 a Genova, Bookinthecasba, libreria in via di Pre 137 rosso, angolo trogoli di Santa Brigida, si presenta la Ragion Totale, ultimo volume in versi di Paolo Gentiluomo. Chi ci sarà potrà raccontarlo ai suoi figli, gli altri saranno destinati ad una vita post-mortem sospesa a correggere macro di excel commentate in tedesco arcaico. Io sarò mescolato nel pubblico e mi riconoscerete per la tortina salmonata che mi guizza via dalla bocca.
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lamento di arianna
l’altra cosa koch è che mi vergogno anche io, hai presente le storie di questi scrittori che sono degli ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti della terra, ecco io non mi sento l’ultimo abitante della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso fare altro che sentirmi in colpa per me e per le persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere così vicino le cose più importanti e tenerle in così poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e delle impurità del corpo, tipo cosa intendo per impurità: intendo badare a una gloria futura che non ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati neppure preparati (e questo lo si poteva capire facilmente); e poi camminare spensierati per la città e trovare una motivazione, motivazione non è il termine giusto diciamo ‘giustificazione’, trovare una giustificazione per quella camminata così leggera e così dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch ricordati che siamo in un blog, è soltanto un blog, sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch? d’annunzio, quella vecchia volpe di d’annunzio sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat porno, vecchia animaccia di un d’annunzio, ma io non sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto dal buio, non sono un buon blogger e non sono una buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vità l’ho fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni fa il cd in economica con il lamento di arianna a cinque voci, la cosa è stata sacrosanta anche se adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per tutto quello che ci stava attorno, ad es
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Il mio problema era che la sera uscivo da casa, venivo immerso dall'umidità fredda del santolcesino e camminavo nel silenzio irreale che c'è nei paesi dell'entroterra, mi avvicinavo a quella fonte di luce che era il bar ACLI, aprivo la porta di metallo grigio ed ero avvolto dagli odori del bar e degli anziani, la televisione accesa da qualche parte, le urla dei giocatori di carte, io superavo tutto questo come se non lo vedessi e andavo nella parte dei giovani, dove c'erano i videogiochi e il jukebox, una saletta staccata dal resto del bar ma con un vetro da cui potevamo essere controllati e lì sapevo che avrei passato tutta la serata ad aspettare qualcosa che non sarebbe arrivato e che non sapevo neppure cosa fosse. L'unica cosa di cui ero certo era che il retro del bar ACLI era il punto più vicino a quello che aspettavo, che non c'era nessun altro posto dove io potessi andare senza che poi sentissi la forza e la nausea di dover tornare sui miei passi per entrare di nuovo nel retro del bar ACLI. Se fossi uscito e fossi andato in camera mia mi sarei sentito come uno che ha perso un'occasione, avrei avuto la certezza che la cosa che stavo aspettando in quel momento era arrivata e tutti gli altri ragazzi se la stavano godendo alla grande. La cosa si ripeteva tutti i giorni, ogni santo giorno entravo in quel bar, facevo la mia strada al buio e stavo lì dentro, ad aspettare, circondato dai colori eccezionali dei videogiochi, con marco grande che rideva assieme a quelli che andavano già alle superiori e marco piccolo che girava con le cassette copiate di renato zero, e io ero lì in mezzo che aspettavo e giocavo infinite partite a the ladder e sentivo quei suoni computerizzati, le scritte in un americano oscuro che sembrano voler dirmi che dopo ci sarebbe stato qualcosa di grande, che c'era solo da aspettare e prima o poi qualcosa sarebbe successo, bastava restare lì ogni sera, esserci sentendosi nel posto più sbagliato del mondo eppure l'unico possibile.
Quando di notte tornavo a casa ero sconfitto, tutto finiva e quello che aspettavo non era successo, correvo fino al portone e infilavo la mano in un foro del portone per aprirlo senza usare la chiave, piegavo un osso del pollice e riuscivo a entrare con la mano e far scattare la maniglia interna e poi correvo per le scale scure di casa mia fino all'ultimo piano e dentro c'erano i miei genitori, sempre in attesa del mio ritorno. Il fatto che fossero sempre presenti non mi tranquillizzava affatto, lo trovavo terrorizzante. La mia camera era piena di disegni, di mobili, era una normalissima camera di un bambino felice. Avevo un banchetto con un libro sul sistema solare e un binocolo, per avvistare gli alieni.
La cosa migliore era dormire e aspettare il giorno dopo.
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oggi amore sei l'entrata del mio blog
oggi amore sei l'entrata del mio blog
ghetto, sei arrivata con tutta la tua forma
per dirmi -amore stai male- e mi stringe
vi una tua mano caldissima, mi portavi
parole esclamate e quel tuo odore da sudata
che -senti- ho linkato per sempre al mio
e dicevi ho deciso e dicevi anche non siamo
più e io ti abbracciavo dal di dentro e tu
continuavi, stare con te è la cosa, dicevi,
la vita era nello stesso tempo una prosa
e la tua parafrasi strana in versi strabaciati
di questi due scemi ancora allacciati.
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angil + final fantasy + altro
avevo sempre pensato che comprandomi l’anno scorso i cd dei schneider tm e dei final fantasy mi fossi guadagnato il mio posto tra coloro che ascoltano musica così trendy che non la conosce nessuno e invece qualche giorno fa ho scoperto “oulipo saliva” di tal ‘angil + hiddentracks’ che si colloca perfettamente accanto agli altri due con un disco che difficilmente riuscirò a togliere dal piatto, si fa per dire sono tutti mp3. l’unico neo di questo disco sono le reclame: infatti il disco l’ho scoperto andavo avanti e indietro per http://www.we7.com l’idea che sta dietro a questo sito è quella di vendere musica un po’ come l’itunes music store, ma in più permette di scaricare gratuitamente qualsiasi album, solo che prima di ogni brano c’è qualche secondo di pubblicità.
il catalogo è interessante, in pratica c’è l’ultimo album dei simple minds fatto nel 2005, c’è un live di morrisey, i primi album dei tangerine dream, l’ultimo dei charlatans uk, insomma i rami secchissimi della produzione (tipo quella roba che nei negozi di cd usati mette radici e dopo un po’ fa parte della storia del negozio stesso e al negoziante fa anche dispiacere venderla, anche perché il prezzo non è mai stato rivalutato e ora costa tipo due euro) accanto a roba del tutto sconosciuta, ma appunto in mezzo c’era anche questo angil che è davvero fico fico.
e nello scrivere che angil è fico fico mi rendo conto di non aver mai parlato di final fantasy, e dei loro album he poos clouds. lo riassumo in: ragazzo omosessuale canadese + violino + momenti di genio o quasi ma tutto sommato accessibilissimi, e roba fichetta. scarpe.
per dire, nello stesso tempo ho anche comperato l’ultimo di suzanne vega e di prince e mi hanno talmente colpito che non so neppure dove siano i cd in questo momento. per prince la cosa mi fa anche piacere: mentre ascoltavo il cd mi chiedevo, ma perché, ma perché sto ascoltando questa merdetta e poi mi è venuto in mente: un tempo questo ragazzino era anche lui un fico, poi ha fatto i soldi, ma li ha fatti male o gli hanno fatto male, forse erano troppi vallo a sapere.
ecco un difetto vero di angil è che nell’ultima canzone urla fuck fuck fuck fuck fuck, eccetera nella stessa maniera identica in cui la tipa dei dresden dolls urlava sing sing sing sing sing, una casualità cretina ma ogni volta che lo ascolto ho questo deja-vu.
sempre meglio del penultimo di battiato che quando diceva: dovremo attraversareeee per forzaaa, la portaaaa dello spavento, supreeeemo mi mettevo a ridere e dicevo si vabbé franco ma vaffanculo eh.
oh niente di personale eh
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giovani surrealisti canadesi (aspettando bonaventura)
mentre coniglio sta portando alla luce quell’indiscusso capolavoro narrativo del terzo millennio che sarà l’ultima avventura del signor bonaventura, i giovani lettori del sottoscritto venerandi potranno gustarsi l’antologia che ho da poco finito di assemblare per i figlibelli di mazzetti, “giovani surrealisti canadesi”.
il testo, che sarà a breve disponibile a caro prezzo su lulu, raccoglie una serie di racconti di giovani ma promettenti scrittori canadesi, conosciuti durante il mio ultimo viaggio nelle regioni dei laghi, raccolti assieme a pezzi di alcuni italiani che erano in canada con me e anche di un ragazzo bosniaco che faceva -diceva lui- una specie di erasmus internazionale o qualcosa del genere. gli italiani e il bosniaco li ho messi altrimenti c’erano troppo poche pagine, però in fondo erano anche loro con me in canada, insomma.
il testo sfoggerà forse una bellissima foto di un fotografo italiano di cui non faccio il nome perché forse non mi concede i diritti di pubblicazione quindi me ne sto zitto, ma sembra fatta apposta per il libro.
appena il testo sarà disponibile ve lo dico. stay tuned!
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