Oct 2007
29/10/07 06:41 |
Permalink
la sostanziale differenza -post mortem- tra paradiso
e inferno, è che all' inferno non si prende radio3
rai
|
la Ragion Totale
Venerdì 26 Ottobre ore 18 a Genova, Bookinthecasba,
libreria in via di Pre 137 rosso, angolo trogoli di
Santa Brigida, si presenta la Ragion Totale, ultimo
volume in versi di Paolo Gentiluomo. Chi ci sarà
potrà raccontarlo ai suoi figli, gli altri saranno
destinati ad una vita post-mortem sospesa a
correggere macro di excel commentate in tedesco
arcaico. Io sarò mescolato nel pubblico e mi
riconoscerete per la tortina salmonata che mi guizza
via dalla bocca.
lamento di arianna
23/10/07 06:43 |
lettere a koch
| Permalink
l’altra cosa koch è che mi vergogno anche io, hai
presente le storie di questi scrittori che sono degli
ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono
la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti
della terra, ecco io non mi sento l’ultimo abitante
della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu
sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un
povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che
scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel
senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da
una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso
fare altro che sentirmi in colpa per me e per le
persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che
ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere
così vicino le cose più importanti e tenerle in così
poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e
delle impurità del corpo, tipo cosa intendo per
impurità: intendo badare a una gloria futura che non
ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati
neppure preparati (e questo lo si poteva capire
facilmente); e poi camminare spensierati per la città
e trovare una motivazione, motivazione non è il
termine giusto diciamo ‘giustificazione’, trovare una
giustificazione per quella camminata così leggera e
così dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch
ricordati che siamo in un blog, è soltanto un blog,
sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch?
d’annunzio, quella vecchia volpe di d’annunzio
sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare
e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat
porno, vecchia animaccia di un d’annunzio, ma io non
sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto
dal buio, non sono un buon blogger e non sono una
buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vità l’ho
fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni
fa il cd in economica con il lamento di arianna a
cinque voci, la cosa è stata sacrosanta anche se
adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per
tutto quello che ci stava attorno, ad es
Il mio problema era che la sera uscivo da casa,
venivo immerso dall'umidità fredda del santolcesino e
camminavo nel silenzio irreale che c'è nei paesi
dell'entroterra, mi avvicinavo a quella fonte di luce
che era il bar ACLI, aprivo la porta di metallo
grigio ed ero avvolto dagli odori del bar e degli
anziani, la televisione accesa da qualche parte, le
urla dei giocatori di carte, io superavo tutto questo
come se non lo vedessi e andavo nella parte dei
giovani, dove c'erano i videogiochi e il jukebox, una
saletta staccata dal resto del bar ma con un vetro da
cui potevamo essere controllati e lì sapevo che avrei
passato tutta la serata ad aspettare qualcosa che non
sarebbe arrivato e che non sapevo neppure cosa fosse.
L'unica cosa di cui ero certo era che il retro del
bar ACLI era il punto più vicino a quello che
aspettavo, che non c'era nessun altro posto dove io
potessi andare senza che poi sentissi la forza e la
nausea di dover tornare sui miei passi per entrare di
nuovo nel retro del bar ACLI. Se fossi uscito e fossi
andato in camera mia mi sarei sentito come uno che ha
perso un'occasione, avrei avuto la certezza che la
cosa che stavo aspettando in quel momento era
arrivata e tutti gli altri ragazzi se la stavano
godendo alla grande. La cosa si ripeteva tutti i
giorni, ogni santo giorno entravo in quel bar, facevo
la mia strada al buio e stavo lì dentro, ad
aspettare, circondato dai colori eccezionali dei
videogiochi, con marco grande che rideva assieme a
quelli che andavano già alle superiori e marco
piccolo che girava con le cassette copiate di renato
zero, e io ero lì in mezzo che aspettavo e giocavo
infinite partite a the ladder e sentivo quei suoni
computerizzati, le scritte in un americano oscuro che
sembrano voler dirmi che dopo ci sarebbe stato
qualcosa di grande, che c'era solo da aspettare e
prima o poi qualcosa sarebbe successo, bastava
restare lì ogni sera, esserci sentendosi nel posto
più sbagliato del mondo eppure l'unico possibile.
Quando di notte tornavo a casa ero sconfitto, tutto finiva e quello che aspettavo non era successo, correvo fino al portone e infilavo la mano in un foro del portone per aprirlo senza usare la chiave, piegavo un osso del pollice e riuscivo a entrare con la mano e far scattare la maniglia interna e poi correvo per le scale scure di casa mia fino all'ultimo piano e dentro c'erano i miei genitori, sempre in attesa del mio ritorno. Il fatto che fossero sempre presenti non mi tranquillizzava affatto, lo trovavo terrorizzante. La mia camera era piena di disegni, di mobili, era una normalissima camera di un bambino felice. Avevo un banchetto con un libro sul sistema solare e un binocolo, per avvistare gli alieni.
La cosa migliore era dormire e aspettare il giorno dopo.
Quando di notte tornavo a casa ero sconfitto, tutto finiva e quello che aspettavo non era successo, correvo fino al portone e infilavo la mano in un foro del portone per aprirlo senza usare la chiave, piegavo un osso del pollice e riuscivo a entrare con la mano e far scattare la maniglia interna e poi correvo per le scale scure di casa mia fino all'ultimo piano e dentro c'erano i miei genitori, sempre in attesa del mio ritorno. Il fatto che fossero sempre presenti non mi tranquillizzava affatto, lo trovavo terrorizzante. La mia camera era piena di disegni, di mobili, era una normalissima camera di un bambino felice. Avevo un banchetto con un libro sul sistema solare e un binocolo, per avvistare gli alieni.
La cosa migliore era dormire e aspettare il giorno dopo.
oggi amore sei l'entrata del mio blog
09/10/07 06:25 |
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oggi
amore sei l'entrata del mio blog
ghetto, sei arrivata con tutta la tua forma
per dirmi -amore stai male- e mi stringe
vi una tua mano caldissima, mi portavi
parole esclamate e quel tuo odore da sudata
che -senti- ho linkato per sempre al mio
e dicevi ho deciso e dicevi anche non siamo
più e io ti abbracciavo dal di dentro e tu
continuavi, stare con te è la cosa, dicevi,
la vita era nello stesso tempo una prosa
e la tua parafrasi strana in versi strabaciati
di questi due scemi ancora allacciati.
ghetto, sei arrivata con tutta la tua forma
per dirmi -amore stai male- e mi stringe
vi una tua mano caldissima, mi portavi
parole esclamate e quel tuo odore da sudata
che -senti- ho linkato per sempre al mio
e dicevi ho deciso e dicevi anche non siamo
più e io ti abbracciavo dal di dentro e tu
continuavi, stare con te è la cosa, dicevi,
la vita era nello stesso tempo una prosa
e la tua parafrasi strana in versi strabaciati
di questi due scemi ancora allacciati.
angil + final fantasy + altro
avevo sempre pensato che comprandomi l’anno scorso i
cd dei schneider tm e dei final fantasy mi fossi
guadagnato il mio posto tra coloro che ascoltano
musica così trendy che non la conosce nessuno e
invece qualche giorno fa ho scoperto “oulipo saliva”
di tal ‘angil + hiddentracks’ che si colloca
perfettamente accanto agli altri due con un disco che
difficilmente riuscirò a togliere dal piatto, si fa
per dire sono tutti mp3. l’unico neo di questo disco
sono le reclame: infatti il disco l’ho scoperto
andavo avanti e indietro per http://www.we7.com
l’idea che sta dietro a questo sito è quella di
vendere musica un po’ come l’itunes music store, ma
in più permette di scaricare gratuitamente qualsiasi
album, solo che prima di ogni brano c’è qualche
secondo di pubblicità.
il catalogo è interessante, in pratica c’è l’ultimo album dei simple minds fatto nel 2005, c’è un live di morrisey, i primi album dei tangerine dream, l’ultimo dei charlatans uk, insomma i rami secchissimi della produzione (tipo quella roba che nei negozi di cd usati mette radici e dopo un po’ fa parte della storia del negozio stesso e al negoziante fa anche dispiacere venderla, anche perché il prezzo non è mai stato rivalutato e ora costa tipo due euro) accanto a roba del tutto sconosciuta, ma appunto in mezzo c’era anche questo angil che è davvero fico fico.
e nello scrivere che angil è fico fico mi rendo conto di non aver mai parlato di final fantasy, e dei loro album he poos clouds. lo riassumo in: ragazzo omosessuale canadese + violino + momenti di genio o quasi ma tutto sommato accessibilissimi, e roba fichetta. scarpe.
per dire, nello stesso tempo ho anche comperato l’ultimo di suzanne vega e di prince e mi hanno talmente colpito che non so neppure dove siano i cd in questo momento. per prince la cosa mi fa anche piacere: mentre ascoltavo il cd mi chiedevo, ma perché, ma perché sto ascoltando questa merdetta e poi mi è venuto in mente: un tempo questo ragazzino era anche lui un fico, poi ha fatto i soldi, ma li ha fatti male o gli hanno fatto male, forse erano troppi vallo a sapere.
ecco un difetto vero di angil è che nell’ultima canzone urla fuck fuck fuck fuck fuck, eccetera nella stessa maniera identica in cui la tipa dei dresden dolls urlava sing sing sing sing sing, una casualità cretina ma ogni volta che lo ascolto ho questo deja-vu.
sempre meglio del penultimo di battiato che quando diceva: dovremo attraversareeee per forzaaa, la portaaaa dello spavento, supreeeemo mi mettevo a ridere e dicevo si vabbé franco ma vaffanculo eh.
oh niente di personale eh
il catalogo è interessante, in pratica c’è l’ultimo album dei simple minds fatto nel 2005, c’è un live di morrisey, i primi album dei tangerine dream, l’ultimo dei charlatans uk, insomma i rami secchissimi della produzione (tipo quella roba che nei negozi di cd usati mette radici e dopo un po’ fa parte della storia del negozio stesso e al negoziante fa anche dispiacere venderla, anche perché il prezzo non è mai stato rivalutato e ora costa tipo due euro) accanto a roba del tutto sconosciuta, ma appunto in mezzo c’era anche questo angil che è davvero fico fico.
e nello scrivere che angil è fico fico mi rendo conto di non aver mai parlato di final fantasy, e dei loro album he poos clouds. lo riassumo in: ragazzo omosessuale canadese + violino + momenti di genio o quasi ma tutto sommato accessibilissimi, e roba fichetta. scarpe.
per dire, nello stesso tempo ho anche comperato l’ultimo di suzanne vega e di prince e mi hanno talmente colpito che non so neppure dove siano i cd in questo momento. per prince la cosa mi fa anche piacere: mentre ascoltavo il cd mi chiedevo, ma perché, ma perché sto ascoltando questa merdetta e poi mi è venuto in mente: un tempo questo ragazzino era anche lui un fico, poi ha fatto i soldi, ma li ha fatti male o gli hanno fatto male, forse erano troppi vallo a sapere.
ecco un difetto vero di angil è che nell’ultima canzone urla fuck fuck fuck fuck fuck, eccetera nella stessa maniera identica in cui la tipa dei dresden dolls urlava sing sing sing sing sing, una casualità cretina ma ogni volta che lo ascolto ho questo deja-vu.
sempre meglio del penultimo di battiato che quando diceva: dovremo attraversareeee per forzaaa, la portaaaa dello spavento, supreeeemo mi mettevo a ridere e dicevo si vabbé franco ma vaffanculo eh.
oh niente di personale eh
giovani surrealisti canadesi (aspettando bonaventura)
mentre coniglio sta portando alla luce
quell’indiscusso capolavoro narrativo del terzo
millennio che sarà l’ultima avventura del signor
bonaventura, i giovani lettori del sottoscritto
venerandi potranno gustarsi l’antologia che ho da
poco finito di assemblare per i figlibelli di
mazzetti, “giovani surrealisti canadesi”.
il testo, che sarà a breve disponibile a caro prezzo su lulu, raccoglie una serie di racconti di giovani ma promettenti scrittori canadesi, conosciuti durante il mio ultimo viaggio nelle regioni dei laghi, raccolti assieme a pezzi di alcuni italiani che erano in canada con me e anche di un ragazzo bosniaco che faceva -diceva lui- una specie di erasmus internazionale o qualcosa del genere. gli italiani e il bosniaco li ho messi altrimenti c’erano troppo poche pagine, però in fondo erano anche loro con me in canada, insomma.
il testo sfoggerà forse una bellissima foto di un fotografo italiano di cui non faccio il nome perché forse non mi concede i diritti di pubblicazione quindi me ne sto zitto, ma sembra fatta apposta per il libro.
appena il testo sarà disponibile ve lo dico. stay tuned!
il testo, che sarà a breve disponibile a caro prezzo su lulu, raccoglie una serie di racconti di giovani ma promettenti scrittori canadesi, conosciuti durante il mio ultimo viaggio nelle regioni dei laghi, raccolti assieme a pezzi di alcuni italiani che erano in canada con me e anche di un ragazzo bosniaco che faceva -diceva lui- una specie di erasmus internazionale o qualcosa del genere. gli italiani e il bosniaco li ho messi altrimenti c’erano troppo poche pagine, però in fondo erano anche loro con me in canada, insomma.
il testo sfoggerà forse una bellissima foto di un fotografo italiano di cui non faccio il nome perché forse non mi concede i diritti di pubblicazione quindi me ne sto zitto, ma sembra fatta apposta per il libro.
appena il testo sarà disponibile ve lo dico. stay tuned!