la scoperta del continente
31/07/07 14:25 |
libri che non ho voglia di
scrivere così ve li racconto e fate prima anche voi a
leggerli
ho avuto questa idea di racconto che però non ho
voglia di scrivere, tutto si svolge all’inizio del
1500 dopo le invasioni arabe, la caduta dell’impero
mongolico e lo spostamento dell’asse di ricerca in
occidente. per arrivare alle indie.
c’è questo esploratore che -dopo che colombo è tornato dal suo terzo viaggio in america ed è stato portato in catene in carcere- riesce ad avere cinque caravelle dagli olandesi per rompere i coglioni a spagnoli e portoghesi per arrivare in cina prima di loro. ormai tutti hanno capito che le indie che ha scoperto colombo non sono le indie e che sicuramente la cina si trova dopo questa terra di colombo.
in pratica il racconto inizia con le navi che lasciano l’olanda, arrivano nelle americhe, e poi la circumnavigano perdendo uomini e navi, alla fine rimangono in due navi che passano quello che sarà lo stretto di magellano e si buttano nell’oceano pacifico.
l’idea del racconto è qua, che dopo settimane di navigazione avvistano terra e approdano e si trovano in una enorme terra desertica, bruciata dal sole e costellata da vulcani in eruzione, che non sembra per niente la cina. loro cercano conforto nelle stelle, non ci capiscono niente, vengono fuori nuove costellazioni mai viste né in occidente né in oriente e continuano il loro viaggio, una nave continua via mare, una mette àncora e l’equipaggio continua in quell’inferno e qui il libro si sdoppia. i personaggi che sono a piedi si ritrovano tra popolazioni bestiali, parzialmente antropomorfe dalla pelle nera che si cibano di occhi e tessuti nervosi, in pratica vengono massacrati e finiscono in questo piccolo inferno in terra. quelli su nave continuano a costeggiare e attraversano tutta questa terra, ma iniziano a patire la fame, finiscono le provviste, i pesci che pescano sono molli e mandano urli orrendi, sono immangiabili, vanno avanti finché non si trovano di fronte ad un nuovo oceano e vanno ancora avanti finché non incontrano un nuovo continente, e siccome sono alla fame sono costretti ad approdare e questo nuovo continente è tutto sterpaglie e costruzioni distrutte, e entrando in queste costruzioni distrutte i marinai ci trovano dei documenti, lingue ignote e dopo un po’ anche una mappa.
la mappa mostra il mondo conosciuto dagli abitanti di quel mondo che evidentemente sono tutti morti e le terre mostrano la parte ancora più occidentale e -per farla breve- questi pochi marinai sopravvissuti capiscono che la terra è piatta, e che dopo quel continente ci sono altri continenti e altri ancora.
perché la terra non solo è piatta, ma è anche infinita, un’infinita quantità di terre e acqua e popolazioni a diversi gradi di evoluzione e l’unico limite per la scoperta umana è la capacità di proseguire e assoggettare le infinite popolazioni che in questo momento si stanno sviluppando ognune inconsapevoli delle altre, come un impensabile crogiolo di umanità in vitro.
la cosa poi è sviluppabile, avessi un po’ di tempo libero.
c’è questo esploratore che -dopo che colombo è tornato dal suo terzo viaggio in america ed è stato portato in catene in carcere- riesce ad avere cinque caravelle dagli olandesi per rompere i coglioni a spagnoli e portoghesi per arrivare in cina prima di loro. ormai tutti hanno capito che le indie che ha scoperto colombo non sono le indie e che sicuramente la cina si trova dopo questa terra di colombo.
in pratica il racconto inizia con le navi che lasciano l’olanda, arrivano nelle americhe, e poi la circumnavigano perdendo uomini e navi, alla fine rimangono in due navi che passano quello che sarà lo stretto di magellano e si buttano nell’oceano pacifico.
l’idea del racconto è qua, che dopo settimane di navigazione avvistano terra e approdano e si trovano in una enorme terra desertica, bruciata dal sole e costellata da vulcani in eruzione, che non sembra per niente la cina. loro cercano conforto nelle stelle, non ci capiscono niente, vengono fuori nuove costellazioni mai viste né in occidente né in oriente e continuano il loro viaggio, una nave continua via mare, una mette àncora e l’equipaggio continua in quell’inferno e qui il libro si sdoppia. i personaggi che sono a piedi si ritrovano tra popolazioni bestiali, parzialmente antropomorfe dalla pelle nera che si cibano di occhi e tessuti nervosi, in pratica vengono massacrati e finiscono in questo piccolo inferno in terra. quelli su nave continuano a costeggiare e attraversano tutta questa terra, ma iniziano a patire la fame, finiscono le provviste, i pesci che pescano sono molli e mandano urli orrendi, sono immangiabili, vanno avanti finché non si trovano di fronte ad un nuovo oceano e vanno ancora avanti finché non incontrano un nuovo continente, e siccome sono alla fame sono costretti ad approdare e questo nuovo continente è tutto sterpaglie e costruzioni distrutte, e entrando in queste costruzioni distrutte i marinai ci trovano dei documenti, lingue ignote e dopo un po’ anche una mappa.
la mappa mostra il mondo conosciuto dagli abitanti di quel mondo che evidentemente sono tutti morti e le terre mostrano la parte ancora più occidentale e -per farla breve- questi pochi marinai sopravvissuti capiscono che la terra è piatta, e che dopo quel continente ci sono altri continenti e altri ancora.
perché la terra non solo è piatta, ma è anche infinita, un’infinita quantità di terre e acqua e popolazioni a diversi gradi di evoluzione e l’unico limite per la scoperta umana è la capacità di proseguire e assoggettare le infinite popolazioni che in questo momento si stanno sviluppando ognune inconsapevoli delle altre, come un impensabile crogiolo di umanità in vitro.
la cosa poi è sviluppabile, avessi un po’ di tempo libero.
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