viaggio a milano
30/05/08 22:46 |
cose che mi sono quasi
successe davvvero
navigo verso milano, ho scoperto che ho questo gruppo
nel mio file scriptabilia chiamato 'viaggi' in cui
dovrei scrivere le mie impressioni di viaggio, ce ne
sono un po' non ricordo neppure di averle scritte, ho
comprato i biglietti via internet e viaggio in una
italia sommersa da piogge fittissime e soli tropicali
che si succedono di minuto in minuto, ho letto
tucidide fino ad ora e non ho voglia di scrivere per
questo ho aperto questo nuovo file, perché quello che
sto facendo ora non è scrivere, è una semplice
ginnastica
che fa male, oggi in classe ho letto un pezzo di aldo nove e i ragazzi hanno detto che palle, che palle questo era fuori di testa, non è un racconto e ogni tanto ridevano alla fine alcuni si sono messi a parlare, come a un concerto live in cui il musicista fa i grandi successi nello stesso modo in cui sono anche nel disco e allora parli con i vicini, come se avessi acceso solo la radio, una radio fortissima, c'è caldo
e io tutto mi aspettavo meno che mi dicessero che era palloso, e quindi niente, la prossima volta farò solo pirandello e calvino, non si meritano altro, botte di pirandello e calvino per tutto l'anno scolastico finché non mi diranno pietà, pietà di me e io dirò oh ma scherzate, adesso ci rivediamo i giganti della montagna
mi sento sporco e sudato, devo andare in questa conferenza dei programmatori di neooffice e la cosa di essere sporco e sudato mi agita e mi fa sudare ancora di più e poi penso che c'è anche una pizzata e penso che sono sporco e sudato e sarò bloccato al caldo con gente che beve birra e io sarò ancora più sudato e la cosa mi agita ancora di più e sudo in una camicia che per l'occasione ha perso due bottoni e mostra il mio ombelico e la cosa mi agita e
nel mio vagone c'è una che pensavo fosse una terrorista che a metà viaggio ci avrebbe ucciso tutti e invece si vede che ha cambiato idea. una seconda terrorista si è messa un ipod ad un volume tale che si sente nel corridoio, musica americana tipo rap, deve essere del rap, ha dormito fino ad ora e invece ora ha acceso l'ipod e si prepara per scendere, si sta caricando, po po po pompa
hard style direbbero i miei studenti che ormai mi trattano come uno di loro, segno che ho sbagliato un sacco di roba, hard style
arrivo nella sede di mac@work e ci sono già pluby e ed e qui scopro con terrore che parlano una lingua a me parzialmente sconosciuta. credo che sia in corso anche un dibattito perché ci sono persone che discutono con pluby e ed. capisco una parola su dieci e purtroppo è quella sbagliata. tipo 'anymore'.
pluby mi ricorda fisicamente un cantante dei righeira, ma meno spensierato. Ed è esattamente come me lo ero immaginato. aspetto che tiri fuori una chitarra con teschi sopra, ma non lo fa. gandolfi traffica con una telecamera e la cosa mi preoccupa terribilmente.
l'aria è satura di onde radio, ma io non ho le password.
pluby scherza, cioé credo, sta ridendo. forse sta chiedendo una birra, ma io non capisco. dice certamente la parola 'pizza'.
gandolfi si avvicina e mi tocca. sono terrorizzato. mi informa che attivissimo non è venuto. gli si è rotta l'auto. la mia idea di farmi fotografare con lui e spacciare la foto come bufala, sfuma. Ed inizia un lunghissimo discorso. Pluby ride.
Bragagnolo dice qualcosa in inglese, tutti ridono. Bragagnolo visto da dietro mi ricorda sempre Bragagnolo.
La mia cronaca inizia a languire. Decido, da ora in poi, di inventarmi i dialoghi.
Pluby sta quindi parlando di osx, usa più volte la parola 'taste'. Ad un certo punto pluby decide di parlare della sua infanzia. veniamo quindi a sapere che da piccolo pluby venne punto da un ragno e qualche settimana dopo la pelle si gonfiò e poi si ruppe mostrando migliaia di uova che pluby grattò via dalla sua pelle con un coltello e fu in quell'occasione che decise di abbandonare il prolog per java, cosa che fece la sua fortuna, economicamente parlando.
mi rendo conto che inventare le cose che dice pluby rende il mio resoconto solo parzialmente più interessante.
riesco a capire una domanda: gli chiedono quanto del codice di neooffice è in openoffice e pluby dice 'ziro' e fa anche una smorfia con la bocca. il mio futuro di giornalista informatico è in rapida salita.
pluby dice qualcosa, tutti applaudono, mi unisco al gruppo.
alla fine riesco davvero a parlare con pluby e gli dico pluby I want to talk to you about death, e lui mi dice 'io capisco un poco di italiano' e mi sorride e mi stringe la mano e poi mi spiega in italiano stentato alcune cose sulla morte che io non conoscevo
ad un certo punto mi sento toccare, mi giro e c'è un ragazzo che ha in mano una copia di l'amore è un cavolfiore e mi guarda con uno sguardo indecifrabile e io sono spaventato e dico guarda che per i rimborsi caschi male, non mi hanno manco pagato i diritti di autore, e lui scuote la testa e mi dice che vuole una dedica e io dico è favoloso, rido e dico è favoloso perché il ragazzo ha un'aria simpatica e intelligente e infatti poi gli parlo e scopro che è un tipo intelligente, sono terrorizzato dalla possibilità che i miei lettori siano degli idioti o degli antipatici, mentre questo è simpatico e prendo il libro e gli chiedo se per la dedica posso scrivere quello che voglio, e lui si riprende il libro, me lo strappa di mano quasi e dice no, ti dico io cosa scrivere, e me lo ridà e mi dice alcune parole d'amore
mi dice anche che lui aveva un ibook e dopo cinque anni lo ha messo da parte per prendersi un macbook pro ma niente, non è la stessa cosa, non sa perché ma non è la stessa cosa dice guardando nel vuoto con un certo imbarazzo. l'amore è l'amore gli rispondo io e lui alza lo sguardo e sorride
del resto della serata ricordo alcune cose: sono al tavolo e circondato da gente che non ho mai visto prima e il mio vicino di posto mi dice, cito testualmente, scusa se ti rompo i coglioni ma devo dirti alcune cose sui sigari, e inizia a farmi una complessa ma interessante tirata sui sigari, sulle tipologie di sigari e sulla loro origine, sui vermi che se li mangiano, sul tabacco marcio eccetera che dura oltre l'arrivo dell'insalata e alla fine mi dice scusa se ti ho rotto i coglioni eh, e io gli dico figurati, di solito quando mangio guardo il telegiornale, i sigari sono più interessanti
poi scopro che era nel cngei, gli parlo della mia esperienza dell'agesci e conveniamo che baden powell
alla fine esco di corsa dal locale, corro sotto una pioggia torrenziale, e penso da distante come è possibile che un gruppo di persone mangi una pizza assieme perché usa la stessa marca di computer e mi sembra una cosa anni ottanta, una cosa di quando ero ragazzo che mi aggrappavo agli altri per vedere cosa succedeva, per dire cose che non si potevano dire in altri posti e credo che sia una cosa che funziona solo se ci credi e ci credi solo se la fai, se ti metti da parte, il poc è una cosa terribilmente umana
alla fine ti accorgi che non è solo la marca di un computer, la apple è stato un caso, è un po' la scusa che usa un amante per vedere quella ragazza dai capelli rossi che
è una cosa così mortale, il treno su cui viaggio verso genova ha venti minuti di ritardo, le ferrovie italiane si scusano con me, lo dicono all'altoparlante con una voce inumana
che fa male, oggi in classe ho letto un pezzo di aldo nove e i ragazzi hanno detto che palle, che palle questo era fuori di testa, non è un racconto e ogni tanto ridevano alla fine alcuni si sono messi a parlare, come a un concerto live in cui il musicista fa i grandi successi nello stesso modo in cui sono anche nel disco e allora parli con i vicini, come se avessi acceso solo la radio, una radio fortissima, c'è caldo
e io tutto mi aspettavo meno che mi dicessero che era palloso, e quindi niente, la prossima volta farò solo pirandello e calvino, non si meritano altro, botte di pirandello e calvino per tutto l'anno scolastico finché non mi diranno pietà, pietà di me e io dirò oh ma scherzate, adesso ci rivediamo i giganti della montagna
mi sento sporco e sudato, devo andare in questa conferenza dei programmatori di neooffice e la cosa di essere sporco e sudato mi agita e mi fa sudare ancora di più e poi penso che c'è anche una pizzata e penso che sono sporco e sudato e sarò bloccato al caldo con gente che beve birra e io sarò ancora più sudato e la cosa mi agita ancora di più e sudo in una camicia che per l'occasione ha perso due bottoni e mostra il mio ombelico e la cosa mi agita e
nel mio vagone c'è una che pensavo fosse una terrorista che a metà viaggio ci avrebbe ucciso tutti e invece si vede che ha cambiato idea. una seconda terrorista si è messa un ipod ad un volume tale che si sente nel corridoio, musica americana tipo rap, deve essere del rap, ha dormito fino ad ora e invece ora ha acceso l'ipod e si prepara per scendere, si sta caricando, po po po pompa
hard style direbbero i miei studenti che ormai mi trattano come uno di loro, segno che ho sbagliato un sacco di roba, hard style
arrivo nella sede di mac@work e ci sono già pluby e ed e qui scopro con terrore che parlano una lingua a me parzialmente sconosciuta. credo che sia in corso anche un dibattito perché ci sono persone che discutono con pluby e ed. capisco una parola su dieci e purtroppo è quella sbagliata. tipo 'anymore'.
pluby mi ricorda fisicamente un cantante dei righeira, ma meno spensierato. Ed è esattamente come me lo ero immaginato. aspetto che tiri fuori una chitarra con teschi sopra, ma non lo fa. gandolfi traffica con una telecamera e la cosa mi preoccupa terribilmente.
l'aria è satura di onde radio, ma io non ho le password.
pluby scherza, cioé credo, sta ridendo. forse sta chiedendo una birra, ma io non capisco. dice certamente la parola 'pizza'.
gandolfi si avvicina e mi tocca. sono terrorizzato. mi informa che attivissimo non è venuto. gli si è rotta l'auto. la mia idea di farmi fotografare con lui e spacciare la foto come bufala, sfuma. Ed inizia un lunghissimo discorso. Pluby ride.
Bragagnolo dice qualcosa in inglese, tutti ridono. Bragagnolo visto da dietro mi ricorda sempre Bragagnolo.
La mia cronaca inizia a languire. Decido, da ora in poi, di inventarmi i dialoghi.
Pluby sta quindi parlando di osx, usa più volte la parola 'taste'. Ad un certo punto pluby decide di parlare della sua infanzia. veniamo quindi a sapere che da piccolo pluby venne punto da un ragno e qualche settimana dopo la pelle si gonfiò e poi si ruppe mostrando migliaia di uova che pluby grattò via dalla sua pelle con un coltello e fu in quell'occasione che decise di abbandonare il prolog per java, cosa che fece la sua fortuna, economicamente parlando.
mi rendo conto che inventare le cose che dice pluby rende il mio resoconto solo parzialmente più interessante.
riesco a capire una domanda: gli chiedono quanto del codice di neooffice è in openoffice e pluby dice 'ziro' e fa anche una smorfia con la bocca. il mio futuro di giornalista informatico è in rapida salita.
pluby dice qualcosa, tutti applaudono, mi unisco al gruppo.
alla fine riesco davvero a parlare con pluby e gli dico pluby I want to talk to you about death, e lui mi dice 'io capisco un poco di italiano' e mi sorride e mi stringe la mano e poi mi spiega in italiano stentato alcune cose sulla morte che io non conoscevo
ad un certo punto mi sento toccare, mi giro e c'è un ragazzo che ha in mano una copia di l'amore è un cavolfiore e mi guarda con uno sguardo indecifrabile e io sono spaventato e dico guarda che per i rimborsi caschi male, non mi hanno manco pagato i diritti di autore, e lui scuote la testa e mi dice che vuole una dedica e io dico è favoloso, rido e dico è favoloso perché il ragazzo ha un'aria simpatica e intelligente e infatti poi gli parlo e scopro che è un tipo intelligente, sono terrorizzato dalla possibilità che i miei lettori siano degli idioti o degli antipatici, mentre questo è simpatico e prendo il libro e gli chiedo se per la dedica posso scrivere quello che voglio, e lui si riprende il libro, me lo strappa di mano quasi e dice no, ti dico io cosa scrivere, e me lo ridà e mi dice alcune parole d'amore
mi dice anche che lui aveva un ibook e dopo cinque anni lo ha messo da parte per prendersi un macbook pro ma niente, non è la stessa cosa, non sa perché ma non è la stessa cosa dice guardando nel vuoto con un certo imbarazzo. l'amore è l'amore gli rispondo io e lui alza lo sguardo e sorride
del resto della serata ricordo alcune cose: sono al tavolo e circondato da gente che non ho mai visto prima e il mio vicino di posto mi dice, cito testualmente, scusa se ti rompo i coglioni ma devo dirti alcune cose sui sigari, e inizia a farmi una complessa ma interessante tirata sui sigari, sulle tipologie di sigari e sulla loro origine, sui vermi che se li mangiano, sul tabacco marcio eccetera che dura oltre l'arrivo dell'insalata e alla fine mi dice scusa se ti ho rotto i coglioni eh, e io gli dico figurati, di solito quando mangio guardo il telegiornale, i sigari sono più interessanti
poi scopro che era nel cngei, gli parlo della mia esperienza dell'agesci e conveniamo che baden powell
alla fine esco di corsa dal locale, corro sotto una pioggia torrenziale, e penso da distante come è possibile che un gruppo di persone mangi una pizza assieme perché usa la stessa marca di computer e mi sembra una cosa anni ottanta, una cosa di quando ero ragazzo che mi aggrappavo agli altri per vedere cosa succedeva, per dire cose che non si potevano dire in altri posti e credo che sia una cosa che funziona solo se ci credi e ci credi solo se la fai, se ti metti da parte, il poc è una cosa terribilmente umana
alla fine ti accorgi che non è solo la marca di un computer, la apple è stato un caso, è un po' la scusa che usa un amante per vedere quella ragazza dai capelli rossi che
è una cosa così mortale, il treno su cui viaggio verso genova ha venti minuti di ritardo, le ferrovie italiane si scusano con me, lo dicono all'altoparlante con una voce inumana
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