iene
15/06/07 21:33
sarà che dopo domani mi sposo ma questa sera ero nel
letto di simone con niccolò sulle gambe che faceva le
fusa ed è arrivato di corsa simone con il suo sguardo
da iena killer in allenamento e ci ha guardati e poi
ha mandato uno dei suoi urli subumani e si è lanciato
contro di noi e io mi sono trovato sommerso da queste
due bestioline che un po’ somigliano a me e un po’
somigliano a cecilia, e che ridono e che mi cercano e
che sono capaci di stare a piangere per ore urlando
il mio nome e mi sono visto in questa dimensione
dell’infanzia, in questo mondo parallelo di cui mi
rimangono impressioni improvvise che non so neppure
da che parte sopravvissuta del cervello mi arrivino,
un mondo in cui ogni cosa appariva contemporaneamente
semplice e complicatissima, una ragnatela di corridoi
e di entrate e di passaggi, e io bambino ero in
quella stanza a sant’olcese assieme a niccolò bambino
e simone bambino e fuori c’erano mostri che
combattevano dentro ai muri, scene di combattimento
infinito, finestre che non mostravano mondi ma
reticoli luminosi che si intersecavano e parole che
arrivavano dall’alto e che non avevano nessun
significato particolare, è esistito un mondo in cui
una casetta dal nastro rallentato mandava dal
registratore suoni di voci del pianeta nettuno, e io
stavo ore ad ascoltarla e simone non esisteva non era
nulla di nulla come niccolò, eppure erano lì vicino a
me e io bambino diventavo un adolescente sudato e poi
con cambiamenti di capelli e di unghie e cadute di
denti e un circolo continuo di questo sangue che tra
cuore, arterie, vene e di nuovo cuore e arterie e
vene, non vede mai la luce del sole se non per
feritoie improvvise e liberatorie, arrivavo a essere
questo fabrizio che sono adesso, un integrato con gli
occhi strani e i denti rotti e i miei figli uscivano
fuori da quella meraviglia di cecilia e urlavano
ciechi e si attaccavano ai capezzoli bevevano come
dei matti e poi si giravano verso di me e mi
riabbracciavano di nuovo dopo tanto tempo.
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