iene
sarà che dopo domani mi sposo ma questa sera ero nel letto di simone con niccolò sulle gambe che faceva le fusa ed è arrivato di corsa simone con il suo sguardo da iena killer in allenamento e ci ha guardati e poi ha mandato uno dei suoi urli subumani e si è lanciato contro di noi e io mi sono trovato sommerso da queste due bestioline che un po’ somigliano a me e un po’ somigliano a cecilia, e che ridono e che mi cercano e che sono capaci di stare a piangere per ore urlando il mio nome e mi sono visto in questa dimensione dell’infanzia, in questo mondo parallelo di cui mi rimangono impressioni improvvise che non so neppure da che parte sopravvissuta del cervello mi arrivino, un mondo in cui ogni cosa appariva contemporaneamente semplice e complicatissima, una ragnatela di corridoi e di entrate e di passaggi, e io bambino ero in quella stanza a sant’olcese assieme a niccolò bambino e simone bambino e fuori c’erano mostri che combattevano dentro ai muri, scene di combattimento infinito, finestre che non mostravano mondi ma reticoli luminosi che si intersecavano e parole che arrivavano dall’alto e che non avevano nessun significato particolare, è esistito un mondo in cui una casetta dal nastro rallentato mandava dal registratore suoni di voci del pianeta nettuno, e io stavo ore ad ascoltarla e simone non esisteva non era nulla di nulla come niccolò, eppure erano lì vicino a me e io bambino diventavo un adolescente sudato e poi con cambiamenti di capelli e di unghie e cadute di denti e un circolo continuo di questo sangue che tra cuore, arterie, vene e di nuovo cuore e arterie e vene, non vede mai la luce del sole se non per feritoie improvvise e liberatorie, arrivavo a essere questo fabrizio che sono adesso, un integrato con gli occhi strani e i denti rotti e i miei figli uscivano fuori da quella meraviglia di cecilia e urlavano ciechi e si attaccavano ai capezzoli bevevano come dei matti e poi si giravano verso di me e mi riabbracciavano di nuovo dopo tanto tempo.
|