lamento di arianna
l’altra cosa koch è che mi vergogno anche io, hai presente le storie di questi scrittori che sono degli ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti della terra, ecco io non mi sento l’ultimo abitante della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso fare altro che sentirmi in colpa per me e per le persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere così vicino le cose più importanti e tenerle in così poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e delle impurità del corpo, tipo cosa intendo per impurità: intendo badare a una gloria futura che non ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati neppure preparati (e questo lo si poteva capire facilmente); e poi camminare spensierati per la città e trovare una motivazione, motivazione non è il termine giusto diciamo ‘giustificazione’, trovare una giustificazione per quella camminata così leggera e così dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch ricordati che siamo in un blog, è soltanto un blog, sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch? d’annunzio, quella vecchia volpe di d’annunzio sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat porno, vecchia animaccia di un d’annunzio, ma io non sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto dal buio, non sono un buon blogger e non sono una buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vità l’ho fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni fa il cd in economica con il lamento di arianna a cinque voci, la cosa è stata sacrosanta anche se adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per tutto quello che ci stava attorno, ad es
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