lettere a koch
200x
è disgustoso koch: buon 2009: bisogna leggere koch: solo leggere: scrivere è un'impresa disgustosa: i gormiti sono fra noi: fabio volo è tra di noi: alberto angela è tra di noi: tu muoviti quanto vuoi: la tua anima: non si muove: ad un certo punto ti chiedi se lo fai perché lo devi fare o perché no: forse è perché no: forse per non pensare di non averci provato: ad un certo punto koch metti un punto a capo: non lo fai apposta: non lo decidi: ti rendi conto che lo hai messo: hai presente: sai cosa voglio dire: non è facile: si fanno delle liste di priorità: funziona così: se stai bene stai meglio se stai male cerchi di stare bene: ti sembra stupida ogni cosa quando stai male: stare male sarebbe una condizione ottimale se non fosse per il dolore: per il disgusto: si cerca di essere ordinati: di avere tutte le cosine al loro posto: è nella natura dell'uomo: poi stai male: questo computer scalda: il mio viaggio è ancora lungo non so quanto manca alla fine: ho letto il best seller della bronte koch: mi è sembrato un testamento, poi è morta: non ero il notaio, non avevo nessun legato: sulla copertina del libro che sto leggendo ora c'è scritto "un opera che durerà cent'anni" firmato caproni, il poeta: io ho pensato: bella merda caproni, cent'anni non sono un cazzo: forse non gli è piaciuto: adesso non scrivo più non ci riesco ho troppe cose da leggere: devo leggere ogni giorno devo sempre leggere e non ho tempo: dovrei rendere felici le persone che ho attorno: ma per farlo dovrei essere felice anche io koch: e per essere felice devo dare addosso a quelli che ho intorno: è un serpente che si morde la coda koch: la cosa migliore è farsi del male da soli fino a vedere il sangue: quando la gente vede il sangue cambia, koch: sono curiosi: schiaccia per vedere se ne esce di più: si interroga sulle cause dell'uscita: dovrei già essere a porta nuova va a finire che perdo la coincidenza: è pieno di ragazzi: i ragazzi sono spaventosi koch: hanno tanta di quella energia: in classe hanno un'energia spaventosa: eppure sono così fragili se li consideri nel dettaglio: possono fare a pezzi senza neppure rendersene conto e nello stesso tempo cadere e impallidire: è una cosa curiosa: buon 2009 koch: prendiamocela per tempo: ottima buona e piena fino alla gola: andiamo avanti koch: se tu lo vuoi tu lo sarai: una di noi
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non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac dv
non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac dv a cui ho manualmente cambiato l'hard disk per metterne uno silenzioso, mi sono anche avanzate delle viti, è un computer in fin di vita, ha il dvd fottuto perché simone ha infilato dentro al dvd quattro dv contemporaneamente, non pensavo che fosse fisicamente possibile e invece pare che ci stiano tutti e quattro, ho dovuto aprirlo come si aprono le aragoste per rimetterlo in moto, gemeva come una bestia ferita, uno del dvd si è completamente rigato e soprattutto se adesso infilo un dvd o un cd dentro al computer poi per toglierlo devo smontare completamente la macchina il che è un po' scomodo e la cosa ancora più scomoda è che questo doveva essere il computer con cui i bambini avrebbero dovuto vedere i dvd e invece in pratica il suo unico utilizzo è andato a farsi benedire e allora l'ho preso io per scrivere mentre aspetto che torni il mio powerbook dalla riparazione, riparazione che pare che durerà molto a lungo perché non si trova il taglio dell'hard disk che ho chiesto io, ma la cosa che mi fa davvero soffrire koch non è questa, queste sono cazzate koch, sono cose che ci posso tranquillamente ridere sopra, quello che mi fa soffrire koch cosa è, tu dirai l'amore koch perché sei un fottuto sentimentale, io dico beh certo koch l'amore ma nel senso della felicità, faccio una pausa per portare fuori il cane altrimenti va a finire che lo uccido, mi sta rompendo il cazzo mica poco


sono passati dei giorni koch da quando ho scritto le righe qui sopra, e ora sto di nuovo scrivendo con il mio portatile collegato a un lg flatron L1015S, ho reinstallato tutto sul mio portatile ma ora non voglio più usarlo come portatile lo uso solo come desktop perché ho capito che avere sempre con sé il proprio computer è una cosa dannosissima, ci sono alcune cose dannose in questo nuovo millennio e queste cose sono il computer e poi internet e poi la flat, più o meno in quest'ordine e poi direi anche il negrnoni vedendo gli errori che sto facendo per scrivere questo pezzo, tu non li vedi, ma in pratica sto rantolando parola dopo parola, è stato un negroni desideratissimo koch, ero sfinito koch, ero innamorato di questo negroni che non voleva venire fuori, del tipo mi ero preso un pezzo di focaccia e dopo facevo i ruttini per strada e i ruttini avevano il gusto di negroni, non era cattiva digestione koch, era una premonizione e infatti poi mi sono fatto trentasei euro di negroni con tutta la famiglia, che trentaseri euro sono una spesa discreta alla coop e quindi mi sento in colpa, ma devo anche dire che ci voleva, una volta

il portatile è una merda ti prende la testa, anche lo stop è una merda il fatto che il computer sia sempre pronto, lasciarlo acceso così basta un attimo perché sia attivo, è sempre lì, volevo scrivere una poesia che iniziava con 'il mio computer come il mio cane non dorme mai' ma poi mi sono messo a install

il mio prossimo libro per mazzetti si intitolerà "optimistic: the real life" e si svolge in un futuro in cui
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ho tolto i colori koch
tutte queste parole koch, tutte queste chiavi di ricerca; sai cosa ho fatto koch, alcune cose koch, cercherò di dirtele con calma di non farmi prendere dalla fretta, la prima cosa è che ho tolto i colori koch, da tutti i miei computer ho tolto i colori, ho capito che i colori nei computer servono a ingannarti a farti credere che ci sia qualcosa di nascosto e di brillante mentre non c'è niente del genere, i colori servono a distrarti e farti perdere tempo, sono come i serial tv alla televisione alla sera, ti vogliono rendere tranquillo, ho settato tutto a livelli di grigio, con macintosh si può c'è un pulsante che dice 'vuoi vedere i colori o i livelli di grigio?' e io ho scelto il grigio e ora è tutto più chiaro, anzi quando vado da un computer con i colori mi sento come se mi stessero violentando, quelle tinte accesissime brillanti che non servono a niente, hai mai visto un supermercato a luci spente koch, vuoi sapere come è un supermercato a luci spente, beh koch quando spengono le luci sembra tutto più normale, tutte quelle offerte speciali diventano offerte normali, tutto il super, l'iper, l'extra, diventa normale, anche la carne diventa meno rossa, meno brillante, i prodotti diventano roba, roba posata l'una sopra l'altra, la stessa cosa qua, adesso, per le parole, tutto torna a essere bianco e nero e le sue sfumature normali, meno volgari, sto togliendo le cose koch una a una, ho capito che non solo non posso fare tutto, ma che devo aggrapparmi alle tre cose che so fare come ci si aggrappa a uno scoglio koch e poi cercare di cantare, sai cosa devi fare quando sei aggrappato a uno scoglio e stai per andare a fondo, senti le dita del mare che ti tirano di sotto, sai cosa devi fare? beh koch devi cantare perché cantando non attiri certo le navi, non sei la sirenetta koch, ma devi cantare perché non puoi fare altro e morire per morire è meglio morire cantando, almeno hai qualcosa a cui pensare, e scrivere koch è l'inganno dei livelli di grigio, spesso ci siamo detti ma no cazzo scrivere è un fottuto palliativo del cazzo, ecco adesso credo che scrivere non sia un fottuto palliativo del cazzo, credo che scrivere sia una forma, solo e semplicemente una forma e questa forma resta visibile e invisibile, torna e viene, è una forma a livelli di grigio è una forma che invecchia e muore e non ha niente a che vedere con quello che ha intorno, non ha neppure niente a che vedere con lo scritto, io -koch- non ho più nessuna fiducia nella scrittura ma ne ho una interessata per lo scritto, per quello che resta e attraversa la morte, per quel poco per quella poca fortuna che attraversa la morte e non riesco ad immaginare cosa resterà di questo zatterone orrendo, questo grande webbone bloggone dell'umanità completa che traghetta tutto verso il niente verso il prossimo sistema operativo verso una forma di orgasmo che non ha più bisogno di venire ma arriva come arriva un giorno che c'è stato qualche settimana fa e non importa niente che ci sia stato o no, ma che nessuno può togliere a sua scelta, è come impietrito identico ad altri migliaia inamovibili eppure già completamente rimosso
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lamento di arianna
l’altra cosa koch è che mi vergogno anche io, hai presente le storie di questi scrittori che sono degli ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti della terra, ecco io non mi sento l’ultimo abitante della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso fare altro che sentirmi in colpa per me e per le persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere così vicino le cose più importanti e tenerle in così poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e delle impurità del corpo, tipo cosa intendo per impurità: intendo badare a una gloria futura che non ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati neppure preparati (e questo lo si poteva capire facilmente); e poi camminare spensierati per la città e trovare una motivazione, motivazione non è il termine giusto diciamo ‘giustificazione’, trovare una giustificazione per quella camminata così leggera e così dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch ricordati che siamo in un blog, è soltanto un blog, sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch? d’annunzio, quella vecchia volpe di d’annunzio sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat porno, vecchia animaccia di un d’annunzio, ma io non sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto dal buio, non sono un buon blogger e non sono una buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vità l’ho fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni fa il cd in economica con il lamento di arianna a cinque voci, la cosa è stata sacrosanta anche se adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per tutto quello che ci stava attorno, ad es
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mood II
tra le cose più frustranti c’è in effetti un programma che dovrebbe aiutarmi in questa mia impresa di scrivere con dieci dita anche se in verità per ora si limita a dirmi che caro fabrizio mi dispiace ma hai fatto troppi errori per poter passare dal livello uno al livello due e quindi mi costringe a scrivere per ore file di jjjj kkkk llll mmmm affinché io possa prendere confidenza con questa cazzo di idea di scrivere con dieci dita che mi sta letteralmente esasperando e alla fine mi dice la media degli errori fatti che è sempre assolutamente drammatica e pur con rammarico mi dice che devo proprio ripetere l’esercizio del livello uno affinché io possa con la costanza che mi è propria arrivare al grande livello due dove dovrò affrontare qualcosa di inumano penso un qualche mostro di fine livello dei dattiloscrittori che sputa raffiche di aaaa kkkk ssll mmdd ffjj e io

ma il mostro di fine livello koch è dentro di noi, eccolo lì nell’ombra che fingeva di dormire o essere morto e invece eccolo lì che aspettava nel sonno, ogni tanto viene fuori e allora tremo koch non sto scherzando, letteralmente tremo e penso che prima o poi mi verrà una crisi nervosa e allora rideremo tutti, questa cosa che il cuore prende a battermi come impazzito si rivelerà essere una qualche malattia radicale , una forma del sonno e tutti diranno allora era vero cazzo venerandi aveva una qualche malattia del cazzo, lo so che lo diranno e non riesco a immaginare i loro discorsi, la gente che mangia, il vino triste per il mio compianto
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mood
beh certo tu fai il fico e parli di mood ma quelli che vuoi veramente dire non è mood ma è karma, tu parli del mood ma intendi il karma, il buon vecchio caro karma, e chi sono io per mettermi contro il tuo karma koch, sembra quasi un avvertimento, karma koch, non fare casini koch, sta andando tutto bene koch, io non so se sta andando bene koch, qui ci sono dei casini koch e vuoi sapere a cosa sono legati koch, beh koch se non sono legati all'amore a cosa vuoi che siano legati sono legati ai soldi, ci sono dei casini per i soldi quindi ci sono dei casini per l'amore perché ricordiamoci che i soldi sono strettamente legati all'amore, alla mercificazione di quei rapporti sociali che ci tengono in vita, e quindi niente non posso dire di stare male non posso veramente lamentarmi, va tutto bene, koch io sento la vita che mi sfugge koch, io sono ridotto a scrivere con macchine per ufficio koch, sembra che sia tutto normale che sia tutto naturale e invece sto diventando un fottuto isterico koch, forse lo sono sempre stato koch, anzi posso dire che un po’ isterico lo sono sempre stato, siamo tutti isterici in modo diverso koch, non credo che ci sia niente di male a essere dei fottuti isterici, è un hobby come un altro, niente che non possa venire via con un buon cacciavite e dello sputo copioso, sai di cosa sto parlando koch

altra cosa koch è che ho deciso di imparare di scrivere con dieci dita koch e devo dire che benché io capisca che è la cosa giusta koch, perché mi rendo conto inconsciamente di star facendo la cosa giusta che scrivere con sei dita è da stronzi, io questo lo capisco non sono mica un fottuto isterico, ecco nonostante tutto questo io sto procedendo con una lentezza che ha dell'esasperante koch, scrivo pochissimo perché scrivere con dieci dita per ora mi rallenta da morire anche il fatto di dover usare lo stesso dito per la e e la c mi crea dei problemi perché io la c la associo automaticamente all'indice e invece devo usarla con il medio il che mi sembra innaturale perché io la c l'ho sempre scritta con l'indice e quindi devo proprio fare uno sforzo per usare quel fottuto medio, e tipo se scrivo ecco devo muovere il medio come se fosse impazzito, però nello stesso tempo trovo la cosa eccitante perché mi prefiguro di quanto sarò veloce quando scriverò con dieci dita e fotterò tutti con il fatto di scrivere con dieci dita e farò il fico con le mie dieci dita e

ma io sono sicuro che riuscirò a farcela perché sono una persona molto determinata e se ho deciso di scrivere con dieci dita io riuscirò a scrivere con dieci dita anche se questo vorrà dire che per un po’ non potrò scrivere perché la cosa di scrivere è diventata una cosa davvero troppo faticosa e frustrante, perché scrivere con dieci dita è come diventare di nuovo vergini significa ricominciare tutto dall’inizio, significa ripartire dalla base koch come se esistesse un mondo alternativo fatto da coloro che sanno scrivere con dieci dita e si sono tramandati questa antica arte di scrivere con dieci dita e di dominare così il mondo attraverso questa loro qualità di scrivere con dieci dita potendo nel frattempo guardarsi attorno o ridere fissando quelli che con due dita sono costretti a stare con la testa sulla tastiera a vedere quello che stanno scrivendo i tasti che devono premere mentre loro sono dei privilegiati che possono scrivere e nel frattempo spiare le cose del mondo o mettersi a pensare a cose personali e sconosciute

altra cosa importante di scrivere con dieci dita è che capisci a cosa servono i segnetti sulle effe e sulle jei, i segnetti sulle effe e sulle jei sono il centro del mondo, sono la base sulla quale si deve costruire tutta la grande impalcatura della parola perché senza quei segnetti la mia mano sarebbe come spersa e butterebbe fuori segni senza senso senza nessun significato, ecco la grande verità koch, che anche per scrivere abbiamo bisogno di un punto di partenza e questo punto di partenza è l’umiltà koch, l’umiltà di mettersi nelle mani di coloro che hanno conosciuto la volontà delle parole prima di noi e che adesso ci guidano nella composizione della nostra parola, anche se non li vediamo anche se non sappiamo neppure chi sono, noi sappiamo che loro esistono e tornano a farci visita quando vediamo le nostre dita piegarsi in punti apparentemente innaturali da cui scaturiscono poi le parole dei gesti mostruosi delle nostre mani
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kafka heroes
koch ti sto scrivendo seduto sulla tazza del cesso, sto anche usando un programma a schermo pieno che scrive a fosfori verdi su fondo nero, come i vecchi computer del periodo di asterisco e c’è anche odore di fumo e ti direi che l’odore di fumo c’è perché mi sono fumato una sigaretta ma io non fumo koch, c’è odore di fumo in generale e sento che ho qualcosa da dirti koch, ecco sì ho da dirti che ho letto una lettera di kafka, te lo ricordi il vecchio kafka, ecco quello scriveva al suo editore pregandolo, dico pregandolo, di non mettere l’immagine di uno scarafaggio sulla copertina del libro , di disegnare chessò i genitori dello scarafaggio davanti a una porta chiusa, o una porta socchiusa con la sorella e cose del genere e poi dopo questa lettera di kafka, sulla rivista che stavo leggendo, c’era un tipo che partiva con una cosa psicologica su kafka sul perché non volesse mettere lo scarafaggio sulla copertina del libro eccetera e invece io ho capito subito perché kafka non voleva lo scarafaggio sulla copertina del libro, l’avrai capito anche te da solo koch, perché kafka sapeva che la gente girandosi distrattamente verso il libro, magari nella penombra della sera, avrebbe visto uno scarafaggio sul libro e avrebbe preso il libro e avrebbe iniziato a sbatterlo contro il muro per ammazzare quello stramaledetto scarafaggio che si era messo sul libro di kafka, avrebbe magari anche urlato, scarafaggio di merda e così facendo non solo avrebbe sgualcito l’opera del kafka, ma dopo l’inutile sbattitura di libro, la gente avrebbe girato verso di sé la copertina e vedendo la copertina con ancora lo scarafaggio immobile nel mezzo del libro, avrebbe pensato l’ho ammazzato, è morto il bastardo scarafaggio e poi che avrebbe fatto, avrebbe preso un grosso sacchetto di plastica di inizio novecento e ci avrebbe buttato dentro il libro di kafka senza manco averlo letto perché mica puoi tenere un libro con uno scarafaggio morto attaccato stecchito sulla copertina, no?


comunque adesso è il giorno dopo e sono seduto in casa mia che è un cantiere, c’è polvere e stucco e cemento dappertutto e io sono in cucina che scrivo e cecilia è in sala da pranzo che scrive al suo portatile e tutti e due stiamo aspettando che inizi heroes, abbiamo perso tutti gli episodi ma vogliamo vederlo anche noi e quindi siamo qua, siamo vestiti con roba sporca di cemento di polvere, in sala da pranzo non c’è niente, solo degli strumenti del muratore, alla tv c’è gente che parla ma nessuno lo sta ascoltando perché noi stiamo aspettando heroes perché tutti parlano di heroes in pratica heroes è il lost di quest’anno, è la cosa che tutti aspettavano è il grande successo americano è quello che mi farà stare meglio credo, non credo che lo seguirò ho cose da fare più importanti di vedere heroes e sai chi c’è aspettando heroes, non ci crederai, c’è michael j. fox, l’uomo che ha fatto un solo film, michael j. fox pazzesco quante volte diano ritorno al futuro alla tv, ritorno al futuro è un evergreen, e ora che lo guardo mi sembra una stronzata, un po’ come vedere tomb raider I che tu te lo ricordavi come una grande figata e poi vedi i pixel enormi, la roba che va a scatti i movimenti tutti irreali, cazzo sono arrivati i libici, scusa se interrompo il mio flusso di coscienza ma

è iniziato heroes per ora sembra una stronzatona oh uno degli attori si chiama hayden panettiere

non sto rileggendo questa roba, il problema dei flussi di coscienza koch è che spesso la mia coscienza è una merda e quindi quello che scrivo non è che sia così interessante, ma koch che cosa ci possiamo fare, hai idea di come mi sia sentita io, ti immaginavo steso in un rigagnolo, ma chi ha tradotto i testi di questa merda di heroes, ‘steso in un rigagnolo’ che cazzo vuol dire, ci sono anche due giapponesi, parlano in giapponese con i sottotitoli, i giapponesi sembrano l’intermezzo comico di heroes, no basta facciamola finita così
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koch cazzo sono fatto di negroni non riesco a scrivere sulla tastiera è una cosa impressionante non so se riesco a scrivere volevo dirti che avevo scritto un pezzo per risponderti che diceva eh koch cazzo tu dici mood ma intendi dire karma, eh koch il tuo mood è in realtà il karma e tu dici che la merda degli altri è sempre peggiore, è vero la tua merda ha sempre un gusto al quale non sai resistere, koch non riesco a scrivere, la tua merda in fondo è EDIBILE quella degli altri è una merda schifosa sono tossine o cose del genere e la verità koch e è che noi siamo nati per essere sofferenti che essere sofferenti ha il suo bel vantaggio koch ma è un vantaggio di cui farei a meno koch, io vorrei essere tranquillo koch e avere attorno gente tranquilla koch e oggi ho pensato che io non scrivevo più, per la prima volta ho pensato a io che leggo la storia medioevale che approfondisco come si chiama, non ludovico, coso... LOTARIO ecco io che approfondisco lotario e ho mi sono visto dall'esterno e non mi sono visto male a fare lotario a studiare la vita di lotario invece che scrivere stronzate, forse koch scrivere è una cosa giusta ma marginale, quando la scrittura inizia a essere una cosa importante, una cosa che sta al centro della tua vita vuol dire che stai sbagliando tutto, chi era lotario, lotario è uno dei tre figli di ludovico il pio, a sua volta figlio di carlo magno e questo ludovico il pio ha una visione patrimoniale dello stato e alla sua morte divide il regno franco in tre regni, una a lotario, una a ludovico e una a koch, ecco la verità e dove e eravamo noi, dove eravamo invece che recitare CONAN THE LAST BATTLE, no no no koch non pensare non pensare, almeno così dicono alla finestra e
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sai cosa è che ci fotte koch, sono le multivitamine, a questo non ci avevi pensato eh koch, sono le fottute multivitamine, i cereali aggiunti e in linea più generale è l’amore koch, ecco cosa ci fotte koch, l’amore, a furia di non scrivere si disimpara a scrivere koch o almeno si inizia a scrivere più lentamente ecco la verità, e la grande notizia koch è che non ne ho più voglia, non voglio più comunicare koch, sono stanco di essere on line, di essere aggiornato, di essere globale, non voglio più essere in tempo reale koch, non ne posso più, perché essere in tempo reale mi rovina la vita, è una cosa che ti rovina la vita koch, essere nel flusso, essere in qualche thread ad albero che gronda verso un infinito che è adesso koch e tra un po' non c'è più, essere inseriti in un orizzonte che è così effervescente koch, tutto è così effervescente e pieno di iniziativa, ma è come l'effervescenza dell'aspirina se la lasci troppo a lungo nell'acqua, dopo un po' non c'è più niente solo dell'acqua amara, le parole stanno diventando così leggere, stanno aumentando gli hertz e le parole sembrano sempre più fisse e salde ma in realtà sono sempre più leggere e questa leggerezza entra anche nella carta stampata koch, sta andando tutto a puttane koch, le parole stampate stanno prendendo la stessa leggerezza di quelle che adesso stai facendo scrollare sotto gli occhi, che fine faranno tutte le parole che vengono scrollate, sotto quale tappeto vanno a finire, sai chi c'è su internet, eh lo sai chi c'è su internet, c'è tutto quello che non vuoi e che non vuole restare e ci sono le cose belle che non avresti saputo mai, questo è quello che credi koch, questo è quello che ti fanno credere, che internet sia indispensabile e più te lo fanno credere più internet diventa indispensabile, sei fuori koch se non usi internet, ma fuori da che cosa koch? la verità è che se non usi internet sei fuori da internet, eccola la verità, cambi velocità koch ma la realtà resta sempre la stessa, ho letto dei libri koch, per fare quella cosa che ti ho detto il concept album sull'astronave che scende dal cielo e ammazza tutti i greci, l'ho fatta con blò in croazia, ho letto enormi libri di greco che parlavano dei greci, mi sono documentato koch non sono mica l'ultimo degli stronzi, sai di cosa sto parlando e la seconda cosa che ho fatto koch è stata quella di modificare la mia SMK88, ho estirpato i fottuti tasti multimediali, non riuscivo a rimapparli così ho preso una graffetta anzi due e li ho fatti saltare quei fottuti tasti multimediali perché io non volevo essere multimediale, anzi volevo proprio essere monomediale una cosa per volta, con calma, con calma koch, i tasti sono letteralmente schizzati via per aria, cadevano a terra come stelle comete, bum bum koch, qua va tutto di corsa, ti senti il fuoco dentro e ti sembra di potere scatenare l'incendio e invece ti sei solo fatto una sega koch, è internet che ti fa sembrare questa cosa dell'incendio e invece è la solita cara e vecchia sega koch e io sto invecchiando koch ho i peli pubici bianchi tu non sai cosa vuol dire avere i peli pubici bianchi, e adesso ho la SMK88 modificata e mi avanzano quattro tasti e ho deciso che non voglio comunicare che non voglio sapere più niente di niente, c'è già abbastanza venerandi nel mondo senza che io debba aggiungere la mia parte di venerandi, in fondo anche venerandi è un prodotto di mercato a cui io semplicemente aggiungo del materiale umano in alcuni casi spermatico, comunque - e ho finito- faccio leggere un pezzo nuovo che ho scritto di loscimmiotto a cecilia e lei lo legge e poi mi guarda e mi dice, ma hai mai pensato di andare da uno psicanalista? e io la guardo e dico, uh, pagano bene? e lei mi dice, no, anzi, devi pagarli tu, e allora io dico beh, allora è meglio un editore e mi sono messo a ridere con le mani grosse sulla pancia, ero in croazia a mille mille miglia from home, come dice quel buliccio di smith.

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pincode koch pincode
è caldo koch, è caldo e io sono seduto sulla tazza del cesso, non ci sperare koch il cesso è chiuso lo uso come sedia, tutti gli altri dormono, io sono in bagno che mastico un biscotto del mulino bianco e penso koch, a cosa penso, penso al mio futuro, al fatto che sto vivendo dentro un bread and breakfast koch, che sono senza internet e che internet a ben vedere è una merda che ti toglie energia, abbiamo già parlato di questa cosa, comunque ieri sono andato all’agenzia delle entrate perché mi serviva il pincode, il pincode mi serviva per fare l’invio telematico del modello unico della dichiarazione dei redditi, sai che sono un cittadino modello e quindi nella mia breve pausa pranzo vado all’agenzia delle entrate e dico vorrei il mio pincode e quello di mia moglie e la tipa che è all’ingresso è come se gli avessi detto vorrei pestare una merda, dice ehhhh il pincodeeeee ehhh a cosa le serveeee, e io dico devo inviare l’unico mio e di mia moglie e la tipa prende un modulo, anzi, cerca a lungo un modulo, se ne va, si consulta, torna, cerca ancora e alla fine mi dà un modulo per la richiesta del pincode, e poi mi dice, eh ma questo è per lei ehhh, per sua moglie ci vuole una delegaaaa e poi la carta di identità del deleganteeeee e poi quella del delegatooo, e lo dice con il tono come dire ma lascia stare ma chi te lo fa fare prenditi il tuo pincode e non rompere il cazzo e invece io siccome sono sposato e amo mia moglie gli dico okkei, allora per mia moglie torno domani, mi dia comunque un modulo per mia moglie così tanto lo compilo e la tipa mi guarda malissimo e si riprende il mio modulo, me lo toglie dalle mani, io mi spavento anche un po' e poi quella se ne va alla macchina fotocopiatrice, resta un po’ lì alla macchina fotocopiatrice a fissare un display e premere un bottone, non succede niente, lei preme il bottone un po' di volte e non succede niente finché alla fine non si sposta a una seconda macchina fotocopiatrice in cui fa finalmente la copia del mio modulo e torna e me ne dà due, l’originale e una copia, io mi chiedo cosa succederà al prossimo che verrà a chiedere un pincode ora che ho io l’originale e la copia ma me ne sto zitto, lei se ne va e io mi siedo a compilare il modulo, e il modulo dice che io fabrizio venerandi, codice fiscale fbrvnrnd concedo a fabrizio venerandi codice fiscale fbrzvnrnd di ritirare in vece mia il mio pincode, e mentre compilo il modulo mi rendo conto che quello non è il modulo giusto, che è il modulo per le deleghe, che è irreale che io deleghi me stesso a ritirare per me un pincode ma siccome non voglio tornare indietro lo compilo e mi metto ad aspettare finché non tocca a me, viene fuori il mio numero e io vado allo sportello e dico buongiorno e c’è una tipa che mi dice buongiorno e io dico vorrei il mio pincode e la tipa dice ah no, io i pincode non so farli, guardi mi scusi io l’ho chiamata perché non sapevo, ho chiamato il numero, ma io i pincode non so farli guardi vada dalla mia collega allo sportello nove che li fa e io vado allo sportello nove e dico salve dovrei fare un pincode e la tipa allo sportello che sembra una professoressa in pausa pranzo dice ma certo ma certo, mi fa sedere e prende il mio modulo e lo legge, poi lo rilegge e poi dice eh ma questo è il modulo sbagliato, e io dico eh l’avevo capito ma è quello che mi hanno dato e lei dice ce ne era un altro... e da come lo dice capisco che sta ironizzando sulla sua collega e io sorrido perché in effetti la prima collega non mi ha dato l’idea di essere questa gran cima, comunque la tipa inizia a immettere i dati nel computer e poi dice il mio nome e il mio indirizzo e io dico sì sì sono proprio io e poi mi dice, eh ma lei ha chiesto la disabilitazione l’aprile scorso, e io resto a fissarla un po’ e poi le dico guardi le assicuro che l’ultimo dei miei pensieri in aprile era quello di disabilitare il mio pincode, e lei dice eh è scritto qua e indica il monitor e io dico guardi secondo me in quella data c’è stata la disabilitazione automatica perché era scaduto, se uno non lo usa per un po’ quello scade e lei dice ah può essere e va avanti a battere dati e alla fine mi dice eh il computer mi dice che adesso non può farlo, di riprovare più tardi, e io dico in che senso adesso non può farlo e lei dice no non so non mi è mai successo dice l’operazione non può essere completata, riprovare più tardi, e io dico ma a me serve il pincode e lei dice eh certo e ci riprova due o tre volte e tutte le volte il server dice che adesso non mi può dare il pincode allora la tipa dice
il giorno dopo ci ritorno in pausa pranzo prendo il mio numero e finisco in uno sportello nuovo dove c'è questa donna un po' in carne che ogni cosa che fa la commenta a voce alta, come se ci fosse un pubblico desideroso di sapere quello che sta facendo passo a passo, adesso apro il cassetto fiscale annuncia, adesso metto il suo codice fiscale, adesso chiedo l'abilitazione e va avanti così in un tripudio sensazionalistico non propriamente emozionante, lei comunque va avanti e poi vedo che si rabbuia e sta zitta e io mi schiarisco la voce e lei sta zitta e dice evvabbé e stampa un foglio e mi dice ecco, questo è il suo pincode e io prendo il foglio e dico grazie e mi alzo, e lei si vede che vorrebbe dirmi qualcosa e infatti poi aggiunge, ecco, se non funzionasse torni qua che lo mettiamo a posto e allora io mi risiedo e dico, cioè, perché non dovrebbe funzionare, e lei dice no no non si preoccupi è solo che... e poi fa un gesto con le mani nell'aria e io non mi alzo e ripeto 'è solo che...' e lei sospira e dice che di solito mi viene fuori un messaggio che... e poi di nuovo sta zitta e fa un gesto senza senso con le mani e io le dico guardi che mi sto spaventando, e lei ride e dice no no non si preoccupi, probabilmente il pincode funziona, quello che le voglio dire, che essendo successa questa cosa strana se non dovesse funzionare torni qua... e poi non è nemmeno una cosa strana, forse è una cosa normale, solo che... e di nuovo fa un gesto con le mani e io annuisco e prendo il foglio del pincode mi alzo, la saluto, esco fuori dall'ufficio tenendo in mano il foglio del pincode e poi lo butto nel primo cestino dei rifiuti che incontro.
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storia d'italia
tu ti lamenti koch che lamerotanti non funziona che il server si è fottuto e che tu dovresti scrivere, ti lamenti koch invece è una benedizione, una cosa che dovremmo ringraziare ogni mattina che il server non funziona e che non possiamo scrivere le cose che vogliamo perché io non ho voglia di scrivere, non ho voglia di scrivere niente, non ho niente da dire e non ho voglia di mettermi lì a mettere in fila migliaia di parole per cosa poi, eh per cosa siamo al solito discorso, oggi sono stato in libreria non so perché ero lì e c’era il reparto narrativa best-seller e mi sono detto lì non ci entro, c’era tipo moccia con tre metri sopra al cielo la vera edizione con 100 pagine in più e c’era anche un libro di morozzi che parlava di rock o dell’emilia, qualcosa del genere, e allora ho lasciato il reparto best seller e dietro c’era il reparto thriller, era il reparto più grosso, il reparto thriller e io ho detto che manco lì ci entro, era un locale più scuro perché tutte le copertine dei libri tendevano al nero e quindi rabbuiavano anche l’ambiente e sono andato oltre e c’era il reparto fantascienza e io sono anche rimasto un po’ stupito che esistesse addirittura un reparto fantascienza comunque la fantascienza mi mette tristezza perché ho perso il premio urania e quindi ho guardato un po' i titoli e poi sono andato a quello dopo che era il reparto architettura con tutti i libri di architettura e mi sono detto ecco, potrei fare qualcosa di architettura, buttare già un libro di narrativa post-qualcosa che parla di architettura dei concetti dell’architettura, e poi ho visto che dopo c’erano i libri della frilli, tu sai chi sono i frilli, i frilli sono un editore del genovese che rifà in locale quello che le case editrici fanno in nazionale quindi abbiamo i frilli noir che sono dei noir però che si svolgono tutti a genova, e poi ci sono i chick-lit tipo shopping in london, solo che invece che essere in london sono ambientati a genova e poi ci sono anche i libri di saggistica che parlano del g8 genovese o di cristoforo colombo, insomma tutta una casa editrice con tendenze implosive e io sono rimasto lì e mi sono detto ‘eh’, non riuscivo a dire altro che ‘eh’, e ho pensato alla letteratura, alla parola semplice, al neorealismo, ai lessici familiari, al popolo al pop e a prince, in ultima analisi a prince perché ieri è uscito il suo nuovo disco che si chiama planet earth e la copertina è un ologramma che se lo guardi da un lato vedi il simbolo di prince e la scritta 3121 se lo guardi dall’altro lato vedi prince con un tutino che regge il pianeta terra e tu compri il cd e dentro non ci sono manco i titoli c’è solo una foto di prince con il tutino che ti guarda con lo sguardo fico e il cd che ha la forma di un pianeta terra e il cd è bello cazzo una cosa pop leggera ci sono dentro anche wendy e lisa e insomma questo cd non è male e ogni volta che lo sento mi prende tristezza, lo sento distantissimo anni luce da me, sento questo quasi cinquantenne che fa un giretto di blues da diciasettenne e dice cose tipo ‘i love u baby’ con tutti questi ritornelli pop e io penso che è distantissimo, che prince fa parte di un processo che mi vuole un po’ più stupido di quello che mi meriti, che se ascolto prince che dice ‘i love u baby’ o che dice ‘don’t be afraid baby, everything is gonna be allright’, ecco se accetto che tutto questo sia normale poi tutto finirà per essere anestetizzato, mi troverò a leggere la fantascienza della frilli ambientata a genova tipo una pianta carnivora aliena che scende a genova e ruttando inizia a mandare spore per il genovese e queste piante poi si trasformano in donne vegetali come quelle di capitan harlock, eccetera, ma la cosa che ti volevo dire è che davvero in questo periodo non voglio scrivere perché voglio studiare e leggere perché ho capito che studiare è meglio di leggere ed è meglio di scrivere, perché studiare è un processo simile allo leggere, solo che dopo sei più intelligente, relazioni delle cose, impari cose che ti vengono utili che se invece leggi soltanto poi te le dimentichi, io ho letto saggi che poi mi sono completamente dimenticato, mi viene una tristezza enorme quando prendo questi saggi di trecento pagine che hanno ancora le mie sottolineature e io non mi ricordo un cazzo, la chiave è studiare, tornare sulle cose già lette, non abbandonarle mai, vedere nuove interpretazioni, altri modi di vedere le cose e infatti il libro che ho deciso che inizierò a leggere si chiama ‘la storia di italia’ e sono circa venti tomi dell’einaudi che sono usciti rilegati finto fico per qualche giornale e cecilia li ha presi tutti e io le avevo detto cosa cazzo li prendi a fare che tanto sono quei tipici tomi che non legge mai nessuno e infatti erano finiti in uno scaffale in alto, nel senso che ce li avevo messi io perché pensavo che nessuno li avrebbe mai letti e invece ora li ho iniziati a leggere e sono una figata, voglio leggerli tutti, ho chiesto a cecilia di poter sottolineare e lei non subito ma dopo un po' me lo ha concesso e ora li vorrei iniziare ma c'è questo problema che sto leggendo già un saggio che si intitola LA POESIA COMICO REALISTA dalle origini al 500, che è un libro meno peso di quanto potrebbe sembrare e che mi piace anche studiare perché si scopre che

il problema con la storia italiana dell'einaudi è che sembrano libri fichissimi indistruttibili e invece per risparmiare questa edizione che esce nelle edicole ha la rilegatura a colla, non c'è il filo e quindi ho il terrore cieco che quando sono a metà tomo e lo apro un po' per leggere e sottolineare meglio si senta il fatidico -stak!- e la storia di italia mi si spezzi in due, vanificando peraltro svariati secoli di sforzo per l'unità della stessa, e quindi lo leggerò con una attenzione sconsiderata trattandola come una specie di ostia delicatissima o come un powerbook alluminium, e questa cosa della rilegatura a colla mi mette anche una certa rabbia, collego la cosa alle tastiere meccaniche e mediaword, ne parlavo qualche giorno fa con galiazzo, te lo ricordi il buon vecchio galiazzo, ecco in realtà non ne parlavo con lui perché non c'era, era una chat di gruppo ma lui stava codando e si era staccato, e c'era rimasto il buon vecchio franco, te lo ricordi franco, il buon vecchio franco e io gli ho detto che i prodotti di mediaworld sono solo la punta dell'iceberg e franco mi ha chiesto punta dell'iceberg in che senso e io dico che tu sei lì, hai davanti migliaia di prodotti e prendi in mano una scatolina e non sai che afferrando quella scatolina stai soltanto toccando la punta dell'iceberg che ramifica invisibile nei sotterranei di mediaworld, fino in america e in taiwan, un motore inarrestabile fatto di soldi e di scambi favorevoli e poteri odorosi, e quando tu alzi la scatolina, l'iceberg si muove enorme, ti segue fino a casa, è un rotore continuo, un enorme mostro sorridente e spietato nella sua generosità low-cost, te lo ritrovi in casa, traborda fuori dalle finestre, fa parte di casa tua è quasi di famiglia ormai, e io questo l'ho capito quando cercavo la tastiera meccanica, entravo in mediaworld, vedevo le migliaia di prodotti pronti per essere presi, tutti messi in ghingheri per essere fottuti e io guardavo questa massa di roba e pensavo 'quello che più desidero non c'è', ecco cosa pensavo koch, 'la felicità non è in questo posto', perché io volevo la tastiera meccanica e lì non la vendevano, e la stessa cosa per i libri einaudi rilegati a colla, mi hanno dato la felicità, ma è una felicità fragile, una felicità di seconda scelta, certo koch ti capisco, abbiamo il low-cost koch, ma a che prezzo?
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oh sono in viaggio di nozze
La cosa interessante koch è che sono in viaggio di nozze e mi sono portato in viaggio di nozze la mia tastiera meccanica smk-88 per continuare a scriverti anche mentre sono in viaggio di nozze, ah cazzo koch ci puoi giurare che continuo a informarti di ogni cosa anche durante il viaggio di nozze, non sono mica uno che taglia tutti i ponti con il mondo solo perché è in viaggio di nozze, e tu mi chiederai dove cazzo sei andato in viaggio di nozze e la riposta è beh koch sono un po’ cazzi miei dove sono andato in viaggio di nozze, cazzo koch sono cose personali ma quello che ti voglio dire è che mi ha fatto un gran piacere vederti al mio matrimonio koch, davvero, pensare che sei partito da bologna per venire al mio matrimonio beh sono cose che non si dimenticano anche se essendo il mio matrimonio l’evento mondano dell’anno capisco che tu l’abbia fatto anche per bieco interesse perché sapevi che ci sarebbero stati gli scrittori e gli editori più importanti della liguria, buona questa, comunque ero tesissimo koch non so se si è visto avevo tutte le ansie che si possono avere per il matrimonio che vada tutto a puttane, che la gente si metta litigare di brutto, che vengano persone care e che magari perché si sbagliano ti dicano le cose sbagliate nel momento sbagliate, che dicano quelle cose mediocri che rendono tutto mediocre, hai peresente quelle cose che tolgono la brillantezza alle stelline e le rendono dei semplici ammassi geometrici a cinque o sei punte, tu sai di cosa sto parlando koch, comunque la cosa di cui ti volevo parlare è che sono arrivato a un pezzo pesissimo di cave story, cioè che il dottore pazzo è riuscito a prendere i fiori rossi per darli in pasto ai mimiga o minika o come si chiamano, per trasformali in rozzi mostri e farli andare sulla superficie a distruggere il mondo come noi lo conosciamo e io ho anche dovuto uccidere una mimiga che era stata trasformata in mostro e mi è dispiaciuto koch perché era una brava ragazza, comunque il problema è che mi hanno rinchiuso in un labirinto, ci s risiamo koch la vecchia storia dei labirinti e l’unico modo di uscire da questo fottuto labirinto è distruggere una specie di enorme robo scavatore che si muove su circa otto ruote rullanti e tra ieri e oggi sono stato circa quattro ore a cercare di distruggere quel fottuto robo scavatore e alla fine ho rinunciato infatti sono qua koch, perché non ce la facevo più, ero nervosissimo, mi incazzavo ogni volta che quel fottuto robo mi ammazzava e questo è un po’ il problema dei mostri di fine livello è che te la meni, non c’è più ragionamento, è tutto un lavoro meccanico di muscoli e quindi ho detto ma vaffanculo torno a scrivere a koch che magari è ancora a genova e magari è a bologna, ma cecilia
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partigiani del sentito dire
la verità mazzetti è che mi ero dimenticato di dirti il succo del discorso e il succo del discorso è che questa scrittura continua non esiste, è facile scrivere se non hai niente da dire è facile scrivere se scrivi come respiri, ma quanto dura un tuo respiro ? eh ? a chi gliene frega di un tuo respiro specie se a lungo termine, a questo non avevi pensato, ad eccezione dei polmoni e del sangue che gliene frega diciamo così per interesse, perché hanno bisogno di fare la loro benedetta ossigenazione, a tutti gli altri non importa tanto del tuo respiro, della scrittura che entra e che esce dagli occhi e dalle dita in questo caso dalle dita, la cosa un po’ beffarda è che la scrittura respira con questi pezzi del corpo che sembrerebbero così inadatti a portare quelle cose piegate che stanno dentro, tu sai di cosa sto parlando, quelle cose così deliziose e piegate a ‘elle’ a ‘qu’ dentro la nostra anima, dove per anima intendo qualcosa di inspiegabilmente carnoso e puzzolente, qualcosa di masticabile e sanguinante, quante volte volevo dire queste cose e tu non mi stavi a sentire mazzetti, c’era un casino memorabile, lo hai anche detto tu, parlavi di questo casino memorabile e forse lo era, era roma ma era anche firenze e era anche genova e bologna erano tutte queste città attaccate assieme come una metropoli inesistente e incollata assieme dai figli che parlano e che chiedono cose talmente semplici che verrebbe da non rispondere da dire, figli miei queste cose sono prive di qualsiasi importanza noi lo sappiamo che lo state chiedendo per sentito dire, lo chiedete per far fare esercizio ai vostri muscoli facciali, per contrarre la gola e poi lasciarla andare, una semplice ginnastica, questo potremmo dire ai nostri figli e non voglio escludere che in qualche modo non l’abbiamo fatto, non escluderei che presi dall’entusiasmo lo abbiamo davvero detto ai nostri figli, abbiamo fatto tante di quelle cose, perché dovremmo stupirci di aver detto le cose che andavano dette, scritto e non riletto mazzetti, ecco cosa volevo dire, scritto e non riletto, ma quanta soddisfazione ci viene da questo grande brodo primordiale degli atleti e le atletesse della parola? oh non molto mazzetti, tutti sono bravi a farsi venire l’erezione ma questo significa mica che siamo tutti grandi scopatori mazzetti, perché allora dobbiamo avere una felice versatilità di parola dobbiamo essere felici anche noi, oppure al contrario inconsolabilmente tristi, partigiani del sentito dire, ecco la rete globale, la rivolta dei partigiani del sentito dire o del sentito fare, comunque baciare eccetera, scritto e non riletto ecco il segreto mazzetti, scritto e non riletto, questa nostra parola è un lungo verbale a perdere di uno stato di periferia del tutto patologico, mi è arrivata l’acqua alla gola, mi è arrivata la testa nella tagliola (e mi è arrivata anche -yes man- la tastiera nuova)
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oh sì scrivere
beh certo mazzetti tu dici scrivere in ogni posto fare lo scrittore prendersi tempo per la scrittura, tipo adesso sono in coda al fisco e non ho la benché minima ispirazione per scrivere qualsiasi cosa faccio un sacco di errori sono nervoso mi hanno rubato la bici la mia tastiera è alla dogana e sono nervoso non so nemmeno perché forse perché ho bisogno di stare tranquillo, non c’è niente di male a stare tranquilli e non c’è niente di male a scrivere mazzetti, il problema è che questa scrittura, questa fantastica scrittura blog non esiste, non esiste mazzetti, io mi sono rotto i coglioni a scrivere cose che non esistono, non so tu, ma io a scrivere cose che non esistono mi sono rotto, vorrei addormentarmi per un tempo lunghissimo, cercare il punto in cui la terra sprofonda in quell’ammasso morbido che arriva fino al centro della terra, tu sai di cosa sto parlando, e poi andare sotto per spazi infiniti a cercare le cose che davvero servono nella vita come ad esempio le molle, sai che non esistono le molle mazzetti, cioè non esistono negozi che vendano molle, oggi sono stato in un negozio specializzato di elettronica di consumo che si chiama echo e c’è da quando ero ragazzino echo, e gli ho chiesto una molla e lui, il tipo di echo che è sempre lo stesso da quando sono entrato per la prima volta in echo, mi ha detto, no, ha anche scosso il capo, quel negozio è sempre vuoto, forse è rimasto deluso dal fatto che non avrebbe venduto niente a questo stronzo che cercava delle molle e io gli ho chiesto, sa mica chi è che può tenere delle cose del genere, e mentre lo dicevo devi immaginarmi che tengo in mano un pezzo di molla da me ricavato mediante abbattimento di una penna, e lui ride un po’ beffardo e dice, eh non ci sono negozi che vendono molle e ridacchia ancora un po’ come se la cosa lo divertisse davvero, e quindi sono uscito da echo con la molla in mano e sono rimasto a fissarla mentre pensavo con una certa serietà di andare a comperare 86 penne per poter poi avere 86 molle da tagliare e posizionare sotto gli 86 tasti della tastiera bluetooth apple per vedere se la diversa elasticità della molla avesse un benefico impatto sulle mie dita, non è vero sto mentendo, lo facevo perché moriremo mazzetti, non dico noi due in particolare, in generale moriremo tutti e quindi se devo pensare che sia meglio morire dopo aver messo ottantasei molle sotto ottantasei tasti di una tastiera per il gusto di farlo e poi scriverlo, magari scriverci una cosa lunga sopra di uno che ragiona di mettere ottantasei molle sotto ottantasei tasti, oppure sia meglio morire dicendo una volta mi era venuta voglia di mettere ottantasei molle sotto ottantasei tasti per il gusto di farlo e poi non l’ho mai fatto pensando che era una cazzata e che non avevo tempo per le cazzate e invece ora sto morendo e quindi non saprò mai come sarebbe stato mettere ottantasei molle sotto ottantasei tasti e forse quella cazzata non avrebbe allungata la mia vita anche solo di un secondo, forse no, ma ora non sarei qua a rammaricarmi di aver perso quell’occasione che -come spesso capita- non si è mai più ripresentata nel corso della mia vita, ho perso la constructio mazzetti, non mi ricordo più come iniziava il periodo, comunque a senso si capisce, tornando a noi, don orione che è in un certo senso il mio datore di lavoro, scriveva un sacco di lettere, tantissime, un carteggio pazzesco per risolvere casini, per farsi sentire dai gruppi che aveva per il mondo per raccontare, e quindi scriveva dappertutto, in ogni momento ed era forte che alla fine delle sue lettere, non tutte, alla fine di alcune lettere c’era scritto: “scritto e non riletto” e poi la data, che voleva dire che don orione scriveva queste lettere e poi manco le rileggeva, erano piene di errori ma lui stava già scrivendo quella dopo, “scritto e non riletto” pensa che roba blog che facevano all’inizio del secolo scorso, pensa che roba una cosa tipo koch, scrittura continua solo che don orione lo hanno fatto santo, koch finirà all’inferno, ho detto inferno? volevo dire feltr
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lost e smk-88
il problema della mia tastiera koch è che è partita da los angeles il 25 alle 18.59 e che da allora si è perso il tracking e ormai è il 29 e non c’è nessuna traccia della mia tastiera e quindi ho pensato che molto molto probabilmente l’aereo che portava la mia tastiera dagli usa a genova è precipitato nel mezzo del mare andando a schiantarsi sull’isola di lost e tu immaginati che casino, tutti i personaggi di lost che arrivano, la carlinga in fiamme loro che urlano, si danno degli ordini a vicenda che nessuno segue, cercano di salvare qualcosa e alla fine di tutto rimane solo un pacchetto bruciacchiato e loro lo aprono e trovano dentro la smk-88 e loro dicono “una fottuta tastiera” e non capiscono poi si ricordano che il loro computer con cui inserivano i numerini si è fottuto allora prendono la tastiera caduta dal cielo e la portano fino sotto dove c’è il computer mezzo bruciato e ci attaccano la tastiera e il computer rinasce e loro possono reinserire i numerini e la serie può andare avanti e toccare la quarta stagione e mentre io sarò lì che guardo la terza stagione vedrò la mia tastiera smk-88 e dirò cazzo ecco dove era finita, cecilia e chiamerò ceiclia e le dirò guarda cecilia la mia fottuta tastiera ecco perché non arrivava, non si era persa alla fottuta dogana di milano, se la sono presa quelli di lost, me l’hanno fregata e cecilia guarderà senza capire e poi dirà in effetti sembra proprio la tua tastiera e io dirò cazzo puoi dirlo forte che è la mia tastiera e quei quattro stronzi dell’isola di lost me l’hanno fottuta e cecilia si gratterà la testa e dirà beh però serve più a loro che a te, loro in fondo stanno salvando il mondo e io mi metterò ad applaudire e dirò brava, ma brava, dai sempre ragione a quei quattro stronzi e ai loro menosissimi flashback, eh vuoi sentire i miei di flashback eh, quelli mi hanno fottuto la tastiera questo è un dato di fatto, adesso chiamo la serie e gli dico che immediatamente mi venga restituita la tastiera e cecilia alza le spalle e dice che se voglio chiede a suo genero che è avvocato e io le rispondo che ci può giurare che voglio, che questa volta ci facciamo i soldi, che facciamo una causa miliardaria e diventiamo ricchi così possiamo estinguere il mutuo sulla casa, magari non tutto ma un pezzo, il pezzo migliore direi.
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cave story e l'intestino
il problema koch è che io non so chi sono e non sto parlando della mia vita, discorsi tipo esistenziale, il mio futuro eccetera, io proprio non so chi sono nel gioco di cave story, il gioco inizia che c’è un uomo dai capelli verdi che sta scrivendo a un terminale e cerca sue, sta cercando sue e le racconta che è in questa stanza con solo un terminale e che la sta cercando e può solo scrivere a questo terminale e nessuno gli risponde, sue non c’è e tu questo tipo lo vedi di spalle, non vedi neppure che faccia ha, leggi solo quello che scrive e subito dopo ci sei tu, cioè io, in questa caverna piena di pipistrelli e strani mostri a forma tondica, e io all’inizio pensavo di essere sue, cioè che la mia missione fosse di riunirmi a quel tipo che stavo cercando e allora giocavo tranquillo e poi trovavo una pistola spaziale e iniziavo a fare una carneficina e poi cambia tutto, la scena si apre in un villaggio di coniglietti antropomorfi, non sono proprio coniglietti koch, sono cose tipo coniglietti, roba nippo koch, e tra due coniglietti c’è una storia pesa perché king, che è il coniglietto capo, vuole una chiave che ha un coniglietto tenero tenero che si chiama totoko, o tonoro una cosa di questo tipo, roba nippo, e tonoko o totono o come si chiama non vuole dargliela questa chiave che permetterebbe a king di andare nella casa dove c’è sue, perché king non ama sue, dice che non è come loro, sue è diversa, e in quel momento io, cioè tu, cadi dal cielo e finisci nel mezzo di questi due che fuggono perché credono che tu sia uno mandato dal ‘dottore’, hanno tutti questa para del ‘dottore’ che ogni tanto viene e se ne prende uno e lo ammazza, e koch io ti sto scrivendo tutte queste cose perché cecilia ha lasciato le luci della macchina accese e se ne è andata e quindi sono bloccato con l’auto con la batteria scarica di fronte al d’oria, non posso fare un cazzo, simone sta sfogliando dei cd probabilmente li sta distruggendo, tanto sono copie e io non posso fare nulla, non posso neppure collegarmi a internet e vedere se quelli di devonthink mi hanno risposto, o se qualcuno ha commentato da qualche parte le cose che ho scritto, sono fuori dalla rete globale koch, e sono troppo solo per stare nella rete locale, dove per locale intendo il mio stomaco koch, il pancreas, sai cosa mi ha detto ieri gregorio, eh mi ha detto che sta aspettando il turno per l’operazione e io gli ho detto che operazione vetz, e lui mi ha detto che in pratica gli aprono la pancia e gli tolgono un pezzo di intestino o stomaco non ricordo, una parte del corpo lunga che serve a prendere vitamine e energie dagli zuccheri composti e loro gliela tagliano e in pratica gli collegano la bocca più vicina al culo, in modo che quello che mangia, la roba unta e piena di grassi e di zuccheri del cazzo che gregorio si mangia, questa roba non venga assimilata e finisca veloce nella parte di corpo destinata a creare merda, e io l’ho guardato e gli ho detto ma grega che cazzo stai facendo e lui ha detto, ma scherzi, dopo potrò mangiare quello che cazzo voglio che non ingrasso, e io gli dico sì ma cazzo il corpo non ti assimila più un cazzo e infatti lui si è fatto serio e ha detto eh lo so devo stare attento perché poi rischio di avere danni anche gravi al fisico e io gli ho detto e ci credo cazzo ti fai tagliare via un pezzo di pancia e lui ha riposto, oh, ma guarda che io mica lo faccio per la linea, e io ho detto eh, e lui mi ha detto, eh io lo faccio per il diabete, e io ho detto ma grega ne vale la pena e lui ha alzato le spalle e non ha detto niente e io ho pensato vabbé sono un po’ cazzi suoi, però in quel momento mi è sembrato anche un po’ più simpatico
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oh koch, lasciamo perdere zacchegno e buttiamoci su sue
allora koch quello che pensavo era sì certo ci sono più scrittori che lettori certo certo ma intanto la coda all’ingresso della fiera del libro c’era dalla parte dell’ingresso dei lettori mica da quello degli scrittori che erano quattro gatti, e la gente che girava era tutta da quei dieci editori grossi a comprare i soliti libri cercando di farsi fare lo sconto, cioè fuori da internet il mondo gira ancora nello stesso modo, e se vai nei forum nei newsgroup di amanti dei libri, oh mica parlano dei libri della zacchegno editore parlano dei grandi capolavori dei grandi come busi come ammanniti come brizzi, parlano di einaudi di mondadori di feltrinelli e allora mi chiedo, ma il novanta per cento dei piccoli editori che era lì dentro alla fiera del libro, a chi li vende quei libri, quanto è grosso il mercato di quelli che sfuggono da mondadori e vanno a prendersi un noir sconosciuto della zacchegno editore che in libreria ci arriva solo su richiesta e lo mettono per dritto tra i noir mondadori e grandi classici feltrinelli? esiste sta gente, da dove viene, ne vale la pena di scrivere di fare le maratone dai piccoli editori per essere pubblicato per zacchegno editore koch? tu mi dirai eh no ma scherzi venerandi non vale per un cazzo di tempo è che non possiamo fare altro, ma la verità -mi diresti- è che dobbiamo mollare tutta questa merda e essere felici come galiazzo che fa programmi java, ecco la via, ecco cosa mi diresti, mi diresti anche che il sale della vita non è scrivere bensì giocare a cave story, videogioco giapponese scritto da pixel circa cinque anni fa e da poco tradotto in inglese dove c’è tutto questo mistero che bisogna cercare sue, tutti parlano di questa sue che nel gioco non c’è, è un gioco peso con tutti sti animaletti nipponici e il chitarrista dei radiohead ha detto nel suo blog che cave story è un ‘piece of art’ o qualcosa del genere, e il gioco io l’ho scaricato e sono lì koch, sai quando ti accorgi che sei ancora in tempo per smettere, sono sulla parte esterna del baratro, mi basterebbe un solo passo per avere la droga per pensare solo a sue, per avere la droga di sue e passare le nottate a cercare i punti di salvataggio e le armi e parlare con questi animaletti che hanno un sacco di cose da dirmi in inglese su sue e poi magari quando l’ho finito contatto il programmatore e gli dico eh senti pixel e se te lo traduco in italiano, sai io sono un grande scrittore della zacchegno e volevo tradurre... come non conosci zacchegno editore? eh si vede che da voi in giappone siete indietro, qua zacchegno tira come una bestia... come? voi leggete solo ammaniti, busi e nori, ah no certo, oh gente fortissima ci mancherebbe, ma zacchegno ha altre frecce nel suo arco tipo hai mai letto ‘le foglie del destino’ di chiara belluso? eh oppure il noir ‘bagliore nel buio’ di filippo bentivoglio, ambientato nella marsiglia della piccola malavita locale dove tu impersoni un investigatore che si è separato da tempo dalla moglie che è alla ricerca di una donna scomparsa che si chiama sue, e questa sue è un po’ come il terzo uomo di welles, eccetera, gli direi così koch, ma sento che sei distratto stai dormendo dopo il tuo lavoro a feltrinelli, non hai mandato i pezzi a mucchio selvaggio lo sapevo, tu dormi e io devo fare il latte per le iene, ecco la storia io scrivo mentre bevo il latte di soia e il muesli e poi vado a fare l’impiegato e tu dormi e poi vai da feltrinelli, ma c’è zacchegno, koch non ti preoccupare c’è zacchegno e se zacchegno non c’è, possiamo sempre buttarci su cave story, possiamo andare avanti mesi, forse anni, a cercare sue in mezzo a animaletti nipponici.
sempre che esista questa sue
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lettera a koch da sodoma (3 di 3)
e il terzo problema, ti avevo detto koch che i problemi sono tre, il terzo problema è che anche se decidessi di fare il bodisattva, mi mettessi al servizio dell’umanità, anche se destinassi la mia vita a rendere gli altri felici, anche se raggiungessi l’illuminazione totale e capissi che la mia vita è una merda se penso solo a me stesso a scopare o a fare in modo che la gente parli di me, anche se capissi tutte queste cose e decidessi finalmente di comprare una di quelle vaschette con la sabbia e il rastrellino per essere zen anche nella mia vita quotidiana, ecco, anche in questo caso avrei dei problemi perché è difficile essere zen se hai dei figli perché tu ti alzi con la migliore atmosfera zen del mondo ti avvicini alla vaschetta con la sabbia e il rastrello e lì trovi che metà della sabbia zen è stata sparsa per il tappetino zen e più oltre per terra infilandosi sotto ai mobili, tra le pagine dei libri e che nella sabbia zen sono affondate alcune automobiline senza ruote e pezzi di polvere annegano impuri tra i denti spezzati di quel che resta del rastrello zen, e questo è solo un semplice esempio koch, il fatto è che ogni cosa è zen se sei solo o con una persona zen, ma ogni altra cosa fatta con due figli under cinque perde di ogni zennità, anche andare a mangiare una pizza diventa un qualcosa che rassomiglia molto molto a certe descrizioni dell’inferno fatte da swedemborg a strindberg in alcuni bettole berlinesi, e non posso neppure rimuovere il problema perché io queste due canagliette adesso le amo, sono innamorato delle due canagliette e una delle due oggi, sopra un ponte di sodoma, ha poggiato il capo sulla mia spalla con una tenerezza e un abbandono fantastico e io gli stavo per carezzare amorevolmente i capelli pidocchiosi quando quello mi ha tirato un morso profondissimo e lunghissimo in una zona sensibilissima dell’ascella e io gli urlavo basta simone sto soffrendo mi fai male simone basta cazzo simone mi fai malissimo e lui più urlavo più stringeva i denti e poi alla fine mi ha mollato stupito delle mie urla e poi cecilia mi ha spiegato che è un gesto di affetto e io ho un livido scurissimo di affetto poco poco zen di circa due centimetri quadri, oppure poco fa nella stazione di sodoma il grande è sparito e io e cecilia correvamo binario per binario come due lare croft velocissime e tese e poi sono entrato nel centro gran ristoro di sodoma e il grande era lì circondato da addetti delle ferrovie dello stato e niccolò li ammaestrava sulle cose invisibili della rotabilità ferroviaria e quando lo abbiamo preso con rabbia profondissima lui ci ha guardato sereno e sbalordito, come se ci volesse dire, perché siete preoccupati, non sapete che questa è la mia casa? e anche gli omini delle ferrovie dello stato ci hanno detto non vi preoccupate perché lui è il bambino sapiente e ha saputo come ben comportarsi quando lo avete perduto, così niente, tutto questo per dire che anche fare lo zen è una cosa del cazzo una illusione come la musica ambient, una cosa che funziona finché hai il lusso di poterti fare i cazzi tuoi, ma poi appena smetti c’è la gente, i figli, i casini, le relazioni sociali, i soldi sprecati in merda, tutte queste cose che ti ricordano che la vita normale non ha niente a che fare con lo zen lo zen come noi lo conosciamo è una parentesi come andare a sodoma e pensare che sodoma è il più bel posto del mondo e che tutto il mondo è come sodoma.
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lettera a koch da sodoma (2 di 3)
oppure koch farei un sacco di sport, se non penso a scrivere e al mio ego magari penso al mio corpo, torno da cangelosi a fare kung fu, sai che me lo sogno ancora adesso, mi sogno certe notti che torno nella palestra di cangelosi a fare kung fu dopo anni che non ci vado più e mi sento una merda mi sento in colpa perché in fondo la palestra di cangelosi ti faceva sempre sentire un po’ in colpa, era una delle cose che non sopportavo del kung fu, un’altra era che quelli che fanno kung fu erano davvero convinti del kung fu e ci credevano completamente e compravano riviste tipo BUDA INTERNATIONAL dove sopra c’erano foto di persone vestite da tigri antropomorfe che, niente, non avevano niente a che vedere con me, con i motivi per cui facevo kung fu, e quindi mi piaceva fare kung fu, mi piacevano un sacco di cose del kung fu, ma non mi piacevano i motivi per cui tutti gli altri facevano kung fu e non mi piaceva che mi sentissi sempre in colpa, come se stessi sbagliando, doveva essere un qualche tipo di tecnica orientale koch, però se non scrivessi magari potrei tornare a farlo così anche se non sarei più felice sarei comunque più tonico, mi tapperei il naso come montanelli e farei le mie forme, fare le forme era la cosa più bella koch, ti mettevi lì concentrato e facevi una serie di gesti consecutivi in maniera pesissima e quella era la forma, la forma era la ficata koch, sto scrivendo nel letto da sodoma e ho mal di schiena, domani torno a genova koch e mi aspettano due mesi di inferno koch, lo ha anche detto cecilia “fino al cinque agosto sarà un problema dietro all’altro” e io ci credo koch, ma so che andrò avanti perché anche se andasse tutto a puttane, anche se mi levassero ogni cosa che ho, anche se mi trovassi a urlare da solo al porto antico tra gli immigrati che si bruciano la bocca, beh io resterei comunque con la scrittura, anche da nudo con uno che mi brucia i peli con il tappo arroventato, comunque nel mio corpo nudo ci sarebbe la scrittura, suderei la scrittura anche se non scrivessi un cazzo, perché la scrittura è un fottuto problema, koch.
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lettera a koch da sodoma (1 di 3)
tu ti fai dei grossi problemi koch, ma ogni tanto penso come sarebbe la mia vita se non scrivessi se decidessi di non scrivere e non provassi neppure cose tipo rancore o malinconia o cose del genere, se decidessi di farla finita e basta ecco penso che avrei molto tempo per applicarmi a cose della vita di tutti i giorni, curerei la casa rimetterei a posto le fasce, taglierei i rovi sarei sempre a fare qualcosa, sarei una persona molto attiva, non perderei tempo a leggere dei fottuti libri di narrativa o se li leggessi sarebbero di persone che non rischierei di poter conoscere, scrittori morti, leggerei manuali zen, libri di giardinaggio, libri semplici di programmazione tipo per le macro del pacchetto openoffice che -notizia di oggi- pare proprio che il team SUN sia entrato ufficialmente a lavorare al porting del pacchetto openoffice per macintosh e questa cosa mi riempie di eccitazione perché openoffice è il male, ma uno di quei mali di cui ho bisogno, io sono openoffice dipendente e solo il fatto che openoffice per mac sia una chiavica fa sì che io non sia caduto nel baratro di openoffice e non tutti hanno questa fortuna, c’è gente che è uscita di testa per openoffice e io invece sto cercando di smettere perché openoffice non è molto zen, mentre le applicazioni mac che uso sono molto zen e quindi se torno a openoffice in realtà mi faccio del male, è come tornare a fumare koch, ma d’altronde quante vite abbiamo koch, ne abbiamo solo una, e io tipo se non scrivessi potrei smettere di usare i pacchetti software zen e comprarmi quella vaschette di sabbia con il rastrello, non so se le hai mai viste, sono delle vaschette di sabbia con un piccolo rastrello e tu quando sei teso, stai male, stai soffrendo per cose che non sai neppure quali siano, allora tu prendi il rastrello e ti metti lì e gratti la sabbia e questo dovrebbe farti stare meglio, dovrebbe farti entrare in una dimensione più zen e io mi sento abbastanza zen tipo ascolto le radio ambient via internet con itunes, e sento questa roba elettronica, musica rarefatta, e la sento e mi sento astrarre, davvero, è musica che mi fa stare bene, mi fa venire pensieri senza senso, penso a radiazioni o a cose che non sono stato e il problema, caro koch, il fottuto problema è che quando spengo la radio, e prima o poi devo spegnerla, mi sento ricatapultato nel mondo reale e quindi mi incazzo perché penso che quella radio zen è stato solo un fottuto inganno, mentre io pensavo a quel periodo passato sulla base aeronautica di nettuno invece la mia vita di merda andava sempre più di merda i miei problemi erano tutti lì che stagnavano e muffavano, però se non scrivessi sarei più pratico e penserei alle cose della mia vita ai miei problemi, starei a sentire quelli che mi stanno attorno e magari mi sacrificherei completamente per renderli felici, è così difficile vedere persone felici che essere uno che spende la sua vita per rendere felice quella degli altri, credo che sia l’unica cosa decente che possa fare una persona tutto il resto è niente koch, sono cose che non esistono, magari non resta niente di quello che ha reso felici gli altri, oggi ero a sodoma in un parco e c’era questo busto di un vecchio, un busto in bronzo, di questo vecchio che pensava e io guardo il nome ed era uno che non avevo mai sentito prima e ho pensato, guarda te, tutta la vita a inseguire il proprio ego e dopo un secolo sei un busto arruginito che non si sa manco chi cazzo sei, bella fine di merda, magari c’era uno che ha speso la vita a renderti felice e quello resta senza busto, beato.
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