lettere a koch
200x
01/01/08 17:17 |
Permalink
è disgustoso koch: buon 2009: bisogna leggere koch:
solo leggere: scrivere è un'impresa disgustosa: i
gormiti sono fra noi: fabio volo è tra di noi:
alberto angela è tra di noi: tu muoviti quanto vuoi:
la tua anima: non si muove: ad un certo punto ti
chiedi se lo fai perché lo devi fare o perché no:
forse è perché no: forse per non pensare di non
averci provato: ad un certo punto koch metti un punto
a capo: non lo fai apposta: non lo decidi: ti rendi
conto che lo hai messo: hai presente: sai cosa voglio
dire: non è facile: si fanno delle liste di priorità:
funziona così: se stai bene stai meglio se stai male
cerchi di stare bene: ti sembra stupida ogni cosa
quando stai male: stare male sarebbe una condizione
ottimale se non fosse per il dolore: per il disgusto:
si cerca di essere ordinati: di avere tutte le cosine
al loro posto: è nella natura dell'uomo: poi stai
male: questo computer scalda: il mio viaggio è ancora
lungo non so quanto manca alla fine: ho letto il best
seller della bronte koch: mi è sembrato un
testamento, poi è morta: non ero il notaio, non avevo
nessun legato: sulla copertina del libro che sto
leggendo ora c'è scritto "un opera che durerà
cent'anni" firmato caproni, il poeta: io ho pensato:
bella merda caproni, cent'anni non sono un cazzo:
forse non gli è piaciuto: adesso non scrivo più non
ci riesco ho troppe cose da leggere: devo leggere
ogni giorno devo sempre leggere e non ho tempo:
dovrei rendere felici le persone che ho attorno: ma
per farlo dovrei essere felice anche io koch: e per
essere felice devo dare addosso a quelli che ho
intorno: è un serpente che si morde la coda koch: la
cosa migliore è farsi del male da soli fino a vedere
il sangue: quando la gente vede il sangue cambia,
koch: sono curiosi: schiaccia per vedere se ne esce
di più: si interroga sulle cause dell'uscita: dovrei
già essere a porta nuova va a finire che perdo la
coincidenza: è pieno di ragazzi: i ragazzi sono
spaventosi koch: hanno tanta di quella energia: in
classe hanno un'energia spaventosa: eppure sono così
fragili se li consideri nel dettaglio: possono fare a
pezzi senza neppure rendersene conto e nello stesso
tempo cadere e impallidire: è una cosa curiosa: buon
2009 koch: prendiamocela per tempo: ottima buona e
piena fino alla gola: andiamo avanti koch: se tu lo
vuoi tu lo sarai: una di noi
|
non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac
dv
01/12/07 22:02 |
Permalink
non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac
dv a cui ho manualmente cambiato l'hard disk per
metterne uno silenzioso, mi sono anche avanzate delle
viti, è un computer in fin di vita, ha il dvd fottuto
perché simone ha infilato dentro al dvd quattro dv
contemporaneamente, non pensavo che fosse fisicamente
possibile e invece pare che ci stiano tutti e
quattro, ho dovuto aprirlo come si aprono le aragoste
per rimetterlo in moto, gemeva come una bestia
ferita, uno del dvd si è completamente rigato e
soprattutto se adesso infilo un dvd o un cd dentro al
computer poi per toglierlo devo smontare
completamente la macchina il che è un po' scomodo e
la cosa ancora più scomoda è che questo doveva essere
il computer con cui i bambini avrebbero dovuto vedere
i dvd e invece in pratica il suo unico utilizzo è
andato a farsi benedire e allora l'ho preso io per
scrivere mentre aspetto che torni il mio powerbook
dalla riparazione, riparazione che pare che durerà
molto a lungo perché non si trova il taglio dell'hard
disk che ho chiesto io, ma la cosa che mi fa davvero
soffrire koch non è questa, queste sono cazzate koch,
sono cose che ci posso tranquillamente ridere sopra,
quello che mi fa soffrire koch cosa è, tu dirai
l'amore koch perché sei un fottuto sentimentale, io
dico beh certo koch l'amore ma nel senso della
felicità, faccio una pausa per portare fuori il cane
altrimenti va a finire che lo uccido, mi sta rompendo
il cazzo mica poco
sono passati dei giorni koch da quando ho scritto le righe qui sopra, e ora sto di nuovo scrivendo con il mio portatile collegato a un lg flatron L1015S, ho reinstallato tutto sul mio portatile ma ora non voglio più usarlo come portatile lo uso solo come desktop perché ho capito che avere sempre con sé il proprio computer è una cosa dannosissima, ci sono alcune cose dannose in questo nuovo millennio e queste cose sono il computer e poi internet e poi la flat, più o meno in quest'ordine e poi direi anche il negrnoni vedendo gli errori che sto facendo per scrivere questo pezzo, tu non li vedi, ma in pratica sto rantolando parola dopo parola, è stato un negroni desideratissimo koch, ero sfinito koch, ero innamorato di questo negroni che non voleva venire fuori, del tipo mi ero preso un pezzo di focaccia e dopo facevo i ruttini per strada e i ruttini avevano il gusto di negroni, non era cattiva digestione koch, era una premonizione e infatti poi mi sono fatto trentasei euro di negroni con tutta la famiglia, che trentaseri euro sono una spesa discreta alla coop e quindi mi sento in colpa, ma devo anche dire che ci voleva, una volta
il portatile è una merda ti prende la testa, anche lo stop è una merda il fatto che il computer sia sempre pronto, lasciarlo acceso così basta un attimo perché sia attivo, è sempre lì, volevo scrivere una poesia che iniziava con 'il mio computer come il mio cane non dorme mai' ma poi mi sono messo a install
il mio prossimo libro per mazzetti si intitolerà "optimistic: the real life" e si svolge in un futuro in cui
sono passati dei giorni koch da quando ho scritto le righe qui sopra, e ora sto di nuovo scrivendo con il mio portatile collegato a un lg flatron L1015S, ho reinstallato tutto sul mio portatile ma ora non voglio più usarlo come portatile lo uso solo come desktop perché ho capito che avere sempre con sé il proprio computer è una cosa dannosissima, ci sono alcune cose dannose in questo nuovo millennio e queste cose sono il computer e poi internet e poi la flat, più o meno in quest'ordine e poi direi anche il negrnoni vedendo gli errori che sto facendo per scrivere questo pezzo, tu non li vedi, ma in pratica sto rantolando parola dopo parola, è stato un negroni desideratissimo koch, ero sfinito koch, ero innamorato di questo negroni che non voleva venire fuori, del tipo mi ero preso un pezzo di focaccia e dopo facevo i ruttini per strada e i ruttini avevano il gusto di negroni, non era cattiva digestione koch, era una premonizione e infatti poi mi sono fatto trentasei euro di negroni con tutta la famiglia, che trentaseri euro sono una spesa discreta alla coop e quindi mi sento in colpa, ma devo anche dire che ci voleva, una volta
il portatile è una merda ti prende la testa, anche lo stop è una merda il fatto che il computer sia sempre pronto, lasciarlo acceso così basta un attimo perché sia attivo, è sempre lì, volevo scrivere una poesia che iniziava con 'il mio computer come il mio cane non dorme mai' ma poi mi sono messo a install
il mio prossimo libro per mazzetti si intitolerà "optimistic: the real life" e si svolge in un futuro in cui
ho tolto i colori koch
09/11/07 11:51 |
Permalink
tutte queste parole koch, tutte queste chiavi di
ricerca; sai cosa ho fatto koch, alcune cose koch,
cercherò di dirtele con calma di non farmi prendere
dalla fretta, la prima cosa è che ho tolto i colori
koch, da tutti i miei computer ho tolto i colori, ho
capito che i colori nei computer servono a ingannarti
a farti credere che ci sia qualcosa di nascosto e di
brillante mentre non c'è niente del genere, i colori
servono a distrarti e farti perdere tempo, sono come
i serial tv alla televisione alla sera, ti vogliono
rendere tranquillo, ho settato tutto a livelli di
grigio, con macintosh si può c'è un pulsante che dice
'vuoi vedere i colori o i livelli di grigio?' e io ho
scelto il grigio e ora è tutto più chiaro, anzi
quando vado da un computer con i colori mi sento come
se mi stessero violentando, quelle tinte accesissime
brillanti che non servono a niente, hai mai visto un
supermercato a luci spente koch, vuoi sapere come è
un supermercato a luci spente, beh koch quando
spengono le luci sembra tutto più normale, tutte
quelle offerte speciali diventano offerte normali,
tutto il super, l'iper, l'extra, diventa normale,
anche la carne diventa meno rossa, meno brillante, i
prodotti diventano roba, roba posata l'una sopra
l'altra, la stessa cosa qua, adesso, per le parole,
tutto torna a essere bianco e nero e le sue sfumature
normali, meno volgari, sto togliendo le cose koch una
a una, ho capito che non solo non posso fare tutto,
ma che devo aggrapparmi alle tre cose che so fare
come ci si aggrappa a uno scoglio koch e poi cercare
di cantare, sai cosa devi fare quando sei aggrappato
a uno scoglio e stai per andare a fondo, senti le
dita del mare che ti tirano di sotto, sai cosa devi
fare? beh koch devi cantare perché cantando non
attiri certo le navi, non sei la sirenetta koch, ma
devi cantare perché non puoi fare altro e morire per
morire è meglio morire cantando, almeno hai qualcosa
a cui pensare, e scrivere koch è l'inganno dei
livelli di grigio, spesso ci siamo detti ma no cazzo
scrivere è un fottuto palliativo del cazzo, ecco
adesso credo che scrivere non sia un fottuto
palliativo del cazzo, credo che scrivere sia una
forma, solo e semplicemente una forma e questa forma
resta visibile e invisibile, torna e viene, è una
forma a livelli di grigio è una forma che invecchia e
muore e non ha niente a che vedere con quello che ha
intorno, non ha neppure niente a che vedere con lo
scritto, io -koch- non ho più nessuna fiducia nella
scrittura ma ne ho una interessata per lo scritto,
per quello che resta e attraversa la morte, per quel
poco per quella poca fortuna che attraversa la morte
e non riesco ad immaginare cosa resterà di questo
zatterone orrendo, questo grande webbone bloggone
dell'umanità completa che traghetta tutto verso il
niente verso il prossimo sistema operativo verso una
forma di orgasmo che non ha più bisogno di venire ma
arriva come arriva un giorno che c'è stato qualche
settimana fa e non importa niente che ci sia stato o
no, ma che nessuno può togliere a sua scelta, è come
impietrito identico ad altri migliaia inamovibili
eppure già completamente rimosso
lamento di arianna
23/10/07 06:43 |
Permalink
l’altra cosa koch è che mi vergogno anche io, hai
presente le storie di questi scrittori che sono degli
ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono
la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti
della terra, ecco io non mi sento l’ultimo abitante
della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu
sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un
povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che
scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel
senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da
una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso
fare altro che sentirmi in colpa per me e per le
persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che
ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere
così vicino le cose più importanti e tenerle in così
poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e
delle impurità del corpo, tipo cosa intendo per
impurità: intendo badare a una gloria futura che non
ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati
neppure preparati (e questo lo si poteva capire
facilmente); e poi camminare spensierati per la città
e trovare una motivazione, motivazione non è il
termine giusto diciamo ‘giustificazione’, trovare una
giustificazione per quella camminata così leggera e
così dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch
ricordati che siamo in un blog, è soltanto un blog,
sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch?
d’annunzio, quella vecchia volpe di d’annunzio
sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare
e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat
porno, vecchia animaccia di un d’annunzio, ma io non
sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto
dal buio, non sono un buon blogger e non sono una
buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vità l’ho
fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni
fa il cd in economica con il lamento di arianna a
cinque voci, la cosa è stata sacrosanta anche se
adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per
tutto quello che ci stava attorno, ad es
mood II
24/09/07 23:47 |
Permalink
tra le cose più frustranti c’è in effetti un
programma che dovrebbe aiutarmi in questa mia impresa
di scrivere con dieci dita anche se in verità per ora
si limita a dirmi che caro fabrizio mi dispiace ma
hai fatto troppi errori per poter passare dal livello
uno al livello due e quindi mi costringe a scrivere
per ore file di jjjj kkkk llll mmmm affinché io possa
prendere confidenza con questa cazzo di idea di
scrivere con dieci dita che mi sta letteralmente
esasperando e alla fine mi dice la media degli errori
fatti che è sempre assolutamente drammatica e pur con
rammarico mi dice che devo proprio ripetere
l’esercizio del livello uno affinché io possa con la
costanza che mi è propria arrivare al grande livello
due dove dovrò affrontare qualcosa di inumano penso
un qualche mostro di fine livello dei
dattiloscrittori che sputa raffiche di aaaa kkkk ssll
mmdd ffjj e io
ma il mostro di fine livello koch è dentro di noi, eccolo lì nell’ombra che fingeva di dormire o essere morto e invece eccolo lì che aspettava nel sonno, ogni tanto viene fuori e allora tremo koch non sto scherzando, letteralmente tremo e penso che prima o poi mi verrà una crisi nervosa e allora rideremo tutti, questa cosa che il cuore prende a battermi come impazzito si rivelerà essere una qualche malattia radicale , una forma del sonno e tutti diranno allora era vero cazzo venerandi aveva una qualche malattia del cazzo, lo so che lo diranno e non riesco a immaginare i loro discorsi, la gente che mangia, il vino triste per il mio compianto
ma il mostro di fine livello koch è dentro di noi, eccolo lì nell’ombra che fingeva di dormire o essere morto e invece eccolo lì che aspettava nel sonno, ogni tanto viene fuori e allora tremo koch non sto scherzando, letteralmente tremo e penso che prima o poi mi verrà una crisi nervosa e allora rideremo tutti, questa cosa che il cuore prende a battermi come impazzito si rivelerà essere una qualche malattia radicale , una forma del sonno e tutti diranno allora era vero cazzo venerandi aveva una qualche malattia del cazzo, lo so che lo diranno e non riesco a immaginare i loro discorsi, la gente che mangia, il vino triste per il mio compianto
mood
20/09/07 20:58 |
Permalink
beh certo tu fai il fico e parli di mood ma quelli
che vuoi veramente dire non è mood ma è karma, tu
parli del mood ma intendi il karma, il buon vecchio
caro karma, e chi sono io per mettermi contro il tuo
karma koch, sembra quasi un avvertimento, karma koch,
non fare casini koch, sta andando tutto bene koch, io
non so se sta andando bene koch, qui ci sono dei
casini koch e vuoi sapere a cosa sono legati koch,
beh koch se non sono legati all'amore a cosa vuoi che
siano legati sono legati ai soldi, ci sono dei casini
per i soldi quindi ci sono dei casini per l'amore
perché ricordiamoci che i soldi sono strettamente
legati all'amore, alla mercificazione di quei
rapporti sociali che ci tengono in vita, e quindi
niente non posso dire di stare male non posso
veramente lamentarmi, va tutto bene, koch io sento la
vita che mi sfugge koch, io sono ridotto a scrivere
con macchine per ufficio koch, sembra che sia tutto
normale che sia tutto naturale e invece sto
diventando un fottuto isterico koch, forse lo sono
sempre stato koch, anzi posso dire che un po’
isterico lo sono sempre stato, siamo tutti isterici
in modo diverso koch, non credo che ci sia niente di
male a essere dei fottuti isterici, è un hobby come
un altro, niente che non possa venire via con un buon
cacciavite e dello sputo copioso, sai di cosa sto
parlando koch
altra cosa koch è che ho deciso di imparare di scrivere con dieci dita koch e devo dire che benché io capisca che è la cosa giusta koch, perché mi rendo conto inconsciamente di star facendo la cosa giusta che scrivere con sei dita è da stronzi, io questo lo capisco non sono mica un fottuto isterico, ecco nonostante tutto questo io sto procedendo con una lentezza che ha dell'esasperante koch, scrivo pochissimo perché scrivere con dieci dita per ora mi rallenta da morire anche il fatto di dover usare lo stesso dito per la e e la c mi crea dei problemi perché io la c la associo automaticamente all'indice e invece devo usarla con il medio il che mi sembra innaturale perché io la c l'ho sempre scritta con l'indice e quindi devo proprio fare uno sforzo per usare quel fottuto medio, e tipo se scrivo ecco devo muovere il medio come se fosse impazzito, però nello stesso tempo trovo la cosa eccitante perché mi prefiguro di quanto sarò veloce quando scriverò con dieci dita e fotterò tutti con il fatto di scrivere con dieci dita e farò il fico con le mie dieci dita e
ma io sono sicuro che riuscirò a farcela perché sono una persona molto determinata e se ho deciso di scrivere con dieci dita io riuscirò a scrivere con dieci dita anche se questo vorrà dire che per un po’ non potrò scrivere perché la cosa di scrivere è diventata una cosa davvero troppo faticosa e frustrante, perché scrivere con dieci dita è come diventare di nuovo vergini significa ricominciare tutto dall’inizio, significa ripartire dalla base koch come se esistesse un mondo alternativo fatto da coloro che sanno scrivere con dieci dita e si sono tramandati questa antica arte di scrivere con dieci dita e di dominare così il mondo attraverso questa loro qualità di scrivere con dieci dita potendo nel frattempo guardarsi attorno o ridere fissando quelli che con due dita sono costretti a stare con la testa sulla tastiera a vedere quello che stanno scrivendo i tasti che devono premere mentre loro sono dei privilegiati che possono scrivere e nel frattempo spiare le cose del mondo o mettersi a pensare a cose personali e sconosciute
altra cosa importante di scrivere con dieci dita è che capisci a cosa servono i segnetti sulle effe e sulle jei, i segnetti sulle effe e sulle jei sono il centro del mondo, sono la base sulla quale si deve costruire tutta la grande impalcatura della parola perché senza quei segnetti la mia mano sarebbe come spersa e butterebbe fuori segni senza senso senza nessun significato, ecco la grande verità koch, che anche per scrivere abbiamo bisogno di un punto di partenza e questo punto di partenza è l’umiltà koch, l’umiltà di mettersi nelle mani di coloro che hanno conosciuto la volontà delle parole prima di noi e che adesso ci guidano nella composizione della nostra parola, anche se non li vediamo anche se non sappiamo neppure chi sono, noi sappiamo che loro esistono e tornano a farci visita quando vediamo le nostre dita piegarsi in punti apparentemente innaturali da cui scaturiscono poi le parole dei gesti mostruosi delle nostre mani
altra cosa koch è che ho deciso di imparare di scrivere con dieci dita koch e devo dire che benché io capisca che è la cosa giusta koch, perché mi rendo conto inconsciamente di star facendo la cosa giusta che scrivere con sei dita è da stronzi, io questo lo capisco non sono mica un fottuto isterico, ecco nonostante tutto questo io sto procedendo con una lentezza che ha dell'esasperante koch, scrivo pochissimo perché scrivere con dieci dita per ora mi rallenta da morire anche il fatto di dover usare lo stesso dito per la e e la c mi crea dei problemi perché io la c la associo automaticamente all'indice e invece devo usarla con il medio il che mi sembra innaturale perché io la c l'ho sempre scritta con l'indice e quindi devo proprio fare uno sforzo per usare quel fottuto medio, e tipo se scrivo ecco devo muovere il medio come se fosse impazzito, però nello stesso tempo trovo la cosa eccitante perché mi prefiguro di quanto sarò veloce quando scriverò con dieci dita e fotterò tutti con il fatto di scrivere con dieci dita e farò il fico con le mie dieci dita e
ma io sono sicuro che riuscirò a farcela perché sono una persona molto determinata e se ho deciso di scrivere con dieci dita io riuscirò a scrivere con dieci dita anche se questo vorrà dire che per un po’ non potrò scrivere perché la cosa di scrivere è diventata una cosa davvero troppo faticosa e frustrante, perché scrivere con dieci dita è come diventare di nuovo vergini significa ricominciare tutto dall’inizio, significa ripartire dalla base koch come se esistesse un mondo alternativo fatto da coloro che sanno scrivere con dieci dita e si sono tramandati questa antica arte di scrivere con dieci dita e di dominare così il mondo attraverso questa loro qualità di scrivere con dieci dita potendo nel frattempo guardarsi attorno o ridere fissando quelli che con due dita sono costretti a stare con la testa sulla tastiera a vedere quello che stanno scrivendo i tasti che devono premere mentre loro sono dei privilegiati che possono scrivere e nel frattempo spiare le cose del mondo o mettersi a pensare a cose personali e sconosciute
altra cosa importante di scrivere con dieci dita è che capisci a cosa servono i segnetti sulle effe e sulle jei, i segnetti sulle effe e sulle jei sono il centro del mondo, sono la base sulla quale si deve costruire tutta la grande impalcatura della parola perché senza quei segnetti la mia mano sarebbe come spersa e butterebbe fuori segni senza senso senza nessun significato, ecco la grande verità koch, che anche per scrivere abbiamo bisogno di un punto di partenza e questo punto di partenza è l’umiltà koch, l’umiltà di mettersi nelle mani di coloro che hanno conosciuto la volontà delle parole prima di noi e che adesso ci guidano nella composizione della nostra parola, anche se non li vediamo anche se non sappiamo neppure chi sono, noi sappiamo che loro esistono e tornano a farci visita quando vediamo le nostre dita piegarsi in punti apparentemente innaturali da cui scaturiscono poi le parole dei gesti mostruosi delle nostre mani
kafka heroes
09/09/07 20:55 |
Permalink
koch ti sto scrivendo seduto sulla tazza del cesso,
sto anche usando un programma a schermo pieno che
scrive a fosfori verdi su fondo nero, come i vecchi
computer del periodo di asterisco e c’è anche odore
di fumo e ti direi che l’odore di fumo c’è perché mi
sono fumato una sigaretta ma io non fumo koch, c’è
odore di fumo in generale e sento che ho qualcosa da
dirti koch, ecco sì ho da dirti che ho letto una
lettera di kafka, te lo ricordi il vecchio kafka,
ecco quello scriveva al suo editore pregandolo, dico
pregandolo, di non mettere l’immagine di uno
scarafaggio sulla copertina del libro , di disegnare
chessò i genitori dello scarafaggio davanti a una
porta chiusa, o una porta socchiusa con la sorella e
cose del genere e poi dopo questa lettera di kafka,
sulla rivista che stavo leggendo, c’era un tipo che
partiva con una cosa psicologica su kafka sul perché
non volesse mettere lo scarafaggio sulla copertina
del libro eccetera e invece io ho capito subito
perché kafka non voleva lo scarafaggio sulla
copertina del libro, l’avrai capito anche te da solo
koch, perché kafka sapeva che la gente girandosi
distrattamente verso il libro, magari nella penombra
della sera, avrebbe visto uno scarafaggio sul libro e
avrebbe preso il libro e avrebbe iniziato a sbatterlo
contro il muro per ammazzare quello stramaledetto
scarafaggio che si era messo sul libro di kafka,
avrebbe magari anche urlato, scarafaggio di merda e
così facendo non solo avrebbe sgualcito l’opera del
kafka, ma dopo l’inutile sbattitura di libro, la
gente avrebbe girato verso di sé la copertina e
vedendo la copertina con ancora lo scarafaggio
immobile nel mezzo del libro, avrebbe pensato l’ho
ammazzato, è morto il bastardo scarafaggio e poi che
avrebbe fatto, avrebbe preso un grosso sacchetto di
plastica di inizio novecento e ci avrebbe buttato
dentro il libro di kafka senza manco averlo letto
perché mica puoi tenere un libro con uno scarafaggio
morto attaccato stecchito sulla copertina, no?
comunque adesso è il giorno dopo e sono seduto in casa mia che è un cantiere, c’è polvere e stucco e cemento dappertutto e io sono in cucina che scrivo e cecilia è in sala da pranzo che scrive al suo portatile e tutti e due stiamo aspettando che inizi heroes, abbiamo perso tutti gli episodi ma vogliamo vederlo anche noi e quindi siamo qua, siamo vestiti con roba sporca di cemento di polvere, in sala da pranzo non c’è niente, solo degli strumenti del muratore, alla tv c’è gente che parla ma nessuno lo sta ascoltando perché noi stiamo aspettando heroes perché tutti parlano di heroes in pratica heroes è il lost di quest’anno, è la cosa che tutti aspettavano è il grande successo americano è quello che mi farà stare meglio credo, non credo che lo seguirò ho cose da fare più importanti di vedere heroes e sai chi c’è aspettando heroes, non ci crederai, c’è michael j. fox, l’uomo che ha fatto un solo film, michael j. fox pazzesco quante volte diano ritorno al futuro alla tv, ritorno al futuro è un evergreen, e ora che lo guardo mi sembra una stronzata, un po’ come vedere tomb raider I che tu te lo ricordavi come una grande figata e poi vedi i pixel enormi, la roba che va a scatti i movimenti tutti irreali, cazzo sono arrivati i libici, scusa se interrompo il mio flusso di coscienza ma
è iniziato heroes per ora sembra una stronzatona oh uno degli attori si chiama hayden panettiere
non sto rileggendo questa roba, il problema dei flussi di coscienza koch è che spesso la mia coscienza è una merda e quindi quello che scrivo non è che sia così interessante, ma koch che cosa ci possiamo fare, hai idea di come mi sia sentita io, ti immaginavo steso in un rigagnolo, ma chi ha tradotto i testi di questa merda di heroes, ‘steso in un rigagnolo’ che cazzo vuol dire, ci sono anche due giapponesi, parlano in giapponese con i sottotitoli, i giapponesi sembrano l’intermezzo comico di heroes, no basta facciamola finita così
comunque adesso è il giorno dopo e sono seduto in casa mia che è un cantiere, c’è polvere e stucco e cemento dappertutto e io sono in cucina che scrivo e cecilia è in sala da pranzo che scrive al suo portatile e tutti e due stiamo aspettando che inizi heroes, abbiamo perso tutti gli episodi ma vogliamo vederlo anche noi e quindi siamo qua, siamo vestiti con roba sporca di cemento di polvere, in sala da pranzo non c’è niente, solo degli strumenti del muratore, alla tv c’è gente che parla ma nessuno lo sta ascoltando perché noi stiamo aspettando heroes perché tutti parlano di heroes in pratica heroes è il lost di quest’anno, è la cosa che tutti aspettavano è il grande successo americano è quello che mi farà stare meglio credo, non credo che lo seguirò ho cose da fare più importanti di vedere heroes e sai chi c’è aspettando heroes, non ci crederai, c’è michael j. fox, l’uomo che ha fatto un solo film, michael j. fox pazzesco quante volte diano ritorno al futuro alla tv, ritorno al futuro è un evergreen, e ora che lo guardo mi sembra una stronzata, un po’ come vedere tomb raider I che tu te lo ricordavi come una grande figata e poi vedi i pixel enormi, la roba che va a scatti i movimenti tutti irreali, cazzo sono arrivati i libici, scusa se interrompo il mio flusso di coscienza ma
è iniziato heroes per ora sembra una stronzatona oh uno degli attori si chiama hayden panettiere
non sto rileggendo questa roba, il problema dei flussi di coscienza koch è che spesso la mia coscienza è una merda e quindi quello che scrivo non è che sia così interessante, ma koch che cosa ci possiamo fare, hai idea di come mi sia sentita io, ti immaginavo steso in un rigagnolo, ma chi ha tradotto i testi di questa merda di heroes, ‘steso in un rigagnolo’ che cazzo vuol dire, ci sono anche due giapponesi, parlano in giapponese con i sottotitoli, i giapponesi sembrano l’intermezzo comico di heroes, no basta facciamola finita così
04/09/07 20:55 |
Permalink
koch cazzo sono fatto di negroni non riesco a
scrivere sulla tastiera è una cosa impressionante non
so se riesco a scrivere volevo dirti che avevo
scritto un pezzo per risponderti che diceva eh koch
cazzo tu dici mood ma intendi dire karma, eh koch il
tuo mood è in realtà il karma e tu dici che la merda
degli altri è sempre peggiore, è vero la tua merda ha
sempre un gusto al quale non sai resistere, koch non
riesco a scrivere, la tua merda in fondo è EDIBILE
quella degli altri è una merda schifosa sono tossine
o cose del genere e la verità koch e è che noi siamo
nati per essere sofferenti che essere sofferenti ha
il suo bel vantaggio koch ma è un vantaggio di cui
farei a meno koch, io vorrei essere tranquillo koch e
avere attorno gente tranquilla koch e oggi ho pensato
che io non scrivevo più, per la prima volta ho
pensato a io che leggo la storia medioevale che
approfondisco come si chiama, non ludovico, coso...
LOTARIO ecco io che approfondisco lotario e ho mi
sono visto dall'esterno e non mi sono visto male a
fare lotario a studiare la vita di lotario invece che
scrivere stronzate, forse koch scrivere è una cosa
giusta ma marginale, quando la scrittura inizia a
essere una cosa importante, una cosa che sta al
centro della tua vita vuol dire che stai sbagliando
tutto, chi era lotario, lotario è uno dei tre figli
di ludovico il pio, a sua volta figlio di carlo magno
e questo ludovico il pio ha una visione patrimoniale
dello stato e alla sua morte divide il regno franco
in tre regni, una a lotario, una a ludovico e una a
koch, ecco la verità e dove e eravamo noi, dove
eravamo invece che recitare CONAN THE LAST BATTLE, no
no no koch non pensare non pensare, almeno così
dicono alla finestra e
27/08/07 14:56 |
Permalink
sai cosa è che ci fotte koch, sono le multivitamine,
a questo non ci avevi pensato eh koch, sono le
fottute multivitamine, i cereali aggiunti e in linea
più generale è l’amore koch, ecco cosa ci fotte koch,
l’amore, a furia di non scrivere si disimpara a
scrivere koch o almeno si inizia a scrivere più
lentamente ecco la verità, e la grande notizia koch è
che non ne ho più voglia, non voglio più comunicare
koch, sono stanco di essere on line, di essere
aggiornato, di essere globale, non voglio più essere
in tempo reale koch, non ne posso più, perché essere
in tempo reale mi rovina la vita, è una cosa che ti
rovina la vita koch, essere nel flusso, essere in
qualche thread ad albero che gronda verso un infinito
che è adesso koch e tra un po' non c'è più, essere
inseriti in un orizzonte che è così effervescente
koch, tutto è così effervescente e pieno di
iniziativa, ma è come l'effervescenza dell'aspirina
se la lasci troppo a lungo nell'acqua, dopo un po'
non c'è più niente solo dell'acqua amara, le parole
stanno diventando così leggere, stanno aumentando gli
hertz e le parole sembrano sempre più fisse e salde
ma in realtà sono sempre più leggere e questa
leggerezza entra anche nella carta stampata koch, sta
andando tutto a puttane koch, le parole stampate
stanno prendendo la stessa leggerezza di quelle che
adesso stai facendo scrollare sotto gli occhi, che
fine faranno tutte le parole che vengono scrollate,
sotto quale tappeto vanno a finire, sai chi c'è su
internet, eh lo sai chi c'è su internet, c'è tutto
quello che non vuoi e che non vuole restare e ci sono
le cose belle che non avresti saputo mai, questo è
quello che credi koch, questo è quello che ti fanno
credere, che internet sia indispensabile e più te lo
fanno credere più internet diventa indispensabile,
sei fuori koch se non usi internet, ma fuori da che
cosa koch? la verità è che se non usi internet sei
fuori da internet, eccola la verità, cambi velocità
koch ma la realtà resta sempre la stessa, ho letto
dei libri koch, per fare quella cosa che ti ho detto
il concept album sull'astronave che scende dal cielo
e ammazza tutti i greci, l'ho fatta con blò in
croazia, ho letto enormi libri di greco che parlavano
dei greci, mi sono documentato koch non sono mica
l'ultimo degli stronzi, sai di cosa sto parlando e la
seconda cosa che ho fatto koch è stata quella di
modificare la mia SMK88, ho estirpato i fottuti tasti
multimediali, non riuscivo a rimapparli così ho preso
una graffetta anzi due e li ho fatti saltare quei
fottuti tasti multimediali perché io non volevo
essere multimediale, anzi volevo proprio essere
monomediale una cosa per volta, con calma, con calma
koch, i tasti sono letteralmente schizzati via per
aria, cadevano a terra come stelle comete, bum bum
koch, qua va tutto di corsa, ti senti il fuoco dentro
e ti sembra di potere scatenare l'incendio e invece
ti sei solo fatto una sega koch, è internet che ti fa
sembrare questa cosa dell'incendio e invece è la
solita cara e vecchia sega koch e io sto invecchiando
koch ho i peli pubici bianchi tu non sai cosa vuol
dire avere i peli pubici bianchi, e adesso ho la
SMK88 modificata e mi avanzano quattro tasti e ho
deciso che non voglio comunicare che non voglio
sapere più niente di niente, c'è già abbastanza
venerandi nel mondo senza che io debba aggiungere la
mia parte di venerandi, in fondo anche venerandi è un
prodotto di mercato a cui io semplicemente aggiungo
del materiale umano in alcuni casi spermatico,
comunque - e ho finito- faccio leggere un pezzo nuovo
che ho scritto di loscimmiotto a cecilia e lei lo
legge e poi mi guarda e mi dice, ma hai mai pensato
di andare da uno psicanalista? e io la guardo e dico,
uh, pagano bene? e lei mi dice, no, anzi, devi
pagarli tu, e allora io dico beh, allora è meglio un
editore e mi sono messo a ridere con le mani grosse
sulla pancia, ero in croazia a mille mille miglia
from home, come dice quel buliccio di smith.
pincode koch pincode
26/07/07 14:43 |
Permalink
è caldo koch, è caldo e io sono seduto sulla tazza
del cesso, non ci sperare koch il cesso è chiuso lo
uso come sedia, tutti gli altri dormono, io sono in
bagno che mastico un biscotto del mulino bianco e
penso koch, a cosa penso, penso al mio futuro, al
fatto che sto vivendo dentro un bread and breakfast
koch, che sono senza internet e che internet a ben
vedere è una merda che ti toglie energia, abbiamo già
parlato di questa cosa, comunque ieri sono andato
all’agenzia delle entrate perché mi serviva il
pincode, il pincode mi serviva per fare l’invio
telematico del modello unico della dichiarazione dei
redditi, sai che sono un cittadino modello e quindi
nella mia breve pausa pranzo vado all’agenzia delle
entrate e dico vorrei il mio pincode e quello di mia
moglie e la tipa che è all’ingresso è come se gli
avessi detto vorrei pestare una merda, dice ehhhh il
pincodeeeee ehhh a cosa le serveeee, e io dico devo
inviare l’unico mio e di mia moglie e la tipa prende
un modulo, anzi, cerca a lungo un modulo, se ne va,
si consulta, torna, cerca ancora e alla fine mi dà un
modulo per la richiesta del pincode, e poi mi dice,
eh ma questo è per lei ehhh, per sua moglie ci vuole
una delegaaaa e poi la carta di identità del
deleganteeeee e poi quella del delegatooo, e lo dice
con il tono come dire ma lascia stare ma chi te lo fa
fare prenditi il tuo pincode e non rompere il cazzo e
invece io siccome sono sposato e amo mia moglie gli
dico okkei, allora per mia moglie torno domani, mi
dia comunque un modulo per mia moglie così tanto lo
compilo e la tipa mi guarda malissimo e si riprende
il mio modulo, me lo toglie dalle mani, io mi
spavento anche un po' e poi quella se ne va alla
macchina fotocopiatrice, resta un po’ lì alla
macchina fotocopiatrice a fissare un display e
premere un bottone, non succede niente, lei preme il
bottone un po' di volte e non succede niente finché
alla fine non si sposta a una seconda macchina
fotocopiatrice in cui fa finalmente la copia del mio
modulo e torna e me ne dà due, l’originale e una
copia, io mi chiedo cosa succederà al prossimo che
verrà a chiedere un pincode ora che ho io l’originale
e la copia ma me ne sto zitto, lei se ne va e io mi
siedo a compilare il modulo, e il modulo dice che io
fabrizio venerandi, codice fiscale fbrvnrnd concedo a
fabrizio venerandi codice fiscale fbrzvnrnd di
ritirare in vece mia il mio pincode, e mentre compilo
il modulo mi rendo conto che quello non è il modulo
giusto, che è il modulo per le deleghe, che è irreale
che io deleghi me stesso a ritirare per me un pincode
ma siccome non voglio tornare indietro lo compilo e
mi metto ad aspettare finché non tocca a me, viene
fuori il mio numero e io vado allo sportello e dico
buongiorno e c’è una tipa che mi dice buongiorno e io
dico vorrei il mio pincode e la tipa dice ah no, io i
pincode non so farli, guardi mi scusi io l’ho
chiamata perché non sapevo, ho chiamato il numero, ma
io i pincode non so farli guardi vada dalla mia
collega allo sportello nove che li fa e io vado allo
sportello nove e dico salve dovrei fare un pincode e
la tipa allo sportello che sembra una professoressa
in pausa pranzo dice ma certo ma certo, mi fa sedere
e prende il mio modulo e lo legge, poi lo rilegge e
poi dice eh ma questo è il modulo sbagliato, e io
dico eh l’avevo capito ma è quello che mi hanno dato
e lei dice ce ne era un altro... e da come lo dice
capisco che sta ironizzando sulla sua collega e io
sorrido perché in effetti la prima collega non mi ha
dato l’idea di essere questa gran cima, comunque la
tipa inizia a immettere i dati nel computer e poi
dice il mio nome e il mio indirizzo e io dico sì sì
sono proprio io e poi mi dice, eh ma lei ha chiesto
la disabilitazione l’aprile scorso, e io resto a
fissarla un po’ e poi le dico guardi le assicuro che
l’ultimo dei miei pensieri in aprile era quello di
disabilitare il mio pincode, e lei dice eh è scritto
qua e indica il monitor e io dico guardi secondo me
in quella data c’è stata la disabilitazione
automatica perché era scaduto, se uno non lo usa per
un po’ quello scade e lei dice ah può essere e va
avanti a battere dati e alla fine mi dice eh il
computer mi dice che adesso non può farlo, di
riprovare più tardi, e io dico in che senso adesso
non può farlo e lei dice no non so non mi è mai
successo dice l’operazione non può essere completata,
riprovare più tardi, e io dico ma a me serve il
pincode e lei dice eh certo e ci riprova due o tre
volte e tutte le volte il server dice che adesso non
mi può dare il pincode allora la tipa dice
il giorno dopo ci ritorno in pausa pranzo prendo il mio numero e finisco in uno sportello nuovo dove c'è questa donna un po' in carne che ogni cosa che fa la commenta a voce alta, come se ci fosse un pubblico desideroso di sapere quello che sta facendo passo a passo, adesso apro il cassetto fiscale annuncia, adesso metto il suo codice fiscale, adesso chiedo l'abilitazione e va avanti così in un tripudio sensazionalistico non propriamente emozionante, lei comunque va avanti e poi vedo che si rabbuia e sta zitta e io mi schiarisco la voce e lei sta zitta e dice evvabbé e stampa un foglio e mi dice ecco, questo è il suo pincode e io prendo il foglio e dico grazie e mi alzo, e lei si vede che vorrebbe dirmi qualcosa e infatti poi aggiunge, ecco, se non funzionasse torni qua che lo mettiamo a posto e allora io mi risiedo e dico, cioè, perché non dovrebbe funzionare, e lei dice no no non si preoccupi è solo che... e poi fa un gesto con le mani nell'aria e io non mi alzo e ripeto 'è solo che...' e lei sospira e dice che di solito mi viene fuori un messaggio che... e poi di nuovo sta zitta e fa un gesto senza senso con le mani e io le dico guardi che mi sto spaventando, e lei ride e dice no no non si preoccupi, probabilmente il pincode funziona, quello che le voglio dire, che essendo successa questa cosa strana se non dovesse funzionare torni qua... e poi non è nemmeno una cosa strana, forse è una cosa normale, solo che... e di nuovo fa un gesto con le mani e io annuisco e prendo il foglio del pincode mi alzo, la saluto, esco fuori dall'ufficio tenendo in mano il foglio del pincode e poi lo butto nel primo cestino dei rifiuti che incontro.
il giorno dopo ci ritorno in pausa pranzo prendo il mio numero e finisco in uno sportello nuovo dove c'è questa donna un po' in carne che ogni cosa che fa la commenta a voce alta, come se ci fosse un pubblico desideroso di sapere quello che sta facendo passo a passo, adesso apro il cassetto fiscale annuncia, adesso metto il suo codice fiscale, adesso chiedo l'abilitazione e va avanti così in un tripudio sensazionalistico non propriamente emozionante, lei comunque va avanti e poi vedo che si rabbuia e sta zitta e io mi schiarisco la voce e lei sta zitta e dice evvabbé e stampa un foglio e mi dice ecco, questo è il suo pincode e io prendo il foglio e dico grazie e mi alzo, e lei si vede che vorrebbe dirmi qualcosa e infatti poi aggiunge, ecco, se non funzionasse torni qua che lo mettiamo a posto e allora io mi risiedo e dico, cioè, perché non dovrebbe funzionare, e lei dice no no non si preoccupi è solo che... e poi fa un gesto con le mani nell'aria e io non mi alzo e ripeto 'è solo che...' e lei sospira e dice che di solito mi viene fuori un messaggio che... e poi di nuovo sta zitta e fa un gesto senza senso con le mani e io le dico guardi che mi sto spaventando, e lei ride e dice no no non si preoccupi, probabilmente il pincode funziona, quello che le voglio dire, che essendo successa questa cosa strana se non dovesse funzionare torni qua... e poi non è nemmeno una cosa strana, forse è una cosa normale, solo che... e di nuovo fa un gesto con le mani e io annuisco e prendo il foglio del pincode mi alzo, la saluto, esco fuori dall'ufficio tenendo in mano il foglio del pincode e poi lo butto nel primo cestino dei rifiuti che incontro.
storia d'italia
23/07/07 10:28 |
Permalink
tu ti lamenti koch che lamerotanti non funziona che
il server si è fottuto e che tu dovresti scrivere, ti
lamenti koch invece è una benedizione, una cosa che
dovremmo ringraziare ogni mattina che il server non
funziona e che non possiamo scrivere le cose che
vogliamo perché io non ho voglia di scrivere, non ho
voglia di scrivere niente, non ho niente da dire e
non ho voglia di mettermi lì a mettere in fila
migliaia di parole per cosa poi, eh per cosa siamo al
solito discorso, oggi sono stato in libreria non so
perché ero lì e c’era il reparto narrativa
best-seller e mi sono detto lì non ci entro, c’era
tipo moccia con tre metri sopra al cielo la vera
edizione con 100 pagine in più e c’era anche un libro
di morozzi che parlava di rock o dell’emilia,
qualcosa del genere, e allora ho lasciato il reparto
best seller e dietro c’era il reparto thriller, era
il reparto più grosso, il reparto thriller e io ho
detto che manco lì ci entro, era un locale più scuro
perché tutte le copertine dei libri tendevano al nero
e quindi rabbuiavano anche l’ambiente e sono andato
oltre e c’era il reparto fantascienza e io sono anche
rimasto un po’ stupito che esistesse addirittura un
reparto fantascienza comunque la fantascienza mi
mette tristezza perché ho perso il premio urania e
quindi ho guardato un po' i titoli e poi sono andato
a quello dopo che era il reparto architettura con
tutti i libri di architettura e mi sono detto ecco,
potrei fare qualcosa di architettura, buttare già un
libro di narrativa post-qualcosa che parla di
architettura dei concetti dell’architettura, e poi ho
visto che dopo c’erano i libri della frilli, tu sai
chi sono i frilli, i frilli sono un editore del
genovese che rifà in locale quello che le case
editrici fanno in nazionale quindi abbiamo i frilli
noir che sono dei noir però che si svolgono tutti a
genova, e poi ci sono i chick-lit tipo shopping in
london, solo che invece che essere in london sono
ambientati a genova e poi ci sono anche i libri di
saggistica che parlano del g8 genovese o di
cristoforo colombo, insomma tutta una casa editrice
con tendenze implosive e io sono rimasto lì e mi sono
detto ‘eh’, non riuscivo a dire altro che ‘eh’, e ho
pensato alla letteratura, alla parola semplice, al
neorealismo, ai lessici familiari, al popolo al pop e
a prince, in ultima analisi a prince perché ieri è
uscito il suo nuovo disco che si chiama planet earth
e la copertina è un ologramma che se lo guardi da un
lato vedi il simbolo di prince e la scritta 3121 se
lo guardi dall’altro lato vedi prince con un tutino
che regge il pianeta terra e tu compri il cd e dentro
non ci sono manco i titoli c’è solo una foto di
prince con il tutino che ti guarda con lo sguardo
fico e il cd che ha la forma di un pianeta terra e il
cd è bello cazzo una cosa pop leggera ci sono dentro
anche wendy e lisa e insomma questo cd non è male e
ogni volta che lo sento mi prende tristezza, lo sento
distantissimo anni luce da me, sento questo quasi
cinquantenne che fa un giretto di blues da
diciasettenne e dice cose tipo ‘i love u baby’ con
tutti questi ritornelli pop e io penso che è
distantissimo, che prince fa parte di un processo che
mi vuole un po’ più stupido di quello che mi meriti,
che se ascolto prince che dice ‘i love u baby’ o che
dice ‘don’t be afraid baby, everything is gonna be
allright’, ecco se accetto che tutto questo sia
normale poi tutto finirà per essere anestetizzato, mi
troverò a leggere la fantascienza della frilli
ambientata a genova tipo una pianta carnivora aliena
che scende a genova e ruttando inizia a mandare spore
per il genovese e queste piante poi si trasformano in
donne vegetali come quelle di capitan harlock,
eccetera, ma la cosa che ti volevo dire è che davvero
in questo periodo non voglio scrivere perché voglio
studiare e leggere perché ho capito che studiare è
meglio di leggere ed è meglio di scrivere, perché
studiare è un processo simile allo leggere, solo che
dopo sei più intelligente, relazioni delle cose,
impari cose che ti vengono utili che se invece leggi
soltanto poi te le dimentichi, io ho letto saggi che
poi mi sono completamente dimenticato, mi viene una
tristezza enorme quando prendo questi saggi di
trecento pagine che hanno ancora le mie
sottolineature e io non mi ricordo un cazzo, la
chiave è studiare, tornare sulle cose già lette, non
abbandonarle mai, vedere nuove interpretazioni, altri
modi di vedere le cose e infatti il libro che ho
deciso che inizierò a leggere si chiama ‘la storia di
italia’ e sono circa venti tomi dell’einaudi che sono
usciti rilegati finto fico per qualche giornale e
cecilia li ha presi tutti e io le avevo detto cosa
cazzo li prendi a fare che tanto sono quei tipici
tomi che non legge mai nessuno e infatti erano finiti
in uno scaffale in alto, nel senso che ce li avevo
messi io perché pensavo che nessuno li avrebbe mai
letti e invece ora li ho iniziati a leggere e sono
una figata, voglio leggerli tutti, ho chiesto a
cecilia di poter sottolineare e lei non subito ma
dopo un po' me lo ha concesso e ora li vorrei
iniziare ma c'è questo problema che sto leggendo già
un saggio che si intitola LA POESIA COMICO REALISTA
dalle origini al 500, che è un libro meno peso di
quanto potrebbe sembrare e che mi piace anche
studiare perché si scopre che
il problema con la storia italiana dell'einaudi è che sembrano libri fichissimi indistruttibili e invece per risparmiare questa edizione che esce nelle edicole ha la rilegatura a colla, non c'è il filo e quindi ho il terrore cieco che quando sono a metà tomo e lo apro un po' per leggere e sottolineare meglio si senta il fatidico -stak!- e la storia di italia mi si spezzi in due, vanificando peraltro svariati secoli di sforzo per l'unità della stessa, e quindi lo leggerò con una attenzione sconsiderata trattandola come una specie di ostia delicatissima o come un powerbook alluminium, e questa cosa della rilegatura a colla mi mette anche una certa rabbia, collego la cosa alle tastiere meccaniche e mediaword, ne parlavo qualche giorno fa con galiazzo, te lo ricordi il buon vecchio galiazzo, ecco in realtà non ne parlavo con lui perché non c'era, era una chat di gruppo ma lui stava codando e si era staccato, e c'era rimasto il buon vecchio franco, te lo ricordi franco, il buon vecchio franco e io gli ho detto che i prodotti di mediaworld sono solo la punta dell'iceberg e franco mi ha chiesto punta dell'iceberg in che senso e io dico che tu sei lì, hai davanti migliaia di prodotti e prendi in mano una scatolina e non sai che afferrando quella scatolina stai soltanto toccando la punta dell'iceberg che ramifica invisibile nei sotterranei di mediaworld, fino in america e in taiwan, un motore inarrestabile fatto di soldi e di scambi favorevoli e poteri odorosi, e quando tu alzi la scatolina, l'iceberg si muove enorme, ti segue fino a casa, è un rotore continuo, un enorme mostro sorridente e spietato nella sua generosità low-cost, te lo ritrovi in casa, traborda fuori dalle finestre, fa parte di casa tua è quasi di famiglia ormai, e io questo l'ho capito quando cercavo la tastiera meccanica, entravo in mediaworld, vedevo le migliaia di prodotti pronti per essere presi, tutti messi in ghingheri per essere fottuti e io guardavo questa massa di roba e pensavo 'quello che più desidero non c'è', ecco cosa pensavo koch, 'la felicità non è in questo posto', perché io volevo la tastiera meccanica e lì non la vendevano, e la stessa cosa per i libri einaudi rilegati a colla, mi hanno dato la felicità, ma è una felicità fragile, una felicità di seconda scelta, certo koch ti capisco, abbiamo il low-cost koch, ma a che prezzo?
il problema con la storia italiana dell'einaudi è che sembrano libri fichissimi indistruttibili e invece per risparmiare questa edizione che esce nelle edicole ha la rilegatura a colla, non c'è il filo e quindi ho il terrore cieco che quando sono a metà tomo e lo apro un po' per leggere e sottolineare meglio si senta il fatidico -stak!- e la storia di italia mi si spezzi in due, vanificando peraltro svariati secoli di sforzo per l'unità della stessa, e quindi lo leggerò con una attenzione sconsiderata trattandola come una specie di ostia delicatissima o come un powerbook alluminium, e questa cosa della rilegatura a colla mi mette anche una certa rabbia, collego la cosa alle tastiere meccaniche e mediaword, ne parlavo qualche giorno fa con galiazzo, te lo ricordi il buon vecchio galiazzo, ecco in realtà non ne parlavo con lui perché non c'era, era una chat di gruppo ma lui stava codando e si era staccato, e c'era rimasto il buon vecchio franco, te lo ricordi franco, il buon vecchio franco e io gli ho detto che i prodotti di mediaworld sono solo la punta dell'iceberg e franco mi ha chiesto punta dell'iceberg in che senso e io dico che tu sei lì, hai davanti migliaia di prodotti e prendi in mano una scatolina e non sai che afferrando quella scatolina stai soltanto toccando la punta dell'iceberg che ramifica invisibile nei sotterranei di mediaworld, fino in america e in taiwan, un motore inarrestabile fatto di soldi e di scambi favorevoli e poteri odorosi, e quando tu alzi la scatolina, l'iceberg si muove enorme, ti segue fino a casa, è un rotore continuo, un enorme mostro sorridente e spietato nella sua generosità low-cost, te lo ritrovi in casa, traborda fuori dalle finestre, fa parte di casa tua è quasi di famiglia ormai, e io questo l'ho capito quando cercavo la tastiera meccanica, entravo in mediaworld, vedevo le migliaia di prodotti pronti per essere presi, tutti messi in ghingheri per essere fottuti e io guardavo questa massa di roba e pensavo 'quello che più desidero non c'è', ecco cosa pensavo koch, 'la felicità non è in questo posto', perché io volevo la tastiera meccanica e lì non la vendevano, e la stessa cosa per i libri einaudi rilegati a colla, mi hanno dato la felicità, ma è una felicità fragile, una felicità di seconda scelta, certo koch ti capisco, abbiamo il low-cost koch, ma a che prezzo?
oh sono in viaggio di nozze
20/06/07 18:24 |
Permalink
La cosa interessante
koch è che sono in viaggio di nozze e mi sono portato
in viaggio di nozze la mia tastiera meccanica smk-88
per continuare a scriverti anche mentre sono in
viaggio di nozze, ah cazzo koch ci puoi giurare che
continuo a informarti di ogni cosa anche durante il
viaggio di nozze, non sono mica uno che taglia tutti
i ponti con il mondo solo perché è in viaggio di
nozze, e tu mi chiederai dove cazzo sei andato in
viaggio di nozze e la riposta è beh koch sono un po’ cazzi miei dove
sono andato in viaggio di nozze, cazzo koch sono cose
personali ma quello che ti voglio dire è che mi ha
fatto un gran piacere vederti al mio matrimonio koch,
davvero, pensare che sei partito da bologna per
venire al mio matrimonio beh sono cose che non si
dimenticano anche se essendo il mio matrimonio
l’evento mondano dell’anno capisco che tu l’abbia
fatto anche per bieco interesse perché sapevi che ci
sarebbero stati gli scrittori e gli editori più
importanti della liguria, buona questa, comunque ero
tesissimo koch non so se si è visto avevo tutte le
ansie che si possono avere per il matrimonio che vada
tutto a puttane, che la gente si metta litigare di
brutto, che vengano persone care e che magari perché
si sbagliano ti dicano le cose sbagliate nel momento
sbagliate, che dicano quelle cose mediocri che
rendono tutto mediocre, hai peresente quelle cose che
tolgono la brillantezza alle stelline e le rendono
dei semplici ammassi geometrici a cinque o sei punte,
tu sai di cosa sto parlando koch, comunque la cosa di
cui ti volevo parlare è che sono arrivato a un pezzo
pesissimo di cave story, cioè che il dottore pazzo è
riuscito a prendere i fiori rossi per darli in pasto
ai mimiga o minika o come si chiamano, per
trasformali in rozzi mostri e farli andare sulla
superficie a distruggere il mondo come noi lo
conosciamo e io ho anche dovuto uccidere una mimiga
che era stata trasformata in mostro e mi è
dispiaciuto koch perché era una brava ragazza,
comunque il problema è che mi hanno rinchiuso in un
labirinto, ci s risiamo koch la vecchia storia dei
labirinti e l’unico modo di uscire da questo fottuto
labirinto è distruggere una specie di enorme robo
scavatore che si muove su circa otto ruote rullanti e
tra ieri e oggi sono stato circa quattro ore a
cercare di distruggere quel fottuto robo scavatore e
alla fine ho rinunciato infatti sono qua koch, perché
non ce la facevo più, ero nervosissimo, mi incazzavo
ogni volta che quel fottuto robo mi ammazzava e
questo è un po’ il problema dei mostri di fine
livello è che te la meni, non c’è più ragionamento, è
tutto un lavoro meccanico di muscoli e quindi ho
detto ma vaffanculo torno a scrivere a koch che
magari è ancora a genova e magari è a bologna, ma
cecilia
partigiani del sentito dire
04/06/07 18:48 |
Permalink
la verità mazzetti è che
mi ero dimenticato di dirti il succo del discorso e
il succo del discorso è che questa scrittura continua
non esiste, è facile scrivere se non hai niente da
dire è facile scrivere se scrivi come respiri, ma
quanto dura un tuo respiro ? eh ? a chi gliene frega
di un tuo respiro specie se a lungo termine, a questo
non avevi pensato, ad eccezione dei polmoni e del
sangue che gliene frega diciamo così per interesse,
perché hanno bisogno di fare la loro benedetta
ossigenazione, a tutti gli altri non importa tanto
del tuo respiro, della scrittura che entra e che esce
dagli occhi e dalle dita in questo caso dalle dita,
la cosa un po’ beffarda è che la scrittura respira
con questi pezzi del corpo che sembrerebbero così
inadatti a portare quelle cose piegate che stanno
dentro, tu sai di cosa sto parlando, quelle cose così
deliziose e piegate a ‘elle’ a ‘qu’ dentro la nostra
anima, dove per anima intendo qualcosa di
inspiegabilmente carnoso e puzzolente, qualcosa di
masticabile e sanguinante, quante volte volevo dire
queste cose e tu non mi stavi a sentire mazzetti,
c’era un casino memorabile, lo hai anche detto tu,
parlavi di questo casino memorabile e forse lo era,
era roma ma era anche firenze e era anche genova e
bologna erano tutte queste città attaccate assieme
come una metropoli inesistente e incollata assieme
dai figli che parlano e che chiedono cose talmente
semplici che verrebbe da non rispondere da dire,
figli miei queste cose sono prive di qualsiasi
importanza noi lo sappiamo che lo state chiedendo per
sentito dire, lo chiedete per far fare esercizio ai
vostri muscoli facciali, per contrarre la gola e poi
lasciarla andare, una semplice ginnastica, questo
potremmo dire ai nostri figli e non voglio escludere
che in qualche modo non l’abbiamo fatto, non
escluderei che presi dall’entusiasmo lo abbiamo
davvero detto ai nostri figli, abbiamo fatto tante di
quelle cose, perché dovremmo stupirci di aver detto
le cose che andavano dette, scritto e non riletto
mazzetti, ecco cosa volevo dire, scritto e non
riletto, ma quanta soddisfazione ci viene da questo
grande brodo primordiale degli atleti e le atletesse
della parola? oh non molto mazzetti, tutti sono bravi
a farsi venire l’erezione ma questo significa mica
che siamo tutti grandi scopatori mazzetti, perché
allora dobbiamo avere una felice versatilità di
parola dobbiamo essere felici anche noi, oppure al
contrario inconsolabilmente tristi, partigiani del
sentito dire, ecco la rete globale, la rivolta dei
partigiani del sentito dire o del sentito fare,
comunque baciare eccetera, scritto e non riletto ecco
il segreto mazzetti, scritto e non riletto, questa
nostra parola è un lungo verbale a perdere di uno
stato di periferia del tutto patologico, mi è
arrivata l’acqua alla gola, mi è arrivata la testa
nella tagliola (e mi è arrivata anche -yes man- la
tastiera nuova)
oh sì scrivere
31/05/07 21:47 |
Permalink
beh certo mazzetti tu
dici scrivere in ogni posto fare lo scrittore
prendersi tempo per la scrittura, tipo adesso sono in
coda al fisco e non ho la benché minima ispirazione
per scrivere qualsiasi cosa faccio un sacco di errori
sono nervoso mi hanno rubato la bici la mia tastiera
è alla dogana e sono nervoso non so nemmeno perché
forse perché ho bisogno di stare tranquillo, non c’è
niente di male a stare tranquilli e non c’è niente di
male a scrivere mazzetti, il problema è che questa
scrittura, questa fantastica scrittura blog non
esiste, non esiste mazzetti, io mi sono rotto i
coglioni a scrivere cose che non esistono, non so tu,
ma io a scrivere cose che non esistono mi sono rotto,
vorrei addormentarmi per un tempo
lunghissimo, cercare il punto in cui la terra
sprofonda in quell’ammasso morbido che arriva fino al
centro della terra, tu sai di cosa sto parlando, e
poi andare sotto per spazi infiniti a cercare le cose
che davvero servono nella vita come ad esempio le
molle, sai che non esistono le molle mazzetti, cioè
non esistono negozi che vendano molle, oggi sono
stato in un negozio specializzato di elettronica di
consumo che si chiama echo e c’è da quando ero
ragazzino echo, e gli ho chiesto una molla e lui, il
tipo di echo che è sempre lo stesso da quando sono
entrato per la prima volta in echo, mi ha detto, no,
ha anche scosso il capo, quel negozio è sempre vuoto,
forse è rimasto deluso dal fatto che non avrebbe
venduto niente a questo stronzo che cercava delle
molle e io gli ho chiesto, sa mica chi è che può
tenere delle cose del genere, e mentre lo dicevo devi
immaginarmi che tengo in mano un pezzo di molla da me
ricavato mediante abbattimento di una penna, e lui
ride un po’ beffardo e dice, eh non ci sono negozi
che vendono molle e ridacchia ancora un po’ come se
la cosa lo divertisse davvero, e quindi sono uscito
da echo con la molla in mano e sono rimasto a
fissarla mentre pensavo con una certa serietà di
andare a comperare 86 penne per poter poi avere 86
molle da tagliare e posizionare sotto gli 86 tasti
della tastiera bluetooth apple per vedere se la
diversa elasticità della molla avesse un benefico
impatto sulle mie dita, non è vero sto mentendo, lo
facevo perché moriremo mazzetti, non dico noi due in
particolare, in generale moriremo tutti e quindi se
devo pensare che sia meglio morire dopo aver messo
ottantasei molle sotto ottantasei tasti di una
tastiera per il gusto di farlo e poi scriverlo,
magari scriverci una cosa lunga sopra di uno che
ragiona di mettere ottantasei molle sotto ottantasei
tasti, oppure sia meglio morire dicendo una volta mi
era venuta voglia di mettere ottantasei molle sotto
ottantasei tasti per il gusto di farlo e poi non l’ho
mai fatto pensando che era una cazzata e che non
avevo tempo per le cazzate e invece ora sto morendo e
quindi non saprò mai come sarebbe stato mettere
ottantasei molle sotto ottantasei tasti e forse
quella cazzata non avrebbe allungata la mia vita
anche solo di un secondo, forse no, ma ora non sarei
qua a rammaricarmi di aver perso quell’occasione che
-come spesso capita- non si è mai più ripresentata
nel corso della mia vita, ho perso la constructio
mazzetti, non mi ricordo più come iniziava il
periodo, comunque a senso si capisce, tornando a noi,
don orione che è in un certo senso il mio datore di
lavoro, scriveva un sacco di lettere, tantissime, un
carteggio pazzesco per risolvere casini, per farsi
sentire dai gruppi che aveva per il mondo per
raccontare, e quindi scriveva dappertutto, in ogni
momento ed era forte che alla fine delle sue lettere,
non tutte, alla fine di alcune lettere c’era scritto:
“scritto e non riletto” e poi la data, che voleva
dire che don orione scriveva queste lettere e poi
manco le rileggeva, erano piene di errori ma lui
stava già scrivendo quella dopo, “scritto e non
riletto” pensa che roba blog che facevano all’inizio
del secolo scorso, pensa che roba una cosa tipo koch,
scrittura continua solo che don orione lo hanno fatto
santo, koch finirà all’inferno, ho detto inferno?
volevo dire feltr
lost e smk-88
29/05/07 21:24 |
Permalink
il problema della mia
tastiera koch è che è partita da los angeles il 25
alle 18.59 e che da allora si è perso il tracking e
ormai è il 29 e non c’è nessuna traccia della mia
tastiera e quindi ho pensato che molto molto
probabilmente l’aereo che portava la mia tastiera
dagli usa a genova è precipitato nel mezzo del mare
andando a schiantarsi sull’isola di lost e tu
immaginati che casino, tutti i personaggi di lost che
arrivano, la carlinga in fiamme loro che urlano, si
danno degli ordini a vicenda che nessuno segue,
cercano di salvare qualcosa e alla fine di tutto
rimane solo un pacchetto bruciacchiato e loro lo
aprono e trovano dentro la smk-88 e loro dicono “una
fottuta tastiera” e non capiscono poi si ricordano
che il loro computer con cui inserivano i numerini si
è fottuto allora prendono la tastiera caduta dal
cielo e la portano fino sotto dove c’è il computer
mezzo bruciato e ci attaccano la tastiera e il
computer rinasce e loro possono reinserire i numerini
e la serie può andare avanti e toccare la quarta
stagione e mentre io sarò lì che guardo la terza
stagione vedrò la mia tastiera smk-88 e dirò cazzo
ecco dove era finita, cecilia e chiamerò ceiclia e le
dirò guarda cecilia la mia fottuta tastiera ecco
perché non arrivava, non si era persa alla fottuta
dogana di milano, se la sono presa quelli di lost, me
l’hanno fregata e cecilia guarderà senza capire e poi
dirà in effetti sembra proprio la tua tastiera e io
dirò cazzo puoi dirlo forte che è la mia tastiera e
quei quattro stronzi dell’isola di lost me l’hanno
fottuta e cecilia si gratterà la testa e dirà beh
però serve più a loro che a te, loro in fondo stanno
salvando il mondo e io mi metterò ad applaudire e
dirò brava, ma brava, dai sempre ragione a quei
quattro stronzi e ai loro menosissimi flashback, eh
vuoi sentire i miei di flashback eh, quelli mi hanno
fottuto la tastiera questo è un dato di fatto, adesso
chiamo la serie e gli dico che immediatamente mi
venga restituita la tastiera e cecilia alza le spalle
e dice che se voglio chiede a suo genero che è
avvocato e io le rispondo che ci può giurare che
voglio, che questa volta ci facciamo i soldi, che
facciamo una causa miliardaria e diventiamo ricchi
così possiamo estinguere il mutuo sulla casa, magari
non tutto ma un pezzo, il pezzo migliore
direi.
cave story e l'intestino
17/05/07 20:10 |
Permalink
il problema koch è che
io non so chi sono e non sto parlando della mia vita,
discorsi tipo esistenziale, il mio futuro eccetera,
io proprio non so chi sono nel gioco di cave story,
il gioco inizia che c’è un uomo dai capelli verdi che
sta scrivendo a un terminale e cerca sue, sta
cercando sue e le racconta che è in questa stanza con
solo un terminale e che la sta cercando e può solo
scrivere a questo terminale e nessuno gli risponde,
sue non c’è e tu questo tipo lo vedi di spalle, non
vedi neppure che faccia ha, leggi solo quello che
scrive e subito dopo ci sei tu, cioè io, in questa
caverna piena di pipistrelli e strani mostri a forma
tondica, e io all’inizio pensavo di essere sue, cioè che la mia
missione fosse di riunirmi a quel tipo che stavo
cercando e allora giocavo tranquillo e poi trovavo
una pistola spaziale e iniziavo a fare una
carneficina e poi cambia tutto, la scena si apre in
un villaggio di coniglietti antropomorfi, non sono
proprio coniglietti koch, sono cose tipo coniglietti,
roba nippo koch, e tra due coniglietti c’è una storia
pesa perché king, che è il coniglietto capo, vuole
una chiave che ha un coniglietto tenero tenero che si
chiama totoko, o tonoro una cosa di questo tipo, roba
nippo, e tonoko o totono o come si chiama non vuole
dargliela questa chiave che permetterebbe a king di
andare nella casa dove c’è sue, perché king non ama
sue, dice che non è come loro, sue è diversa, e in
quel momento io, cioè tu, cadi dal cielo e finisci
nel mezzo di questi due che fuggono perché credono
che tu sia uno mandato dal ‘dottore’, hanno tutti
questa para del ‘dottore’ che ogni tanto viene e se
ne prende uno e lo ammazza, e koch io ti sto
scrivendo tutte queste cose perché cecilia ha
lasciato le luci della macchina accese e se ne è
andata e quindi sono bloccato con l’auto con la
batteria scarica di fronte al d’oria, non posso fare
un cazzo, simone sta sfogliando dei cd probabilmente
li sta distruggendo, tanto sono copie e io non posso
fare nulla, non posso neppure collegarmi a internet e
vedere se quelli di devonthink mi hanno risposto, o
se qualcuno ha commentato da qualche parte le cose
che ho scritto, sono fuori dalla rete globale koch, e
sono troppo solo per stare nella rete locale, dove
per locale intendo il mio stomaco koch, il pancreas,
sai cosa mi ha detto ieri gregorio, eh mi ha detto
che sta aspettando il turno per l’operazione e io gli
ho detto che operazione vetz, e lui mi ha detto che
in pratica gli aprono la pancia e gli tolgono un
pezzo di intestino o stomaco non ricordo, una parte
del corpo lunga che serve a prendere vitamine e
energie dagli zuccheri composti e loro gliela
tagliano e in pratica gli collegano la bocca più
vicina al culo, in modo che quello che mangia, la
roba unta e piena di grassi e di zuccheri del cazzo
che gregorio si mangia, questa roba non venga
assimilata e finisca veloce nella parte di corpo
destinata a creare merda, e io l’ho guardato e gli ho
detto ma grega che cazzo stai facendo e lui ha detto,
ma scherzi, dopo potrò mangiare quello che cazzo
voglio che non ingrasso, e io gli dico sì ma cazzo il
corpo non ti assimila più un cazzo e infatti lui si è
fatto serio e ha detto eh lo so devo stare attento
perché poi rischio di avere danni anche gravi al
fisico e io gli ho detto e ci credo cazzo ti fai
tagliare via un pezzo di pancia e lui ha riposto, oh,
ma guarda che io mica lo faccio per la linea, e io ho
detto eh, e lui mi ha detto, eh io lo faccio per il
diabete, e io ho detto ma grega ne vale la pena e lui
ha alzato le spalle e non ha detto niente e io ho
pensato vabbé sono un po’ cazzi suoi, però in quel
momento mi è sembrato anche un po’ più
simpatico
oh koch, lasciamo perdere zacchegno e buttiamoci su
sue
16/05/07 06:50 |
Permalink
allora koch quello che
pensavo era sì certo ci sono più scrittori che
lettori certo certo ma intanto la coda all’ingresso
della fiera del libro c’era dalla parte dell’ingresso
dei lettori mica da quello degli scrittori che erano
quattro gatti, e la gente che girava era tutta da
quei dieci editori grossi a comprare i soliti libri
cercando di farsi fare lo sconto, cioè fuori da
internet il mondo gira ancora nello stesso modo, e se
vai nei forum nei newsgroup di amanti dei libri, oh
mica parlano dei libri della zacchegno editore
parlano dei grandi capolavori dei grandi come busi
come ammanniti come brizzi, parlano di einaudi di
mondadori di feltrinelli e allora mi chiedo, ma il
novanta per cento dei piccoli editori che era lì
dentro alla fiera del libro, a chi li vende quei
libri, quanto è
grosso il mercato di quelli che sfuggono da mondadori
e vanno a prendersi un noir sconosciuto della
zacchegno editore che in libreria ci arriva solo su
richiesta e lo mettono per dritto tra i noir
mondadori e grandi classici feltrinelli? esiste sta
gente, da dove viene, ne vale la pena di scrivere di
fare le maratone dai piccoli editori per essere
pubblicato per zacchegno editore koch? tu mi dirai eh
no ma scherzi venerandi non vale per un cazzo di
tempo è che non possiamo fare altro, ma la verità -mi
diresti- è che dobbiamo mollare tutta questa merda e
essere felici come galiazzo che fa programmi java,
ecco la via, ecco cosa mi diresti, mi diresti anche
che il sale della vita non è scrivere bensì giocare a
cave story, videogioco giapponese scritto da pixel
circa cinque anni fa e da poco tradotto in inglese
dove c’è tutto questo mistero che bisogna cercare
sue, tutti parlano di questa sue che nel gioco non
c’è, è un gioco peso con tutti sti animaletti
nipponici e il chitarrista dei radiohead ha detto nel
suo blog che cave story è un ‘piece of art’ o
qualcosa del genere, e il gioco io l’ho scaricato e
sono lì koch, sai quando ti accorgi che sei ancora in
tempo per smettere, sono sulla parte esterna del
baratro, mi basterebbe un solo passo per avere la
droga per pensare solo a sue, per avere la droga di
sue e passare le nottate a cercare i punti di
salvataggio e le armi e parlare con questi animaletti
che hanno un sacco di cose da dirmi in inglese su sue
e poi magari quando l’ho finito contatto il
programmatore e gli dico eh senti pixel e se te lo
traduco in italiano, sai io sono un grande scrittore
della zacchegno e volevo tradurre... come non conosci
zacchegno editore? eh si vede che da voi in giappone
siete indietro, qua zacchegno tira come una bestia...
come? voi leggete solo ammaniti, busi e nori, ah no
certo, oh gente fortissima ci mancherebbe, ma
zacchegno ha altre frecce nel suo arco tipo hai mai
letto ‘le foglie del destino’ di chiara belluso? eh
oppure il noir ‘bagliore nel buio’ di filippo
bentivoglio, ambientato nella marsiglia della piccola
malavita locale dove tu impersoni un investigatore
che si è separato da tempo dalla moglie che è alla
ricerca di una donna scomparsa che si chiama sue, e
questa sue è un po’ come il terzo uomo di welles,
eccetera, gli direi così koch, ma sento che sei
distratto stai dormendo dopo il tuo lavoro a
feltrinelli, non hai mandato i pezzi a mucchio
selvaggio lo sapevo, tu dormi e io devo fare il latte
per le iene, ecco la storia io scrivo mentre bevo il
latte di soia e il muesli e poi vado a fare
l’impiegato e tu dormi e poi vai da feltrinelli, ma
c’è zacchegno, koch non ti preoccupare c’è zacchegno
e se zacchegno non c’è, possiamo sempre buttarci su
cave story, possiamo andare avanti mesi, forse anni,
a cercare sue in mezzo a animaletti nipponici.
sempre che esista questa sue
sempre che esista questa sue
lettera a koch da sodoma (3 di 3)
08/05/07 06:04 |
Permalink
e il terzo problema, ti avevo detto koch che i
problemi sono tre, il terzo problema è che anche se
decidessi di fare il bodisattva, mi mettessi al
servizio dell’umanità, anche se destinassi la mia
vita a rendere gli altri felici, anche se
raggiungessi l’illuminazione totale e capissi che la
mia vita è una merda se penso solo a me stesso a
scopare o a fare in modo che la gente parli di me,
anche se capissi tutte queste cose e decidessi
finalmente di comprare una di quelle vaschette con la
sabbia e il rastrellino per essere zen anche nella
mia vita quotidiana, ecco, anche in questo caso avrei
dei problemi perché è difficile essere zen se hai dei
figli perché tu ti alzi con la migliore atmosfera zen
del mondo ti avvicini alla vaschetta con la sabbia e
il rastrello e lì trovi che metà della sabbia zen è
stata sparsa per il tappetino zen e più oltre per
terra infilandosi sotto ai mobili, tra le pagine dei
libri e che nella sabbia zen sono affondate alcune
automobiline senza ruote e pezzi di polvere annegano
impuri tra i denti spezzati di quel che resta del
rastrello zen, e questo è solo un semplice esempio
koch, il fatto è che ogni cosa è zen se sei solo o
con una persona zen, ma ogni altra cosa fatta con due
figli under cinque perde di ogni zennità, anche
andare a mangiare una pizza diventa un qualcosa che
rassomiglia molto molto a certe descrizioni
dell’inferno fatte da swedemborg a strindberg in
alcuni bettole berlinesi, e non posso neppure
rimuovere il problema perché io queste due
canagliette adesso le amo, sono innamorato delle due
canagliette e una delle due oggi, sopra un ponte di
sodoma, ha poggiato il capo sulla mia spalla con una
tenerezza e un abbandono fantastico e io gli stavo
per carezzare amorevolmente i capelli pidocchiosi
quando quello mi ha tirato un morso profondissimo e
lunghissimo in una zona sensibilissima dell’ascella e
io gli urlavo basta simone sto soffrendo mi fai male
simone basta cazzo simone mi fai malissimo e lui più
urlavo più stringeva i denti e poi alla fine mi ha
mollato stupito delle mie urla e poi cecilia mi ha
spiegato che è un gesto di affetto e io ho un livido
scurissimo di affetto poco poco zen di circa due
centimetri quadri, oppure poco fa nella stazione di
sodoma il grande è sparito e io e cecilia correvamo
binario per binario come due lare croft velocissime e
tese e poi sono entrato nel centro gran ristoro di
sodoma e il grande era lì circondato da addetti delle
ferrovie dello stato e niccolò li ammaestrava sulle
cose invisibili della rotabilità ferroviaria e quando
lo abbiamo preso con rabbia profondissima lui ci ha
guardato sereno e sbalordito, come se ci volesse
dire, perché siete preoccupati, non sapete che questa
è la mia casa? e anche gli omini delle ferrovie dello
stato ci hanno detto non vi preoccupate perché lui è
il bambino sapiente e ha saputo come ben comportarsi
quando lo avete perduto, così niente, tutto questo
per dire che anche fare lo zen è una cosa del cazzo
una illusione come la musica ambient, una cosa che
funziona finché hai il lusso di poterti fare i cazzi
tuoi, ma poi appena smetti c’è la gente, i figli, i
casini, le relazioni sociali, i soldi sprecati in
merda, tutte queste cose che ti ricordano che la vita
normale non ha niente a che fare con lo zen lo zen
come noi lo conosciamo è una parentesi come andare a
sodoma e pensare che sodoma è il più bel posto del
mondo e che tutto il mondo è come sodoma.
lettera a koch da sodoma (2 di 3)
06/05/07 23:12 |
Permalink
oppure koch farei un sacco di sport, se non penso a
scrivere e al mio ego magari penso al mio corpo,
torno da cangelosi a fare kung fu, sai che me lo
sogno ancora adesso, mi sogno certe notti che torno
nella palestra di cangelosi a fare kung fu dopo anni
che non ci vado più e mi sento una merda mi sento in
colpa perché in fondo la palestra di cangelosi ti
faceva sempre sentire un po’ in colpa, era una delle
cose che non sopportavo del kung fu, un’altra era che
quelli che fanno kung fu erano davvero convinti del
kung fu e ci credevano completamente e compravano
riviste tipo BUDA INTERNATIONAL dove sopra c’erano
foto di persone vestite da tigri antropomorfe che,
niente, non avevano niente a che vedere con me, con i
motivi per cui facevo kung fu, e quindi mi piaceva
fare kung fu, mi piacevano un sacco di cose del kung
fu, ma non mi piacevano i motivi per cui tutti gli
altri facevano kung fu e non mi piaceva che mi
sentissi sempre in colpa, come se stessi sbagliando,
doveva essere un qualche tipo di tecnica orientale
koch, però se non scrivessi magari potrei tornare a
farlo così anche se non sarei più felice sarei
comunque più tonico, mi tapperei il naso come
montanelli e farei le mie forme, fare le forme era la
cosa più bella koch, ti mettevi lì concentrato e
facevi una serie di gesti consecutivi in maniera
pesissima e quella era la forma, la forma era la
ficata koch, sto scrivendo nel letto da sodoma e ho
mal di schiena, domani torno a genova koch e mi
aspettano due mesi di inferno koch, lo ha anche detto
cecilia “fino al cinque agosto sarà un problema
dietro all’altro” e io ci credo koch, ma so che andrò
avanti perché anche se andasse tutto a puttane, anche
se mi levassero ogni cosa che ho, anche se mi
trovassi a urlare da solo al porto antico tra gli
immigrati che si bruciano la bocca, beh io resterei
comunque con la scrittura, anche da nudo con uno che
mi brucia i peli con il tappo arroventato, comunque
nel mio corpo nudo ci sarebbe la scrittura, suderei
la scrittura anche se non scrivessi un cazzo, perché
la scrittura è un fottuto problema, koch.
lettera a koch da sodoma (1 di 3)
06/05/07 11:09 |
Permalink
tu ti fai dei grossi problemi koch, ma ogni tanto
penso come sarebbe la mia vita se non scrivessi se
decidessi di non scrivere e non provassi neppure cose
tipo rancore o malinconia o cose del genere, se
decidessi di farla finita e basta ecco penso che
avrei molto tempo per applicarmi a cose della vita di
tutti i giorni, curerei la casa rimetterei a posto le
fasce, taglierei i rovi sarei sempre a fare qualcosa,
sarei una persona molto attiva, non perderei tempo a
leggere dei fottuti libri di narrativa o se li
leggessi sarebbero di persone che non rischierei di
poter conoscere, scrittori morti, leggerei manuali
zen, libri di giardinaggio, libri semplici di
programmazione tipo per le macro del pacchetto
openoffice che -notizia di oggi- pare proprio che il
team SUN sia entrato ufficialmente a lavorare al
porting del pacchetto openoffice per macintosh e
questa cosa mi riempie di eccitazione perché
openoffice è il male, ma uno di quei mali di cui ho
bisogno, io sono openoffice dipendente e solo il
fatto che openoffice per mac sia una chiavica fa sì
che io non sia caduto nel baratro di openoffice e non
tutti hanno questa fortuna, c’è gente che è uscita di
testa per openoffice e io invece sto cercando di
smettere perché openoffice non è molto zen, mentre le
applicazioni mac che uso sono molto zen e quindi se
torno a openoffice in realtà mi faccio del male, è
come tornare a fumare koch, ma d’altronde quante vite
abbiamo koch, ne abbiamo solo una, e io tipo se non
scrivessi potrei smettere di usare i pacchetti
software zen e comprarmi quella vaschette di sabbia
con il rastrello, non so se le hai mai viste, sono
delle vaschette di sabbia con un piccolo rastrello e
tu quando sei teso, stai male, stai soffrendo per
cose che non sai neppure quali siano, allora tu
prendi il rastrello e ti metti lì e gratti la sabbia
e questo dovrebbe farti stare meglio, dovrebbe farti
entrare in una dimensione più zen e io mi sento
abbastanza zen tipo ascolto le radio ambient via
internet con itunes, e sento questa roba elettronica,
musica rarefatta, e la sento e mi sento astrarre,
davvero, è musica che mi fa stare bene, mi fa venire
pensieri senza senso, penso a radiazioni o a cose che
non sono stato e il problema, caro koch, il fottuto
problema è che quando spengo la radio, e prima o poi
devo spegnerla, mi sento ricatapultato nel mondo
reale e quindi mi incazzo perché penso che quella
radio zen è stato solo un fottuto inganno, mentre io
pensavo a quel periodo passato sulla base aeronautica
di nettuno invece la mia vita di merda andava sempre
più di merda i miei problemi erano tutti lì che
stagnavano e muffavano, però se non scrivessi sarei
più pratico e penserei alle cose della mia vita ai
miei problemi, starei a sentire quelli che mi stanno
attorno e magari mi sacrificherei completamente per
renderli felici, è così difficile vedere persone
felici che essere uno che spende la sua vita per
rendere felice quella degli altri, credo che sia
l’unica cosa decente che possa fare una persona tutto
il resto è niente koch, sono cose che non esistono,
magari non resta niente di quello che ha reso felici
gli altri, oggi ero a sodoma in un parco e c’era
questo busto di un vecchio, un busto in bronzo, di
questo vecchio che pensava e io guardo il nome ed era
uno che non avevo mai sentito prima e ho pensato,
guarda te, tutta la vita a inseguire il proprio ego e
dopo un secolo sei un busto arruginito che non si sa
manco chi cazzo sei, bella fine di merda, magari
c’era uno che ha speso la vita a renderti felice e
quello resta senza busto, beato.