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<title>venerandi rss</title><link>http://www.venerandi.com/index.html</link><description>tutto il niente minuto per minuto</description><dc:language>it-it</dc:language><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:rights>Copyright 2007 progettop2</dc:rights><dc:date>2008-05-09T10:52:39+02:00</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.realmacsoftware.com/" />
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<lastBuildDate>Fri, 09 May 2008 11:18:41 +0200</lastBuildDate><item><title>venerandi in Mp3</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>voci</category><dc:date>2008-05-09T10:52:39+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/a07eb1c0dc4e30f4e5047010923ac5b6-132.html#unique-entry-id-132</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/a07eb1c0dc4e30f4e5047010923ac5b6-132.html#unique-entry-id-132</guid><content:encoded><![CDATA[Aggiunta una nuova sezione '<a href="page83/page83.html" rel="self" title="venerandi in mp3">venerandi in mp3</a>' con tanti simpatici MP3 che potete scaricare ed ascoltare. Raccoglie sia gli mp3 gi&agrave; presenti nella sezione 'lo-fi', sia una nuova raccolta degli mp3 fatti negli ultimi due anni. Buon download.]]></content:encoded></item><item><title>gta iv vs sanguineti</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2008-05-07T23:55:04+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/0d41f1049bc7229e8dfcac8b65b90f37-131.html#unique-entry-id-131</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/0d41f1049bc7229e8dfcac8b65b90f37-131.html#unique-entry-id-131</guid><content:encoded><![CDATA[GTA IV supera in una settimana sei milioni di copie vendute, sanguineti credo che viaggi sulle mille copie di tiratura, occhio e croce. Niente contro GTA IV, non ci ho mai giocato, ma questo enorme parco giochi mi spaventa, il fatto che sei milioni di persone stiano giocando tutte allo stesso gioco, che si stiano appagando con questo prodotto di intrattenimento, ecco mi porta a chiedere: non ci vorrei essere anche io? Oppure: non voglio stare dalla parte opposta? Oppure: quanto durer&agrave;, se fosse un amore, questo amore?<br />Ecco, qualche tempo fa mi chiedevo che senso ha scrivere, che senso ha leggere balestrini in classe e vedere gli alunni che fanno gli areoplanini con le fotocopie dei testi: non sarebbe meglio per tutti portare GTA IV sulla play e darci dentro per due ore?<br />Si formerebbero persone pi&ugrave; adatte. Andremmo veloci verso i sette. Ogni areoplano dovrei gridare di dolore o dire chiaramente che sono stato colpito e che -bonus compreso- sono centomila punti score.]]></content:encoded></item><item><title>thinkfree office</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>computerabilia</category><dc:date>2008-05-07T10:15:14+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/00bea73565507ebaa54c86243e8f2afa-130.html#unique-entry-id-130</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/00bea73565507ebaa54c86243e8f2afa-130.html#unique-entry-id-130</guid><content:encoded><![CDATA[Non ne ho letto molto in giro, ma l'ultima trasformazione del pacchetto thinkfree office ha visto la luce qualche settimana fa. Si tratta di un software alternativo a quello microsoft e a quello di openoffice e derivati. E' basato su java e l'ultima sua release si pone l'obiettivo di essere un punto di contatto tra i pacchetti residenti su computer e quelli che stanno su internet. L'idea &egrave; che l'utente si scarica gratuitamente (o quasi visto che ci sono delle reclame sulla destra della pagina di lavoro) il pacchetto che ha un word processor, uno spreadsheet e un programma di presentazioni, e poi i documenti da lui creati vengono sincronizzati con uno spazio gratuito presente sul sito della thinkfree, in modo che possano essere lavorati anche da terzi e soprattutto anche on line, senza bisogno di nessun pacchetto preinstallato. Il tutto sia per macintosh che per windows. <br />Ho provato tutto l'ambaradan e devo dire che alcune cose funzionano (il pacchetto java, pur non velocissimo, sembra offrire dei buoni strumenti di lavoro), alcune cose sono fatte male (l'interfaccia per salvataggio file, non standard, punta in un posto sbagliato dove non &egrave; possibile salvare i file, e i file cliccati da dentro thinkfree vengono aperti dalle applicazioni standard di osx e non da thinkfree), alcune non vanno proprio (non sono mai riuscito ad accedere ai miei file da un comune browser). In un mondo dove tutti usano word, magari crakkato, ogni software che offra qualcosa di alternativo, intelligente e legale &egrave; da tenere in considerazione, anche  se qui nessuno mi schioda da mellel e devonthink. ]]></content:encoded></item><item><title>pezzi in cui si vede quanto bene scrive certa gente anche in raccordi secondari</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2008-05-05T06:33:21+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/a51d393ec12472d8bed07ce5b4d8b281-129.html#unique-entry-id-129</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/a51d393ec12472d8bed07ce5b4d8b281-129.html#unique-entry-id-129</guid><content:encoded><![CDATA[Si ferm&ograve; alla postazione delle infermiere. Una di loro era sedu- <br />ta dietro al bancone e si spazzolava i capelli, sbadigliando. <br />"C'era un ragazzo nero in sala operatoria stanotte" , disse Ann. <br />"Si chiamava Franklin. La famiglia era di l&agrave; in sala d'attesa. Vor- <br />rei qualche informazione sulle sue condizioni". <br />Un'altra infermiera, seduta a una scrivania dietro al bancone, <br />alz&ograve; lo sguardo da una tabella che stava consultando. Il telefono <br />ronz&ograve; e lei rispose, ma tenne gli occhi fissi su Ann. <br />"Non ce l'ha fatta", disse l'infermiera al bancone. Tenne alza- <br />ta la spazzola e guard&ograve; fissa Ann. "Lei &egrave; un'amica di famiglia?" ]]></content:encoded></item><item><title>finito</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-05-03T14:38:40+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/1dfc58bdf104d60c087d19e9df0cea9d-128.html#unique-entry-id-128</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/1dfc58bdf104d60c087d19e9df0cea9d-128.html#unique-entry-id-128</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="DSCI0186" src="http://www.venerandi.com/files//page0_blog_entry128_1.jpg"width="225" height="300"/>]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-04-30T09:55:50+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/45be85aa7316b49da5f3edbe524e396f-127.html#unique-entry-id-127</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/45be85aa7316b49da5f3edbe524e396f-127.html#unique-entry-id-127</guid><content:encoded><![CDATA[Dopo una serata passata a rimettere in sesto e riaccordare la ferrarotti ferma da un decennio buono, posso affermare che la mia scelta di non abbracciare la carriera concertistica &egrave; stata a dir poco lungimirante. Dopo un ora che tentavo di approcciare 'il panorama di betlemme' ho sentito che bussavano alla porta e sono andato ad aprire temendo che fosse il vicino di sopra che si lamentava per il rumore. Invece, apro la porta,  c'&egrave; de gregori che non dice niente ha in mano una testa di agnello, me la porge e in cambio si prende la ferrarotti; poi esce da casa mia mentre la luna passa veloce davanti ai rami degli alberi mostrando e non mostrando francesco  ingobbito scendere verso il cimitero. ]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2008-04-29T06:27:29+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/a67939a9887a51e1a380d291fb913c3a-126.html#unique-entry-id-126</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/a67939a9887a51e1a380d291fb913c3a-126.html#unique-entry-id-126</guid><content:encoded><![CDATA[a roma oggi &egrave; il XXIX, pi&ugrave; sicurezza, saluti tesi.]]></content:encoded></item><item><title>se dopo tredici anni ti canto ancora cose</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>poesie per cecilia (aka feritoie)</category><dc:date>2008-04-26T20:52:45+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/47b8f042129be35ac17bf8e74482c041-125.html#unique-entry-id-125</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/47b8f042129be35ac17bf8e74482c041-125.html#unique-entry-id-125</guid><content:encoded><![CDATA[se dopo tredici anni ti canto ancora cose   <br />d'amore non vuole mica dire ke tvtb)<br />ma che mi sono incantato incanta<br />trice cobrata che con la tua saliva<br />mi hai dentato il collo, avvelenata<br />-trice) di ogni mio respiro mangiato<br />dalla tua bocca strapiena di anima<br />li saporosi di carne tua -linguacciuta<br />istrice spinosa) di baci sanguinosi, di<br />questa cosa, di questo nostro maiuscolo<br />muscolo rosa ]]></content:encoded></item><item><title>nella mia via abita un genio</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-04-25T21:00:17+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/aa2d787c2589f5f897e508ce8d36cb88-124.html#unique-entry-id-124</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/aa2d787c2589f5f897e508ce8d36cb88-124.html#unique-entry-id-124</guid><content:encoded><![CDATA[<img class="imageStyle" alt="pugni" src="http://www.venerandi.com/files//page0_blog_entry124_1.jpg"width="448" height="336"/>]]></content:encoded></item><item><title>macbook air da vivo</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>computerabilia</category><dc:date>2008-04-24T22:28:12+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/bbaa9f4dc6c75991bd866c8abeeb8fe3-123.html#unique-entry-id-123</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/bbaa9f4dc6c75991bd866c8abeeb8fe3-123.html#unique-entry-id-123</guid><content:encoded><![CDATA[Oggi ho visto per la prima volta dal vivo il macbook air e devo dire che non &egrave; scattato nessun interruttore di acquisto compulsivo. <br />Il fatto di avere in tasca solo sette euro in monetine ha indubbiamente facilitato la mia stoica rinuncia di beni materiali fichetti.]]></content:encoded></item><item><title>libri che non ho voglia di scrivere cos&#xec; ve li racconto e fate prima anche voi a leggerli</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>libri che non ho voglia di scrivere cos&#xec; ve li racconto e fate prima anche voi a leggerli</category><dc:date>2008-04-24T22:00:30+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/80135461edbf51812072cf4ff4df79cd-122.html#unique-entry-id-122</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/80135461edbf51812072cf4ff4df79cd-122.html#unique-entry-id-122</guid><content:encoded><![CDATA[tipo viene fuori che l'ozono si buca davvero e si scopre che non c'entra niente l'inquinamento, ma  il buco si produce sopra una antica piramide egizia semisepolta da cui si irradiano radiazioni spettacolari che stanno aprendo l'ozono e quindi sta per finire l'aria in tutto il globo e stiamo per morire bruciati, allora gli stati uniti per scrupolo mandano alcune testate nucleari contro la piramide in questione che regge benissimo il colpo, anzi il raggio diventa ancora pi&ugrave; forte, la gente in tutto il mondo inizia ad annaspare, a cuocersi, ai tropici la carne brucia, finch&eacute; una archeologa fica e single, due figli di un precedente matrimonio ma lei perfetta eh, manco un filo di grasso, tonica e sexy, scopre un passaggio sotterraneo per entrare dentro la piramide dove c'&egrave; un meccanismo ancestrale lasciato dagli alieni millenni e millenni prima della nascita dell'uomo, un meccanismo bio-droide che era stato programmato nella notte dei tempi per distruggere la terra proprio oggi perch&eacute; nei piani degli alieni qua dovrebbe passare una specie di corridoio temporale e quindi la terra doveva essere distrutta, pensa che lungimiranza gli alieni che lo avevano gi&agrave; previsto da millenni, probabilmente era un subappalto, e qui il lettore potrebbe dire, ma scusa e potrebbe chiedersi, oh, ma lo spazio &egrave; abbastanza grande, eh voglio dire, di pianeti abitati ce ne sono pochini, anzi fino ad oggi siamo sicuri solo del nostro, ecco, ma gli alieni devono decidere di passare proprio di qua? non potrebbero annientare saturno che, sar&agrave; anche pi&ugrave; grosso, ma &egrave; abitato solo da sassi?  cio&egrave; sarebbe un caso davvero curioso che gli alieni fanno questa variante del tunnel spazio temporale e vanno a distruggere proprio noi con tutto l'immenso spazio vuoto di cui siamo circondati, e la risposta dello scrittore &egrave;: molti effetti speciali nella trasposizione cinematografica per coprire i buchi di sceneggiatura, molti grossi effetti speciali, e soprattutto angelina jolie nella parte dell'archeologa, quando ci sono le tette la storia decolla.]]></content:encoded></item><item><title>stranam</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-04-21T10:08:10+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/09876e43adbb942b4e9a579475d744d5-121.html#unique-entry-id-121</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/09876e43adbb942b4e9a579475d744d5-121.html#unique-entry-id-121</guid><content:encoded><![CDATA[altra cosa su vecchioni &egrave; che di stranamore gli unici versi che salvavo di una canzone che altrimenti avevo sempre considerato un po' retorica erano quelli che dicevano che i fascisti picchiavano vecchioni e lui ogni pugno che gli arrivava la paura non bastava fargli dire dire basta, o una cosa del genere, ecco, quel pezzo di canzone non c'&egrave; pi&ugrave;, l'ha tolto. siccome so che vecchioni legge quasi ogni giorno il mio blog, ecco, no.]]></content:encoded></item><item><title>l&#x27;ultimo spettacolo</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-04-19T02:14:11+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/049cb87553fe727f997b5cfff0ffd3e8-120.html#unique-entry-id-120</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/049cb87553fe727f997b5cfff0ffd3e8-120.html#unique-entry-id-120</guid><content:encoded><![CDATA[sono appena tornato dal concerto di vecchioni ma potrei anche essermi sognato tutto, uno dei sogni che facevo ogni tanto era di andare a un concerto di prince che nessuno sapeva che ci sarebbe stato e questo concerto si svolgeva in una stanza un po' grande di una casa con delle sedie di plastica e un palco piccolissimo e prince entrava in questo palco piccolissimo e suonava davanti a pochissime persone e faceva musiche strane che non conosceva nessuno e stasera vedendo il palco dentro al palasport di varazze mi sembrava una cosa del genere, tutto molto piccolo, e poi &egrave; arrivata la gente e tutti erano innamorati di vecchioni gli urlavano ti amo e lui era sul palco che parlava e ha iniziato con questa canzone vecchissima e difficilissima da fare e cecilia ha anche sorriso e ha detto non avrei mai pensato che l'avrebbe fatta in un concerto<br /><br />sostanzialmente vecchioni mi &egrave; antipatico, mi sembra una spugna imbevuta, ma poi penso che anche lui &egrave; un uomo, ha anche fatto la sua storia, ha fatto centinaia di concerti ripetendo per anni, per decenni le stesse cose, chi sono io per giudicare uno che lo pagano per ripetere alla nausea che forse non lo sai ma anche questo &egrave; amore? quindi mi sono messo in pieno ascolto senza pregiudizi e va bene, gli anni passano, la cosa peggiore del concerto &egrave; che verso la met&agrave; mi sono reso conto che qualcuno aveva in passato sciolto qualcosa di estremamente zuccheroso sul mio sedile e oramai i miei pantaloni erano attaccaticci<br /><br />penso che deve essere una grande fortuna lavorare in una classe con la 052 insegnando greco e latino e poi esci e vai a fare un soundcheck, avere una vita in cui ti sembra di poter fare tutto, ed essere pagato per farlo<br /><br />alla fine un padre con una bambina sono andati da vecchioni che era ancora sul palco e gli hanno dato un pacchetto e vecchioni si &egrave; avvicinato al bordo del palco, lo ha preso ed &egrave; tornato sul palco per salutare il pubblico, teneva il pacchetto in mano e salutava ma il padre restava con la figlia sul bordo del palco, sembrava che volesse dire qualcosa ancora a vecchioni e allora il servizio d'ordine si &egrave; preoccupato e sono venuti e hanno detto qualcosa al padre e si sono messi tra di lui e il palco e allora il padre se ne &egrave; andato con la figlia a sedersi e sembrava triste e alla fine vecchioni &egrave; uscito, teneva sempre il pacchetto in mano ed &egrave; andato fuori dalle luci, &egrave; diventato un'ombra e in lontananza l'ho visto entrare nel retropalco e mi &egrave; sembrato che non avesse pi&ugrave; il pacchetto della bambina in mano, ma magari mi sbaglio]]></content:encoded></item><item><title>tu mi sei frinita addosso grilletta</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>poesie per cecilia (aka feritoie)</category><dc:date>2008-04-12T14:30:37+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/ad66c1e722c4ab441f629e86a6de8421-119.html#unique-entry-id-119</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/ad66c1e722c4ab441f629e86a6de8421-119.html#unique-entry-id-119</guid><content:encoded><![CDATA[tu mi sei frinita addosso grilletta	<br />della pace e della guerra tu mia<br />pistolera a salve ed abbracci pesta<br />ggi e sberle portentosi che sudi come<br /><br />una bestia odorosa di pistilli tu<br />rgidi e papeggi sopra i pezzet-<br />toni in brodo del mio ragazzo<br />emozionato a rifare ancora l'amo<br /><br />amore &egrave; un verbo in -ore di con<br />iugazione propria detta 'del dolo<br />re' che -senti- ti raffredda il sale<br />che palpa tra cuore e cuore e <br /><br />in mancanza di sensi e privo di <br />coscienza, un corpo &egrave; detto pi<br />eno di amore andato al di l&agrave; de<br />lla impressa sua data di scadenza<br /><br />questa zampa che hai perso que<br />sta bocca che ti ho reciso un te<br />mpo erano un amore aggrappato<br />e una specie di sorriso, ora<br />]]></content:encoded></item><item><title>3</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-04-05T08:47:13+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/73cace716fff1aaf580e9bc56524bc4d-118.html#unique-entry-id-118</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/73cace716fff1aaf580e9bc56524bc4d-118.html#unique-entry-id-118</guid><content:encoded><![CDATA[Insomma mi metto questo completo intimo boxer attillati e maglietta alla pelle nera, con una striscia grigia che parte dalla maglietta e scende idealmente fino ai boxer, molto sexy e ogni volta che me lo metto tutto cos&igrave; attillato e con la striscia grigia mi guardo allo specchio e mi sento un po' un supereroe marvel.<br />"Che fai?" chiede cecilia osservandomi dal letto con un certo sospetto.<br />"Niente ce', &egrave; che quando mi metto questo completo intimo mi sento un po' un supereroe"<br />"Un supereroe"<br />"Marvel" preciso io e le spiego il fatto dell'aderenza e della righina grigia, sembra davvero una tuta di un supereroe.<br />"Ah" fa lei, pensandoci un attimo. "Allora quella cosa che usi ogni tanto non &egrave; fatta di lattice, &egrave; di kryptonite" <br />"Cosa..." inizio, ma lei ha gi&agrave; cominciato a ridacchiare ed &egrave; tornata a leggere il dottor zivago. <br />Io la fisso socchiudendo gli occhi e provo a usare lo sguardo che incendia le cose, ma non funziona sulle cose non nate sulla terra e cecilia &egrave; -sappiate- una specie di supernova. Una stella.<br /><br />Il giorno dopo scendo alle sei del mattino provando a non svegliare nessuno, cammino a stento come un vecchio che cerchi di scendere per un marciapiede genovese senza calpestare una merda, e quando finalmente arrivo in cucina c'&egrave; figlio numero uno seduto a tavola, immerso nel buio del mattino.<br />"Uh, figlio numero uno, che ci fai..."<br />"Pap&agrave; che succederebbe se nello spazio ci fosse l'ossigeno e il mondo cascasse?"<br />"Non... forse sto ancora sognando, forse..."<br />"Voglio dire, se il mondo galleggia perch&eacute; nello spazio non c'&egrave; ossigeno, se ci fosse ossigeno il mondo cadrebbe. E allora cosa succederebbe se il mondo cascasse?"<br />Pausa.<br />"&Egrave; gi&agrave; successo una volta ed &egrave; nata la mamma" dico io con voce grave.<br />Figlio numero uno mugula qualcosa, io metto su il caff&egrave; e penso che adesso &egrave; tutta in discesa.<br /><br />La terza cosa &egrave; che figlio numero due, che a stento parla e -per inciso- &egrave; bello come la mamma ma inizia a balbettare come pap&agrave;, il che significa che quando cecilia mi dice 'guarda lascia stare lascia fare a me che se fai qualcosa tu la rovini' ha sostanzialmente ragione, soprattutto per quel che riguarda il DNA, dicevo il figlio numero due che a stento balbetta frasi di una lunghezza spropositata e senza nessun significato di certa comprensione, ecco lui usa i condizionali. I condizionali, aiuto alcuni di voi lettori, sono dei modi del verbo che tutti sanno capire ma nessuno sa usare, un po' come l'inglese per chi gira su internet, e quindi figlio numero due, quando il Padre Autoritario gli intima un per nulla convinto "&egrave; ora di andare a letto!", ecco, figlio numero due non piange urlando 'non voglio!', ma piange urlando 'non vorrei!' il che rende comicissima la sua protesta eventuale e condizionale.<br />"Non vorresti, ma..." gli dico io cercando di aiutarlo. "Finisci la frase, se usi un condizionale devi metterci una principale o una subordinata, non puoi lasciarlo l&igrave; solo" faccio io e lui continua a piangere e poi ripete che non vorrebbe e va avanti cos&igrave; e poi inizia a balbettare, nonvo nonvo nonvo e io gli accarezzo la testa, sta venendo su benissimo.]]></content:encoded></item><item><title>quasi la torre</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-03-30T23:33:24+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/53604290a01a776c175cb79db3595fef-117.html#unique-entry-id-117</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/53604290a01a776c175cb79db3595fef-117.html#unique-entry-id-117</guid><content:encoded><![CDATA[a niccol&ograve; non diciamo niente sono le undici di mattina e partiamo in auto, genova si sta stropicciando, lui &egrave; distratto, simone gioca con due aereoplanini e alla fine niccol&ograve; inizia a chiederci dove stiamo andando e noi gli diciamo da qualche parte, e lui chiede da qualche parte dove e noi gli diciamo facciamo cos&igrave;, quando scendi guardi e devi indovinare dove siamo e ridiamo e facciamo questo viaggio e poi posteggiamo e niccol&ograve; si guarda intorno e cerca di indovinare e io e cecilia ridiamo e ad un certo punto giriamo un vicolo e c'&egrave; un sole abbagliante e il bianco della cattedrale e ci precipita addosso quasi la torre di pisa e niccol&ograve; la guarda e ride, 'hai capito dove siamo?' gli chiediamo e lui annuisce, dice e ride, e siamo per un attimo brevissimo felici tutti e quattro e simone da sotto ci avverte che quella torre cade<br /><br />dalle bancarelle c'era questa offerta tre cidd&igrave; al prezzo di due e io ho preso calypsos e pezzi di de gregori che quando l'ho visto al concerto mi sentivo quasi in colpa che non conoscevo le ultime cose che aveva fatto e quindi avendo preso due cd potevo prendere il terzo cd omaggio e ci stavo malissimo, ho perso quasi un'ora, &egrave; sempre cos&igrave;, quando mi regalano qualcosa di cui non ho proprio proprio bisogno mi sento quasi in colpa, e il mercato lo fa spessissimo delle offerte speciali per le quali puoi prendere cose che non vuoi ma che schifo schifo non fanno, ho preso miramare<br /><br />stavamo tornando indietro e io stavo malissimo perch&eacute; cecilia aveva visto questo quadro di questa bambina con la fichetta e tutta la faccia incazzata e aveva detto 'sono io' e io non glielo avevo comprato perch&eacute; mi era sembrato un po' caro e pi&ugrave; mi allontanavo da pisa pi&ugrave; mi sentivo una merda che quel quadro era perfetto per cecilia, anche la pittrice era una tipa simpatica e io invece avevo preso quei cazzo di cd di de gregori che avrei potuto comprare anche tra mille anni in qualunque posto, mentre quel piccolo quadretto era perso per sempre e in fondo il quadro non sarebbe stato cos&igrave; caro se non avessi preso i stramaledetti cd di de gregori e cos&igrave; eravamo quasi all'autostrada e io metto la freccia e torno indietro e cecilia dice sei impazzito e io le dico ti prendo il quadro e le dico sono uno stronzo, perch&eacute; non ti ho preso subito quel quadro e lei dice ma sei pazzo &egrave; buio quella se ne &egrave; andata e io dico no c'&egrave; ancora ha detto che restava fino alle otto e dico perch&eacute; sono cos&igrave; stronzo perch&eacute; mi distraggo, perch&eacute; mi sono messo a vedere quei cidd&igrave; del cazzo e batto la mano sul volante, e sono sincero eh, mi sento uno stronzo che poteva fare una sola cosa giusta e perfetta e invece di nuovo aveva ragionato con la sua testa da moscerino e torno indietro parcheggio e corro verso la pittrice che quando mi vede l&igrave; tutto sudato ride e mi dice, ti faccio uno sconticino eh, e rido anche io, le dico pensa che ero quasi in autostrada, e lei mi dice ma di dove sei<br /><br />poi il quadro &egrave; in effetti perfetto e cecilia lo guarda in auto e mi bacia come se gli fosse scappata una cosa fortuita sulla mia bocca e in autostrada c'&egrave; una coda stralunghissima, per fortuna abbiamo tre cd di de gregori da sentire]]></content:encoded></item><item><title>times</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>computerabilia</category><dc:date>2008-03-26T08:19:18+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/d198bf28bb33f783448eacfb689e1720-116.html#unique-entry-id-116</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/d198bf28bb33f783448eacfb689e1720-116.html#unique-entry-id-116</guid><content:encoded><![CDATA[apertura di neooffice a freddo: 35 secondi, apertura di un documento di testo di medie dimensioni: 8 secondi.<br />apertura di openoffice 3 a freddo: 19 secondi, apertura di un documento di testo di medie dimensioni: 20 secondi.<br />apertura di mellel a freddo: 5 secondi, apertura di un documento di testo di medie dimensioni: 4 secondi.<br />Tempo perso per questo non particolarmente utile test: circa 25 minuti facendo colazione a figlio numero due che non sa cosa sia il godersi il letto al mattino dell'ultimo giorno prima dell'apertura della scuola.]]></content:encoded></item><item><title>openoffice 3.0</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>computerabilia</category><dc:date>2008-03-25T22:59:24+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/723746f7801f16e70e78674fd953d09b-115.html#unique-entry-id-115</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/723746f7801f16e70e78674fd953d09b-115.html#unique-entry-id-115</guid><content:encoded><![CDATA[beh ho scaricato la beta di openoffice 3.0 per mac aqua e si vede che finalmente la SUN ha pagato qualcuno perch&eacute; lavori al porting di questo enorme gigante di argilla che dovrebbe battere l'altro gigante di argilla, quel colosso di rodi di microsoft office che &egrave; gi&agrave; tutto un crollo, codice su codice, cadavere su cadavere. ho anche finito di leggere il numero dodici di full metal alchemist gentilmente prestatomi dalla stessa nipote che meno di un anno fa ha tentato di uccidere il mio z1010 in un bicchiere di malvasia croata, e che dire, forse ho fatto bene a smettere: i manga sono come certe pratiche adolescenziali, se non li molli nel momento giusto diventi cieco. finale: sentivo una cassetta di pop croato nella macchina di mia suocera e ho capito che gli anni '80 non ci sono ancora stati in tutto il mondo, stanno arrivando qua &egrave; l&agrave;, e ne arriveranno ancora per decenni.]]></content:encoded></item><item><title>tre</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-03-17T23:22:53+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/1c16b86646a8d01833dbcccdedfb7b42-114.html#unique-entry-id-114</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/1c16b86646a8d01833dbcccdedfb7b42-114.html#unique-entry-id-114</guid><content:encoded><![CDATA[sono andato a vedere de gregori, erano decenni che non lo vedevo e ho voluto fare una sorpresa a cecilia che infatti era contenta e anche io, eravamo contenti, sono riuscito anche a farmi un americano prima di entrare e poi dentro questo teatro fichissimo, tutti vestiti bene e cecilia che si sedeva ed eravamo tutti circondati da gente sopra i quaranta e alcuni figli di quelli sopra i quaranta e io mi sono sentito improvvisamente uno che stava invecchiando e poi hanno spento le luci ed &egrave; entrato de gregori, e ho notato che anche de gregori era invecchiato, era vestito tipo da cameriere e faceva proprio anche i gesti da cameriere, il pubblico era entusiasta e mentre de gregori cantava io sentivo dentro la mia testa la mia testa che anticipava o ripeteva quei testi che conoscevo a memoria e mi sentivo imbarazzato a conoscere a memoria quei testi che adesso a me sembravano anche un po' ridicoli, e in quel momento de gregori mi &egrave; sembrato piccolino, un omino piccolino che cantava il suo modo di aver fatto musica e che qualcosa nel passato aveva ingrandito a dismisura, mentre era solo un omino che stava invecchiando circondato da persone che invecchiavano come lui e che esplodevano in un boato urlando francesco e lui faceva degli inchini goffi e indicava con il dito i suoi musicisti e<br /><br />dopo aver letto un parzialmente interessante articolo sulla storia del palatino sto provando ad usare il font palazzooriginal che &egrave; un font gratis pi&ugrave; simile al vero palatino e anche se voi non lo vedete sappiate che adesso sto scrivendo con palazzooriginal che mi ricorda certi sellerio con i caratteri che marchiavano la pagina anche in profondit&agrave;, i libri sellerio sono i macintosh dei libri, anzi di pi&ugrave;, comunque scrivere ultimamente gli dedico poco tempo, perch&eacute; tutta l'attivit&agrave; della scrittura, il fatto di pubblicare mi sembra sempre di pi&ugrave; una cosa cos&igrave; poco rilevante, adesso che faccio questo lavoro di insegnare italiano in una scuola, ecco mi sembra che andare e leggere carver a ragazzi che se potessero mi ucciderebbero con il loro cellulare usato come strumento di offesa, ecco leggere montale e sentirsi dire che montale *non serve*, sia pi&ugrave; appagante che girare come un appestato con un manoscritto in mano a mendicare una pubblicazione da qualche casa editrice del <br /><br />terza cosa, ho preso da a ad a di morgan con il testo di mazzetti e stasera lo sentivo con il cellulare e ragazzi mica male eh, chi lo avrebbe detto che morgan, io ricordo che una volta sono stato a praga con due ragazze di cui mi ero innamorato credo e che ho frequentato per anni, una delle due mi scriveva dei grossi fogli con scritto ti voglio bene!!!! e poi una serie di cuoricini, dopo quell'esperienza diffido da chiunque esprima i propri sentimenti con qualcosa pi&ugrave; grosso di un font 10 punti per pollice, comunque, queste due ragazze mi raccontavano di questo loro amico che si chiamava morgan e che tutti lo prendevano in giro chiamandolo morgan the organ, con chiare allusioni sessuali, la stessa vacanza uno di napoli voleva che io andassi con lui per fare del sesso con due spagnole mi pare spagnole, o polacche diceva che era una cosa sicura, e in effetti lo era perch&eacute; eravamo a praga e noi eravamo italiani, quindi ragazzi che sapevano tutto dell'amore e invece io ero assolutamente terrorizzato e trovai qualche scusa, andai fuori ad aspettare che qualcuno mi raggiungesse, passai la notte a fissare il cielo di praha e alla fine le ragazze ce le avevano fregate e il napoletano mi guardava con rabbia e io gli dicevo, ma d&agrave;i che ti ho salvato ma non sapevo precisamente da cosa]]></content:encoded></item><item><title>mertens e la zennit&#xe0;</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-03-10T21:20:33+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/2d535dd75e19ed644b52cc483289421b-113.html#unique-entry-id-113</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/2d535dd75e19ed644b52cc483289421b-113.html#unique-entry-id-113</guid><content:encoded><![CDATA[sto ascoltando sin embargo di wim mertens, tutt'altro che grazioso dono di galiazzo, sin embargo &egrave; un cd con un cane magro e ricco in copertina, e ascoltando sembra il cd di uno che pensa cibo zen o fiori zen mentre sta accordando una chitarra prima di rivenderla per evidente incapacit&agrave; di utilizzo della stessa e alla fine si accorge che mentre l'accordava ha lasciato acceso il registratore e tra s&eacute; e s&eacute; pensa 'perch&eacute; no?'<br /><br />la seconda cosa che rende la zennit&agrave; di mertens poco verisimile &egrave; che si spande in una casa che trasuda infecondit&agrave; zen, caos viscerale e soprattutto legno che si contorce come anguilla, la cosa del legno &egrave; legata a qualche certo influsso maya, si vede che dalla parte opposta del mondo ci deve essere un santuario maya che manda cariche attraverso il nucleo della terra fino al mio appartamento e pi&ugrave; precisamente fino agli scalini di massello faggio comprati in un posto vicino alla madonna della guardia, non &egrave; bastato manco questo avvicinamento messianico-religioso, una volta posizionati dal vostro eclettico venerandi gli scalini hanno iniziato a piegarsi e contorcersi staccandosi dal suolo ove io li avevo amorosamente incollati e in alcuni casi si sono verificati fenomeni di lievitamento di quasi sette centimetri<br /><br />roba maya, ne ho portati due indietro gi&agrave; pronto a inanellare una selva di ecchecazzo! e invece me li hanno rifatti subito, hanno detto cazzo venerandi ogni tanto capita, il legno &egrave; nervoso, deve spandere bene la colla, non darla a chiazze, altrimenti il legno si piega, siete stati sfortunati e mi aspettavo che mi dicessero che il piegarsi del legno &egrave; nella normale tolleranza della loro falegnameria, e invece mi hanno ridato due scalini nuovi di zecca, li ho messi su ieri sera, ho preso una cosa speciale per dare bene la colla uniforme e non a chiazze, un lavoro da manuale, ho preso la colla non a base acqua, roba chimica fatta apposta, il meglio del meglio, e oggi si sono gi&agrave; staccati e strisciano per il pavimento della sala torcendosi come vermi bastardi<br /><br />ogni tanto penso che dovrei trasformarmi un super-sayan di terzo livello e prendere le cose che mi circondano e tirarle come un fazzoletto per vedere le cose vere che stanno dietro a questa quinta, e credo che siano forme di insetti simili a formiche, rami che si muovono e alcune dichiarazioni dei redditi annata 90-91 che non so mai se davvero ho fatto bene buttare via o se qualcuno -nei miei anni della vecchiaia- verr&agrave; a contestarmi che non c'&egrave; pi&ugrave; la fattura della apple stylewriter, con la quale una volta ho schizzato il mio soffitto di infinite stelle nere]]></content:encoded></item><item><title>wikipedia in casa venerandi</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-03-06T23:00:13+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/727addfad42f1684789dcb399ed84b67-112.html#unique-entry-id-112</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/727addfad42f1684789dcb399ed84b67-112.html#unique-entry-id-112</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=q30dpV2BUUI" rel="external">Discutendo</a> con i figli]]></content:encoded></item><item><title>le cose escono</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-03-02T14:52:33+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/d5883826cce7fac03cec5a084638bac1-111.html#unique-entry-id-111</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/d5883826cce7fac03cec5a084638bac1-111.html#unique-entry-id-111</guid><content:encoded><![CDATA[le cose escono dagli scatoloni che gocciolano una umidit&agrave; sepolcrale, la grossa differenza tra i libri e internet &egrave; che i libri deperiscono e puzzano, mentre internet sparisce nel nulla, i libri hanno almenoil coraggio di lasciare in giro i propri cadaveri, altra differenza &egrave; che non si pu&ograve; avere nostalgia in internet, tutto muta sotto i tuoi occhi, nuova veste grafica, nuovo sito, nuovo indirizzo, tutto nuovo e in quel momento ti rendi conto che avresti bisogno del vecchio, della sua forma e della sua morte, su internet &egrave; tutto giovane, tutto adesso, tutto con un nuovo motore<br /><br />tutto questo per dire che sto tirando fuori dagli scatoloni una pacco di vecchie riviste che stanno (a stento) sopravvivendo a una serie di traslochi da brivido: "futura, rivista di scienza e fantascienza" anni ottanta, con il faccino ridente di david crane, il numero di mc-microcomputer con la prima recensione di un macintosh, con un intero paragrafo che spiega *cosa* &egrave; un mouse, e poco dopo la recensione di 'the hobbit' della melbourne house: tutta roba che &egrave; ancora qua a dirmi qualcosa a pi&ugrave; di vent'anni di distanza, altro che google]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-02-23T19:04:36+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/f118d1d88af763b9e113c083b27e284f-110.html#unique-entry-id-110</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/f118d1d88af763b9e113c083b27e284f-110.html#unique-entry-id-110</guid><content:encoded><![CDATA[Quando ho iniziato a scrivere si scriveva bianco su nero, o verde o ambra, su un fondo nero e incerto, non si poteva passare di finestra perch&eacute; non c'erano finestre, c'era solo uno schermo e un cursore che lampeggiava e il futuro, l'elettronica, l'informatica, erano tutti in quello schermo eterno, in quelle parole a 40 colonne. Allora andava tutto bene perch&eacute; non c'era stato ancora niente e tutto questo era prodigoso. Eravamo felici, diciamo cos&igrave; non era proprio che eravamo felici, eravamo emozionati.<br />Non ho fatto il sessantotto, ho fatto gli ottanta, ho fatto ezio greggio, ho fatto boy george, ho fatto ronald regan, ho fatto wargames e centipede: credo di essere stato un ottimo alunno, mi sono applicato con tutto me stesso. Quello che &egrave; successo dopo mi &egrave; passato sopra in un attimo e oggi tutto mi sembra virtuale, la voce delle persone, quello che dicono, tutto mi sembra una riproduzione, un rendering globale.<br />Oggi ci sono programmi che permettono di scrivere come negli anni ottanta, premi un tasto e tutto lo schermo diventa nero, e tu scrivi bianco su nero, senza finestre, senza niente, se ci sono programmi che lo fanno significa che c'&egrave; gente che li ha chiesti. <br />Ora sto scrivendo cos&igrave;, in questa parodia della tecnologia anni '80, dove tutto sembra non avere bordi n&eacute; limiti, oltre alla scrittura ci sono solo cifre e simboli sconosciuti. Negli anni ottanta scrivevo con un programma che si chiamava applewriter, premendo la freccia a sinistra si cancellava quello che c'era, premendo quella a destra si facevano riapparire le cose cancellate. Ogni tanto provavo a premere la freccia a destra senza avere prima cancellato niente, e lo stesso apparivano cose, quadrati bianchi, lettere rivoltate, cursori lampeggianti: era un magma misterioso che veniva dalle viscere del computer. Era il niente, il linguaggio macchina, era la cieca stupidit&agrave; binaria di una macchina che mandava un odore tostato che non posso dimenticare nemmeno adesso.<br />Ho fatto gli anni ottanta e mi sono sembrati una cosa cos&igrave; miserabile; eppure li rivedo in questi giorni, per la prima volta nella mia vita sono abbastanza lontano da rivederli e di permettermi anche il lusso di fare esercizio di malinconia. ]]></content:encoded></item><item><title>lingue morte</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-02-16T20:45:49+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/8cb8c8ea69c75f5f926b3f6817230da6-109.html#unique-entry-id-109</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/8cb8c8ea69c75f5f926b3f6817230da6-109.html#unique-entry-id-109</guid><content:encoded><![CDATA[Egr. Signore,<br />Le confermiamo che il cd allegato al Castiglione Mariotti &egrave; solo per Windows e purtroppo siamo spiacenti, ma non esiste, e al momento non &egrave; prevista, alcuna versione per Macintosch.<br /><br />Cordiali saluti]]></content:encoded></item><item><title>io chicco l&#x27;infinito e oltre</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-02-10T09:50:35+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/8425dd6d4836bafa4eca5b1b7ff54618-108.html#unique-entry-id-108</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/8425dd6d4836bafa4eca5b1b7ff54618-108.html#unique-entry-id-108</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="color:#909090;">in pratica sono in auto con simone e niccol&ograve; che stanno comunicando tra di loro con una passione ammirevole da un certo punto di vista, ma che nello stesso tempo sta per crearmi un buco nel cervello, la felicit&agrave; di un minorenne ha grosse ripercussioni negative nei maggiorenni che si trovano per sfortuna nella zona di interesse del minorenne, in questo caso fanno urli, dicono cose incomprensibili, si mortificano piangendo e poi scalciano, si alleano, si ripercuotono gli uni contro gli altri e tutto questo senza alzarsi dal sedilino dell'auto, ma usando principalmente gli arti superiori e inferiori e un tono della voce settato fuori dalla gamma concessa per legge a un ipod, figurati a un essere vivente, comunque io ad un certo punto </span><span style="color:#000000;">non ce la faccio pi&ugrave; e accendo l'autoradio, metto l'ultimo album di battiato e alzo il volume finch&eacute; non sento pi&ugrave; il cicaliccio infantile della mia prole ma solo la voce assoluta di battiato che dice niente &egrave; come sembra, niente &egrave; come appare, perch&eacute; niente &egrave; reale, e io sono felice e sorrido anche mentre battiato continua, anzi continuerebbe ma da dietro arriva la voce di niccol&ograve; che dice 'ehi pap&agrave;, ma lo sai che questa canzone mi piace?' e io sorrido, lo guardo dallo specchietto retrovisore, abbasso un po' la musica e gli rispondo 'certo niccol&ograve;, lo so, per questo ti ho concesso di venire al mondo' e ridacchio, lui ridacchia e guarda simone che non ha capito niente, ma per non stare a fare da terzo incomodo apre la bocca treenne e inizia a cantare una canzone senza senso, lo fa con un entusiasmo esemplare e gioioso tanto che spengo del tutto l'autoradio, mi giro indietro e gli dico 'simone, sei felice, eh?' e lui a queste mie parole si ferma e mi fissa con uno sguardo serissimo e mi dice "pap&agrave;! io sto cantando!" e lo dice con un tono come dire che cazzo stai dicendo pap&agrave;, come se il fatto di cantare e di essere felici non avessero nessun nesso tra di loro e poi sta zitto un attimo e riapre le bocca e ricomincia a cantare e io mi giro verso niccol&ograve; che non dice niente guarda il fratello un po' preoccupato e poi sento che si rivolge direttamente a suo fratello e gli chiede con voce supplichevole, "ma simone, sei anche un po' felice?", nella nostra famiglia c'&egrave; questa continua ansia di controllare di essere circondati da persone felici e infatti siamo sempre molto agitati.<br />Simone si ferma una seconda volta, e di nuovo dice "ma chicco io sto cantando!", e ora il suo tono &egrave; francamente incazzato e quindi sia io che niccol&ograve; lasciamo perdere e guardiamo fuori dal finestrino il panorama che passa e piomba nel buio della sera.<br />Quando arriviamo a casa tutti facciamo finta di non conoscerci, una specie di liberi tutti e io vado in cucina a provare a mettere sul fuoco del cibo, il  motivo primario per il quale io preparo da mangiare ai miei figli &egrave; che di tanto in tanto mi viene fame e quindi per empatia faccio da mangiare anche per loro, la paternit&agrave; per alcuni aspetti &egrave; un ampliamento spontaneo del proprio istinto di sopravvivenza, comunque, sono l&igrave; che mi metto a fare il soffritto quando ecco che vedo che niccol&ograve; si siede e si mette a scrivere su di un foglio quadrettato, e lo fa con una concentrazione che mi mette tenerezza e anche un po' di curiosit&agrave;, cos&igrave; abbandono il mio soffritto e mi avvicino alle spalle per vedere cosa stia scrivendo e vedo che sta scrivendo dei numeri, molti numeri, in ogni quadratino c'&egrave; un numero e vedo che in alto a sinistra c'&egrave; il numero 1 e poi 2 e cos&igrave; via e ora lui &egrave; a tre quarti del foglio e sta scrivendo il numero 563.<br />"Uh" dico. "Cosa stai scrivendo?" <br />"Numeri"<br />"Vedo, sono impressionato"<br />Allora niccol&ograve; abbandona la penna e si gira verso di me con lo sguardo raggiante e mi dice che adesso ha capito il trucco. "Adesso so come fare, c'era un trucco basta andare avanti di uno e poi metti lo zero, capito?"<br />"Certo" faccio io sorridendo e accarezzandogli la testa. "Ma cosa succeder&agrave; quando arriverai all'ultimo numero?"<br />Niccol&ograve; mi guarda, e non fa lo sguardo panico che speravo, ma fa uno sguardo furbetto e mi dice eh no pap&agrave;, non  scherzare, ho capito il trucco adesso! adesso posso arrivare fino a infinito! Non c'&egrave; l'ultimo numero! Vado avanti fino a infinito! E senza aggiungere altro si gira, riprende a scrivere va avanti verso la m&egrave;ta dei 600.<br />"Ma quando ti fermerai?" chiedo guardando con una certa preoccupazione il soffritto.<br />"Me lo porto a letto. Mi fermer&ograve; quando mi viene troppo sonno o quando arrivo a infinito" dice lui senza alzare la testa dal foglio e continuando a scrivere.<br />"Ah" dico io e lo guardo con un misto di ammirazione e di sconforto, ammirazione perch&eacute; io l'infinito l'ho capito una ventina d'anni dopo di lui e anzi sto cercando di dimenticarlo perch&eacute; mi fa paura; e di sconforto perch&eacute; penso che adesso mio figlio &egrave; nel suo massimo splendore, &egrave; pi&ugrave; intelligente di me e di cecilia messi assieme, ha un fottuto radioso futuro di fronte e in pratica siamo tutti pieni di ammirazione per lui, e il destino che invece gli &egrave; dato in sorte &egrave; quello di iniziare a uniformarsi e rincoglionire, a imparare quello che imparano gli altri e finire con l'essere un normale adulto che normalmente deve fare cose normali senza che pi&ugrave; nessuno si sbalordisca per le sue uscite geniali o per le sue visioni -a questo punto- inutili e infantili. Adesso niccol&ograve; pu&ograve; creare il mondo ma da domani,  giorno dopo giorno, si trasformer&agrave; in un impiegato anonimo, o un operatore in un call center o in qualcosa del genere, qualcosa in fondo che mi rassomiglia e per la quale mi posso solo sentire in colpa, ma che contemporaneamente contribuisce al mio unico 2008.<br />"Se raggiungi l'infinito dimmelo che serve anche a me" gli dico a voce bassa e mi giro verso il soffritto che con una folgore si getta verso il soffitto.</span>]]></content:encoded></item><item><title>eee</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-02-06T00:01:55+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/cf8535217ab55be6f79b171e83e6cc78-106.html#unique-entry-id-106</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/cf8535217ab55be6f79b171e83e6cc78-106.html#unique-entry-id-106</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="color:#a1a1a1;">Il giorno dopo decido di andare alla fnac perch&eacute; mi hanno detto che &egrave; arrivato il nuovo asus eee che &egrave; un portatile di cui tutti oggi parlano e in pratica &egrave; un piccolo portatile lento che costa 300 euro con poca ram ma che pesa poco e che tutti dicono che se lo vogliono comprare, che &egrave; sicuramente il futuro dell'informatica e che avere l'eee &egrave; il massimo della vita e cos&igrave; io decido di affrontare il viaggio fino alla fnac</span>, non perch&eacute; io davvero desideri avere l'eee che secondo me &egrave; una merda, ma perch&eacute; voglio farmi una foto con il cellulare mentre uso l'eee e poi metterla in rete per dire, anche questa volta cari giovani ragazzi neo-info, venerandi c'era, e anche perch&eacute; sono curioso in generale di vedere come &egrave; fatto e quindi faccio questo complesso viaggio di corsissima alla fnac e entro di corsa e subito inizio a sudare, mi succede spesso questa cosa che quando entro alla fnac inizio a sudare ancora non ho capito se &egrave; un fatto di clima o di ansia di spendere soldi per cose che si rompono con una facilit&agrave; imbarazzante, comunque vado sudando nel settore informatica e inizio a cercare l'eee che aruba mi ha assicurato che c'&egrave; e lo cerco e alla fine non c'&egrave; un cazzo di eee e vado dalla commessa che ha la faccia di una che fino a una settimana prima faceva come mestiere la vendita formaggi all'interno dei supermercati basko, oh niente contro chi vende formaggi all'interno dei supermercati basko massimo rispetto, solo che mentre mi avvicino a lei mi viene quasi da chiederle se ha dei tomini da fare alla piastra, non ci posso fare nulla &egrave; pi&ugrave; forte di me e mentre sono l&igrave; che mi trattengo  a fatica per non fare questa figura certamente spiacevole uno mi passa davanti e va dalla commessa e le chiede qualcosa di informatica e questa cosa che chiede alla commessa &egrave; 'ma senta io vorrei prendere un hard disk per fare bakcup e pensavo questo da 320 giga, ma non pensa che siano troppi?' che gi&agrave; come domanda non &egrave; proprio un passe-partout per il mensa, e lei comunque resta professionale e dice no, non direi, e lui continua e inizia a dire che lui lo avrebbe preso pi&ugrave; piccolo ma non c'era, e lei lo guarda e comunque resta tranquilla e ripete eh quello &egrave; il taglio che abbiamo e il tipo continua e dice eh ma io non so se prenderlo, e io da dietro inizio a sudare sempre di pi&ugrave; e lei dice ma guardi che &egrave; un disco capiente e lui dice eh lo so ma non vorrei fosse troppo capiente e l&igrave; in quel momento di sudore io capisco che l'errore &egrave; stato iniziare a fare gli home computer nel 1980, che si doveva continuare ad avere mainframe grossi come stanze con bobine, diodi e tutto il resto dell'olimpo perch&eacute; genericamente l'umanit&agrave; non &egrave; ancora pronta per approdare all'informatica e il tipo continua ancora a parlare per un po' dicendo cose formalmente sempre pi&ugrave; imbarazzanti e poi alla fine ringrazia e se ne va perplesso verso le casse con un hard disk che spero abbia qualche grave difetto di fabbricazione, io comunque sospiro e mi avvicino alla ragazza del bancone formaggio che a questo punto gode di tutto il mio intimo rispetto e le chiedo ma scusi &egrave; gi&agrave; arrivato l'eee? e lei mi fissa e non dice niente e dopo un po' apre la bocca e dice, aperte virgolette, no, no, l'asus eee che monta linux (e qui si ferma per circa dieci secondi fissandomi negli occhi aspettandosi un mio commento del tipo oh no cazzo! linux?? la merda di linux??  ma non c'&egrave; windows??? (commento che io non le concedo facendo una faccia tipo triglia di chi non sta capendo nulla ma che sta sudando scosciatamente e non vuole protrarre oltre un dialogo che si fa secondo dopo secondo sempre pi&ugrave; sentitamente umido)) e dopo la pausa riprende e dice comuuuunque no, arriver&agrave; per marzo, ah dico io, eh fa lei, ma marzo marzo? chiedo io, eh marzo, fa lei, e a questo punto avevo quattro possibilit&agrave; a) provarci e dire una frase del tipo beh mentre aspettiamo marzo marzo, lei cosa fa questa sera? (ma 1- non era assolutamente il mio tipo; 2- non mi metterei mai con una che lavora alla fnac, mica per altro, ma ho i feromoni contati; 3- c'era odore di taleggio nell'aria e sentivo che sotto sotto l'intimo della tipa era verde con la scritta rossa BASKO, il che mi avrebbe mosciato ogni residuo speme, nel senso di speranza maschile; 4- le frasi chiavi di rimorchio mi vengono in mente di solito alla terza-quarta revisione della mia vita rivista nelle ore serali quando porto fuori tobbia) , b) creare una situazione di panico con una frase del tipo 'ma mysql &egrave; preinstallato?', frasi che se le dici alla fnac scatta l'antincendio e iniziano a piovere coriandoli sulla folla impazzita che esce urlando e agitando ipod color vagina; c) uscire mestamente e correre a prendere i figli pensando che un altro giorno era passato inutilmente e che avevo rischiato l'ennesima multa posteggiando in un posteggio segnato con colori dal significato incomprensibile e dalla forma leggermente mandalica, su cui capeggiava una scritta che diceva HAPPY DRIVE CITY che ormai non so pi&ugrave; cosa significhi quando ero bambino c'erano solo le striscie bianche per le auto gialle per i bus, ormai genova sembra un quadro di klee con tonalit&agrave; di parcheggio e di tassazione che fai prima a prendere la multa, alla fine spendi meno e quindi niente l'eee ancora non l'ho visto ma per il resto]]></content:encoded></item><item><title>ftp non vuole caricare i podcast sul sito</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2008-02-05T23:52:29+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/c8898b1a0ecefb55c306058c2d40d2df-105.html#unique-entry-id-105</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/c8898b1a0ecefb55c306058c2d40d2df-105.html#unique-entry-id-105</guid><content:encoded><![CDATA[2008-02-05 22:48:23.878 RapidWeaver[1140] Errore nella pubblicazione FTP: FTP non ha caricato il file 'page19/page47/files/inetto.mp3'<br />2008-02-05 22:58:10.229 RapidWeaver[1140] Using NcFTP library for ftp transfers<br />2008-02-05 23:01:41.391 RapidWeaver[1140] FTPPutOneFile3: folder=/page19/page47/files, source=/private/var/tmp/folders.501/TemporaryItems/RapidWeaver/1140/document-4110688/RWPublishing/page19/page47/files/inetto.mp3, destination=/page19/page47/files/inetto.mp3, error=file transfer buffer has not been allocated<br />2008-02-05 23:01:41.397 RapidWeaver[1140] Errore nella pubblicazione FTP: FTP non ha caricato il file 'page19/page47/files/inetto.mp3'<br />2008-02-05 23:14:27.598 RapidWeaver[1140] Using CFNetwork library for ftp transfers<br />CFWriteStreamClientCallBack<br />2008-02-05 23:23:14.926 RapidWeaver[1140] FTP: Failed to write file data from /private/var/tmp/folders.501/TemporaryItems/RapidWeaver/1140/document-4110688/RWPublishing/page19/page47/files/inetto.mp3 (1, 32)<br />2008-02-05 23:23:14.926 RapidWeaver[1140] Errore nella pubblicazione FTP: FTP non ha caricato il file 'page19/page47/files/inetto.mp3']]></content:encoded></item><item><title>niccol&#xf2; e simone fanno arte penumatica</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-02-03T13:49:27+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/58fa936d8605b98b2422a787cd2ca459-104.html#unique-entry-id-104</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/58fa936d8605b98b2422a787cd2ca459-104.html#unique-entry-id-104</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.venerandi.com/files//page0_blog_entry104_1.3gp">MOV00001</a>]]></content:encoded></item><item><title>altea -  viaggio all&#x27;inferno</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2008-02-01T16:16:30+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/839680c285b37677d0a6aa975b00e813-103.html#unique-entry-id-103</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/839680c285b37677d0a6aa975b00e813-103.html#unique-entry-id-103</guid><content:encoded><![CDATA[Una delle altee aveva preso l'abitudine di prepararmi il caff&egrave; alla mattina. Era una altea bionda ed era diversa dalle altre altee anche per l'odore che era pi&ugrave; pungente e selvatico. Fu lei a rivelarmi che molte delle altre altee in realt&agrave; non esistevano, ma apparivano e sparivano per via di una serie di specchi messi negli angoli della casa.<br />Il caff&egrave; aveva lo stesso odore di questa altea che lo preparava e il gusto era salato ma non del tutto sgradevole. Dopo che avevo finito il caff&egrave; altea mi si sedeva sulle gambe e -avvicinate le sue labbra alle mie- lentamente spingeva la sua lingua dentro la mia bocca, e poi leccava internamente, arrotolandosi di tanto in tanto con la mia lingua. Lo faceva tenendo le mani in grembo e tenendo gli occhi chiusi e in una di queste occasioni capii che mi ero innamorato o qualcosa del genere.<br />Questa altea aveva preso a volersi differenziare dalle altre altee e quindi si era fatta delle piccole incisioni alla base del collo. Dopo aver fatto l'incisione teneva la ferita aperta con l'unghia e la allargava per metterci dentro dei piccoli oggetti. Lo faceva per fare colpo su di me, perch&eacute; io non mi dimenticassi di lei o non la confondessi con le altre altee. Aveva anche cominciato a cambiare il suo odore, per farlo simile a quello delle volpi.<br />"Altrimenti mi confonderesti con una delle altre altee, o con una di quelle uscite dagli specchi" mi disse una volta.<br />"Gli specchi di cui mi hai parlato. Perch&eacute; non riflettono anche la mia immagine?"<br />Altea rise. "Certo che la riflettono, solo che producono altre altee, pi&ugrave; maschili. Le altee maschili sono riconoscibili perch&eacute; hanno un piccolo pene a curva. Sono molto gentili, ma alla lunga annoiano"<br />"Non ho mai incontrato una altea con il pene" dissi.<br />Altea fece spallucce.<br />"Perch&eacute; quelle non le facciamo uscire dallo specchio. Di solito le ammazziamo per non confonderci con le altee originali" <br />"Quindi si pu&ograve; entrare dentro agli specchi"<br />"S&igrave;. Ma non &egrave; un bel posto"<br />"E' pericoloso?"<br />"Questo non lo so. Ma non &egrave; un bel posto. E' umido. Molto umido"<br />"Come &egrave; fatto questo posto?"<br />"Sono gallerie. Con delle stanze ogni tanto. E polveroso, i muri sono tutti a pezzi. C'&egrave; una luce fioca. Perch&eacute; invece non scappiamo insieme al mare? Io non ho mai visto il mare"<br />"Ci sono mostri nelle gallerie?"<br />"Non lo so, c'&egrave; cattivo odore. Ma perch&eacute; non mi porti a vedere il mare? Mi butterei fra le onde"<br />"La salsedine uccide le altee" le spiegai. "Le consuma agli snodi degli arti, tipo le spalle o i ginocchi"<br />Altea ci rimase male e disse che non lo sapeva. "Vale la pena morire per buttarsi nel mare?" chiese dopo averci pensato un po'.<br />"Non credo. Di solito l'acqua &egrave; fredda, e dentro ci sono delle cose che si muovono, roba viva. Alcune uccidono. E' pi&ugrave; bello immaginarselo che farlo davvero".<br />Altea mise su il broncio. L&igrave; vicino si era seduta per terra una giovane altea dai capelli rossi che ci guardava con sospetto, cercava di sentire quello che ci dicevamo. Ombre di altre altee venivano e sparivano dalle porte del giardino.<br />"Allora -mormor&ograve; l'altea che amavo- andiamo dentro allo specchio. Sempre meglio che niente"<br />"Bene" dissi io sorridendo e provai a stringerla contro di me, finch&eacute; non sentii quel rumore. Lei si era buttata su di me e aveva avvicinato la bocca al mio orecchio per farmi sentire i suoni dei gatti, e io sapevo che era il suo rumore di quando godeva e soffriva nello stesso tempo. <br /><br />Gli specchi non erano facilmente visibili anche perch&eacute; non riflettevano la luce, erano dei cerchi di metallo inchiodati nella parte bassa della parete, vicino agli angoli. Osservandoli non si pensava a uno specchio, ma a coperchi appesi al muro.<br />Altea aveva una piccola chiave che infil&ograve; nel centro dello specchio, aprendolo.<br />Dall'altra parte c'era una specie di cantina, dai soffitti bassi. Il pavimento era di terra battuta e sia le pareti che il soffitto erano di mattoni consumati e rotti. Sul fondo si vedevano due altee sedute per terra e ancora pi&ugrave; dietro dei fori neri che capivo essere le aperture dei corridoi. Una lampadina pendeva dal soffitto mandando una luce fioca.<br />"Non &egrave; un bel posto in effetti" dissi ad altea quando fummo dall'altra parte.<br />Lei non mi rispose e indic&ograve; i passaggi dei corridoi. "Conviene che ci spicciamo" mi sussurr&ograve;. <br />Passammo vicino alle due altee sedute per terra. Erano morte. Coperte da ematomi,  erano legate  a un paletto di legno infilato per terra, per questo sembravano sedute.<br />"Erano altee maschio?" chiesi ad Altea.<br />"No, erano antipatiche" rispose.<br />Non dissi niente, sapevo che le altee erano fatte cos&igrave;, non bisogna mai immischiarsi troppo. Ci infilammo in uno dei corridoi e lo percorremmo a tentoni al buio fino ad arrivare a una stanza deserta, molto simile alla precedente ma con il pavimento coperto da pozze d'acqua.<br />"E ora?" chiese Altea. Tremava leggermente e l'odore di volpe si era fatto pi&ugrave; forte e pungente.<br />"Andiamo avanti"<br />Ci infilammo di nuovo in uno dei corridoi e ancora una volta finimmo in una stanza simile alle precedenti. Era per buona parte immersa in una larga pozza d'acqua e dietro alla pozza c'era un cunicolo che sprofondava sotto terra. Dal foro scuro usciva un fumo denso e continuo.<br />In alto non si vedeva il soffitto, il fumo saliva e si perdeva nel buio sopra di noi. Le pareti di roccia erano bagnate e c'era una forte umidit&agrave;, molto pi&ugrave; di quella che avevamo incontrato nelle stanze precedenti.  <br />"Nessuna delle ragazze &egrave; mai arrivata qua" disse Altea con tono orgoglioso. Si toccava i tagli alla base del collo, infilandoci dentro l'unghia. Mi piaceva quando lo faceva, sapevo che lo faceva per me, per farmi capire che solo lei era la mia altea. La abbracciai da dietro e le diedi un colpo con la bocca alla base dell'orecchio e lei si butt&ograve; completamente contro di me. <br />"Cosa &egrave; quel foro?" le sussurrai all'orecchio e lei rispose che era l'ingresso dell'inferno, aveva gi&agrave; letto qualcosa al riguardo di quel foro, non era la prima volta che lo incontrava.<br />"Ma non ero mai entrata, ero da sola, avevo paura" aggiunse girandosi verso di me e perdendo del tempo ad osservarmi come se mi vedesse solo in quel momento; lo faceva perch&eacute; era innamorata di me, ma ogni tanto doveva guardarmi per ricordarsi come ero fatto e perch&eacute; si fosse innamorata di me, le altee erano molto passionali e testarde, ma avevano poca memoria e tendevano a dimenticarsi le motivazioni per le quali avevano deciso di soffrire per qualcuno.<br />"Non so se sia una buona idea entrare l&igrave; dentro" commentai poco convinto.<br />"Io non sono mai stata all'inferno"<br />"C'&egrave; molto fumo"<br />"Ci sono dei proverbi che dicono che l'inferno non &egrave; cos&igrave; brutto come lo si dipinge. Magari il fumo poi smette"<br />"Potrebbero essere proverbi messi in giro da quelli che stanno all'inferno per attirare i curiosi"<br />Altea mise su il solito broncio e si strinse le braccia contro il petto, stava guardandomi come se la avessi tradita. "Io voglio andare all'inferno" disse poi. "Con te o senza di te" aggiunse dandomi le spalle e iniziando a camminare lentamente verso l'apertura del passaggio sotterraneo. <br />"Altea, aspetta!" dissi io e ridendo la raggiunsi prendendola per un braccio. Lei si gir&ograve; bruscamente, come se la avessi strattonata e mi chiese con voce tremante cosa cazzo volessi. Continuava a tenersi le braccia strette contro il petto. "Andiamo di sotto" le dissi.<br />Allora lei fece un mezzo sorriso e mi abbracci&ograve;, senza aggiungere altro mi strinse  debolmente, infil&ograve; una delle sue manine fredde dentro la mia giacca fino alla pelle e poi la sentii guizzare in basso sotto ai pantaloni. "Lo sapevo" mi sussurr&ograve; all'orecchio, adesso ero di nuovo il suo complice.<br /><br />Circumnavigammo il piccolo laghetto, era di acqua immobile, torbida e ne veniva un odore di salmastro e di marcio. Lentamente ci avvicinammo all'apertura dell'inferno e  cercammo di osservare dentro: si vedeva soltanto la coltre di fumo uscire continua e perdersi nel buio in alto.<br />"Sei proprio sicura?" chiesi ad Altea e lei per tutta risposta entr&ograve; dentro. La seguii e subito ci trovammo immersi in questo fumo denso e aspro. Sentivo davanti a me Altea camminare con difficolt&agrave; e tossire con i suoi piccoli polmoni acquatici. <br /> "Altea, &egrave; meglio se torniamo indietro!" urlai tossendo e cercando con la mano di afferrarla, ma lei continuava a camminare, era poco pi&ugrave; di una macchia davanti a me, tossiva cos&igrave; forte che ero sicuro che la avrei persa per sempre l&igrave; dentro.<br />Volevo raggiungerla e andavo avanti, e pi&ugrave; scendevo in profondit&agrave;, pi&ugrave; il fumo si faceva pesante e tossico, finch&eacute; crollai in ginocchio. "Altea, torniamo indietro" mormorai, ormai non vedevo pi&ugrave; niente, avevo gli occhi bruciati, non capivo dove fossimo finiti e ogni respiro lo stomaco mandava dei conati di aria spenta.<br />Da qualche parte sentii tossire e poi la voce distante di Altea che urlava che magari eravamo quasi arrivati, magari bastava camminare anche cento metri e il fumo sarebbe sparito e saremmo arrivati finalmente all'inferno con i suoi gironi, con le grandi vallate scure piene di dannati che soffrono e spingono pietre tra fiamme accese e venti roventi. "Magari bastano ancora" disse e poi basta, sentii solo un rumore, un rantolio.<br />"Cosa" sussurrai e mi alzai in piedi cercando di camminare verso di lei, gli occhi erano bagnati e gonfiati, non si aprivano pi&ugrave;.<br />Altea mi fin&igrave; addosso con tutta la sua forza, sentii le sue mani tastarmi e poi spingermi e tirarmi, non parlava pi&ugrave;, mi tirava e mi spingeva nello stesso tempo, io afferrai una delle sue mani e iniziai a correre assieme a lei,  pensavo di essermi girato verso l'entrata, non vedevo niente, ogni tanto cadevo, tutto per terra era liscio e levigato. Correvo verso l'uscita, poi Altea mi stratton&ograve; e mi tir&ograve; di nuovo verso l'inferno. "No" dissi. "No" ripetei e cercai di trattenerla, ma quella  sembrava impazzita mi stava tirando con una forza inaspettata verso il fondo. "No" dissi per la terza volta e urlai che di l&igrave; si tornava sotto, che saremmo morti, che non avremmo mai raggiunto l'inferno. Ma Altea non mi mollava e all'improvviso sentii un vento freddo e poi caddi nell'acqua gelida.<br />Altea mi lasci&ograve; la mano, io non riuscivo ad aprire gli occhi, stavo bevendo un'acqua amara e nauseante, annaspavo con le braccia senza riuscire a stare a galla, ero completamente immerso nell'acqua.<br />Poi arriv&ograve; di nuovo la mano di Altea a mi sentii portare fuori dall'acqua.<br />Mi sdraiai tossendo sul pavimento e piano piano cercai di aprire gli occhi.<br /><br />Ero di nuovo nella stanza di prima. Era successo che Altea mi aveva portato fuori e, uscendo di corsa dall'apertura dell'inferno, eravamo finiti nel laghetto.  Potevo tenere gli occhi aperti per poco, poi dovevo richiuderli, arrivavano immagini sfuocate di quello che avevo attorno.<br />"Pensavo che mi stessi portando di nuovo dentro l'inferno" dissi.<br />Altea non mi rispose, non la vedevo, non sentivo nessun rumore, non la sentivo tossire.<br />"Altea?" chiesi.<br />"Ci sono" disse qualcuno. Se era Altea, la sua voce era completamente cambiata.<br />"Non riesco ad aprire gli occhi"<br />"Lasciali chiusi" rispose quella voce. <br />Poi sentii un corpo che si posava sul mio e puzzava di fumo, aveva l'odore dell'inferno e mugolava con un rumore metallico e poi sentivo che mi metteva le dita vicino alla bocca per forzarmi la mandibola ad aprirla e quando ci riusciva, la sua lingua piccola e secca mi entrava dentro e io la stringevo ed era quello che rimaneva di Altea. <br /><br />Quando mi risvegliai Altea era sdraiata sopra di me, rotolava nel sonno. <br />Avrei voluto spostarla per alzarmi, ma ero senza forze. C'era un rumore di ventole, in lontananza. <br />"Altea" dissi.<br />Cos&igrave; sdraiato potevo solo vedere il soffitto di pietra della stanza. Vedevo il fumo con la coda dell'occhio. Saliva fino alla volta e l&igrave; stagnava creando una nuvola scura e densa.<br />"Altea" ripetei. "Alzati" <br />Altea prese a tossire, il suo corpo vibrava tutto, come se si stesse per spezzare da un momento all'altro. Doveva avere gli organi pieni di fumo.<br />I polmoni di Altea erano polmoni acquatici, un tipo di polmone che pu&ograve; respirare anche acqua e ha bisogno di una frequente umidificazione per evitare che si secchi. <br />Magari -pensai- dandogli dell'acqua Altea torner&agrave; a essere bella.<br />"Cristo" mormor&ograve; altea e mi strinse pi&ugrave; forte. <br />Rimasi cos&igrave; per un po', sentendo le unghie di altea che mi forzavano la pelle e il suo respiro, di solito cos&igrave; profumato di carne, adesso puzzava di fumo, rotto dai colpi di tosse. "Ti amo altea" le dissi, e dalla mia bocca non usc&igrave; nessun suono, solo un alito.<br />La nuvola sopra la nostra testa mutava forma, era torbida, adesso sembrava un muso di capra, adesso un volto inespressivo. Chiusi gli occhi.<br /><br />Quando mi svegliai per la seconda volta Altea era seduta  per terra e fissava davanti a s&eacute;. "Sto male" disse senza guardarmi. <br />Eravamo di nuovo nella stanza con il lago, dall'acqua proveniva un odore di marcio irrespirabile. Dietro al lago si vedeva la caverna da cui usciva continuamente il fumo, lento e denso.<br />"Ho bisogno di acqua" disse altea girandosi verso di me. "Per i polmoni" aggiunse.<br />"Questa non puoi berla" le risposi cercando di mettermi in piedi e indicando la pozza che stava davanti a noi.<br />Altea scosse la testa. Adesso aveva il viso imbronciato. "Tutta questa strada per bere l'acqua di una pozza putrida".  <br />Sospirai. "Non dovrai bere quest'acqua. Fa schifo. Adesso torniamo indietro nella casa e l&igrave; ci riposiamo. In casa abbiamo l'acqua diretta dell'acquedotto, &egrave; molto fresca e abbiamo anche messo dei filtri per tenere lontano il gusto delle bestioline che si infilano nei tubi e poi ci annegano dentro. Potrai bere tutta l'acqua che vorrai e vedrai che poi tutto andr&agrave; meglio. Quando ci saremo rimessi, potremo tornare nello specchio e cercare una strada diversa, senza andare ad infilarci di nuovo in questa maledetta grotta".<br />Altea annui. Tra s&eacute; e s&eacute; disse che andare dentro alla grotta di fumo non era stata una buona idea. "Per&ograve; ero cos&igrave; curiosa di vedere come era fatto l'inferno"<br />"Forse non era la strada giusta" dissi avvicinandomi a lei.<br />Tesi la mano per aiutarla ad alzarsi e poco dopo camminavamo appoggiandoci l'uno contro l'altro.<br />Tornando indietro capii che non eravamo soli, c'erano altre altee che sbucavano e sparivano dai fori delle pareti. Non riuscivo a vederle, erano come ombre rapide, appena voltavo la testa erano sparite nella cavit&agrave; scura dei passaggi. Anche il loro odore sembrava diverso?<br />"Qualcuno ci sta seguendo" dissi.<br />"Sono solo delle tue fantasie"<br />"Vedo delle ombre, saranno delle altre altee"<br /><br />Quando uscimmo dallo specchio ci ritrovammo nella casa di Altea. Tutto sembrava abbandonato, c'era sporcizia per terra, le finestre erano chiuse, non si vedeva nessuno in giro. L'odore che sentivo nell'aria non aveva niente a che fare con quello che conoscevo di quella casa, era un odore nello stesso tempo umido e rancido, di qualcosa di vivo e di morto.<br />"Non &egrave; come me la ricordavo" diceva altea camminando per le stanze. Ogni tanto si fermava per tossire, appoggiava una mano a una parete e tossiva finch&eacute; non le tornava il respiro. Poi tornava a camminare. Era sempre bella, ma credevo che sarebbe morta, era troppo sofferente.<br />Le camere da letto erano invase dal rumore dei topi, i letti bucati, la lana sparsa per il pavimento assieme a piccole macchiette nere. Si sentiva un rumore venire da dietro ai mobili, come di legni che si spezzano. Bestie comunque non se ne vedevano. Nei bagni e nella cucina i rubinetti erano aperti, ma non usciva niente. Si sentiva un suono venire dai tubi, come il rumore di un fuoco acceso.<br />"Qui &egrave; successo un casino" mormor&ograve; altea.<br />"Eppure non siamo stati via cos&igrave; tanto" <br />"Non &egrave; colpa nostra" disse altea.<br />Si avvicin&ograve; a una delle finestre cerc&ograve; di aprire la serranda, non si riusciva. "E' chiusa" si lament&ograve;. Mi avvicinai e ci provai anche io.<br />"Non si apre" dissi.<br />Provammo da un altra finestra con lo stesso risultato. <br />"Non possiamo vedere quello che c'&egrave; fuori" disse altea.<br />"Cosa dovrebbe esserci fuori? Ci saranno le solite cose"<br />Altea scosse la testa. <br />"Secondo me non c'&egrave; niente fuori" disse prendendomi la mano.<br />La paura di Altea adesso era di non riuscire a rientrare nello specchio. Mi trascinava verso quello da cui eravamo passati poco prima, continuando a tossire e toccandosi il taglio alla base del collo, come se le facesse male o le desse fastidio. Andavamo avanti e indietro per le stanze dell'appartamento, anche la disposizione era cambiata e mi ritrovavo a seguire altea per stanze che non avevamo mai visto prima.<br />Ad un certo punto vedemmo lo specchio da cui eravamo entrati, o uno identico. Davanti allo specchio c'era una altea nera. Era brutta, la pi&ugrave; brutta Altea che avessi mai visto.<br />"Non &egrave; una altea" mormor&ograve; la mia altea mettendosi dietro di me e infilando le sue dita sotto alla mia maglietta. Erano cos&igrave; fredde.<br />"Ciao" disse la altea nera e la voce le usciva dal petto, la bocca era immobile.<br />"L'hanno fatta sbagliata" disse sottovoce la mia altea. Aveva un tono quasi vittorioso, come di chi si prende una piccola soddisfazione. <br />L'altea nera era immobile, i vestiti erano di carne, anche i capelli, era una altea fatta tutta di carne, era bagnata. La pelle sembrava del macinato. Ad un certo punto si mosse verso di noi, ma senza camminare, la carne si pieg&ograve; e poi ritorn&ograve; rigida un po' pi&ugrave; in l&agrave;.<br />"Ciao" disse di nuovo.<br />"Dobbiamo andarcene nello specchio" fece la mia altea, era terrorizzata.<br />"Ma perch&eacute;?"<br />"Dobbiamo tornare di sopra"<br />"Di sopra dove?"<br />"Non siamo usciti da dove eravamo entrati. Quando siamo entrati nella grotta, dico. Siamo scesi"<br />"All'inferno?"<br />"Un posto del genere" disse Altea fissando la sua sosia di carne nera.<br />"Ciao" ripet&eacute; la altea nera e fece un nuovo movimento verso di noi.<br />]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose che mi sono quasi successe davvvero</category><dc:date>2008-01-27T23:02:11+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/94a6f2e76f97c3f1d9f7eb51d2aabc19-102.html#unique-entry-id-102</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/94a6f2e76f97c3f1d9f7eb51d2aabc19-102.html#unique-entry-id-102</guid><content:encoded><![CDATA[in pratica sono in auto con simone e niccol&ograve; che stanno comunicando tra di loro con una passione ammirevole da un certo punto di vista, ma che nello stesso tempo sta per crearmi un buco nel cervello, la felicit&agrave; di un minorenne ha grosse ripercussioni negative nei maggiorenni che si trovano per sfortuna nella zona di interesse del minorenne, in questo caso fanno urli, dicono cose incomprensibili, si mortificano piangendo e poi scalciano, si alleano, si ripercuotono gli uni contro gli altri e tutto questo senza alzarsi dal sedilino dell'auto, ma usando principalmente gli arti superiori e inferiori e un tono della voce settato fuori dalla gamma concessa per legge a un ipod, figurati a un essere vivente, comunque io ad un certo punto non ce la faccio pi&ugrave; e accendo l'autoradio, metto l'ultimo album di battiato e alzo il volume finch&eacute; non sento pi&ugrave; il cicaliccio infantile della mia prole ma solo la voce assoluta di battiato che dice niente &egrave; come sembra, niente &egrave; come appare, perch&eacute; niente &egrave; reale, e io sono felice e sorrido anche mentre battiato continua, anzi continuerebbe ma da dietro arriva la voce di niccol&ograve; che dice 'ehi pap&agrave;, ma lo sai che questa canzone mi piace?' e io sorrido, lo guardo dallo specchietto retrovisore, abbasso un po' la musica e gli rispondo 'certo niccol&ograve;, lo so, per questo ti ho concesso di venire al mondo' e ridacchio, lui ridacchia e guarda simone che non ha capito niente, ma per non stare a fare da terzo incomodo apre la bocca treenne e inizia a cantare una canzone senza senso, lo fa con un entusiasmo esemplare e gioioso tanto che spengo del tutto l'autoradio, mi giro indietro e gli dico 'simone, sei felice, eh?' e lui a queste mie parole si ferma e mi fissa con uno sguardo serissimo e mi dice "pap&agrave;! io sto cantando!" e lo dice con un tono come dire che cazzo stai dicendo pap&agrave;, come se il fatto di cantare e di essere felici non avessero nessun nesso tra di loro e poi sta zitto un attimo e riapre le bocca e ricomincia a cantare e io mi giro verso niccol&ograve; che non dice niente guarda il fratello un po' preoccupato e poi sento che si rivolge direttamente a suo fratello e gli chiede con voce supplichevole, "ma simone, sei anche un po' felice?", nella nostra famiglia c'&egrave; questa continua ansia di controllare di essere circondati da persone felici e infatti siamo sempre molto agitati.<br />Simone si ferma una seconda volta, e di nuovo dice "ma chicco io sto cantando!", e ora il suo tono &egrave; francamente incazzato e quindi sia io che niccol&ograve; lasciamo perdere e guardiamo fuori dal finestrino il panorama che passa e piomba nel buio della sera.<br />(continua)<br />]]></content:encoded></item><item><title>Mi chiede Molesini (con risposta)</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2008-01-25T14:06:31+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/5bb23c01957ba287f6036d1701c21346-101.html#unique-entry-id-101</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/5bb23c01957ba287f6036d1701c21346-101.html#unique-entry-id-101</guid><content:encoded><![CDATA[<em>Ho notato, Venerandi, anche in seguito a tuoi precedenti interventi "redazionali" su absolute, quanto tu tenga al processo di "restituzione del suono", mi vien da dire, e quanto lavoro, tuo, concerna questo samson c01u e software garageband di cui parli.<br />Questo mi fa pensare al fatto che quello che ti importa, soprattutto, nel tuo procedere anche artistico, se posso dire, &egrave; la dimensione sperimentale-acustica. In questo caso (?) sembri cercare una sorta di sostituto della voce, o suo amplificatore, o suo trasformatore in declinazione pensiero-voluta (perdona quando abbozzo). Me ne parleresti, se ne hai voglia.<br /><br /></em>Io credo che banalmente si tratti di una valutazione del testo come materiale, quando questo viene utilizzato per una qualunque finalit&agrave; che vada al di l&agrave; della normale lettura individuale. Nel momento in cui io prendo un testo di un autore e decido di farne una performance pubblica, il testo diventa per me un materiale che -nella finalit&agrave; della performance- ha lo stesso valore dell'acustica del posto dove sono o della mia manovrabilit&agrave; del mixer. Molte delle migliori letture fatte con il collettivo bib(h)icante negli anni novanta, partivano da testi poeticamente poco significativi, ma estremamente funzionali per l'idea che stava dietro alla performance, nell'uso delle voci e dei cori. Di contro alcune letture -con testi molto pi&ugrave; dignitosi- fatte in posti sbagliati o disattendendo le regole minime del rispetto del pubblico, vanificano il valore del testo stesso: questo spesso non &egrave; capito o &egrave; trascurato dagli stessi poeti convinti che quando si legge un testo di poesia, il valore del testo dia una autorevolezza 'autonoma' alla lettura stessa. Io non credo che sia cos&igrave; e ricordo ancora adesso -come monito- una lettura pubblica (grazie al cielo non nostra) organizzata in un locale fichetto, su un palco improvvisato dietro alla macchina che frantumava il ghiaccio per gli aperitivi. Lascio immaginare che brandelli.<br />A corollario: non ho io, n&eacute; ne ha oggi il bib(h)icante ahim&egrave;, il tempo e il lusso di affrontare un discorso serio sulla performance pubblica e sui rapporti tra declamazione e azione teatrale. Durante le nostre letture negli anni '90 siamo arrivati a onesti livelli di dilettantismo, e ci siamo chiesti pi&ugrave; volte se valeva la pena fare un salto ulteriore per approfondire tecniche di dizione o di teatralizzazione e concludere un discorso che -a nostro parere- partiva dalla performance poetica come luogo di 'confine', per arrivare alla performance come drammatizzazione consapevole. Non lo abbiamo fatto, dobbiamo campare, abbiamo figli e mutui, fare poesia oggi (ma in generale fare letteratura) &egrave; ancora un lusso che non tutti possono o vogliono permettersi. <br />Alla fine andare a leggere a Bazzano da Ansuini o a qualche slam poetry nei rari inviti che mi arrivano, &egrave; un costo che a volte affronto solo per fare stare meglio me, perch&eacute; leggere le mie cose mi fa terapeuticamente bene e cerco di farlo dilettantescamente meglio possibile. <br />Lo stesso discorso, e ho finito, per le registrazioni su microfono: mi piace usare il mio microfono, mi piace sfruttarlo e mi piace pensare che sto lavorando per un prodotto dignitoso quanto onestamente improvvisato. Se volessi fare una lettura professionale andrei in uno studio di registrazione, magari accompagnandomi da qualcuno che possa insegnarmi qualcosa. <br />Ma oggi e qui, fare poesia e fare suono con la poesia &egrave; un piacere personale che grazie, diciamo cos&igrave;, a questo magico mondo digitale, possiamo condividere suggerendoci forse a vicenda modi e strumenti per stare attorno a questo economico e immortale media poetico.]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2008-01-23T14:23:12+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/a764247ef18942cec6b664804a236677-100.html#unique-entry-id-100</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/a764247ef18942cec6b664804a236677-100.html#unique-entry-id-100</guid><content:encoded><![CDATA[grazie all'indefessa opera del laboratorio minestro.net, i men&ugrave; in alto dovrebbero essere tornati al loro splendore. per l'occasione ho inserito anche il canto venticinquesimo del rekiem sotto la scriptabilia.]]></content:encoded></item><item><title>platania recensisce &#x22;giovani surrealisti canadesi&#x22;&#x21; tutto vero&#x21;</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2008-01-18T22:19:14+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/0253b7b062a0373618810e6842952a5b-99.html#unique-entry-id-99</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/0253b7b062a0373618810e6842952a5b-99.html#unique-entry-id-99</guid><content:encoded><![CDATA["Se &egrave; vero che gli Stati Uniti sono ancora un melting pot, allora il Canada, che gli sta sopra, ne costituisce il coperchio tremante di bollore. Lo scopriamo, non senza sorpresa, leggendo questa antologia di giovani surrealisti canadesi messa insieme da Fabrizio Venerandi per i tipi delle edizioni I Figli Belli e venduta attraverso lulu.com. La nuova corrente letteraria d&rsquo;oltreoceano, a giudicare da questi veloci racconti, &egrave; la schiuma ineffabile del post-contemporaneo. Si va dai relitti di HTML che affiorano nella prosa di Murter Moric al glaciale umorismo di Ben Miller in Limone, alle ripetizioni, come un&rsquo;eco impazzita, in Inconcludenze di Peter S. Saly. Va detto subito che il totale di questo progetto &egrave; ben superiore alla somma dei suoi singoli racconti (bisogna arrivare alla fine per trovare il pezzo migliore, L&rsquo;incidente di Anders E. Johansen). Venerandi muove una regia discreta nell&rsquo;ombra, si intuiscono certe sue preferenze (i racconti erotici firmati da donne), ma alla fine il volume &egrave; compatto (a proposito: che peccato che non ci siano le note bio-bliografiche dei giovani scrittori) e restituisce bene il sugo filosofico che bolle in pentola. E il sugo &egrave; ben condensato nella frase &laquo;Ad un certo punto non successe niente&raquo; che appare a bruciapelo nel racconto di Gregorio Facile. Gi&agrave;, qui si confina a settentrione con una eterea ma feroce ultraemotivit&agrave;. Con questi canadesi siamo oltre. Non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; quel cinismo che certa narrativa occidentale aveva lavorato fino a consumarne le trame. No, qui il dolore e il piacere sono stati valutati e scartati, in quanto merce che non interessa. Qui siamo nel regno sublime dell&rsquo;estetica dell&rsquo;indifferenza, anzi, siamo gi&agrave; un passo oltre questo regno. Qualcuno ha detto che la narrativa contemporanea ha spento la luce nel mondo. Ebbene, questi giovani canadesi sembrano proprio aver imparato a vedere al buio."]]></content:encoded></item><item><title>giovani surrealisti canadesi: the making of:</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2008-01-17T20:52:28+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/73bd0d1a508079f4f0c36f0df4d8f2ff-98.html#unique-entry-id-98</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/73bd0d1a508079f4f0c36f0df4d8f2ff-98.html#unique-entry-id-98</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_or9IagvlQE&eurl=http://lamerotanti.com/?p=981" rel="external">qui</a> un esclusivo video che testimonia la durissima selezione che mi &egrave; toccato fare per aiutare la lett. ita.]]></content:encoded></item><item><title>voci dal macworld 2008</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>eventi</category><dc:date>2008-01-15T21:58:08+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/62c191e1d28c8fafae3364f42a394d75-97.html#unique-entry-id-97</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/62c191e1d28c8fafae3364f42a394d75-97.html#unique-entry-id-97</guid><content:encoded><![CDATA[per caso quasi contemporaneamente sia prince che la apple sono riuscite nel 1998 a farmi 'innamorare' dei loro prodotti musicali e tecnologici, riaccendendo una passione che era mortissima e sempre prince e la apple negli ultimi anni sono riusciti non solo a spegnerla quella passione, ma a seppellirla. <br />ho trovato questo keynote volgare; volgare vedere una ditta che associavo a una enterprise che produceva idee tecnologiche di avanguardia, vendere gadget che servono essenzialmente per poter acquistare, sempre da apple, mp3 o affittare telefilm americani.<br />&egrave; spiacevole dopo aver seguito per molti anni qualcuno che portava avanti delle idee, vederlo tirare fuori la trombetta e sentire che tutta quella gran musica era solo un playback. pi&ugrave; sottile, certo, lo urla la trombetta, e intanto io non trovo una scheda tecnica da scaricare per sapere che tipo di meccanica usano i tasti di questa trombetta cos&igrave; sottile da essere poco pi&ugrave; di un rendering. ma noi siamo fuori.<br />siamo fuori target diceva qualcuno in chat, certo immaginandomi con in mano un iphone o un macbook air l'unica cosa che potrei fare guardandolo &egrave; vedere come quel coso non ha niente a che fare con le cose che mi stanno attorno, con la gente che vive con me, con la casa che mi cresce (e crolla) sopra. se avessi un coso del genere tra le mani mi si romperebbe, si sfracellerebbe tra mille manine.<br />mi sento tanto analogico ultimamente e sento che questa grande rivoluzione, questo grosso digital hub sia un eccesso di potenza dato in mano alle persone sbagliate. cio&egrave; ai consumatori.<br />lo dicevo altrove, o forse lo pensavo solo, forse il think different oggi &egrave; in questo ritorno all'analogico, a cose che si rovinano e una volta rovinate continuano ad esistere -rovinate-  invece che sparire nel nulla di un digitale corrotto, riproducibile e smarrito.<br />]]></content:encoded></item><item><title>letture liguri</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2008-01-12T08:17:27+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/6f74042204de7cafd861ffa6627a7e5a-96.html#unique-entry-id-96</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/6f74042204de7cafd861ffa6627a7e5a-96.html#unique-entry-id-96</guid><content:encoded><![CDATA[parte (in modalit&agrave; provvisoria) <a href="http://www.lettureliguri.it/" rel="external">letture liguri</a>, osservatorio sulla scrittura e sull'editoria in liguria. <br />tenetelo sott'occhio...]]></content:encoded></item><item><title>Tutta la verit&#xe0; su asterisco</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2008-01-09T10:12:48+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/3f2aee5c9936bd8ee3bff6c7746e48a9-95.html#unique-entry-id-95</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/3f2aee5c9936bd8ee3bff6c7746e48a9-95.html#unique-entry-id-95</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://lamerotanti.com/?p=960" rel="external">Qui</a> e ora.]]></content:encoded></item><item><title>200x</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>lettere a koch</category><dc:date>2008-01-01T17:17:22+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/89b9fa57dec79747f80bec9586332de2-94.html#unique-entry-id-94</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/89b9fa57dec79747f80bec9586332de2-94.html#unique-entry-id-94</guid><content:encoded><![CDATA[&egrave; disgustoso koch: buon 2009: bisogna leggere koch: solo leggere: scrivere &egrave; un'impresa disgustosa: i gormiti sono fra noi: fabio volo &egrave; tra di noi: alberto angela &egrave; tra di noi: tu muoviti quanto vuoi: la tua anima: non si muove: ad un certo punto ti chiedi se lo fai perch&eacute; lo devi fare o perch&eacute; no: forse &egrave; perch&eacute; no: forse per non pensare di non averci provato: ad un certo punto koch metti un punto a capo: non lo fai apposta: non lo decidi: ti rendi conto che lo hai messo: hai presente: sai cosa voglio dire: non &egrave; facile: si fanno delle liste di priorit&agrave;: funziona cos&igrave;: se stai bene stai meglio se stai male cerchi di stare bene: ti sembra stupida ogni cosa quando stai male: stare male sarebbe una condizione ottimale se non fosse per il dolore: per il disgusto: si cerca di essere ordinati: di avere tutte le cosine al loro posto: &egrave; nella natura dell'uomo: poi stai male: questo computer scalda: il mio viaggio &egrave; ancora lungo non so quanto manca alla fine: ho letto il best seller della bronte koch: mi &egrave; sembrato un testamento, poi &egrave; morta: non ero il notaio, non avevo nessun legato: sulla copertina del libro che sto leggendo ora c'&egrave; scritto "un opera che durer&agrave; cent'anni" firmato caproni, il poeta: io ho pensato: bella merda caproni, cent'anni non sono un cazzo: forse non gli &egrave; piaciuto: adesso non scrivo pi&ugrave; non ci riesco ho troppe cose da leggere: devo leggere ogni giorno devo sempre leggere e non ho tempo: dovrei rendere felici le persone che ho attorno: ma per farlo dovrei essere felice anche io koch: e per essere felice devo dare addosso a quelli che ho intorno: &egrave; un serpente che si morde la coda koch: la cosa migliore &egrave; farsi del male da soli fino a vedere il sangue: quando la gente vede il sangue cambia, koch: sono curiosi: schiaccia per vedere se ne esce di pi&ugrave;: si interroga sulle cause dell'uscita: dovrei gi&agrave; essere a porta nuova va a finire che perdo la coincidenza: &egrave; pieno di ragazzi: i ragazzi sono spaventosi koch: hanno tanta di quella energia: in classe hanno un'energia spaventosa: eppure sono cos&igrave; fragili se li consideri nel dettaglio: possono fare a pezzi senza neppure rendersene conto e nello stesso tempo cadere e impallidire: &egrave; una cosa curiosa: buon 2009 koch: prendiamocela per tempo: ottima buona e piena fino alla gola: andiamo avanti koch: se tu lo vuoi tu lo sarai: una di noi]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2007-12-27T17:22:31+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/93988b44e88f4a0c5fb38306a8d435a0-93.html#unique-entry-id-93</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/93988b44e88f4a0c5fb38306a8d435a0-93.html#unique-entry-id-93</guid><content:encoded><![CDATA["la faccenda per la quale si passa cos&igrave; tanto tempo davanti a internet quando non c'&egrave; niente dentro, &egrave; che a furia di cercare alla fine si crea quello che mancava. o meglio, qualcosa del genere". <br /><em>(James Yoice, Gente di Pechino, Milano, 2007)</em>]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2007-12-25T23:01:02+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/c1dfda95d13caf42107487c2bf6db622-92.html#unique-entry-id-92</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/c1dfda95d13caf42107487c2bf6db622-92.html#unique-entry-id-92</guid><content:encoded><![CDATA[avrei molte cose da raccontare, ma a voce ]]></content:encoded></item><item><title>eccoli &#x27;sti figlibellli</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>eventi</category><dc:date>2007-12-12T23:28:57+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/8a92d8f026aa32a6e37b18593b827428-91.html#unique-entry-id-91</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/8a92d8f026aa32a6e37b18593b827428-91.html#unique-entry-id-91</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.lulu.com/content/1671287" rel="external"><img class="imageStyle" alt="320_1671287" src="http://www.venerandi.com/files//page0_blog_entry91_1.jpg"width="315" height="320"/></a><br /><br />... e fanno anche sentire la loro <a href="http://www.myspace.com/giovanisurrealisticanadesi" rel="external">voce</a>]]></content:encoded></item><item><title>la penultima avventura del signor bonaventura e i giovani surrealisti canadesi</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>eventi</category><dc:date>2007-12-07T21:22:01+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/643bfe86678933932410a31c22d53844-90.html#unique-entry-id-90</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/643bfe86678933932410a31c22d53844-90.html#unique-entry-id-90</guid><content:encoded><![CDATA[il mai troppo lodato (anche perch&eacute; nessuno lo ha letto) romanzo del signor venerandi intitolato<u> l'ultima avventura del signor bonaventura</u> (non cliccate non succede niente) ampiamente previsto per fine del duemila e sette esce nel duemila e otto. dopo un vivace colloquio venerandi - coniglio &egrave; venuto fuori che la carta con cui sono state stampate le oltre ventimila copie del romanzo puzza. <br /><br /><em>[pezzo della sbobinatura della telefonata autore-editore]<br /><br /></em>- come puzza? di cosa?<br />- eh... puzza<br />- ma puzza di cosa?<br />- roba sgradevole<br />- ah<br />- dannata roba sgradevole<br />- capisco <br /><br />Impossibile darlo alle librerie e quindi tutti i libri sono stati mandati al macero un po' come il black album di prince, i favolosi anni ottanta rivivono di nuovo.<br />Torner&agrave;? Beh, come al solito dipende dai dannati cinesini, minestro ne sa qualcosa, ma in questa onda densa che da un certo tempo sembra avvolgere le avventure letterarie del venerandi emerge almeno la testa compiaciuta dei surrealisti canadesi e quella di una affascinante ragazza-lasciva chiamata Lulu: anche venerandi infatti approda a Lulu, a quel candore femminile cartaceo che sottende a ogni sano bisogno di globalizzazione vista dal basso (che come ogni cosa vista dal basso fa un po' senso), non come autore (scherziamo?) ma come curatore di una favolosa raccolta intitolata GIOVANI SURREALISTI CANADESI che raggruma il peggio del peggio della narrativa surrealista canadese di giovani adolescenti con calzini di spugna bianchi che girano in anfiteatri canadesi con grosse racchette da tennis in mano: la prefazione &egrave; di antonio koch, mica crostini al latte. mazzetti, come al solito, presiede sornione con le solite poetesse scosciate e delle fette di pane e salame. Insomma, come non esserci.]]></content:encoded></item><item><title>non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac dv </title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>lettere a koch</category><dc:date>2007-12-01T22:02:50+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/5e495e163373e230fe4171d234ca8ff4-89.html#unique-entry-id-89</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/5e495e163373e230fe4171d234ca8ff4-89.html#unique-entry-id-89</guid><content:encoded><![CDATA[non ci crederai koch ma ti sto scrivendo con un imac dv a cui ho manualmente cambiato l'hard disk per metterne uno silenzioso, mi sono anche avanzate delle viti, &egrave; un computer in fin di vita, ha il dvd fottuto perch&eacute; simone ha infilato dentro al dvd quattro dv contemporaneamente, non pensavo che fosse fisicamente possibile e invece pare che ci stiano tutti e quattro, ho dovuto aprirlo come si aprono le aragoste per rimetterlo in moto, gemeva come una bestia ferita, uno del dvd si &egrave; completamente rigato e soprattutto se adesso infilo un dvd o un cd dentro al computer poi per toglierlo devo smontare completamente la macchina il che &egrave; un po' scomodo e la cosa ancora pi&ugrave; scomoda &egrave; che questo doveva essere il computer con cui i bambini avrebbero dovuto vedere i dvd e invece in pratica il suo unico utilizzo &egrave; andato a farsi benedire e allora l'ho preso io per scrivere mentre aspetto che torni il mio powerbook dalla riparazione, riparazione che pare che durer&agrave; molto a lungo perch&eacute; non si trova il taglio dell'hard disk che ho chiesto io, ma la cosa che mi fa davvero soffrire koch non &egrave; questa, queste sono cazzate koch, sono cose che ci posso tranquillamente ridere sopra, quello che mi fa soffrire koch cosa &egrave;, tu dirai l'amore koch perch&eacute; sei un fottuto sentimentale, io dico beh certo koch l'amore ma nel senso della felicit&agrave;, faccio una pausa per portare fuori il cane altrimenti va a finire che lo uccido, mi sta rompendo il cazzo mica poco<br /><br /><br />sono passati dei giorni koch da quando ho scritto le righe qui sopra, e ora sto di nuovo scrivendo con il mio portatile collegato a un lg flatron L1015S, ho reinstallato tutto sul mio portatile ma ora non voglio pi&ugrave; usarlo come portatile lo uso solo come desktop perch&eacute; ho capito che avere sempre con s&eacute; il proprio computer &egrave; una cosa dannosissima, ci sono alcune cose dannose in questo nuovo millennio e queste cose sono il computer e poi internet e poi la flat, pi&ugrave; o meno in quest'ordine e poi direi anche il negrnoni vedendo gli errori che sto facendo per scrivere questo pezzo, tu non li vedi, ma in pratica sto rantolando parola dopo parola, &egrave; stato un negroni desideratissimo koch, ero sfinito koch, ero innamorato di questo negroni che non voleva venire fuori, del tipo mi ero preso un pezzo di focaccia e dopo facevo i ruttini per strada e i ruttini avevano il gusto di negroni, non era cattiva digestione koch, era una premonizione e infatti poi mi sono fatto trentasei euro di negroni con tutta la famiglia, che trentaseri euro sono una spesa discreta alla coop e quindi mi sento in colpa, ma devo anche dire che ci voleva, una volta <br /><br />il portatile &egrave; una merda ti prende la testa, anche lo stop &egrave; una merda il fatto che il computer sia sempre pronto, lasciarlo acceso cos&igrave; basta un attimo perch&eacute; sia attivo, &egrave; sempre l&igrave;, volevo scrivere una poesia che iniziava con 'il mio computer come il mio cane non dorme mai' ma poi mi sono messo a install<br /><br />il mio prossimo libro per mazzetti si intitoler&agrave; "optimistic: the real life" e si svolge in un futuro in cui]]></content:encoded></item><item><title>giorni e nuvole</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-11-29T21:41:30+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/0c1af24290877d51f70cb41d8dc64e1f-88.html#unique-entry-id-88</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/0c1af24290877d51f70cb41d8dc64e1f-88.html#unique-entry-id-88</guid><content:encoded><![CDATA[la cosa che mi fa incazzare di giorni e nuvole di soldini &egrave; che la storia in pratica &egrave; di una coppia di borghesi che -dopo che il marito ha perso il lavoro- sono costretti a fare una vita che soldini presenta come orrenda e che &egrave; quella che faccio io da quando sono nato e quindi mentre guardavo il film e vedevo albanese in giacca e cravatta che si mette a stendere la roba o la buy lavare la vasca da bagno con la faccia come dire che schifo sono costretto a fare un lavoro da filippina, ecco in quel momento speravo che la china discendente in cui erano finiti aumentasse la sua inclinazione e li facesse finire nel minor breve tempo possibile nel mare genovese tanto ben ripreso da soldini.invece il film &egrave; lunghetto, presenta una serie di attori che sembrano aver letto la sceneggiatura pochi minuti prima di mettersi a recitare, e fa capire che crisi significa che la gente si mette a urlare, la cosa &egrave; abbastanza ridicola, due personaggi si mettono a parlare e dopo poche battute urlano perch&eacute; sono in crisi, qualsiasi cosa debbano dirsi, urlano, giuro e la terza cosa che si capisce dal film &egrave; che anche io posso scrivere una sceneggiatura, se il tema di soldini era importante, la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, proprio nelle sue premesse che minano alla base la credibilit&agrave; dei personaggi. peccato perch&eacute; un film che avesse parlato del disagio di chi si trova in questa mobilit&agrave; da poveracci dell&rsquo;attuale mercato del lavoro sarebbe stato importante, ma -appunto- la storia non convince: il crollo nella povert&agrave; &egrave; troppo rapido e ha dei punti oscuri: se albanese ha una quota nella societ&agrave;, bench&eacute; estromesso dalla guida della stessa, questa quota &egrave; un bene economico; sempre albanese dice che deve vendere la casa per poter fare causa ai suoi ex soci: la casa viene venduta, a meno di quello che lui pensava, ma viene venduta. e la causa che fine ha fatto? non se ne parla pi&ugrave; nel film. e alcuni elementi, come la storia tra la buy e il manager navale o cosa &egrave;, resta un appendice gratuita che rischia di sfociare addirittura nel grottesco.non ho provato nessuna empatia verso albanese costretto a stendere i panni o alla buy che deve lavarsi la vasca da bagno sporca, se questo &egrave; l&rsquo;orrore della borghesia, &egrave; forse perch&eacute; la borghesia fa una vita orrenda e pulita, vista dal basso la parabola della coppia ha come sola [la registrazione si interrompe all'improvviso]]]></content:encoded></item><item><title>L&#x27;onorevole scipioni</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2007-11-26T23:31:12+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/7931fe558e4e820cf46dd95e93fa2c6c-87.html#unique-entry-id-87</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/7931fe558e4e820cf46dd95e93fa2c6c-87.html#unique-entry-id-87</guid><content:encoded><![CDATA[Il palazzo era un casermone di inizio novecento, forse costruito prima della guerra mondiale, una delle due. La prima. Il portone di ingresso era rotto, la chiave si infilava a fatica, e poi bisognava lavorarci per fare scattare la serratura. Sul portone un foglio invitava a richiudere il prima possibile. Tre scalini in marmo portavano alle cassette della posta, dove una scritta su un foglio attaccato con lo scotch avvertiva: NO PUBBLICITA' NELLE CASSETTE, e sotto pi&ugrave; grande e sottolineato: NON SONO GRADITE!!!!!<br />Cinque punti esclamativi, cont&ograve; Mattia osservando la scritta e ascoltando i lontani rumori dell'ascensore che arrancava verso il basso.<br />Vicino c'era un ragazzo che Mattia non aveva mai visto prima.<br />"Mi dispiace" disse Mattia.<br />Il ragazzo alz&ograve; le spalle e non disse niente. In mano teneva una valigetta di plastica nera.<br />Aspettarono ancora finch&eacute; non arriv&ograve; l'ascensore. Si sent&igrave; uno scatto come di meccanismi che si rilasciano, poi un raspare e le porte si aprirono. Il volto da salamandra di una signora apparve dalle due porticine e poi -a terra- la figura ringhiosa di un barboncino bianco. Mattia non sapeva se il cane fosse davvero un barboncino, ma se non lo era, se lo sarebbe meritato.<br />"Buono, buono" disse la signora senza uscire dall'ascensore. "Dove andate?" chiese poi, restando con la testa in mezzo alle porticine, come se fossero i teloni di una quinta teatrale da non scoprire.<br />Il ragazzo con la valigetta si gir&ograve; verso Mattia che rimase a fissare la donna per un po' di tempo. Poi disse che andavano all'ultimo piano, dall'onorevole scipioni.<br />Il barboncino continuava a ringhiare e a questo punto mand&ograve; qualche fastioso latrato. Sembrava che abbaiasse in falsetto.<br />"L'onorevole &egrave; morto" disse la signora.<br />"Lo sappiamo" disse Mattia.<br />La signora rimase ancora un poco tra le due porte dell'ascensore, poi con lentezza inizi&ograve; ad aprirne una e poi l'altra, sempre dicendo buono, buono al barboncino che continuava a ringhiare e abbaiare azzardando qualche balzello animale che una sofferente pinguitudine rendeva pi&ugrave; un'intenzione che un vero e proprio salto.<br /><br />(potrebbe continuare)]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-11-26T00:13:35+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/cf3112ee5654bb2295b48814dce1bd24-86.html#unique-entry-id-86</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/cf3112ee5654bb2295b48814dce1bd24-86.html#unique-entry-id-86</guid><content:encoded><![CDATA[oggi ho fatto polpettine di tofu, aglio, carote, cipolle e spinaci; il mio portatile ha ancora l'hard disk rotto;  ho finito di leggere i malavoglia. ]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-11-19T21:23:17+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/05a87778d72f9e158d028c0d8ad77cf5-85.html#unique-entry-id-85</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/05a87778d72f9e158d028c0d8ad77cf5-85.html#unique-entry-id-85</guid><content:encoded><![CDATA[ho fatto il bagno per la prima volta nella mia nuova vasca da bagno, ho finito di leggere tirature 2007 e ho distrutto definitivamente l'hard disk del mio powerbook, contestualmente. siate forti anche per me.]]></content:encoded></item><item><title>ho tolto i colori koch</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>lettere a koch</category><dc:date>2007-11-09T11:51:53+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/8cf470dffb2f63d495d19c9c700586df-84.html#unique-entry-id-84</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/8cf470dffb2f63d495d19c9c700586df-84.html#unique-entry-id-84</guid><content:encoded><![CDATA[tutte queste parole koch, tutte queste chiavi di ricerca; sai cosa ho fatto koch, alcune cose koch, cercher&ograve; di dirtele con calma di non farmi prendere dalla fretta, la prima cosa &egrave; che ho tolto i colori koch, da tutti i miei computer ho tolto i colori, ho capito che i colori nei computer servono a ingannarti a farti credere che ci sia qualcosa di nascosto e di brillante mentre non c'&egrave; niente del genere, i colori servono a distrarti e farti perdere tempo, sono come i serial tv alla televisione alla sera, ti vogliono rendere tranquillo, ho settato tutto a livelli di grigio, con macintosh si pu&ograve; c'&egrave; un pulsante che dice 'vuoi vedere i colori o i livelli di grigio?' e io ho scelto il grigio e ora &egrave; tutto pi&ugrave; chiaro, anzi quando vado da un computer con i colori mi sento come se mi stessero violentando, quelle tinte accesissime brillanti che non servono a niente, hai mai visto un supermercato a luci spente koch, vuoi sapere come &egrave; un supermercato a luci spente, beh koch quando spengono le luci sembra tutto pi&ugrave; normale, tutte quelle offerte speciali diventano offerte normali, tutto il super, l'iper, l'extra, diventa normale, anche la carne diventa meno rossa, meno brillante, i prodotti diventano roba, roba posata l'una sopra l'altra, la stessa cosa qua, adesso, per le parole, tutto torna a essere bianco e nero e le sue sfumature normali, meno volgari, sto togliendo le cose koch una a una, ho capito che non solo non posso fare tutto, ma che devo aggrapparmi alle tre cose che so fare come ci si aggrappa a uno scoglio koch e poi cercare di cantare, sai cosa devi fare quando sei aggrappato a uno scoglio e stai per andare a fondo, senti le dita del mare che ti tirano di sotto, sai cosa devi fare? beh koch devi cantare perch&eacute; cantando non attiri certo le navi, non sei la sirenetta koch, ma devi cantare perch&eacute; non puoi fare altro e morire per morire &egrave; meglio morire cantando, almeno hai qualcosa a cui pensare, e scrivere koch &egrave; l'inganno dei livelli di grigio, spesso ci siamo detti ma no cazzo scrivere &egrave; un fottuto palliativo del cazzo, ecco adesso credo che scrivere non sia un fottuto palliativo del cazzo, credo che scrivere sia una forma, solo e semplicemente una forma e questa forma resta visibile e invisibile, torna e viene, &egrave; una forma a livelli di grigio &egrave; una forma che invecchia e muore e non ha niente a che vedere con quello che ha intorno, non ha neppure niente a che vedere con lo scritto, io -koch- non ho pi&ugrave; nessuna fiducia nella scrittura ma ne ho una interessata per lo scritto, per quello che resta e attraversa la morte, per quel poco per quella poca fortuna che attraversa la morte e non riesco ad immaginare cosa rester&agrave; di questo zatterone orrendo, questo grande webbone bloggone dell'umanit&agrave; completa che traghetta tutto verso il niente verso il prossimo sistema operativo verso una forma di orgasmo che non ha pi&ugrave; bisogno di venire ma arriva come arriva un giorno che c'&egrave; stato qualche settimana fa e non importa niente che ci sia stato o no, ma che nessuno pu&ograve; togliere a sua scelta, &egrave; come impietrito identico ad altri migliaia inamovibili eppure gi&agrave; completamente rimosso]]></content:encoded></item><item><title>pezzi di film</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2007-11-06T06:35:16+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/d3f64e8c3b564e92b527ba8bde1188dc-83.html#unique-entry-id-83</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/d3f64e8c3b564e92b527ba8bde1188dc-83.html#unique-entry-id-83</guid><content:encoded><![CDATA[Il gioco che io e niccol&ograve; facciamo adesso &egrave; quello di dire dei pezzi di film e l&rsquo;altro deve indovinare di che film si tratta, &egrave; un giochino semplice che risolve anche gli imbarazzanti silenzi che vengono fuori quando tento un dialogo generazionale pi&ugrave; sofisticato e quindi siamo a tavola che ci facciamo questi quiz mentre cecilia sparecchia, lei non gioca perch&eacute; odia divertirsi.<br /><br />A un certo punto squilla il telefono e la mia del tutto consorte esce dalla stanza per andare a rispondere e io mi avvicino con la testa a niccol&ograve; e gli dico sottovoce, appena torna la mamma io ti domando &lsquo;chi ha incoronato pipino il breve?&rsquo; e tu devi rispondere &lsquo;stefano secondo&rsquo;, hai capito?<br />&ldquo;Stefano secondo&rdquo;<br />&ldquo;Bravo, ci devi pensare un attimo e poi dire tranquillo stefano secondo&rdquo;<br />&ldquo;Ok&rdquo;<br />E mi ributto sulla sedia e sorrido a niccol&ograve; che mi sorride, siamo due complici stronzetti, ci freghiamo le mani e poi quando sentiamo che cecilia ha finito la telefonata facciamo finta che stiamo ancora giocando e quando cecilia torna a tavola e si siede io mi schiarisco la voce e dico, ora te ne faccio una difficile niccol&ograve;, ora che vai in prima elementare dovresti saper rispondere anche a questa, chi ha incoronato pipino il breve?<br />E niccol&ograve; ci pensa un attimo e dice stefano secondo, lo fa con una naturalezza un po&rsquo; rigida ma comunque se la cava bene tanto che cecilia fa gli occhi grossi e dice ma, ma, ma come, e io la anticipo e le dico eh sai, cultura generale.<br />&ldquo;Ma che cultura generale, stefano secondo non &egrave; cultura generale&rdquo;<br />&ldquo;Beh alla sua et&agrave; io lo sapevo&rdquo;<br /><br />E lei resta con la faccia perplessissima a fissare niccol&ograve;, poi scuote la testa e dice, boh, magari pu&ograve; essere che in prima elementare il programma sia pi&ugrave; avanzato, non so, e lo guarda mentre niccol&ograve; se la ride e mi fissa di sottecchi e poi cecilia si butta contro lo schienale della sedia e resta zitta come se stesse fumando e poi alla fine dice, ma senti niccol&ograve;, e invece chi &egrave; che ha incoronato carlo magno?<br />E niccol&ograve; ci pensa un attimo, ha uno sguardo panico e poi dice leone terzo.<br />&ldquo;Beh giusto&rdquo; dice cecilia e si alza per andare a lavare i piatti e io le afferro la mano, ho gli occhi sbarrati, guardo adesso cecilia, adesso niccol&ograve; che come se niente fosse sta addentando una mela e io dico ma come fa a saperlo? leone terzo, capisci  come fa a saperlo?<br />&ldquo;Cultura generale, l&rsquo;hai appena detto no?&rdquo; fa cecilia un po&rsquo; rassegnata.<br />&ldquo;S&igrave;, ma un conto &egrave; stefano secondo, un conto &egrave; leone terzo!&rdquo;<br />&ldquo;Uh? Sai qualcosa sul papato che io non so?&rdquo;<br />Io non rispondo, guardo con occhi cattivi tutti quelli che sono presenti nella stanza e mi sento come tom cruise in uno qualsiasi dei suoi film in cui scopre che c&rsquo;&egrave; un grande complotto alle sue spalle, che lui pensava di essere un fico pi&ugrave; furbo degli altri e invece viene fuori che  &egrave; solo una pedina, anche un po&rsquo; una merda.<br /><br /><em>(continua)</em>]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2007-10-29T06:41:24+01:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/f327d519c79d2bf82be9e7eaf5be8e7b-82.html#unique-entry-id-82</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/f327d519c79d2bf82be9e7eaf5be8e7b-82.html#unique-entry-id-82</guid><content:encoded><![CDATA[la sostanziale differenza -post mortem- tra paradiso e inferno, &egrave; che all' inferno non si prende radio3 rai]]></content:encoded></item><item><title>la Ragion Totale</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>eventi</category><dc:date>2007-10-24T06:28:17+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/e90f2dbae08bf428ae3da22713c28ba2-81.html#unique-entry-id-81</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/e90f2dbae08bf428ae3da22713c28ba2-81.html#unique-entry-id-81</guid><content:encoded><![CDATA[Venerd&igrave; 26 Ottobre ore 18 a Genova,  Bookinthecasba, libreria in via di Pre 137 rosso, angolo trogoli di Santa Brigida, si presenta la Ragion Totale, ultimo volume in versi di Paolo Gentiluomo. Chi ci sar&agrave; potr&agrave; raccontarlo ai suoi figli, gli altri saranno destinati ad una vita post-mortem sospesa a correggere macro di excel commentate in tedesco arcaico. Io sar&ograve; mescolato nel pubblico e mi riconoscerete per la tortina salmonata che mi guizza via dalla bocca.]]></content:encoded></item><item><title>lamento di arianna</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>lettere a koch</category><dc:date>2007-10-23T06:43:37+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/c81fb4071e3c22e27a423e750bb104ae-80.html#unique-entry-id-80</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/c81fb4071e3c22e27a423e750bb104ae-80.html#unique-entry-id-80</guid><content:encoded><![CDATA[l&rsquo;altra cosa koch &egrave; che mi vergogno anche io, hai presente le storie di questi scrittori che sono degli ignoranti del cazzo, che non sanno niente che vivono la loro scrittura come se fossero gli ultimi abitanti della terra, ecco io non mi sento l&rsquo;ultimo abitante della terra, mi sento il solito stronzo di turno, tu sai cosa intendo per povero stronzo, se penso a un povero stronzo, letterariamente parlando, ecco che scatta una certa empatia, e mi sento in colpa nel senso che se guardo in prospettiva la mia vita, da una prospettiva abbastanza alta, ecco che non posso fare altro che sentirmi in colpa per me e per le persone che mi stanno attorno, mi spaventa quello che ho fatto e per quanto tempo lo abbia fatto, avere cos&igrave; vicino le cose pi&ugrave; importanti e tenerle in cos&igrave; poco conto per mantenere vive poi delle abitudini e delle impurit&agrave; del corpo, tipo cosa intendo per impurit&agrave;: intendo badare a una gloria futura che non ci sarebbe stata alla quale non si sarebbe stati neppure preparati (e questo lo si poteva capire facilmente); e poi camminare spensierati per la citt&agrave; e trovare una motivazione, motivazione non &egrave; il termine giusto diciamo &lsquo;giustificazione&rsquo;, trovare una giustificazione per quella camminata cos&igrave; leggera e cos&igrave; dannosa, se la cosa ti sembra patetica koch ricordati che siamo in un blog, &egrave; soltanto un blog, sai chi sarebbe stato un bravo blogger koch? d&rsquo;annunzio, quella vecchia volpe di d&rsquo;annunzio sarebbe stata ore e ore davanti al monitor a bloggare e nei momenti di pausa avrebbe fatto delle chat porno, vecchia animaccia di un d&rsquo;annunzio, ma io non sono un buon blogger koch, vengo fatalmente sepolto dal buio, non sono un buon blogger e non sono una buona anima, ma qualcosa di buono nella mia vit&agrave; l&rsquo;ho fatta, lo vedo chiaramente, tipo prendere dieci anni fa il cd in economica con il lamento di arianna a cinque voci, la cosa &egrave; stata sacrosanta anche se adesso, con il senno di poi, mi riempie di rabbia per tutto quello che ci stava attorno, ad es]]></content:encoded></item><item><title></title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-10-12T22:26:03+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/ca9b35447691953cd5175ee19803a8a9-79.html#unique-entry-id-79</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/ca9b35447691953cd5175ee19803a8a9-79.html#unique-entry-id-79</guid><content:encoded><![CDATA[Il mio problema era che la sera uscivo da casa, venivo immerso dall'umidit&agrave; fredda del santolcesino e camminavo nel silenzio irreale che c'&egrave; nei paesi dell'entroterra, mi avvicinavo a quella fonte di luce che era il bar ACLI, aprivo la porta di metallo grigio ed ero avvolto dagli odori del bar e degli anziani, la televisione accesa da qualche parte, le urla dei giocatori di carte, io superavo tutto questo come se non lo vedessi  e andavo nella parte dei giovani, dove c'erano i videogiochi e il jukebox, una saletta staccata dal resto del bar ma con un vetro da cui potevamo essere controllati e l&igrave; sapevo che avrei passato tutta la serata ad aspettare qualcosa che non sarebbe arrivato e che non sapevo neppure cosa fosse. L'unica cosa di cui ero certo era che il retro del bar ACLI era il punto pi&ugrave; vicino a quello che aspettavo, che non c'era nessun altro posto dove io potessi andare senza che poi sentissi la forza e la nausea di dover tornare sui miei passi per entrare di nuovo nel retro del bar ACLI. Se fossi uscito e fossi andato in camera mia mi sarei sentito come uno che ha perso un'occasione, avrei avuto la certezza che la cosa che stavo aspettando in quel momento era arrivata e tutti gli altri ragazzi se la stavano godendo alla grande. La cosa si ripeteva tutti i giorni, ogni santo giorno entravo in quel bar, facevo la mia strada al buio e stavo l&igrave; dentro, ad aspettare, circondato dai colori eccezionali dei videogiochi, con marco grande che rideva assieme a quelli che andavano gi&agrave; alle superiori e marco piccolo che girava con le cassette copiate di renato zero, e io ero l&igrave; in mezzo che aspettavo e giocavo infinite partite a the ladder e sentivo quei suoni computerizzati, le scritte in un americano oscuro che sembrano voler dirmi che dopo ci sarebbe stato qualcosa di grande, che c'era solo da aspettare e prima o poi qualcosa sarebbe successo, bastava restare l&igrave; ogni sera, esserci sentendosi nel posto pi&ugrave; sbagliato del mondo eppure l'unico possibile.<br />Quando di notte tornavo a casa ero sconfitto, tutto finiva e quello che aspettavo non era successo, correvo fino al portone  e infilavo la mano in un foro del portone per aprirlo senza usare la chiave, piegavo un osso del pollice e riuscivo a entrare con la mano e far scattare la maniglia interna e poi correvo per le scale scure di casa mia fino all'ultimo piano e dentro c'erano i miei genitori, sempre in attesa del mio ritorno. Il fatto che fossero sempre presenti non mi tranquillizzava affatto, lo trovavo terrorizzante. La mia camera era piena di disegni, di mobili, era una normalissima camera di un bambino felice. Avevo un banchetto con un libro sul sistema solare e un binocolo, per avvistare gli alieni.<br />La cosa migliore era dormire e aspettare il giorno dopo.]]></content:encoded></item><item><title>oggi amore sei l&#x27;entrata del mio blog</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><dc:subject>salvo esaurimento scorte</dc:subject><dc:date>2007-10-09T06:25:50+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/b24e5ea492a533a3627f053bb4dc00aa-78.html#unique-entry-id-78</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/b24e5ea492a533a3627f053bb4dc00aa-78.html#unique-entry-id-78</guid><content:encoded><![CDATA[<span style="font:12px Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; ">oggi amore sei l'entrata del mio blog	<br />ghetto, sei arrivata con tutta la tua forma<br />per dirmi -amore stai male- e mi stringe<br />vi una tua mano caldissima, mi portavi<br />parole esclamate e quel tuo odore da sudata<br />che -senti- ho linkato per sempre al mio <br />e dicevi ho deciso e dicevi anche non siamo<br />pi&ugrave; e io ti abbracciavo dal di dentro e tu<br />continuavi, stare con te &egrave; la cosa, dicevi,<br />la vita era nello stesso tempo una prosa<br />e la tua parafrasi strana in versi strabaciati<br />di questi due scemi ancora allacciati.</span>]]></content:encoded></item><item><title>angil + final fantasy + altro</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>voci</category><dc:date>2007-10-07T22:18:16+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/fb037e26e11b7cccc0fc076267fd478b-77.html#unique-entry-id-77</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/fb037e26e11b7cccc0fc076267fd478b-77.html#unique-entry-id-77</guid><content:encoded><![CDATA[avevo sempre pensato che comprandomi l&rsquo;anno scorso i cd dei schneider tm e dei final fantasy mi fossi guadagnato il mio posto tra coloro che ascoltano musica cos&igrave; trendy che non la conosce nessuno e invece qualche giorno fa ho scoperto &ldquo;oulipo saliva&rdquo; di tal &lsquo;angil + hiddentracks&rsquo; che si colloca perfettamente accanto agli altri due con un disco che difficilmente riuscir&ograve; a togliere dal piatto, si fa per dire sono tutti mp3. l&rsquo;unico neo di questo disco sono le reclame: infatti il disco l&rsquo;ho scoperto andavo avanti e indietro per http://www.we7.com l&rsquo;idea che sta dietro a questo sito &egrave; quella di vendere musica un po&rsquo; come l&rsquo;itunes music store, ma in pi&ugrave; permette di scaricare gratuitamente qualsiasi album, solo che prima di ogni brano c&rsquo;&egrave; qualche secondo di pubblicit&agrave;. <br />il catalogo &egrave; interessante, in pratica c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ultimo album dei simple minds fatto nel 2005, c&rsquo;&egrave; un live di morrisey, i primi album dei tangerine dream, l&rsquo;ultimo dei charlatans uk, insomma i rami secchissimi della produzione (tipo quella roba che nei negozi di cd usati mette radici e dopo un po&rsquo; fa parte della storia del negozio stesso e al negoziante fa anche dispiacere venderla, anche perch&eacute; il prezzo non &egrave; mai stato rivalutato e ora costa tipo due euro) accanto a roba del tutto sconosciuta, ma appunto in mezzo c&rsquo;era anche questo angil che &egrave; davvero fico fico.<br />e nello scrivere che angil &egrave; fico fico mi rendo conto di non aver mai parlato di final fantasy, e dei loro album he poos clouds. lo riassumo in: ragazzo omosessuale canadese + violino + momenti di genio o quasi ma tutto sommato accessibilissimi, e roba fichetta. scarpe.<br />per dire, nello stesso tempo ho anche comperato l&rsquo;ultimo di suzanne vega e di prince e mi hanno talmente colpito che non so neppure dove siano i cd in questo momento. per prince la cosa mi fa anche piacere: mentre ascoltavo il cd mi chiedevo, ma perch&eacute;, ma perch&eacute; sto ascoltando questa merdetta e poi mi &egrave; venuto in mente: un tempo questo ragazzino era anche lui un fico, poi ha fatto i soldi, ma li ha fatti male o gli hanno fatto male, forse erano troppi vallo a sapere. <br />ecco un difetto vero di angil &egrave; che nell&rsquo;ultima canzone urla fuck fuck fuck fuck fuck, eccetera nella stessa maniera identica in cui la tipa dei dresden dolls urlava sing sing sing sing sing, una casualit&agrave; cretina ma ogni volta che lo ascolto ho questo deja-vu. <br />sempre meglio del penultimo di battiato che quando diceva: dovremo attraversareeee per forzaaa, la portaaaa dello spavento, supreeeemo mi mettevo a ridere e dicevo si vabb&eacute; franco ma vaffanculo eh.<br />oh niente di personale eh]]></content:encoded></item><item><title>giovani surrealisti canadesi (aspettando bonaventura)</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>scrittura</category><dc:date>2007-10-05T22:57:33+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/5f0de674a77c8686a22af6611be90f7d-76.html#unique-entry-id-76</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/5f0de674a77c8686a22af6611be90f7d-76.html#unique-entry-id-76</guid><content:encoded><![CDATA[mentre coniglio sta portando alla luce quell&rsquo;indiscusso capolavoro narrativo del terzo millennio che sar&agrave; l&rsquo;ultima avventura del signor bonaventura, i giovani lettori del sottoscritto venerandi potranno gustarsi l&rsquo;antologia che ho da poco finito di assemblare per i figlibelli di mazzetti, &ldquo;giovani surrealisti canadesi&rdquo;. <br />il testo, che sar&agrave; a breve disponibile a caro prezzo su lulu, raccoglie una serie di racconti di giovani ma promettenti scrittori canadesi, conosciuti durante il mio ultimo viaggio nelle regioni dei laghi, raccolti assieme a pezzi di alcuni italiani che erano in canada con me e anche di un ragazzo bosniaco che faceva -diceva lui- una specie di erasmus internazionale o qualcosa del genere. gli italiani e il bosniaco li ho messi altrimenti c&rsquo;erano troppo poche pagine, per&ograve; in fondo erano anche loro con me in canada, insomma.<br />il testo sfogger&agrave; forse una bellissima foto di un fotografo italiano di cui non faccio il nome perch&eacute; forse non mi concede i diritti di pubblicazione quindi me ne sto zitto, ma sembra fatta apposta per il libro.<br />appena il testo sar&agrave; disponibile ve lo dico. stay tuned!]]></content:encoded></item><item><title>spiced vanilla dice V</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-09-27T13:44:26+02:00</dc:date><link>http://www.venerandi.com/files/3a315a32c2b91001e714157dc4c25616-73.html#unique-entry-id-73</link><guid isPermaLink="true">http://www.venerandi.com/files/3a315a32c2b91001e714157dc4c25616-73.html#unique-entry-id-73</guid><content:encoded><![CDATA[<a href="http://lucyspicedvanilla.blogspot.com/2007/05/lamore-e-un-cavolfiore-bollino-v.html" rel="external">all'amore &egrave; un cavolfiore</a>. Altro che cazzi.]]></content:encoded></item><item><title>LEVEL 1-3</title><dc:creator>fabrizio@venerandi.com</dc:creator><category>cose</category><dc:date>2007-09-27T