1 ed il tempo peggiore era passato
2 da poco quando salendo la scala
3 più sicuro ero e più tranquillizzato
4 che tutto mi bruciava in bocca e mala-
5 mente gettavo pezzi d'animale
6 interno che rivoltando segnala
7 la chiusa parentesi spirituale;
8 e sputando quella carne piangevo
9 quel sangue della bocca vaginale
10 sul marmo dagli orifizi stringevo
11 gli allori scolpiti e quanto mancasse
12 alla sala, alla fine, mi chiedevo
13 quale tipo d'angelo pregasse
14 a tutto tondo da anni avvelenato
15 dalle mie lamentazioni scontasse
16 quel rosario invisibile inventato
17 da me per le acidità quotidiane
18 della lingua arrossata e del costato
19 intatto che preservavo in lontane
20 rinunce con fioretti bizantini
21 come ingannare o strofinare lane
22 di vetro sul petto o in posti vicini
23 a quella parte del corpo, in quella
24 intesa delle labbra dove fini
25 si fanno i pensieri e dove ribella
26 il desiderio al desiderio pieno
27 dove salendo quella scala nella
28 scala mi ritrovai nel punto meno
29 alto che scendendo forse girando
30 dal basso cadevo un appiglio un freno
31 dal soffitto verso il basso voltando
32 la statua alata afferrai e respiravo
33 il calore del corpo e scivolando
34 nel mezzo della scala ritornavo
35 che nel palato sentivo il sapore
36 salato del sangue il muscolo cavo
37 che si spezzava senza alcun dolore
38 forzando il gradino a farsi rotondo.
39 Giravo intorno cercando il motore
40 primo di quel cerchio che al secondo
41 piano in forma di chiocciola quel nodo
42 e voltavo e mi rincorrevo in tondo
43 cercando lo stile la forma e il modo
44 della fine degli ultimi scalini
45 non c'era porta né piano né approdo
46 a quell'ultimo dei miei cammini
47 ma quello che io vidi fu un me stesso
48 con dietro un salone e non i gradini
49 che sotto s'abbassavano allo stesso
50 modo che davanti a me quello specchio
51 mi rifletteva in quel corpo e lo specchio
52 muovendo un braccio l'altro quello stesso
53 braccio spostava e scendendo i gradini
54 sala e arredi svanivano e lo stesso
55 corpo brillava e prendevo i cammini
56 all'inverso risalivo all'approdo
57 e tornava la stanza e gli scalini
58 solo alle mie spalle e cercavo il modo
59 d'entrare in quello specchio tutto tondo
60 senza afferrarne il centro del nodo
61 mentre mi seguiva quel mio secondo
62 me stesso mi chiesi quale motore
63 muovesse quel sosia dentro al rotondo
64 globo del salone: senza dolore
65 colpiva gli oggetti se in un cavo
66 lato andavo sentendo il sapore
67 della perdita quando ritornavo
68 nel pieno e lui nel vuoto scivolando
69 restava: ed entrambi respiravo
70 d'improvviso incurvatomi voltando
71 vidi quell'anello come d'un freno
72 e con passo speculare girando
73 cercavo di muoverlo dove meno
74 potevo al bordo della scala nella
75 parte della caduta e lui sul pieno
76 cammina e mi segue e non si ribella
77 e più lui va verso gli arazzi fini
78 più io mi sporgo verso il vuoto quella
79 cosa mi ricordai vidi vicini
80 gli angeli di pietra, e il sosia l'anel-
81 lo dolce di rilievi bizantini
82 sfuggiva raggiungendo poi lontane
83 arcate ed io cadevo ed il costato
84 forato, le parole quotidiane
85 faceva uscire ed il sosia inventato
86 cadde per la sala come scontasse
87 quella colpa d'essersi avvelenato
88 dell'aria uscita dal fianco e pregasse
89 di risparmiarci e cercando chiedevo
90 se di nuovo il cerchio d'osso mancasse
91 dal foro spinale e mani stringevo
92 tra costola e costola e un vaginale
93 fremito mi scuoteva che piangevo
94 terra e cercavo l'acqua spirituale
95 che l'anello e la porta segnala
96 e rovesciandomi come animale
97 l'opposto rovesciai indietro con mala-
98 grazia e tra le mani tranquillizzato
99 sentii l'anello sceso per la scala
100 ed il tempo peggiore era passato
101 quello specchio con il fiato spezzato.