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in
quel laberinto di specchi
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ero
perso ed ogni immagine
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mi
specchiava e quella figura
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non
ero io non accettavo
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d'esservi
collegato e facevo
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giravo allora
per quelle persone
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ognuna voleva
ed a trent'anni
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quelli che
desiderarono fare hanno
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fatto quello
che volevano fottere
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io
non credo dissi ad uno di loro
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che
portava una figura filamentosa
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non
potei ascoltare i canti venefici
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ce
ne furono? io ho deciso
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perché avevo le
orecchie tappate
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dalla
costipazione sine non
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veneratione per
donde il nome
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mio
da macchiaiolo
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era
questo che volevo risi e me
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ne
accorsi solo il settimo giorno
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ma
appena ebbi ritrovato ma
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appena ottenni
ciò che desiderai
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in
passato m'accorsi che non
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stesse
fondamenta sostenendo
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una
figura cavernosa che diceva
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ed
altri mali avevo da fine del
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mondo mio da
millenni: le stelle
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non
ero soddisfatto del traguardo
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la
positività stava nella negazione
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altre righe la
testina cancellò e
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formavano in
cielo la figura di quello
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re:
mi dicesti senza dire nulla
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ed
io re: risposi ed invio, lei a
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lei
raccontava ed ero io il primo
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ed
il secondo lei che le stelle
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nel
cielo stavano a formare il consa-
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sostenendo una
dottrina vera
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con
la spiritualità contemporanea
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io
pare che stia giocando mentre
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altri vincono e
perdono altrimenti
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pevole del
vuoto lo scimmiotto che
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tanto mi fece
compagnia con la sua
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risata ed una
sua foto vidi
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mentre aspiravo
l'aria verso l'addome
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dove pare vi
sia il mondo il pallone
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ma
tra le figure una era straniera
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e
stava in silenzio e mi confondeva
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pascendi
dominici greci diceva
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e
confutava affabilmente che tutte
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le
altre cose sembravano avere
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quella pallida
risultanza della rosa
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conosco maniere
per farti uscire
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disse e nel
fiore vedevo l'insetto
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di
quelli che vincevano e di quelli
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io
chi sono gli chiesi con voce cor-
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tese ma lui mi
risposte che posto
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l'insieme delle
cose inserite in in-
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siemi e
l'insieme degli eccetera et-
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retorica
risposi facendo versi
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ricordo un
tronco che da giovane
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e
lui voleva farmi stare zitto
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io
ci disegnai con mio padre dei
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non
ho più voglia di parlare sono
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sostenendo una
dottrina a memoria
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non
ho niente da dire e vorrei farlo
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confessai la
settima volta e lui disse
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che
mi rispose questa frase è falsa
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ma
quello che vedevo alle mie spalle
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ero
io ed ero falso come quello
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di
fronte e m'accorsi che neppure
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questo resta,
il meccanismo della
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narrazione per
quanto mi riguarda
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disconosco
quanto vi passa per gli occhi
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le
stelle formarono l'imbroglio
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e
questo è il requiem: ripetendo
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gli
ultimi versi salvavo il testo
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e
dondolando cercavo l'inizio della
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come chi si
salva da grande naufragio
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la
tranquillità d'animo di chi lontano
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osserva i
flutti l'uomo voleva
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ma
io forse preferii gli specchi
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e
mi gettai indietro verso il pesce
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che
non credessi l'avevo detto e quello
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il
pesce era disegnato su di un vetro
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altrimenti non
si capisce e quello
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disse che era
un redentore un bodi-
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sattva patti
chiari io te l'avevo
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ma
nel vetro c'era un buco come nella
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parte della
bocca del pesce che io
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buttandomi
dentro vidi svanire e buio
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se
mi fossi fermato prima pensavo
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avrei fatto
tirate sparato cazzate
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e
mi sentivo cadere e girando la testa
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verso l'alto il
laberinto vidi piccolo
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e
luminoso come di giostra ed ogni
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che
piccolino pensai e quando la testa
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verso il basso
una grande cosa vidi
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quando si
arriva ad un certa età
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quelle parti
della propria memoria
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assumono la
menzogna di un vero
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con
mio padre forse non feci cerchi.