XXIV
1 "chiedo il dies irae" dissi "in ordine
2 di tempo" e mi apparvero tra gradi
3 no e gradino modi di fare finire
4 il mondo a partire dall'uomo tipo
5 c'era un dio romantico ora uno
6 lirico adesso pagano e ora basta
7 rdo che venivano addosso alla razza
8 umana e l'ammazzavano con giusti
9 zia finita, segni dell'intelligenza
10 umana che pensa alla sua ultima
11 fine dalla parte terrena, non senti
12 mi disse una voce dalla cima delle scale
13 non senti l'odore di carne non senti
14 la florescenza vitale che di tratto in trat-
15 tto ti porta ad aprire sottili fette di pancia
16 per esondare voce o semi o marci
17 umi che sono poi la traccia che l'uomo
18 -si fa per dire- che l'uomo -diceva-
19 lascia in questa valle di lacrima
20 te pappette decomposte eccolo il dio
21 umano il superuomo l'iperimpiegato
22 eccolo l'amante l'amore e l'amorte
23 della lirica della patristica dell'enigmi
24 stica, eccolo il patologo il residuo
25 lo scalzacazzi il grande mescolatore
26 eccolo il suo muscolo allagato ecco
27 la sua lingua primitiva ecco la sua ere
28 zione la sua iaculata la sua dentizione
29 ecco la mandibolatoria la vulvatoria
30 la gonadeazione la feromonizzazione
31 eccolo tutto il dio umano che manda
32 tario è non di santi spiriti ma d'umori
33 saporosi e d'istinti commestibili -disse
34 la voce dall'alto della rocca che ora
35 quattro lati aveva, e io dissi "il dies
36 irae chiedevo in ordine non la paterna
37 le" e quello dalla cima delle scale
38 mandava una bestemmia celeste un
39 'porcohomo!' rassicurante e cortese
40 una lectio divinis per brevitate humana
41 una bestemmia da contrappasso dante
42 sco, se non fosse che bestie già fummo
43 a nascer come dèi, dèi dei poveracci,
44 che le scale si fecero dritte e ripide tan
45 to che io caddi a terra brancicando
46 le mani in avanti la bocca contro i den-
47 ti, i gomiti contro l'unico scalino verti
48 cale su cui rotolavo e stringendo qua
49 lcosa i pugni lo stomaco il cazzillo e
50 mandavo un urlo tanto grosso che io
51 stesso mi sentivo urlare da fuori di me
52 e mi vedevo cadere come se fossi un
53 punto esterno una lontanissima forma
54 verbale declinata di scala in scala, verso
55 un foro ignominioso, uno scarico in mar
56 mo preziosissimo e fetido, un buco rozzo
57 in cui trascendevo a memoria tutto
58 era aperto come la serranda dell'anima
59 e dentro al foro vidi le cose che dentro
60 al corpo erano come riflesse nella parte
61 della carne che dall'interno riflette allo
62 esterno e dallo esterno mostra al coso
63 duro che fiorisce e tracima di osso in os
64 so le immagini esterne del cosmo finto
65 dato in dono alla povera gente alla genia
66 che dato un respiro finito crede ad una
67 numerazione infinita come non esiste
68 sse un dato numero superato il quale tutto
69 ferma, dico la cifra ragionevole oltre
70 la quale un muro profondo e conosci
71 bile forma la cosa che non dico la parola
72 che non scrivo la fine che non faccio e
73 che non faccio fare, lo iubilate reo canta
74 va la voce dall'alto della scala verticale
75 e io ero nel fondo e nel fondo c'era un
76 sole caduto di cui al canto primo verso
77 ventidue e questo sole era una copia
78 in scala uno a uno di quello originale
79 quindi enorme e vuoto ma di una for
80 ma sferica e infinita, dove per infinita
81 intendesi una cosa che ha un inizio e
82 una caduta invisibile e emozionante fotte
83 re della bocca dello stomaco che sbocca
84 in crocchi rotti o altre allitterazioni che
85 mi portavano dentro a quel sole dove
86 vi scoprii un giardino nascosto e corte
87 se con una donna gentile che mi disse
88 'amore è una cosa che eccetera' disse
89 e usava parole a chiave incrociata
90 erano parole d'amore a schema facili
91 tato ero il suo patato e a furia di parlare
92 d'amore disse che era bagnata nel centro
93 del cuore, era una donna scesa all'inferno
94 per miracol della terra mostrare e infatti
95 era una umanissima bestia con una bocca
96 a forma di fica e con una fica a forma di
97 asterisco, donna dello schermo riflesso
98 che seduta con alcune cose in mano disse
99 siedi e fai di me il gioco più bello apre
100 ndo le gambe ad accento circonflesso