1 la rocca aveva otto lati per parte
2 ed ogni parte un ponte aperto
3 in ogni ponte prestava un quadrivio
4 a chi ne ricordasse il passaggio
5 di merli e cancelli di punte torte
6 e dentro stava un parco ed un bell'orto
7 ed un pozzo e la legna ed un impluvio
8 per i temporali del pomeriggio.
9 Tanto scrissi ma andò perduto
10 di quando salii alla rocca distante
11 per la quarta parte ero senza rime
12 che non distinguevo il dire dal fare
13 e baciavo ansimando il cammino
14 ché le prime sentii smesso il mattino
15 e venne e scese una pioggia cadde
16 che mi lasciò d'improvviso in silenzio
17 e diverse parole persi, tante
18 che di colpo asciugò tutte le cose
19 ed il loro suono ed il loro colore
20 divennero la febbre degli oggetti
21 che stemperarono il suolo cadendo
22 dal cielo al cielo ovvero ritornando
23 per via della terra a quell'idea prima
24 che mostra l'invisibile e l'incontrario.
25 Ed io camminavo tutta sentivo
26 la completa vergogna la nascosta
27 dell'odore delle cose del bosco
28 e tante altre forme di narrativa.
29 Per ora non ho detto ancora niente
30 che d'un tratto scese l'acqua di nuovo
31 così come aveva smesso riprese
32 ed aveva un nome questo danno
33 che io ritirando le mie mani
34 pronunciai e poi me ne dimenticai
35 per scelta e con sforzo scuotendo forte
36 la testa chiudendo gli occhi stringendo
37 la bocca serrando le gambe contro
38 la pancia e soffocandomi la lingua
39 con tutte le parole senza senso
40 che non volevo -cioè- non proprio
41 mi accorsi con uno scricchiolio
42 che non avrei lasciato che non sto
43 lasciando niente a nessuno che
44 anche questa volta quest'anno cede
45 una parte dei mie gesti che ho
46 mutuato con variabili e vettori
47 d'una produzione in codici d'attori
48 e tutti gli sforzi di mettere in numeri
49 in colore disperde ciò che vede
50 e ciò che non faccio è perso e ciò
51 che non compio è più che lasciato
52 è affondato nel senso che interno
53 mi spinge verso il basso a quella
54 parte del mio corpo dove proviene
55 calore intelligenza e brandelli
56 di memoria che stanno -lo so-
57 tra l'inguine e lo sterno distante
58 da quello che -già scritto- ora cancello.
59 E inaspettatamente piovve andando
60 alla rocca e per la strada stavano
61 due fiumi seriali in parallelo
62 che aria prendevano all'apertura
63 e ne mandavano onde ritrasmesse
64 alla chiusura del lago che alzava
65 una ricezione degli alieni
66 (così almeno mi fingevo disegnando
67 sistemi solari in prospettiva
68 e tutt'il cielo finiva solcato
69 dal bianco della loro impostura:
70 ed erano aerei ed immagini
71 che percepivo sdraiato
72 sull'erba e la loro natura
73 perdeva d'adito e dava plessi
74 di parallelepipedi costanti
75 quadrilatteri pomeridiani
76 formati nella volta in cui tracciavo
77 le strisce chiare che poi sfumavano
78 spinte dal vento nello spazio cubo
79 del niente che mi stava sopra nudo
80 e più vasto delle regioni sintattiche
81 del cono -azzurro- dei miei occhi).
82 Ma cosa io pensassi in quel momento
83 non ricordo avevo ancora il difetto
84 di pronuncia e piovve ancora due volte
85 mentre cercavo un riparo e perdevo
86 il foglio con tutte le parti già scritte.
87 E davanti al quarto fiume desiderai
88 saltare a piedi uniti, con vantaggio
89 con passo da gambero rosso
90 muovendo le anche formando cerchietti
91 col corpo ruotando in moto di sfera
92 saltando ritornando riscrivendo
93 da daccapo ripresi tutto in mano
94 a passi lenti ripetei rincorse
95 cambiando percorso o punto d'appoggio:
96 e poi le parole mi sembrarono
97 troppe e decisi di lasciare stare
98 per non aggiungere danno al danno
99 col sofferto autobiografismo acceso:
100 ma voltandomi il fiume -con inganno-
101 era mutato in ponte senza peso.