1 vidi una luce entrato nella rocca
2 e quella luce sembrava non volere
3 parlare ma stava muta ad ascoltare
4 quello che non volevo dire il mio
5 silenzio profondo da dilettante del
6 rumore ed io spostavo assi e cartografie
7 per ritrovare me stesso poi sperso
8 in quell'androne con quel blasone
9 che recitava 'non sai che anche tu
10 t'avvicini a quella fonte che -bevuto-
11 un sorso...' e poi continuava a lungo
12 narrando di quelle promesse che
13 mantenute non infondono gioia
14 né perdòno ed in lingua d'uso
15 cercai di vedere che da quella scala
16 ne dipartivano altre otto nelle
17 otto direzioni la rosa dei venti
18 l'ipotalamo delle mie contraddizioni
19 tanto che restavo ad aspettare che
20 quella luce mi dicesse di andare
21 di muovermi gesticolando invece
22 quella luce era un uomo ed era Ernesto
23 il fedele compagno che aveva vuote
24 le orbite e restava buttato come
25 delle linee trasversali sul piano
26 di mezzeria che morte da sciocco
27 pensavo il rumore lo scricchiolio
28 dei sassi dentro la pelle che si spezza
29 e non ne esce niente e adesso ciao
30 mi saluta lento con l'oro in bocca
31 questo è il rituale dei catecumeni
32 questo è il sacro furore l'erbetta
33 che tutto mi bruco in preghiera
34 ecco il trasumanare la transu-
35 manza da mucche da macello che
36 tu chiami ancora rimasticare
37 l'esofago nel quale stanno i sentimenti:
38 ciao mi disse e non proferì altra
39 non credo che desiderasse altro
40 raccolse le mani e indicò la scale
41 ed ogni scala si divideva in cinque
42 e per ogni passaggio avrei potuto
43 spezzare le mie cose le cose che a-
44 vevo che niente sarebbe cambia-
45 to se non l'aspetto del mio volto la
46 calamita della mia coscienza che
47 s'attaccava ad ogni menata quale
48 le venisse in mente dagli altarini
49 per le allodole al canto da cigno
50 delle chiaviche da fornaio che Ernesto
51 mi disse bambino quando nascosti
52 mi sussurrava all'orecchio quei segreti
53 serali che tutti ci cercavano e lui con
54 la mano spiegava le scoperte che
55 gli altri gridavano fiasco che ci
56 dissero che non vale abbandonarsi
57 a due a due ed io me lo stringevo
58 contro ed ora dovrei confessare
59 che non c'è, che non baciai, mai nessuna
60 tragedia personale vissi in questo
61 che sono sempre le solite cose
62 della testa, la mania di farsi
63 salire dei personaggi voglio dire
64 una trama alla buona una parte
65 di me che non viene da nessun luogo
66 che non sia quel nostro nascondiglio
67 nel quale all'orecchio sentii la sua voce
68 e vidi la sua mano fare quelle cose:
69 e non mi venne da piangere e nem-
70 meno paura quando lo vidi
71 spegnersi con un raggio, con una
72 luce s'illumino tanto da fare
73 vedere che le scale per otto
74 salivano ad ogni piano della rocca
75 c'era un salone molto bello ed io
76 girando cercavo di riconoscermi
77 e sentivo dei suoni venire dall'alto
78 ma più mi avvicinavo più distante
79 e più m'allontanavo più vicina
80 così presi a continuare a casaccio
81 e pur aspettando ancora a scegliere
82 la scala che delle otto mi portasse
83 in qualche luogo, comunque mi trovavo
84 a passare di stanza in stanza di piano
85 in piano, ed il mio compagno illuminò
86 il mobilio astraendosi in forma
87 d'arazzo ed io ne osservai la scritta
88 e vi trovai grosso l'errore di gram-
89 matica che per quanto lo leggessi non
90 coglievo il punto in cui fosse e stavo
91 a vedere e non vedere come chi
92 chiuse gli occhi per aspettare e
93 quando li aprii mi ritrovai davanti
94 a quello che senza vista ciao disse
95 ed io ancora non capii che l'appetito
96 vien eccetera ed ero confuso di
97 quell'apprendistato di maniera
98 'vorrei sapere' dissi, ed altre cose
99 ma quello che non potevo che ero
100 ancora al primo verso e la prima scelsi.