Per me natale inizia a santo stefano perché il natale è per
la famiglia, ho divieto assoluto anche solo di nominare
quella cosa dolce e interattiva per la quale avete
comperato Macworld Italia, ci siamo capiti, io e cecilia ci
mettiamo la faccia più battesimale che abbiamo e svegliamo
la niccolotta carne della nostra carne che sfascia i
pacchetti ed è felicissima ride battendo le mani davanti
alla pista per le macchine che babbo natale bontà sua le ha
portato, e appena apre la grossa grossa scatola capiamo che
prima che questa gioia di niccolò possa diventare una gioia
attiva con macchinine sfreccianti e sfide con la propria
figura paterna, io e cecilia dovremo metterci giù e
terminare il lavoro che i piccoli bambini cinesi hanno
mollato a metà.
Non è colpa dei cinesi, poveracci, è il mercato che ha
capito che è molto più facile ed economico impacchettare
giochi smontati, tavoli a pezzi, divani sbullonati e
lasciare all'acquirente l'operoso compito di rimetterli
insieme seguendo le istruzioni in lingue orientali
corredate da disegni che non sfigurerebbero tra i rebus
anagrammati della settimana enigmistica.
Niccolò fa subito il labbrone, guarda il disegno sulla
scatola con la pista della macchinine e i bambini felici
che le fanno sfrecciare, poi guarda l'ammasso di plastica
scura sul tappeto e dice ma io volevo la pista delle
macchinine e io gli accarezzo la testa e gli dico anche io
speravo.
Insomma cecilia si accende una sigaretta, prende il
foglietto in cinese e inizia a dire che dovrebbero esserci
tipo trenta transenne e per ogni transenna ci sono tipo sei
adesivi da attaccare per un totale di centottanta adesivini
della grandezza della falange di un mignolo e io le dico
stai scherzando e lei risponde ti sembro una che scherzo,
io non commento, abbasso la testa e vedo il sacchettino con
il tripudio di adesivi con scritte in americano.
"Niccolò gli adesivini li mettiamo dopo eh" dico al figlio
che mi osserva con fare sospettoso mentre prendo i
sacchetti contenenti i piccoli pezzi di plastica da
assemblare e cecilia mi indica dall'alto cosa attaccare e
dove.
Dopo mezz'ora abbiamo composto due improbabili rettilinei
lunghi mezza stanza, abbiamo dicasi sei curve a gomito, un
giro della morte e tutti questi pezzi non si combinano tra
di loro sembrano appartenere a giochi differenti, cecilia
ha spento la seconda sigaretta e ora sta smontando quello
che avevo montato sotto le sue indicazioni dicendo che non
ho capito niente che non andavano messi così e io prendo il
foglio in cinese e le dico guarda che secondo me stai
sbagliando, nel disegno di sono due giri della morte e
cecilia dice lascia perdere il foglietto, guarda la foto
sulla scatola che lì si capisce meglio e io osservo la foto
con i due bambini felici che giocano alle macchinine con la
propria figura paterna e sospiro.
"Guarda che anche nella foto ci sono due giri della morte"
sussurro alla compagna della mia vita che adesso mi guarda
con due curve a gomito in mano e dice bravo, ah bravo come
sei capace a dare consigli a chi lavora, ah è facile stare
a braccia conserte a vedere gli altri che si mettono
d'impegno a lavorare, ah che bravo, e si alza di scatto,
molla le due curve a gomito ed esce dalla stanza dicendo
che se sono tanto bravo a fare le piste per macchinine,
beh, che la finissi da solo quella stramaledetta pista per
le macchinine.
Niccolò osserva l'uscita di scena con rammarico crescente
che sta per esplodere in un pianto certamente foriero del
solito drammatico natale in casa venerandi quando suona la
porta è la sorella di cecilia con i cuginetti.
Cuginetti nello specifico sono mariacarla che sorride a
niccolò lo bacia, poi prende una rivista per sole donne si
siede sul divano e non la vedo fino ad ora di pranzo, e
franco che ombroso entra nella cameretta di niccolò osserva
tutto con occhio indagatore, e poi dice, ah state montando
la pista per le macchinine. Io resto sul tappeto e guardo
franco dal basso in alto e ricordo che l'ultima volta che
ho visto franco era in casa sua che stava costruendo una
variante tekno dei lego con microingranaggi a ruote dentate
e questo pensiero mi arriva di colpo e dico eh sì franco,
stavo cominciando ma purtroppo devo andare in cucina a
preparare l'aperitivo, vuoi mica farlo tu? e franco si
avvicina, prende il foglio scritto in cinese, si gratta la
testa, si volta verso di me e lo sventurato rispose per
dirla come il manzoni.
Io mi frego le mani e raggiungo cecilia in cucina dove c'è
anche la madre dei cuginetti e cecilia mi guarda con grande
grande meraviglia e mi chiede se ho già montato la pista, è
troppo sbalordita per nascondere i suoi sentimenti.
"Non scherziamo -le rispondo- ho delegato"
"Ah" fa lei e si versa dell'altro martini. "Vigliacco"
aggiunge sottovoce.
Io alzo le spalle e le dico che non è propriamente
vigliaccheria, si chiama "gestione delle risorse umane" e
ci sono luoghi dove la retribuiscono anche.
Cecilia guarda sua sorella e insieme fanno una faccia che
che la fotografassi aiuterebbe le pratiche della
separazione, ci fossimo mai sposati intendo.
Comunque si versa il martini, si pensano a tutte le
problematiche legate ai pacchetti di regalo e
all'espressione da tenere nel momento dell'apertura degli
stessi per non offendere il donatore che lì di fronte sta
godendosi lo scartamento come un morboso voyeur, quando
nella cucina entra franco tenendo il sacchetto con gli
adesivini colorati.
"Questi io non li attacco" dice a tutti con una certa
convinzione e poi aggiunge che la pista è montata e io e
cecilia ci fissiamo negli occhi e inghiottiamo il martini
senza dire niente, usciamo dalla stanza e andiamo nella
cameretta dove effettivamente c'è la pista montata e
niccolò pazzo di gioia che mette una macchinina sulla
pista, prende in mano la manopola del controller, preme a
fondo per vedere la macchinina partire, fare il giro della
morte, arrivare a tutta velocità a fondo pista, uscire di
strada e schiantarsi sotto l'armadio. Poi corre felice fin
sotto l'armadio, prende la macchinina, la rimette sulla
pista e ripete la dinamica dell'incidente per un numero
svariato di volte, in tripudi di risa.
"No no no no no" dico io strappandogli il controller di
mano, "non è così che si fa" gli spiego. "Devi fare tutto
il giro della pista, non uscire a fondo rettilineo, in
pratica devi accelerare forte all'inizio per riuscire a
fare il giro della morte, guarda come faccio io, ma poi
devi rallentare prima della curv..." inizio e alle mie
parole "rallentare prima della curv" la macchinina prende
la massima velocità, esce di strada e si schianta sotto
l'armadio.
"Guarda papà che è quello che stavo facendo io" dice
niccolò con un certo rancore, mentre il mio orgoglio
paterno subisce l'abituale colpo alle fondamenta.
Apro la mano e vedo che la leva del controller è senza
molla, rimane infilata dentro al controller stesso, e
intanto che io provo a tirarla fuori dal buco dove si è
incastrata franco ha messo anche la la seconda macchinina
in pista e preme l'altro controller e la macchinina
scintilla come una lucciola impazzita, il motore gira
vorticosamente a vuoto, le ruote sono staccate.
"E' guasta" dice cecilia.
E' appena uscita dalla scatola e la pista delle macchinine
è già guasta.
"Non è guasta: si dice obsoleta" mormoro a cecilia e lei
inizia a digrignare i denti.
Finite le feste cecilia infila i duecento pezzi della pista
nella scatola e va dove babbo natale l'aveva comprata,
sbatte il pacco sul tavolo e dice che bel natale oh cari
che bel natale e alla commessa urla che la pista è fallata
che c'è il controller rotto e una macchinina guasta.
La commessa guarda il pacco della pista delle macchinine e
scuote la testa.
"Ci credo. Questi giochi non andrebbero manco comprati, è
robaccia cinese"
"Uh. Guardate che me la avete venduta voi"
La commessa alza le spalle e dice che -certo- loro la
tengono per chi non ha i soldi per modelli più prestigiosi,
ma è roba che si sfascia subito.
E cecilia non se lo aspettava, si era preparata un attacco
convenzionale per la sostituzione, ma questa negazione
preventiva della bontà del prodotto da parte del venditore
la disorienta, e quindi quando chiede la sostituzione della
pista guasta la commessa si mette a ridere e dice che non
ci pensa nemmeno, che quella è roba da due soldi che i
cinesi mica gliene danno un altro e cecilia dice che lei ha
diritto alla sostituzione ma lo dice senza convinzione
perché non è davvero sicura di averne diritto, magari alle
piste per macchinine si applica una legislazione specifica,
e quindi alla fine la commessa gli dice che la pista loro
se la prendono indietro, ma non ce la cambiano: ce la
riparano.
"Così hanno detto?" chiedo sbalordito a cecilia quando
torna a casa con la pista delle macchinine riparata e lei
annuisce aprendo il pacco e prendendo il controller
riparato. Senza dire niente me lo dà in mano e vedo
dall'impugnatura del controller un centimetro di vite
autofilettante che spunta forando la plastica rossa.
"Non ci credo" mormoro fissando come incantato la punta
della vite autofilettante e cecilia si accende una
sigaretta e dice che anche lei ha smesso di credere a babbo
natale, da un pezzo.