Patatine popcorn dixi noccioline e l'immancabile misto
cinese chipang mix accanto a bicchierone con l'intruglio
gin martini bitter campari che mi porterà alla morte anzi
tempo, schermo 16 pollici apple dei tempi che furono
collegato ad adattatore video mac-vga collegato a sua volta
ad adattatore vga-mini dvi collegato al mitico powerbook 12
che manda le sue calde onde termiche nell'aria già calda di
suo di un giugno apparentemente brillantino, chat aperta su
tevac sullo schermo esterno, chat aperta con quelli di
it.comp.macintosh sempre su schermo esterno, pagina di
safari fissa su macitynet sullo schermo lcd del powerbook,
siamo pronti ragazzi, siamo pronti al keynote di steve
jobs, eccoci pronti a sentire il padre dei nostri
computerini con la meletta che si muove come un attore
kabuki su fondo nero dicendo cose in quella lingua che gli
inglesi hanno inopportunamente esportato senza mantenere il
copyright, di cui capisco tre parole tre, ma è l'evento
ragazzi, essere presenti a grandi annunci che
modificheranno in qualche modo la nostra vita e temo anche
la sequenza degli zero nel prossimo estratto conto, steve
jobs che parla ragazzi ne vale la pena, e mi porto il
negroni a lambirmi le labbra e accarezzo la scritta
PowerBook G4 sotto allo schermo, c'è una macchia.
Entra in scena niccolò, guardatelo ragazzi mentre mi chiede
papà giochi con me a trenino, e guardate me che dico no
niccolò adesso papà ha il keynote e lui dice che? chei? e
io dico keynote e lui dice e che vuol dire? e io dico che
keynote vuol dire fila in camera tua a giocare da solo al
trenino e non rompere le balle al papino per un'oretta che
c'è il keynote e il figlio dice intimorito ma io volevo
giocare con te a trenino e io dico fila in camera tua se no
ti prendi anche una patta, ma non lo dico con voce cattiva,
ho la voce di chi è illuminato dall'alto e il figlio in
questione esce di scena con il trenino fra le gambe e la
faccia offesa ma io muovo la mano nell'aria e io schiocco
le dita due o tre volte, mi state guardando ancora, non
sono magnifico?
Lo sono, e guardo la gente che sta chattando e la pagina di
macity che si rinfresca da sola ogni cinque minuti e dice
che il keynote è iniziato che tutti i programmatori sono
seduti e sono tutti magnifici tutto è magnifico e nelle
chat dicono secondo me annuncia il powerbook g5 fa il
colpaccio e annuncia il powerbook g5 che colpaccio, che
geniaccio il jobs e tutti scrivono che è magnifico, questo
momento è magnifico, siamo tutti insieme in questo momento,
stiamo facendo scorrere le nostre parole attorno ad un solo
punto, stiamo tutti in attesa di questo ometto vestito di
nero che a migliaia di chilometri di distanza da me sta
parlando su di un palco con il fare liturgico di un
venditore di folletti elettrici e noi siamo sorridenti
attorno a lui senza vederlo, senza sapere quello che sta
pensando il nodo ingarbugliato dei suoi pensieri e lui lo
sa, lui non ci conosce ma sa che noi ci siamo e stiamo
aspettando che lui lo dica e lui apre la bocca e lo dice e
quello che esce dalla sua bocca non è magnifico, ah no
ragazzi quello che sta dicendo è sbagliato, è un mare di
inchiostro che esce e copre tutti i volti invisibili,
ragazzi è proprio quello che nessuno voleva sentire, le
chat iniziano a dire nooo, cazzo nooo, e poi dicono intel,
passiamo a intel e io giro la testa sulla pagina di macity
che dice che jobs ha appena annunciato che apple abbandona
la tecnologia powerpc e passa ad usare i chip intel e che
quello che sta usando ora su cui gira osx e il keynote è un
pentium 4 lo fa anche vedere.
"Cecilia metti via il martini e portami la cicuta" sussurro
alla compagna della mia vita che non capisce inizia a
leggere e poi dice ah.
"Da oggi siamo obsoleti" commenta perplessa, io esco di
scena portato a braccia dai miei figli.
E venne notte e fu il primo giorno.
La mattina dopo c'è grande eccitazione tutti non parlano
d'altro il mac si è venduto a intel, fino al giorno prima
intel era una merdetta di processore, mentre il powerpc era
il meglio, e invece adesso possiamo dirlo questi g4 e g5
erano proprio lenti e scaldavano un casino e ce n'erano
proprio pochi, anni di marketing che fanno inversione a u
senza nessuna vergogna e io penso a quelli che fanno i guru
apple, è quasi una professione, gente che della apple sa
vita e miracoli che ti sanno dire la apple cosa farà e cosa
non farà nei prossimi cinquant'anni, che proclamavano la
gloria del powerpc, insomma quelli che credono di tracciare
la rotta della nave stando nella stiva assieme a te, e mi
chiedo che diranno adesso e mi collego e vedo che tutti
dicono che accidenti ragazzi i pentium IV ultimamente sono
migliorati parecchio, e anche hei apple ha fatto la cosa
giusta, o anche beh all'utente non deve importare cosa c'è
dentro al computer, insomma capisci che è gente che se jobs
dicesse da domani nei mac ci mettiamo cavoli e carote
direbbero, beh le carote non sono male e i cavoli si
possono sempre bollire.
Alzo la cornetta e chiamo francesco, ex tecnico ansaldo e
gli chiedo allora che ne pensi di pentium IV.
- beh microprocessori di merda
- uh. E apple?
- che c'entra apple con pentium IV?
- quanto è che non ti colleghi a internet?
- due giorni
- sei seduto?
- no
- siediti
- sono seduto
E io apro la bocca e gli dico la cattiva novella e lui dice
che non ci crede manco se lo vede e io gli dico che c'è il
filmato stream di jobs che fa il keytnote usando un pentium
IV e lui dice aspetta, cerca il link, e inizia a guardarlo
e dice che adesso che lo vede ci crede, ma che non lo
accetta.
- dobbiamo fare dei centri tipo alcolisti anonimi, una cosa
del genere per chi usava apple negli anni '90 dico, e lui
mi risponde che se la faccio si iscrive.
E restiamo in silenzio ad ascoltare il leggero brusio
prodotto dalle nostre linee adsl che urlano le loro pazzie
comunicative, e poi buttiamo giù la cornetta e ci infiliamo
la faccia tra le mani.
Alla sera sono nello studio davanti al mio powerbook che
l'accarezzo fissando un punto impreciso fuori dalla
finestra quando vedo che entra cecilia con il sacco della
spazzatura e va dal mobiletto dei cd e con una mano si
mette a inizio discografia di fabrizio de andrè, con
l'altra a fine discografia e con uno sforzo prende tutta la
piletta dei cd di de andrè e li butta nel sacchetto. Poi
tira fuori dalla borsa una serie di cd ancora incelofanati
e li inizia a mettere al posto di quelli di de andrè, e
mentre li mette a posto da distante leggo i titoli tipo
bollicine poi leggo c'è chi dice no, insomma è la
discografia completa di vasco rossi.
"Ma... ma... cosa stai facendo..." balbetto.
Cecilia si gira verso di me, chiude il sacchetto e dice
"intel", e mentre va verso la porta d'ingresso spiega che
ha ragione steve jobs, siamo andati avanti a pane e cicoria
con questi powerpc risicando sui megahertz, adesso è l'ora
di cambiare e questa cosa le è sembrata una lezione
generale di vita, applicabile anche ad altri ambiti che non
siano quelli prettamente informatici che tipo anche de
andrè, voglio dire, è morto, da lui mica ci si può
aspettare niente di nuovo, mentre vasco rossi, beh, vasco
rossi è vivo ancora la sua roadmap ha ancora qualcosa da
dire.
"Ce', tu non conosci nemmeno vasco rossi"
"Beh, è sempre musica no? Mica siamo dei musicisti che ci
interessa sapere tecnicamente come mettono le note sul
pentagramma. L'importante è che metti il cd dentro allo
stereo e senti la musica no?" dice cecilia e per un attimo
non so se stia scherzando o dicendo sul serio e poi ride e
ritira fuori dal sacchetto i cd di de andrè e li rimette al
suo posto e sposta vasco rossi in un ripiano in alto e mi
spiega che quelli di vasco glieli ha regalati sua sorella
per vendicarsi, anche se cecilia non sa di cosa.
"Insomma -dice alla fine sedendosi di fronte a me- abbiamo
imparato ad usare i powerpc, abbiamo imparato a usare un
system unix, abbiamo imparato a usare le usb invece che le
adb, abbiamo imparato a sostituire la tavoletta del cesso
quando si spezzano i cosi che la tengono al cesso vero e
proprio: impareremo anche a usare dei macintosh con dentro
un pentium" e sospira e io dico è vero, e poi le chiedo
cosa c'entra la tavoletta del cesso e lei mi ricorda che
era stata una cosa titanica, mi ero anche tagliato.
E io annuisco e guardo da distante il powerbook argentato
sulla scrivania e penso che anche questa volta ha ragione
cecilia e quindi ha ragione steve jobs e quindi hanno
ragione i guru apple, anche questa volta accetteremo questo
computer che non è più un'idea o un progetto, non è più un
think different, ma è quello che è: è un prodotto di
mercato che può farmi parlare di lui, pensare a lui,
rendermi soddisfatto, farmi godere del fatto di usarlo di
tenerlo sotto le mie mani che si muovono e lo toccano
premendo nelle parti di cui è composto.
E allora passerò a intel lasciandomi dietro melette
colorate, dischi scsi, porte localtalk e tutto
l'armamentario che riposa nella mia memoria collettiva e
passerò al nuovo e al mai visto prima, perché voglio una
vita spericolata, una vita come steve mc queen.