Mi siedo davanti al powerbook, mi metto comodo e inizio a
pensare in che modo io possa fare finire le due righette
con il mio nome e cognome data di nascita e vaghi cenni
biografici sulle prossime edizioni delle antologie
scolastiche, c'è gente che scrive perché ne sente il
bisogno, chi ha cose da dire voglia di comunicare, chi si
sente realizzato eccetera, io personalmente lo faccio per
le due righette sulle prossime antologie scolastiche il
solo pensiero che un domani qualcuno alzandosi dal letto
debba trovarsi tra le palle il mio nome e cognome, questo
mi riempie di voglia di scrivere e scrivere ancora per
lasciare un'eco della mia vita da vivente molto maggiore
poi della voce originaria, anche se poi a volte penso che
quando morirò inizieranno a smontare tutto, ecco è morto
venerandi possiamo chiudere, urleranno agli operai che
demoliranno la mia casa, il mio ufficio, licenzieranno le
comparse e i creatori di tutto il mondo a noi conosciuto,
che si rivelerà a questo punto una farsa, diranno tra sé e
sé che imbecille che povero imbecille, poteva fare di tutto
in questi anni schiacciarci sotto il suo dominio spaziale e
invece come un cretino si è messo a mettere su carta delle
storielle inventate, capisci, storielle inventate per
decenni e decenni, e le distruggeranno ridendo anche perché
non ci saranno antologie di nessun tipo, alla mia morte
tutto tornerà prima dell'annuncio della mia nascita, c'è un
racconto che spiega questa cosa esattamente come l'ho
scritta ma nel racconto il protagonista capisce che è tutto
un complotto contro di lui, mentre io ancora credo nella
vita dopo la morte, appunto sulle antologie scolastiche.
Tutto questo per dire che mentre sono lì che mi compiaccio
della mia capacità di scrivere e dell'immortalità e batto
le dita sulla superficie argentata del powerbook, ecco,
parte la ventola.
Se c'è una cosa che è il contrario delll'immortalità,
quella è la ventola, la ventola mi ricorda che sono un
essere umano destinato ad una fine abbastanza parziale, la
morte che mi coglierà temo che arriverà in un momento
quotidiano lasciandomi in ogni caso impreparato, mi cagherò
nelle braghe, perderò sangue da qualche parte del corpo,
lascerò conti amministrativi da pagare, i miei cd prestati
a qualcun altro, la tavoletta del cesso con le goccioline
gialle rinsecchite, insomma anni luce dalla fichezza dei
faraoni, vedi ad avere i soldi e qualche migliaio di
schiavi.
Ma non invidio i faraoni, anche il pensare di essere
sventrato per la mummificazione, no grazie, preferisco la
putrefazione è più bio.
E così resto di fronte a questo abbozzo di romanzo e mi
rendo conto che ci sto lavorando da quando prince aveva
fatto uscire emancipation, ma ancora non era arrivato il
quintuplo cd di crystal ball, quindi esattamente nel 1997,
ecco io sto lavorando ad un romanzo da otto anni, peraltro
un romanzo che man mano che lo proseguo mi rendo conto che
lo sto continuando per pura forza di inerzia e non con
l'intelligenza di guardare a quello che richiede il
mercato, e mentre io non sono neppure riuscito a finire il
romanzo, prince ha fatto la bellezza di diciotto cd.
Diciotto a zero, la cosa potrebbe essere imbarazzante se
lui non fosse prince che voglio dire, nella mia vita ho
invidia penis più corposi del mulatto di minneapolis..
Ma quello che mi fa davvero impressione è trovarmi lì a
correggere parti di capitoli scritti otto anni fa, magari
aggiungere un inciso o togliere una frase. Il venerandi
trentacinquenne con due figli che aggiunge una virgola al
venerandi ventisettenne senza figli e con roteanti tempeste
ormonali tutt'intorno, in quel momento la scrittura mi
sembra qualcosa di staccato da me, la scrittura ormai vive
per i cazzi suoi, resta lì come materiale inerte espulso
più o meno dolorosamente e diventa qualcosa che poco ha a
che fare con il sottoscritto vivente.
E penso anche alla quantità di posti che quella scrittura
ha attraversato, dal primo cassone windows della croce
rossa di follo dove era partita l'idea, al powerbook duo
210 che mi accompagnava nel viaggio genova-follo, all'imac
233, all'imac dv 400, al powerbook duo 270c, al powerbook
duo 280c upgradato a 2300c, all'attuale powerbook g4, otto
anni di passaggi di un qualcosa che ogni tanto mi viene
anche il dubbio che esista veramente, a furia di scrivere
roba che appare solo su uno schermo magari un giorno ti
svegli e vieni a scoprire che tutto quello che tu scrivevi
sul computer era solo una cosa tipo transfert, che non
esisteva davvero niente erano solo sogni lucidi, oppure una
cosa come la lebbroplastica, un romanzo di fantascienza
anni ottanta in cui la plastica iniziava a deperire e tutto
il mondo andava in completa crisi, la stessa cosa con i
dati, un giorno ci svegliamo accendiamo i nostro computer e
tutto perso, smagnetizzato o illeggibile su ottica, tutti i
nastri floppy, dvd, ciddì, tutto vergine, impossibile da
leggere o da riscrivere i monitor che mandano solo
evanescenze biancastre.
Simone mostra con tutto l'impegno che gli è consentito dai
suoi otto mesi che lui di dormire non ha alcuna intenzione,
si muove come un automa, si strofina gli occhi, si strappa
il ciuccio di bocca e lo tira dietro al box, muove le
braccia tutt'intorno con gli occhi chiusi, e io guardo il
mio romanzo che non è ancora nato e anche lui fatica ad
addormentarsi e a portarsi dietro gli otto anni spesi
-sveglio- ad aspettare di dimenticare questo grosso sogno
innaturale.
Intanto la ventolina supera i cinquantacinque celsius e
parte e ogni giro è altro tempo che passa.