La cosa bella della programmazione rispetto a scrivere
racconti o poesie è che alla fine il programma lo fai
partire e o funziona o non funziona è una cosa abbastanza
immediata e te ne accorgi da solo, mentre se scrivi un
racconto che non funziona di solito sono altri che te lo
fanno notare con un certo imbarazzo e poi non è nemmeno
sicuro che abbiano ragione loro, insomma è tutto molto più
incerto mentre quando mi metto lì in ufficio a programmare
il mio database e a fare le macro in staroffice basic, ecco
lo faccio con tutto lo splendore della mia testa e della
mia capacità di mettere in ordine logico incomprensibili
comandi qzertyani per ottenere in cambio sussulti di
informatizzazione viva, vedere il proprio computer fare
cose che prima non esistevano è qualcosa che alla fine ti
metti lì e pensi quanto sono fico ragazzi quanto sono fico
e vedi te stesso adolescente per strada che osservi il
cielo azzurro come quello dei videogiochi solcato dalle
scie bianche degli aereoplani, tenendo in mano un libro di
introduzione all'applesoft basic e senti che hai tutto il
mondo davanti, che domani programmerai quella routine che
-cazzo ecco cosa mancava alla NASA per finire il programma
di intelligenza artificiale- la tua splendida routine e
sarai assunto dalla NASA e programmerai in un campus in cui
vivono solo programmatori scelti e le loro famiglie e
passerai la giornata in una stanza luminosissima con un
prototipo di macintosh che ancora non è in commercio e
probabilmente non lo sarà mai l'hanno costruito apposta per
te a migliorare la tua routine per il programma di
intelligenza artificiale che probabilmente migliorerà la
vita dell'intera umanità, mi sto quasi commuovendo solo a
pensarlo, ah e ci sarà sempre il sole e nel campus ci sono
otto campi da tennis gratuiti per distrarsi un po' tra la
scrittura di una riga di codice e l'altra.
Ecco cosa penso mentre sono lì che scrivo -con grande
fatica- la routine che in realtà, nel mio mediocre mondo
reale, fa apparire una finestrella con scritto 'nome
inquilino?' così poi posso mettere il nome e fare le query
un po' più velocemente, ma dentro di me è tutto uno
scoppiettare di possibilità e di percorsi incrociati.
La prima cosa negativa è che cecilia non apprezza se non in
parte infinitesimale le mie entusiasmanti doti di
programmatore software, tipo torno a casa con il mio grosso
manualone openoffice.org macros explained di andrew
pytoniak sotto al braccio, un librone di programmazione
scritto da uno che non riesco manco a pronunciare il suo
nome figurati a capire cosa ha scritto e dico oh ceci
grande grande oggi sono riuscito a fare una finestra
fluttuante e se tu clicchi su un pulsante la finestra si
chiude e sorrido e mostro il manuale di pytoniak a mo' di
scudo e vedo che l'espressione facciale di cecilia che era
potentemente esacerbata dal logorio dei figli che le
dicevano cose del tipo mamma guarda ho disegnato il titanic
che affonda e tutti muoiono come nel film, ecco
l'espressione del viso esacerbata forte dai figli non muta
dopo le mie parole in un entusiastico sorriso carico di
empatia, anzi sembra quasi che cecilia ora si stia voltando
a vedere il figlio numero due che le si è attaccato ai
pantaloni frignando senza motivo intellegibile e poi il
figlio numero uno che sta disegnando una delle vittime del
titanic sull'intonaco della cameretta e poi verso di me che
agito ancora il manuale di pytoniak e ripeto se clicchi si
chiude, davvero e l'ho fatto io, ecco cecilia fa questa
panoramica a volo d'uccello e poi dice che in teoria aveva
deciso di smettere di fumare ma doveva aver sbagliato vita,
eh sì doveva essersi confusa non era la vita giusta per
smettere. Forse la prossima reincarnazione.
Io capisco e faccio l'offeso, metto il muso, e quando
faccio l'offeso inizio a fare le cose giuste, non lo faccio
consciamente è proprio una cosa che parte dal dna o qualche
avviluppamento del genere e fa in modo che io invece di
mettermi a cazzeggiare davanti a internet o mettere su
l'ultimo singolo di prince o leggere linus semisdraiato sul
letto, ecco invece di fare queste cose che per consuetudine
sono solito considerare come piacevoli, le evito e mi metto
a pulire la casa, o tolgo i prepuzi ai fagiolini per
bollirli, o mi metto a spolverare o altra cosa utile per la
casa ed estremamente noiosa e ripetitiva e mentre lo faccio
sto zitto e con lo sguardo che guarda oltre i fagiolini,
oltre la polvere sulla scopa, oltre la cera d'api per
legno; il mio sguardo corrucciato sembra dire all'umanità
tutta, "mi avete fatto un grande torto: ma vi perdono".
Questa cosa si ripete abbastanza spesso ma continua a
funzionare, nel senso che cecilia nel vedermi sbucciare
piselli o spolverare per tempi anche notevolmente lunghi,
tipo dieci minuti, si spaventa e dopo un po' mi sta intorno
come si sta intorno ad un malato che alzatosi dal letto
inizia a fare flessioni e correre per la stanza cantando e
tutti sanno che sta per stramazzare al suolo.
"Ti sei offeso?" mi chiede dopo un po' e io dico no, perché
mai dovrei essermi offeso e lei dice che sto sbucciando
piselli da quasi otto minuti.
"Lo faccio perché mi fa piacere, mi rilasso"
"Fa', non è vero sei offeso. Smettila, mi fa paura vederti
sbucciare piselli per così tanto tempo di seguito"
E io sorrido e continuo a sbucciare piselli come se non
avessi fatto altro nella mia vita ma in realtà sto
soffrendo perché sbucciare piselli è una cosa che mi costa
una fatica tremenda, dopo un po' mi fa male la parte di
pelle del pollice dove appoggio il pisello e inizio a
sudare e cecilia se ne accorge e fa gli occhi grossi e io
allora faccio un sorriso forzato e continuo a sbucciare
anche se ora mi fa male tutto il muscolo che c'è tra
pollice e indice, muscolo di solito abituato a rilassarsi
sulla superficie tondeggiante del mouse apple e adesso
sforzato contronatura a sbucciare degli stupidi leguminacei
o cosa sono e dopo un po' mi viene un crampo e mi cade il
pisello che stavo sbucciando e mando un gemito soffocato e
provo a sorridere di nuovo ma non ci riesco.
"Hai un crampo!"
"No amore, sto benissimo"
"Fa' confessalo, non sei abituato a fare lavori di fatica,
non mi mentire".
"Sono la salute impersonata" gemo.
"Ti prego fermati, parlami della programmazione ad oggetti,
del debugger, qualsiasi cosa ma fermati!" implora cecilia e
mi abbraccia e io la stringo quasi piangendo e le dico che
sì dannazione ho un crampo, uno stramaledetto crampo al
dito, che non fa per me sbucciare piselli, che ognuno ha i
suoi talenti e il mio talento è il terziario, che non ho
nessuno a cui confessare le gioie della vita da dipendente
ufficio, che alla coop i piselli li vendono giù sbucciati
la prossima volta prendiamo quelli.
Cecilia sospira, si stacca, mi guarda come una cosa bella
mi dice vabbene, si siede e vedo che si guarda attorno
senza sapere bene cosa fare, il fatto è che si accenderebbe
una sigaretta ma siccome adesso è una ex fumatrice si
ritrova ad aver del tempo libero non previsto e quindi è
quasi meravigliata che si sia creato quello sbalzo
temporale e alza lo sguardo e mi vede lì che mi massaggio
la parte di carne tra pollice e indice e mi dice a
proposito di programmazione oggi ho dato a niccolò sette
caramelle.
"Eh"
"E gli ho detto però ne puoi mangiare solo due. Le altre le
tieni per stasera. E lui è rimasto lì a guardare le
caramelle, a fissarle per un tempo molto lungo senza dire
niente e alla fine mi ha detto quindi stasera ne ho ancora
cinque"
"Cecilia credo sia giusto, se vuoi controllo con il foglio
di calcolo di neooffice ma credo..."
"Fabrizio: è la sua prima sottrazione" mi dice cecilia e
dicendolo ammicca come dire la sua prima sottrazione e io
penso cazzo è vero, che merda di padre che sono, quel coso
di quattro anni autonomamente e senza nessun
microprocessore dual core interno ha fatto la sua prima
sottrazione, mi fa proprio impressione pensare che dentro a
niccolò assieme ai denti, alle ossa, ai capelli, lentamente
stiano crescendo anche l'algebra e la logica.
E allora mi metto a fantasticare e lo vedo seduto a dieci
anni in una stanza luminosissima programmare quella routine
di intelligenza artificiale che io non ero riuscito a fare,
ecco che in lui le facoltà matematiche non si sono
atrofizzate a formare un impiegato generico come è successo
a me, ma si sono espanse come irrigate dall'acqua della
conoscenza e guardando indietro proverà anche della
compassione per il suo vecchio padre che studiava le macro
di staroffice basic sul testo del pytoniak, e penserà eh
vecchio babbo avresti fatto meglio a sbucciare piselli, e
quest'ultimo pensiero lo farà perché i figli sono
generalmente degli ingrati stronzetti, tu ti sacrifichi per
loro eccetera eccetera, e iglio le mie frustrazioni
personali che niccolò deve seguire la sua strada, che è un
individuo autonomo.
In quel momento arriva in cucina niccolò che dice papà
guarda e mi dà un foglio con su disegnato un razzo spaziale
con tanto di fiamme incandescenti e io penso NASA, ragazzo
mio, NASA!