Una cosa fastidiosa di quando si scrivono racconti
divertenti, io non ho niente contro i racconti divertenti,
davvero, ma prima vi dico come nasce un racconto di io e
cecilia per macworld in pratica io ho un file con scritto
appunti per macworld e quando succede nella mia vita
qualcosa di febbricitante o cecilia dice qualcosa di
inaspettato o i miei figli fanno cose clamorose o eccetera
io scrivo due righe in questo file e questo fino al 14 del
mese, al 14 del mese mi si apre una finestra di neooffice
che dice ciao venerandi sono il tuo memo ricordati che per
domani devi scrivere il racconto per macword e io dico
cazzo cazzo il racconto entro domani cazzo e lo dico tutte
le volte, e mi dico anche devo cambiare il memo e farlo
aprire il 10 e non il 14, ma la stessa cosa la dico da tre
anni quindi ogni mese c'è la scenetta del cazzo cazzo, e
quindi apro il file con gli appunti di cose strane
accadutemi, li leggo e li cancello perché sono cose che non
c'entrano niente le une con le altre e mi metto a scrivere
il racconto sperando nell'ispirazione divina e nonostante
il mio voto politico degli ultimi diciotto anni sia
pesantemente laico, l'ispirazione divina viene e scrivo il
pezzo, deo gratias.
Quando finisco il racconto mi butto indietro contro la
sedia e guardo quanti caratteri ci sono e scopro che ho
sforato di qualche migliaio di caratteri e allora dico di
nuovo cazzo cazzo troppo lungo cazzo, e inizio a cancellare
frasi, una cosa dolorosissima, intere gag ridotte all'osso,
pensieri profondissimi tagliati via, tutti i televisori
trasformati in tv, i macintosh in mac e così via finché
alla fine c'è un relitto del racconto ma è lungo il giusto.
Allora lo do a cecilia perché lo legga e mi dica se va
bene, e cecilia dice occhei lo guardo, prende il powerbook
e inizia a leggere, poi alza gli occhi verso di me che sono
rimasto lì immobile e mi dice esci di qua che quando leggo
non voglio avvoltoi che mi spiano e io dico ma scherzi?
certo che esco amore, e esco dalla stanza e mi chiudo anche
la porta dietro ma non la chiudo del tutto, la lascio
socchiusa studiando l'inclinazione che permetta al buco
della serratura di essere in linea con la sedia di cecilia
e poi da fuori mi piego e di nascosto guardo dal buco della
serratura la faccia di cecilia -inciso sul senso
dell'umorismo di cecilia, cecilia non ha senso
dell'umorismo, cioè ce l'ha ma la irrita, tipo adiamo al
cinema e c'è una battuta e tutti nel cinema ridono e anche
io, e cecilia mi guarda con occhi sbarrati e chiede perché?
fabrizio cosa cazzo fai perché ridi? e io le dico beh quel
tipo ha detto "ornitorinco" e la donna ha detto "non oggi",
è una buona battuta e cecilia mi dice che non è cretina, ha
capito la battuta, ma perché rido? Cosa ho da ridere? E io
di solito dico 'ah', smetto e resto a fissare tutto il
resto della commedia come se fosse un dramma bergmaniano e
mi chiedo davvero perché dovrei ridere, quali meccanismi
sociali mi fanno muovere i muscoli facciali e mostrare i
denti a perfetti sconosciuti cioè al cinema è meglio
andarci senza cecilia, in generale- fine inciso io resto
dalla serratura e guardo le labbra di cecilia e so che
alzata leggera di un labbro destro vuol dire che una
persona normale sta ridendo, alzata del secondo labbro vuol
dire che una persona normale sta lacrimando dal ridere,
sorriso blando tipo monna lisa significa che una persona
normale sta già postando il racconto a qualcun altro per
farlo leggere perché è eccezionale, di solito cecilia si
mette la mano davanti alla bocca così non vedo.
A questo punto cecilia mi chiama e mi dà il suo giudizio
che ha bisogno di una ulteriore traduzione che ora, dopo
anni di esperienza, ho tarato in maniera abbastanza
precisa: a) "no guarda, non funziona, devi lavorarci
ancora" (trad. ci hai azzeccato è perfetto salvalo in punto
doc e spediscilo a bertoli di macword senza manco
rileggerlo); b) "per macworld va bene" (trad. hai in mano
un meccanismo narrativo che manco borges, a macworld chiedi
il doppio); c) "bravo, un bel pezzo davvero" (trad.
trascina sul cestino, svuota e dimentica di aver scritto
merda del genere), e io accetto il giudizio prendo il mio
file e a questo punto inizia la seconda fase che è quella
di minority report.
Ovvero apro ichat e cerco le tre persone a cui spedirlo che
sono minestro, il grafico di lamerotanti che è ricco e che
quando gli chiedo se può leggere il pezzo può dirmi cazzo
venerandi spedisci pure lo leggo subito ci mancherebbe
altro, e allora vuol dire che il pezzo è buono, oppure no
guarda venerandi adesso sto lavorando sono nella merda i
cinesi mi vogliono fottere e allora capisco che il pezzo
non è buono, non è neppure necessario che lo legga
effettivamente, già questa risposta ci becca sempre,
minestro lo sente a contatto, è un artista; poi c'è mcavall
che è un programmatore fotografo che qualsiasi cosa gli
mando dice che la legge e poi dopo cinque minuti mi arriva
un suo messaggio ichat con scritto "ok", qualsiasi cosa gli
abbia mai mandato mi ha sempre scritto "ok" è di bergamo,
ma quell'ok è importante non andrei avanti senza quell'ok;
e il terzo è maramao che è uno che qualsiasi stronzata gli
mando mi dice cazzo venerandi sei un maestro sei un genio,
e io gli chiedo ma è buono il racconto? e lui mi dice, è il
migliore, scherzi, il migliore! e io gli chiedo ma ci sono
difetti, e lui dice tu non sbagli mai scherzi tu non sbagli
mai! è perfetto! e io gli chiedo ma il pezzo in cui cecilia
dice che gli occhiali da sole sono lo specchio dell'anima
altrui non ti sembra un po' debole? e allora lui dice beh
quello venerandi è una merda, lo cancellerei, e io dico ah.
E si va avanti così, finché tutti e tre i giudizi collimano
su ok, allora supero la fase minority report lo spedisco a
macword e chiudo il computer e mi rilasso e dico mai più
mai più ogni mese passo una settimana d'inferno perché mi
viene l'ansia che non lo riesco a scrivere quel maledetto
racconto o viene fuori che cecilia non ride e i tre tipi di
minority report dicono che no questa volta venerandi hai
sbagliato o sonicher che è uno su internet che ogni mese
scrive le recensioni delle riviste di computer dice che no,
questa volta il racconto di venerandi era proprio una merda
e io ci sto male è una cosa che mi costa moltissimo stress,
mi fa venire paura di essere impotente in senso più
generale e allora cerco qualcosa che mi faccia passare lo
stress e la cosa che mi fa passare lo stress è
paradossalmente il powerbook che ho appena chiuso e allora
lo riapro anche se non so bene cosa ci farò, ma solo stare
davanti al powerbook mi calmo mi arriva la serotonina e sto
calmo e appena riapro il powerbook arriva il messaggio di
bertoli che dice che non riesce a leggere il file, sei
sicuro -mi chiede- di averlo fatto con word e io gli scrivo
sono sicuro di no, l'ho fatto con neooffice e l'ho spedito
in erretieffe e lui mi dice me lo rimandi in formato word
che qui a noi ci passano word e io gli dico occhei e lo
risalvo in punto doc e lui dice benissimo grazie e poi mi
riscrive dicendo che è un racconto fantastico, che sono uno
scrittore davvero eccezionale ma devo tagliare 300 battute
è troppo lungo.
"Bertoli, l'ho già mutilato in lungo e in largo, se taglio
altre trecento battute rimangono i nomi dei personaggi e
qualche verbo"
"Non è un problema, il tuo racconto è dopo l'articolo di
bragagnolo, di solito i lettori non ci arrivano fin lì"
"Lo dico a bragagnolo"
"Non è un problema di bragagnolo, i lettori non arrivano
manco a bragagnolo. E' che leggere stanca gli occhi, con
internet la gente si è abituata a leggere cose che non
superino le sei righe. Poi hanno bisogno di cliccare da
qualche parte. Loro ci provano, aprono macworld, ma dopo
l'editoriale iniziano a perdere colpi, già a pagina dieci
li becchi che cliccano sul foglio con le dita"
"Ah"
"Però vai molto bene tra i lettori giapponesi perché quelli
partono a leggere dal fondo, lì sei un mito"
"E' una battuta?"
"Vedi tu. Ad Accomazzi è piaciuta moltissimo"
"Non mi parlare di Accomazzi. Ogni volta che compero un
videogioco Accomazzi chiama i programmatori e li convince a
fare una patch per aumentarmi la difficoltà. Stavo per
finire Blades of avernum e ora ci sono dei ricci gelatinosi
spuntati dal nulla che mi sbudellano i personaggi"
E ride Bertoli, via mail, ride, crede che io scherzi ed
eccola -alla fine- la cosa fastidiosa di scrivere racconti
divertenti, mi stavo dimenticando, è che quando scrivi
qualcosa che non è divertente la gente ti ammazza, cioè si
aspettano che tutto quello che scrivi è divertente e c'è
gente giuro che pensa che anche tu sia divertente, cioè se
scrivi cose divertenti tu scrittore devi essere divertente,
un po' come se chi scrive giallo in fondo è un assassino e
così quando incontro qualcuno che legge i racconti di io e
cecilia mi dice ah tu sei quello di io e cecilia e io dico
eh sì e lui dice ne ho letto qualcuno davvero sei un tipo
divertente e io dico beh grazie e quello rimane a guardarmi
come se dovessi fare da un momento all'altro una battuta
formidabile, ha il tipico sorrisino dell'aspettativa e io
allora di solito allargo la gamba un po' come fanno i cani
e scorreggio; lui fa la faccia sbalordita e poi ride e mi
indica e dice cioè, ma sei fortissimo venerandi!
boxino
fabrizio venerandi è uno scrittore divertente che ne sa una
più del diavolo. è lo stesso che ha scritto quel libricino
che tenete nella tasca della giacca per fare colpo sulle
ragazzine adolescenti, quello intitolato l'amore è un
cavolfiore.