Accendo la televisione e c'è un vecchio che mi dice che
devo essere ottimista, che l'ottimismo è il sale della
vita, e io penso che se anche a me l'unieuro mi pagasse per
fare pubblicità cretine, sarei ottimista e sorriderei a
tutti quelli che incontro per strada, voglio dire, fare
cose cretine e essere pagati credo sia più appagante che
fare cose complicate e faticose e essere pagati, i cretini
sono più felici.
Spengo la televisione e sospiro, vado in salotto dove c'è
niccolotto davanti all'imac tangerino che guarda intontito
winnie the pooh: così è per i bambini, appena accendi il
video, loro si spengono. E' immobile, sguardo fisso a
vedere le gesta di questo orsacchiotto con evidenti ritardi
psicomotori che si agita nello schermo colorato dell'imac
in un tripudio di marchi disney, che manco le vacche nel
far west. Sembra quasi che la disney abbia paura che
qualcuno si dimentichi che winnie the pooh se lo sono
comprato, o che topolino è un loro dipendente, e ci mettono
come prezzemolo il loro marchio che -da solo- è portatore
di valore.
Di questo si accorge il silenzioso genitore che -al primo
piano interrato di prenatal- tiene in mano alla cassa un
orrendo berettino di jeans con sopra una faccia che
assomiglia vagamente a quella di winnie the pooh,
sormontata dall'immancabile marchio disney, e questo
sciatto berettino il cui costo non dovrebbe superare i due
o tre euro, acquista un entusiastico plusvalore dovuto al
suddetto marchio disney, e quindi il genitore inghiotte
saliva gelida cedendo alla cassiera la bellezza di sedici
euro, circa trentaduemilalire, per un robo orrendo che
sicuramente il niccolotto perderà all'asilo nido il giorno
dopo.
Ma il genitore sorride, perché è ottimista perché
l'ottimismo è il sale della vita.
E dentro all'imac winnie the pooh dice 'rabbia' e dice che
il senso della vita è mangiare tanto miele, e niccolotto
guarda senza mai battere le palpebre.
"Gli si asciugheranno gli occhi" penso, e in silenzio,
faccio finta di essere altrove, accendo il fido powerbook
duo, lo attacco alla ethernet, apro un programma per
collegarmi all'imac tramite ssh, faccio un bel comando unix
che ho imparato a memoria per vedere i processi aperti,
processi vuol dire applicazioni in senso vasto, trovo
quella del dvd player e digito il secondo comando unix che
ho imparato che si chiama 'kill', e improvvisamente il dvd
player si chiude e niccolò si riscuote, come se si
svegliasse da una letargia benefica.
"Oh!" faccio io. "Finito!" esclamo cercando di tornare in
possesso dell'imac, il problema dei sistemi operativi
grafici è che anche un bambino potrebbe usarli, e niccolò è
un bambino e pensa che siano fatti apposta per lui,
insomma, ho sempre l'impressione che prima o poi qualcuno
avrà l'idea di fare un sistema operativo che anche un
*adulto* potrà capirlo e tutti guarderemo i mouse, i
disegni di piccoli hard disk sul monitor che saltellano, la
freccia nera che si sposta faticosamente di centimetro in
centimetro e ci renderemo conto che per anni ed anni
abbiamo usato la tecnologia più estrema con la stessa
mentalità con cui si usano i lego, o i gessetti colorati, e
ci sentiremo terribilmente idioti.
Comunque adesso è il mio turno di essere idiota, quindi
sposto delicatamente il niccolotto per terra e dico che ora
tocca a papà, che papà deve scrivere una lettera, e mio
figlio, che di solito ingaggia una battaglia per il
possesso che si conclude con lacrime e guancie rosse,
stranamente si defila nella sua cameretta e inizia a
trafficare tra le sue cose e io sospiro e cerco il server
ppp e non lo trovo.
Se c'è una cosa che odio è quando cerco il server ppp e non
lo trovo, perché anche quando lo trovo non è che io lo
trovi effettivamente, cioé se lo trovo dico è andata, è una
grazia divina amen, se non lo trovo non so come cercarlo,
insomma resto a cliccare con quest'ansia nello stomaco di
qualcosa che invisibile che ogni tanto lo trovo ogni tanto
no, e adesso no.
Intanto il niccolotto esce dalla sua stanza e dice papà
giusta, che sono ancora indeciso se si tratti di un
generico "papà è uno che aggiusta", o "papà, cazzo,
aggiusta", ma conoscendo la madre credo sia il secondo.
Papà sottoscritto abbandona lo schermo vitreo dell'imac,
sospira e osserva cosa tenga tra le mani il niccolotto e il
niccolotto ha una copia della musicassetta "tutti amici con
winnie the pooh", cassetta che il padre venerandi conosce
praticamente a menadito e di cui è costretto spesso a
cantare saltellando all'unisono con il niccolò qualcosa il
cui titolo è "se hai scritto nel tuo viso/ che la vita ti
ha sorriso/salta e batti le manine insieme a pooh", e ogni
volta il venerandi alle parole "se hai scritto nel tuo
viso/che la vita ti ha sorriso", vede a mezz'aria il volto
del vecchio che dice "benvenuto nell'era dell'ottimismo!" e
sente un brivido lungo la schiena e si tocca le palle di
nascosto.
Ma questa volta il venerandi sorride osservando il lungo
nastro della suddetta cassetta che svolazza allegramente
nell'aria, come un festone cinese, e mostra chiaramente di
essere staccato in due parti distinte.
"Oh, si è rotto" dice il padre fingendo grande dolore.
"Irrimediabilmente" aggiunge tirando su con il naso, ma il
niccolotto non è per niente convinto e dice di nuovo papà
giusta e apre la seconda mano e nella seconda mano c'è un
profilattico.
Chiuso grazie al cielo.
"Uh? Si è rotto pure quello?" chiede tra sé e sé il padre,
meglio prima che dopo.
Ma il niccolotto fa no no con la testa e dice papà giusta,
e fa una specie di mimo in cui fa vedere come il padre
dovrebbe aggiustare la cassetta di winnie the pooh con un
profilattico, cosa peraltro improbabile, finché il padre
sottoscritto, dopo una serie di mimi bambineschi sempre più
impressionanti, ha una illuminazione e capisce che il
niccolotto- ingannato da una sanitaria piccola croce rossa
sulla confezione del profilattico- lo ha scambiato per un
cerotto.
"Cerotto!" esclama il padre raggiante, e "sci!" risponde il
niccolotto sorridendo, un bagliore comunicativo, un po'
come dopo mezz'ora di looking for ppp server, appare quella
sfilza di messaggi rassicuranti e poi le finte lucine verdi
e rosse che ci dicono quanti byte viaggiano tra analogico e
digitale: insomma la tanto agognata comunicazione
generazionale.
"Ma non si può aggiustare" dico io indicando il nastro, "è
rotto rotto, di quelle rotture da cui non ci si salva"
aggiungo e alle prime lacrime del niccolò mi sento in
colpa, e aggiungo che non deve piangere, che deve essere
ottimista, e essere ottimista in questo caso vuol dire che
papà comprerà una nuova cassetta di winnie the pooh e penso
che ottimismo ultimamente vuol dire rendere più felici i
dipendenti disney.
In quel momento entra in casa cecilia, molla il casco sul
tavolo liberando i suoi biondi capelli e resta immobile a
fissare l'immagine di io padre in ginocchio vicino a
niccolò figlio che porge al padre un profilattico. "Quindi
-concludo ad alta voce come se stessi continuando un lungo
discorso- se vuoi un fratellino non devi bucare solo
questo, ma anche tutti gli altri!" e mi alzo e accarezzo la
testa di mio figlio che non capisce più niente e si gira
perplesso verso la madre la quale, dal canto suo, inizia a
digrignare i denti, e se ne va in cucina.
Il niccolotto resta a guardare me, poi guarda il corridoio
buio in cui si è infilata la madre, e poi mi strappa dalle
mani cassetta e profilattico e corre verso la cucina
urlando "mamma giusta!"
'Traditore' sussurro tra me e me vedendolo scomparire, e
torno ad osservare il video dell'imac che continua non
trovare il server ppp, butta fuori finestre di errore che
si sovrappongono le une alle altre come stupidi fogli in
una fotocopiatrice inceppata, e io cerco di dare coraggio
al macintosh, dài, gli dico, dai che alla fine lo trovi
questo ppp, e passo anche una mano sul curvilineo case
arancione, come per accarezzarlo, in realtà lo faccio per
scaldarmi le mani il riscaldamento è spento, per
pessimismo.
Mentre sono lì che parlo con l'imac torna in sala il
niccolotto, non mi degna di uno sguardo, si infila nella
sua cameretta, e poco dopo ecco che arrivano le note
rassicuranti di winnie the pooh che gli dice che se ha
scritto nel suo viso che la vita gli ha sorriso deve
battere le mani, e lui le batte.
"Ne avevi due di cassette?" chiedo stupito alla madre che
entra in scena trionfante e lei dice cretino, lo ha
aggiustato, il nastro, e mi spiega che i nastri delle
cassette hanno la parte di silenzio che è attaccata al
nastro vero e proprio con un po' di sputo di colla che si
stacca di niente, ma basta metterci un po' di scotch e
regge meglio di prima.
"Ma brava!" faccio io con tono sarcastico. "Ma brava!
Facciamo del retrocomputing con le musicassette? Ci diamo
al recupero roba guasta? E l'ottimismo dove lo mettiamo? E
il sale della vita?" le chiedo sequenzialmente mettendo le
mani a piramide, e le spiego del vecchio e del fatto che
secondo me comprando due cassette avremmo aiutato
l'economia italiana che ne ha tanto bisogno.
Cecilia non mi risponde e mi manda via dall'imac con un
colpo di culo.
"L'ottimismo io ce l'ho nelle mani" mi risponde facendo un
gesto come magico nell'aria, e con il mouse clicca su
connetti, e l'imac si connette subito al server ppp e
internet scorre tutto in casa nostra, come una grande
zaffata, come un mare di aranciata.