Chi ha inventato i portatili pensava ai padri che stanno
seduti ai giochi seguendo con lo sguardo spento il figlio
che salta come un pazzo con dentro gli occhi
quell'allegrezza smisurata con cui i bambini fanno e
scoprono cose clamorose tipo salire paonazzi sul gollo di
una giraffa gonfiabile poi gettarsi di sotto urlando per il
gusto di farlo.
Il padre sta seduto con il powerbook o in seconda istanza
(più popolare) con la gazzetta dello sport e ogni volta che
un bambino urla 'papaaaa' il padre alza la testa, individua
il bambino, controlla se è il suo e in caso affermativo
alza il braccio e fa un sorriso che si dice per definizione
'paterno'. Insomma una query dei figli presenti nel parco
giochi per selezionare solo il proprio folle niccolotto e
mandargli un segnale di partecipazione.
Peraltro i figli corrono e sudano e mantengono quindi un
buon clima interno mentre i padri sulle panchine stanno
ravvolti nei loro giacconi e dopo un oretta sono dei pezzi
di ghiaccio e usano la gazzetta dello sport per coprirsi
dal vento di tramontana o, nel caso specifico del
venerandi, il powerbook 12'' come scaldagambe, uso per il
quale era stato probabilmente progettato nelle gelide notti
invernali di cupertino.
Insomma sono lì ai giardinetti che scrivo con il powerbook
il mio romanzo della maturità, dando di tanto in tanto
un'occhiata al figlio niccolotto che gioca gira, litiga,
viene menato, cade, ruba una bici, insomma fa il demo della
propria vita sociale futura, mentre io cerco di non farmi
distrarre sto scrivendo questa storia molto tesa di uno
scimmiotto chiuso al centro del mondo assieme al creatore e
a uno stagnino, una cosa piena di allegorie e che
post-mortem varrebbe moltissimo se prima diventassi ricco e
famoso in qualche altro modo, tipo fare il comico al
drive-in imitando un poliziotto del suditalia, e mentre
sono lì che scrivo e sento il caldino sulle gambe penso a
un articolo che ho letto la mattina in ufficio che dice che
tenere i portatili sulle gambe scalda i testicoli (chi li
ha) e questo scaldamento continuo potrebbe portare
all'impotenza e a me questo fatto di diventare impotente
per l'informatica mi spaventa un po', così allontano un po'
il portatile verso i ginocchi, e mentre sto ancora pensando
a questa cosa che impotenti è un po' brutto sento il mio
senso di ragno che va a mille e allora alzo gli occhi e
vedo che i genitori mi stanno guardando e mi indicano
parlando sottovoce e scuotendo la testa e io penso che sono
invidiosi del mio powerbook finché non mi volto verso i
bambini e di colpo rivaluto il fatto dell'impotenza, nel
senso che vedo il niccolotto nel mezzo del parco giochi che
si è tirato giù i pantaloni e le mutande e nel centro di un
gruppo di bambine sta pisciando ridendo come un pazzo
mentre le bambine guardano il fenomeno con evidente
interesse.
'Cazzo cazzo' dico chiudendo il powerbook, alzandomi di
scatto e iniziando a dire niccolò! ma niccolò! ma cosa stai
facendo niccolò! a voce vieppiù crescente per farmi sentire
anche dai genitori che mi stanno ancora osservando
scuotendo la testa e io mi avvicino sempre tenendo il
powerbook in mano e il niccolotto mi guarda con sguardo
panico, le bambine delinquenti si defilano e io resto di
fronte a mio figlio e alla sua prodigiosa pisciata, di cui
resta una non trascurabile pozzangheretta nel mezzo dei
giochi. Con la mano libera dal powerbook gli tiro su
mutande e braghe lanciandogli contro frasi tra il
pedagogico e il biblico e poi mi giro e rimango a fissare
la pisciata che evidentemente adesso impedisce il normale
svolgersi dei giochi bambineschi e poi guardo il powerbook
che ho sotto il braccio e ho questo strano effetto di
passare da essere una persona di media cultura che stava
scrivendo un romanzo surreale con un portatile fichetto
della apple, a essere una bestia di fronte alla piscia
della propria bestia figlio che deve rimuovere quella
piscia altrimenti altre bestie sedute tutte attorno gli si
lancerebbero contro con urla e grida brandendo pezzi di
osso, insomma una scena madre kubrikiana.
Sudo.
I bambini si sono fermati a guardarmi. I genitori tacciono
osservando la pozzanghera di fluido niccolesco. Io sento
l'alluminio pulito del powerbook sotto le dita, mi guardo
attorno e mi rendo conto che non riesco a pensare a nessun
modo per togliere la pisciata da in mezzo al parco bimbi,
così mi sento in colpa, penso che un padre buono non
sarebbe rimasto a scrivere con il powerbook, sarebbe stato
come un aquila che veglia sul proprio figlio, avrebbe visto
il niccolotto tirarsi giù le braghe, sarebbe saltato giù
dalla panchina in un attimo avrebbe bloccato il figlio e
avrebbe stroncata la tragedia sul nascere, senza rimproveri
postumi ma anzi con voce delicata e sicura, e anche nel
caso sfortunato che il niccolotto avesse tirate giù le
braghe nel mentre che il padre buono era impegnato in altre
attività da padre buono tipo salvare un gattino rimasto
bloccato sull'albero, anche in quel caso il padre buono
avrebbe trovato subito maniera di deviare il corso di un
torrente per pulire l'asfalto puzzolente del figliol
prodigo il quale -da solo- si sarebbe messo a piangere per
la propria sventatezza chiedendo scusa al padre, in un
tripudio di applausi dei bambini e strette di mano dagli
altri padri esondanti ammirazione, ecco cosa avrebbe fatto
un padre buono e il senso di colpa aumenta con un certo
imbarazzo per non sapere cosa fare quando niccolotto mi
salva.
Si mette a ridere.
Allora lo afferro per un polso e dico a voce alta ah ridi
pure! allora subito in castigo! a casa! e senza frapporre
indugio lo trascino via dal parco bimbi galoppando a lunghi
passi e mandando ogni tanto delle urla di indignazione tipo
vedrai la tua mamma stasera! o te lo scordi il trenino
nuovo! cose di questo tipo finché non arrivo alla curva e
mi giro e vedo che i genitori sono rimasti interdetti da
questa uscita di scena e due o tre si stanno alzando
andando verso la pozzanghera e altri parlottano a voce più
alta allora io dico a niccolotto corri nicolotto! via corri
più veloce che puoi! e prendiamo a scappare assieme, lo
tiro in pratica lui muove i piedi nell'aria e ride, rido
anche io, e quando siamo lontani abbastanza lo prendo in
braccio egli chiedo perché lo ha fatto, perché ha pisciato
per terra, e lui mi dice perché gli scappava.
"Certo, ma invece che farla per terra dovevi venire da papà
e dirmi, papà mi scappa la pipì, ecco cosa dovevi fare" gli
spiego e lui mi risponde che è quello che ha fatto e io gli
dico non è vero e lui dice che sì che è vero che me lo
aveva chiesto ma io stavo scrivendo al computer, e ho fatto
sì sì con la testa e gli ho accarezzato i capelli e gli ho
detto bravo bravo e lui se ne è andato e gli scappava e
l'ha fatta!
"Ah" faccio io e me ne sto zitto perché se non è vero, è
verisimile.
Siccome è ancora presto per tornare a casa andiamo in un
altro parco giochi più grande, pieno di bambini che si
incrociano ce ne sono davvero tanti, il parco è grande c'è
anche una fontana sullo sfondo e il mare, io mi siedo e
niccolò parte inizia a salire scivoli a fregare bici e io
mi dico devo fare il padre buono che veglia sul figlio,
guardo anche gli altri padri e vedo che accanto a quelli
con la gazzetta dello sport ci sono i padri bravi che
vegliano sui figli e io dico oggi faccio il padre bravo e
veglio sul figlio e dopo dieci minuti che veglio mi rendo
conto che vegliare sui figli è una cosa interessante come
studiare quegli scarabei che fanno la pallina di sterco e
la spingono per metri e metri con una lentezza indicibile,
anzi no, è sicuramente più interessante guardare gli
scarabei che fanno le palle di sterco piuttosto che un
niccolotto che corre, sale su uno scivolo, scende, risale
sullo scivolo, riscende, risale sullo scivolo, fa una corsa
attorno allo scivolo, risale eccetera e mentre sono lì che
guardo mio figlio che ride e poi scende da uno scivolo mi
viene in mente una grande idea per lo scimmiotto mi rendo
conto che è una frase di un dialogo che segnerebbe in
maniera drastica il romanzo, lo scimmiotto ride, si gratta
la testa e dice allo stagnino una frase sugli scarabei con
le palle di sterco che riassume tutto il capitolo e mentre
la formo bene in testa mi rendo anche conto che alla sera a
casa me la sarei certamente dimenticata, e quindi guardo il
powerbook chiuso e poi guardo niccolò che fa una corsa
attorno a una rana di legno con la molla sotto e poi guardo
il powerbook e poi niccolotto che si dondola sulla rana di
legno e poi apro il powerbook e vado a cercare il punto in
cui c'era il dialogo, lo scrivo faccio un po' di editing,
aggiungo anche la risposta dello stagnino, e mi dico già
che ci sono scrivo anche un messaggio email e quando sto
scrivendo alzo un attimo lo sguardo per vedere cosa fa mio
figlio e mio figlio non c'è.
Guardo la rana e adesso c'è un brutto bimbo dai capelli
neri, guardo lo scivolo e ci sono solo delle bambine,
guardo quelli in bici niccolò non c'è, rimango calmo guardo
meglio, cerco solo quelli biondi non c'è, mi alzo ho chiuso
il powerbook e vado a passi veloci ma sorrido e guardo
attorno e niccolò non c'è lo vedrei cazzo è mio figlio
niccolò non c'è vado sugli scivoli e salgo i primi scalini
per vedere se è sopra e non c'è, adesso sto camminando più
veloce e urlo niccolò, ma sorrido sempre perché non voglio
che gli altri genitori capiscano che sono in panico
completo sono come tom cruise in minority report urlo e
vado di corsa praticamente, stringo il powerbook alla
pancia come se fosse mio figlio e urlo niccolò! niccolò! e
sorrido sempre come se fosse uno scherzo e sento le gambe
molli e mi dico che sono un padre davvero bastardo a stare
sempre davanti a quel cazzo di powerbook e il maniaco o
l'assassino si è reso conto che ero un padre bastardo e
quando scrivevo le mie cazzate, perché scrivere storie di
scimmiotti a trentacinque anni vuol dire scrivere delle
cazzate, mentre scrivevo le mie cazzate l'assassino è
andato da niccolotto e gli ha detto vieni qua che c'è la
zia o la nonna e niccolotto che è un pezzo di pane l'ha
seguito e figurati in mezzo a quella bolgia è pieno di
gente ci sono sei uscite da questo parco, è bastato un
minuto per essere fuori e magari c'era uno che aspettava in
macchina e fra sei anni mio figlio sarà completamente
diverso non lo riconoscerò neppure camminando per strada e
lui non riconoscerà me saremo due stranieri per colpa mia
del padre bastardo, vivrò nel rimorso appendendo
manifestini con la faccia di niccolò treenne la mia vita
sarà finita cecilia mi lascerà, ho visto un film con la
stessa trama su canale cinque.
Alla fine mi dico che mai mai più il powerbook al posto di
niccolò, oh se riappare niccolò mai più, davvero mai più
powerbook e in quel momento vedo l'ombra che danza davanti
alla fontana.