Sono con francesco, tecnico ansaldo, e stiamo parlando dell'arte contemporanea che avremmo fatto se invece di impiegati fossimo stati dei grandi performer con installazioni multimediali e cose del genere, insomma arriva la fase nella quale ti rendi conto che di tutte le cose che avresti potuto fare te ne sono rimaste due o tre *veramente* fattibili, e quelle due o tre non sono particolarmente eccitanti, tipo buttare una rete a strascico nel mare pieno di delfini e sirenette adolescenti, e restare vent'anni con la rete a mollo e quando tiri su ti ritrovi tre pesci-scorfano di cui uno morto per complicazioni.
"La nostra gioventù è finita" dico osservando la meletta arcobaleno del mio powerbook duo.
"Parla per te, io sono cinque anni più giovane" replica francesco mettendo le mani avanti.
"Uh? Cambia qualcosa?"
"Ho ancora cinque anni di buono, poi anche io sarò un fallito come te"
Scuoto la testa. "Non è dai numeri che si capisce l'obsolescenza di una persona" gli spiego.
"No?" fa lui perplesso.
"Ti dirò due parole, e se un brividino ti correrà lungo la spina dorsale vuol dire che anche tu sei nella mia stessa barca"
"Due parole?"
"Due" dico e mi siedo sulla sedia sospirando.
"Vai" fa lui mettendosi a braccia conserte e gambe leggermente divaricate.
Mi schiarisco la voce, poi colpisco.
"Hypercard"
"Ouch!"
"Multifinder"
"Ti prego basta" fa lui pallido in volto, cercando una sedia con la mano.
Sorrido. Gli spiego che il giorno prima in it.comp.macintosh uno aveva chiesto *cosa* fosse hypercard, e cosa volesse dire iridata, ed io mi ero sentito appartenente a un'altra generazione.
Francesco ha il viso immerso nelle sue mani. "Taci -sussurra- mi stai uccidendo".
Rimango in silenzio, osservo le crepe nel soffitto di casa mia e non posso fare a meno di snocciolare mentalmente la lunga nomistica alla quale associo naturalmente icone e immagini della mia storia, tipo la faccetta beffarda di resedit, il cane bianco con le pezze nere delle opzioni di stampa, il primo driver zen della stylewriter, le icone monocolore del system 6.0.7: ricordi che sono travolti dall'obsolescenza delle macchine e diventano obsoleti anche loro, a questo nessuno aveva pensato.
Sto per pontificare a voce alta su questo concetto dell'obsolescenza dei ricordi, quando si sente una chiave nella serratura e si apre la porta e appare cecilia, la compagna della mia vita, dalle bionde chiome e dalle bianche caviglie, tiene il niccolotto in braccio e appena vede me e francesco assieme, copre gli occhi del bambino con una mano.
"Non guardare niccolò -dice- o rischi di trasformarti in una statua di sale!" e senza aggiungere altro lo trascina di peso in cucina e si chiude dentro.
"Cosa vuole dire?" mi chiede francesco spaventato mettendo le mani a piramide e io gli spiego che cecilia ha paura che niccolò diventi come noi, che io e francesco singolarmente siamo due persone insopportabili, ma insieme diventiamo pericolosi verso noi stessi e verso l'esterno, questo è quello che pensa cecilia.
"E' tutta invidia -stigmatizza francesco- sa che io posso darti cose che lei non potrà mai"
"Amicizia maschile?"
"No, hardware" e mi dice che gli avanza della ram se la voglio, e intanto ha tirato fuori il suo powerbook g3 e lo ha attaccato all'ibook di cecilia.
"Ho bisogno di un buon programma per scrivere, che sia compatibile con office" mi annuncia con voce impostata. Vuole cambiare discorso.
"Posso darti neooffice, apre anche i .doc" faccio io.
"Ok, ricordati di darmi la crack"
"Non serve la crack, è open source, è gratis" gli spiego.
Francesco tossice e mi dice che allora non lo vuole. "Niente software gratuito, sono contro. Per principio".
"Uh? Hai dei principi?"
Francesco inizia a gesticolare. "Questi studentelli brufolosi con gli occhiali spessi quattro centimetri tolgono posti di lavoro ai professionisti, e così le software house falliscono e noi ci troviamo pieni di software gratuito, complicato, instabile e brutto"
Mi metto le dita alla base degli occhi, come per massaggiarli. "Francesco -dico- tu non hai mai comprato un software legalmente, hai solo copie crackate"
"Non è vero"
"Dimmi l'ultimo software che hai comprato"
Francesco guarda il suo powerbook chiuso, socchiudendo gli occhi, come se stesse leggendo le directory dei file chiusi dentro alla plastica nera del case. "Othello" fa alla fine sollevato, e mi dice che ha comprato uno shareware dell'othello.
"Othello"
"Othello"
"Sicuro fosse shareware?"
"Sì. Quasi"
"Quasi?"
"Cardware" specifica meglio senza guardarmi negli occhi e così viene fuori che era un programma che per averlo funzionante dovevi spedire una cartolina postale, il programmatore faceva collezione.
"Uh, hai salvato l'economia americana con questo coraggioso acquisto"
"E' successo nel '91, ero giovane" ammette e poi mi dice che comunque aveva usato una affrancatura incompleta, erano dei francobolli che erano avanzati a sua madre, non è sicuro che valga davvero.
"Metto la crocetta su 'non so' se non ti dispiace" faccio io e lui alza le spalle.
Si siede, apre la conchiglia del suo g3, e rimane ad osservare lo sfondo blu del macosx. Non fa niente, rimane come incantato di fronte allo schermo.
"Tutto bene?" chiedo dopo un po', preoccupato dal suo silenzio, quando sta zitto francesco c'è sempre il rischio che si metta a pensare.
"Sto pensando" mi dice infatti e poi si gira verso di me e mi chiede se avevamo *davvero* bisogno di comperare macosx.
"Non credo tu lo abbia *davvero* comperato, letteralmente voglio dire" rispondo io senza capire e lui dice che no, sta parlando in generale. "Avevamo *davvero* bisogno di questo sistema operativo sulle nostre macchine?" e intanto indica col pollice i cristalli liquidi dello schermo. "Voglio dire, la apple ha preso il nostro sistema operativo preferito e lo ha buttato sull'icona del cestino. E poi ci ha dato questo sistema operativo che non è l'evoluzione di quello vecchio. E' proprio diverso, è un'altra cosa".
Tossisce. Mi racconta che ultimamente il suo macosx ogni tanto gli dice che lui non ha i privilegi per fare qualcosa. "Sono in soggezione quando lo uso, ho sempre l'impressione che esista qualcosa di più grande di me e del computer, qualcosa di invisibile che è sia dentro che fuori dal computer, che decide se le mie azioni sono giuste o sbagliate e agisce di conseguenza" spiega gesticolando appena con gli occhi.
"Dio?" ipotizzo io indicando le crepe sul soffitto.
"No, root". Ma comunque i due tipi hanno molte cose in comune, aggiunge, e io penso i fedeli.
"Anche le icone sono cambiate"
"Che icone?"
"Quelle di macosx" e mi spiega che con macosx la apple ha fatto un radicale cambiamento di look, nel senso che prima macintosh voleva dire io uso il computer e per me il lavoro è come un gioco, cioé, lo accendevi e ti appariva una faccia che rideva, le icone erano bambinesche, i colori pastello, la mela era di arcobaleno, insomma sembrava di essere all'asilo nido. Adesso non più, adesso non più e scuote la testa.
"Adesso è tutto fico: le icone sono fiche, la mela è fica, il design è fico"
"Uh, e dove è il problema?" faccio io.
"Che io non sono fico"
"Ah"
"Io sono rimasto color arcobaleno" dice con fare drammatico osservando la finestra e il lontano svincolo autostradale.

Cecilia appare allora sulla soglia della porta, ci stava spiando. Sta fumando una sigaretta, sorride stranamente e dice a francesco che quindi dovrebbe essere contento per quello che è successo oggi.
Francesco non capisce scuote la testa e chiede successo oggi, successo oggi cioé e cecilia gli dice, ma sì, non sai del system 9.5?
Il mio compagno barcolla e mi guarda, io distolgo lo sguardo e osservo il pavimento con interesse.
"System 9.2 vuoi dire?" chiede francesco con la voce rotta.
"No, system 9.5" ribatte cecilia e si mette a spiegare tra nuvolette di fumo che la apple ha rilasciato i sorgenti del 9.2 come progetto open source e un gruppo di programmatori tedeschi, le sembra tedeschi, si sono messi a lavorarci sopra per fare il system 9.5 e continuare lo sviluppo del system classic, il primo passo sarà il vero multitasking e il supporto in emulazione delle applicazioni cocoa. "Hanno anche il sito, e ci sono già dei download".
"Francesco..." inizio io alzando lo sguardo, ma non faccio in tempo a dire niente che lui si è ripreso il powerbook g3, si è rimesso la giacca e il casco e dice che deve scappare a casa, deve collegarsi subito a internet.
Sorride, è felice come un bambino arcobaleno e dice grazie, grazie cecilia.
Dopo un attimo si sente la moto che rombetta via, e poi il silenzio rotto dalla risata sarcastica di cecilia.
"Sei senza cuore" le dico a bassa voce, e lei mi risponde che non ho i privilegi necessari per dirle una cosa del genere: si siede sulle mie gambe e vedo che inizia a impostare una pagina in html e scrive welcome to mac os 9.5! e mi chiede di passarle il vocabolario in tedesco, che ha solo quindici minuti prima che francesco riesca a collegarsi da casa sua.
Io sospiro, guardo la libreria e penso galeotto fu il libro eccetera.