"Salve, è il servizio di assistenza apple?"
"Sì, sono fabio, in cosa posso esserle utile?"
"Beh, io sono fabrizio venerandi ho un powerbook 12 pollici nuovo di pacca e ho un problema..."
"Non ci crederà, ma anche io ho un problema"
"Uh... davvero?"
"Sì, il mio problema è che lavoro in un call center, sa cosa vuol dire lavorare in un call center?"
"Io... non..."
"Significa che tu entri in questo bel posto luminoso e per otto ore devi sentire in cuffia, quindi molto molto bene, gente che è incazzata con te perché qualcosa non funziona, e non funziona perché la apple ha sbagliato qualcosa, e in quel momento, in quelle dannate otto ore io *sono* la apple per questi utenti rattristati da un apparecchio che -mi creda- è un miracolo che riesca a funzionare al prezzo ridicolo al quale lo vendiamo. Invece di dire ah, guardi qui non si installa, dovreste dire grazie, grazie apple per averci fornito l'opportunità. Ha capito?"
"... potrei parlare con un suo collega vorrei un secondo parere"
"...le parole chiave sono opportunità e ringraziamento. Ma no, l'utente finale si lamenta perché c'è qualche millimetro di spessore tra case e batteria, c'è un leggero alone magenta in basso nell'angolino del monitor, la tastiera sembra fatta di marzapane... tutti a volere la dannata perfezione... lo sa dove è stato costruito il suo computer?"
"Avrei detto cupertino ma intuisco non poter essere una riposta vincente"
"L'ha detto. Il suo computer viene costruito a taiwan con componentisica che arriva da una pletora di staterelli orientali di cui a stento sarei in grado di riprodurre il nome. Poi, gente con gli occhi per tradizione fatta a sottile fessura, attacca gli uni agli altri questi scampoli di tecnologia producendo una cosa che -grazie ad una serie di marchi in americano- diventerà poi un macintosh. E lei pretenderebbe che questa casuale accozzaglia di componenti sia perfetta? Sa come si chiama questo?"
"Mh... capitalismo oppure cattivo assemblaggio"
"No, si chiama insoddisfazione umana"
"Ah, capisco"
"L'insoddisfazione dell'uomo rispetto ad un prodotto ideale che non esiste nemmeno, i macintosh non potranno mai renderla felice. Lei deve trovare la felicità dentro si sé e poi trasferirla al suo macintosh. E' lei che deve rendere felice il suo computer"
"Quindi, per tornare al mio problema che non ho ancora avuto la fortuna di esporre, il fatto che al mio powerbook G4 12'' si congeli il sistema operativo mentre lo uso, è dovuto alla cattiva influenza del mio karma?"
"No, in questo caso si tratta chiaramente di un problema di ram"
"Ah. Allora basta sostituirla?"
"Scherza? Noi alla apple abbiamo pensato anche a questo: è saldata sulla scheda madre. Deve farsi cambiare tutto il computer"
"Lo sa che sto deglutendo saliva fredda?"
"Mi spiace ma non posso fraternizzare con i clienti"
"Non sa cosa si perde. Comunque la ringrazio, adesso provo a farmelo cambiare"
"Si figuri, e si ricordi che il suo computer ha bisogno del suo affetto" dice Fabio e io biascico ancora grazie grazie e butto giù la cornetta.
Davanti a me rimane il mio powerbook 12'' nuovo di pacca con la freccia congelata nel mezzo del monitor, non si muove niente, voi non capite ed è il momento di un flashback veloce, è il 12 giugno è domenica è il mio compleanno, la festa è finita siamo soli io e cecilia che non mi ha regalato niente, ma mi fa gli occhioni dolci e mi chiede ma tu vuoi davvero il powerbook 12'' sei sicuro che non puoi aspettare, e io vedo tutta la mia vita scorrere davanti agli occhi e per tutta la mia vita intendo dal primo computer in poi, una serie di case plastificati dai colori arcobalenati, e sospiro e guardo il cielo stranamente azzurro dentro cui vengono sbattuti da una parte all'altra veloci uccelli neri, come stracci mangiamosche. "Ceci -sospiro- io non ho bisogno del powerbook 12''. Quello che veramente desidero è un po' di serenità e forse il powerbook 12'' mi aiuterebbe". Cecilia fa la faccia di quella che mi vuole bene e dice che allora me lo compera, domani va e me lo compera. Io sorrido, mi alzo e la abbraccio e poi mentre la abbraccio le dico all'orecchio perché aspettare domani, sono le 17.30 la fnac chiude alle 20, e a queste mie parole cecilia si divincola e dice che -cazzo- sono sempre lo stesso, si è messa di cattiva umore comunque ha dato la sua parola sale sullo scooter e parte.
Appena inizio ad usare il powerbook 12'' capisco che il powerbook 12'' era il computer che volevo è esattamente come lo volevo io, insomma è un magico incontro, e io gli voglio anche bene finché una sera non vedo che c'è un leggero alone giallastro alla base del monitor, si vede appena quando è buio. "Cazzo" dico ci sposto sopra una finestra bianca e vedo che alla base c'è questo leggero alone giallastro. Lo confido a cecilia che guarda con attenzione e dice che si vede appena, che sono paranoico, e io le rispondo che sfonda un porta aperta, so benissimo di essere paranoico ma come consumatore paranoico ho dei diritti.
Quella che vedo è una imperfezione della materia e il problema delle imperfezioni della materia è che creano a loro volta imperfezioni dello spirito per esempio adesso che so che c'è l'alone giallo, io l'alone giallo lo vedo anche quando il powerbook è chiuso, quando sto cercando di addormentarmi, quando sono sotto la doccia che fisso una piastrella sbrecciata mentre l'acqua mi crolla addosso, ecco anche in quel momento dentro fabrizio venerandi c'è una piccola frattura che è data dall'impercettibile alone giallo.
Insomma vado alla fnac e gli dico guardate c'è un alone giallo e la tipa della fnac non lo apre neanche dice non c'è problema lo cambiamo, sono talmente cortesi che mi prende paura, comunque me ne danno uno nuovo di zecca, io prendo il mio nuovo powerbook 12'' vado a casa e lo apro e c'è lo stesso difetto, identico.
"Allora -chiede cecilia- almeno questo ti va bene?"
"E' identico all'altro" dico io sconsolato e clicco su un icona e la freccia si ferma, tutto bloccato, il sistema congelato. "Cazzo" dico e riavvio, e al riavvio mi chiede il nome e la password e appena tocco un tasto si congela tutto, posso solo riavviare.
"Mi ero sbagliato, non è uguale all'altro: questo è guasto" e cecilia scuote la testa e dice così impari a riportare indietro i miei regali.
Insomma, riavvio, reinstallo, prammo, formatto, ma niente; ogni cinque o sei ore il computer si congela, è fallato.
Torno alla fnac per farmelo di nuovo cambiare, ma questa volta non sono più cortesi, hanno paura che prenda il vizio, forse credono che io mi diverta ad aprire confezioni vergini di powerbook 12, mi dicono che devo parlare con il tecnico, il tecnico della fnac.
Il tecnico della fnac è una persona che conosco di vista e che mi ha sempre ispirato una certa antipatia di pelle e infatti dice che non me lo vuole cambiare perché ne ho già cambiato uno e la apple sono molto scrupolosi e loro un difetto del genere non lo hanno mai sentito e quindi devo telefonare al numero verde della apple.
"Uh, la apple ha un numero verde?"
"Certo"
"Me lo può dare così chiamo subito"
"No, guardi, lo cerchi sul sito"
"Ma è quello che inizia con 199?"
"Sì, quello"
"Ma allora non è un numero verde. E' a pagamento"
"Sì, è a pagamento" fa lui e lo dice con la stessa innocenza con cui tre secondi prima mi aveva detto che era un numero verde, io sto per incazzarmi poi penso che lavora per una multinazionale francese e penso poveraccio e me ne vado.
E quindi, siamo ad apertura di racconto, ho questo dialogo immaginario con il tecnico apple, e rimango così -basito- a guardare il mio powerbook 12'' che continua a fare freddure che non fanno ridere, finché non mi alzo, reimballo tutto, e vado alla fnac e dico che ho parlato con la apple che mi ha detto che me lo dovete cambiare e il tecnico fnac mi osserva tranquillo e dice certo, certo che lo cambiamo, gli ridiamo quello vecchio, tanto quello funzionava no? e io guardo il tecnico fnac e penso che io il powerbook lo voglio per essere sereno e sorrido e dico certo, ridatemi il primo powerbook, quello con l'alone giallo, e loro me lo ridanno e io ritorno a casa con il primo powerbook che in fondo era il vero regalo di cecilia, e sono felice, sono davvero felice mentre guido con un consumatore morto dentro allo stomaco.