Qui una lettura da "l'incidente"
Qui una lettura da "la morte del commissario Basettoni"
Qui un esclusivo video che testimonia la durissima selezione dei testi
qui sotto una bruciante recensione del famoso scrittore e ghostwriter Federico Platania:
"Se è vero che gli Stati Uniti sono ancora un melting pot, allora il Canada, che gli sta sopra, ne costituisce il coperchio tremante di bollore. Lo scopriamo, non senza sorpresa, leggendo questa antologia di giovani surrealisti canadesi messa insieme da Fabrizio Venerandi per i tipi delle edizioni I Figli Belli e venduta attraverso lulu.com. La nuova corrente letteraria d’oltreoceano, a giudicare da questi veloci racconti, è la schiuma ineffabile del post-contemporaneo. Si va dai relitti di HTML che affiorano nella prosa di Murter Moric al glaciale umorismo di Ben Miller in Limone, alle ripetizioni, come un’eco impazzita, in Inconcludenze di Peter S. Saly. Va detto subito che il totale di questo progetto è ben superiore alla somma dei suoi singoli racconti (bisogna arrivare alla fine per trovare il pezzo migliore, L’incidente di Anders E. Johansen). Venerandi muove una regia discreta nell’ombra, si intuiscono certe sue preferenze (i racconti erotici firmati da donne), ma alla fine il volume è compatto (a proposito: che peccato che non ci siano le note bio-bliografiche dei giovani scrittori) e restituisce bene il sugo filosofico che bolle in pentola. E il sugo è ben condensato nella frase «Ad un certo punto non successe niente» che appare a bruciapelo nel racconto di Gregorio Facile. Già, qui si confina a settentrione con una eterea ma feroce ultraemotività. Con questi canadesi siamo oltre. Non c’è più quel cinismo che certa narrativa occidentale aveva lavorato fino a consumarne le trame. No, qui il dolore e il piacere sono stati valutati e scartati, in quanto merce che non interessa. Qui siamo nel regno sublime dell’estetica dell’indifferenza, anzi, siamo già un passo oltre questo regno. Qualcuno ha detto che la narrativa contemporanea ha spento la luce nel mondo. Ebbene, questi giovani canadesi sembrano proprio aver imparato a vedere al buio."
Federico Platania, 18/01/08