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Ti avvicini a quest'ombra greca. Lo vedi con le mani che spezza gli oggetti, ne cerca le forme segrete e poi li spezza ancora, scrive formule sulla tavoletta di argilla per avere algoritmi che spezzino se stessi in microalgoritmi distruttori. Alla fine rimangono dei semi indivisibili, Democrito li vede ma non li riesce a toccare. È un pulviscolo che sciama verso il centro generatore del mondo [18], dove la frammentazione è ancora in corso. Alla fine il greco ti vede, si gira verso di te e dice delle parole che non senti. Fa un lungo discorso, gesticola. Cerca ancora di toccare i semi, non ci riesce. Ti porge la tavoletta di argilla [14].